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Oggi ho rivisto "Big Fish", dopo tanti anni.

L'ho amato alla follia, me lo ricordavo bello ma mi ha veramente sorpreso, soprattutto per la delicatezza con la quale Burton ha trattato certi temi, pur non rinunciando alla sua estetica folle e fantasiosa.

è un film sul cinema e più in generale sull'arte, e sulla sua importanza nel segnare profondamente la nostra vita con le sue straordinarie storie fittizie.

è una lettera d'amore alla fantasia e mi ha commosso. Per me è un capolavoro.

 
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Oggi ho rivisto "Big Fish", dopo tanti anni.L'ho amato alla follia, me lo ricordavo bello ma mi ha veramente sorpreso, soprattutto per la delicatezza con la quale Burton ha trattato certi temi, pur non rinunciando alla sua estetica folle e fantasiosa.

è un film sul cinema e più in generale sull'arte, e sulla sua importanza nel segnare profondamente la nostra vita con le sue straordinarie storie fittizie.

è una lettera d'amore alla fantasia e mi ha commosso. Per me è un capolavoro.
Uno dei migliori film di Burton per quanto mi riguarda.

 
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I Soliti Ignoti di Mario Monicelli

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Il padre della Commedia all'Italiana è anche un film incredibilmente fresco e godibile ancora oggi. Straordinaria parodia dell'heist movie riportata in un contesto italianissimo che non smorza, ma anzi amplifica l'elemento comico ma anche la sottile critica sociale che permea l'opera.

Vedere Gassman, Mastroianni e addirittura Totò in un ruolo che oggi siamo abituati ad accostare a certi grandi attori hollywoodiani non può che causare un sorriso. E che interpretazioni grandissime.

Un film che dal primo all'ultimo minuto rimane foriero di battute divertentissime e momenti iconici. La cosa migliore è che il film riesce a farlo senza ridicolizzare o smitizzare il soggetto di base (come accade in un sacco di pessime parodie odierne), le classiche fasi di organizzazione della rapina sono rispettate e rappresentate con il massimo dell'aderenza al genere, è soltanto l'alchimia fra l'improvvisato gruppo di rapinatori a far fuoriuscire l'elemento comico.

Mantenendo però un sottofondo sempre dolceamaro, quel filo di rassegnazione che fa emergere dalla risata anche uno sfondo drammatico in grado di rappresentare il sentimento dell'Italia dell'epoca. Il ruolo sociale del cinema passa di testimone dal precedente neorealismo a questo nuovo genere di commedia.

Un appunto sul finalissimo, quel "guarda che ti fanno lavorare!" ci starebbe benissimo ancora oggi per descrivere l'italiano medio. Bellissimo.
 
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The Conjuring 2

Il regista gioca molto bene con luci e ombre: ci sono delle inquadrature dove gli angoli bui mettono un'ansia non indifferente. Peccato per la CGI che fa proprio pena.

- - - Aggiornato - - -

Perfetti sconosciuti

Idea interessante e scrittura intelligente, a parte certi dialoghi un po' finti e gente che parla a sproposito al telefono. Buone le interpretazioni, anche se ho preferito le maschili alle femminili. Colonna sonora un po' troppo didascalica, addirittura ridicola in certi punti.

 
Sleepy Hollow di Tim Burton. Nonostante non si tratti proprio del mio genere preferito per via della presenza del soprannaturale mi è piaciuto, l'ambientazione soprattutto è veramente bella.

 
La terrazza di Ettore Scola. Davvero molto bello: racconta storie diverse tra di loro ma tutte egualmente patetiche, prese da una generazione borghese completamente allo sbando che non sa più dove andare e sembra non riconoscere più il mondo che la circonda. Interessante anche il discorso cinico fatto sull'industria cinematografica. Poi stiamo parlando di un film con Mastroianni, Tognazzi, Gassman e Trintignant... non penso serva aggiungere altro.

Indipendence Day - Rigenerazione di Roland Emmerich. Imbarazzante.

 
Qualche visione recente:

The Birth of a Nation di David Wark Griffith. Forse il film più razzista mai visto. Prima parte con la ricostruzione della guerra civile americana. Seconda parte con una sorta di distopia in cui ai neri viene concessa la parità coi bianchi; ma i primi prendono il potere e si rivelano crudeli e spietati. Il Ku Klux Klan come organizzazione dei giusti. Dal punto di vista tecnico molte le innovazioni.

Intolerance di David Wark Griffith. Quattro storie parallele in quattro periodi diversi della storia umana. Sono tutte accumunate dal tema dell'intolleranza, radice del male. Grande ricostruzione storica, centinaia di comparse e di costumi. La storia migliore è quella ambientata ai tempi del regista. Montaggio e sviluppo delle vicende pressoché perfetto.

Broken Blossom di David Wark Griffith. In questo film rinasce l'aspetto intimista del regista e si palesa la sua natura sensibile verso i deboli, ma fortemente dominata dal puritanesimo e da un certo patetismo, oltre che da una sorta di paura del cambiamento e del mondo a venire. Il film centra il suo obiettivo.

Il carretto fantasma di Viktor Sjostrom. Una leggenda nordica, cupa e oscura.

Il gabinetto del Dottor Caligari di Robert Wiene. L'espressionismo tedesco ai suoi massimi. Mi è piaciuto molto.

 
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Adesso faccio una domanda da ignorante, ma infondo è l'unico modo per capire le cose //content.invisioncic.com/a283374/emoticons/emoticons_dent1005.gif

Potete spiegarmi, per filo e per segno, perchè "La grande bellezza" è considerato un film così bello? Io l'ho visto e non mi è piaciuto, ma è evidente che mi sfugga il suo vero valore. Sottolineo che non è una polemica, ma voglio davvero capire, così magari mi aiutate a rivederlo da altre angolazioni.

 
Adesso faccio una domanda da ignorante, ma infondo è l'unico modo per capire le cose //content.invisioncic.com/a283374/emoticons/emoticons_dent1005.gif
Potete spiegarmi, per filo e per segno, perchè "La grande bellezza" è considerato un film così bello? Io l'ho visto e non mi è piaciuto, ma è evidente che mi sfugga il suo vero valore. Sottolineo che non è una polemica, ma voglio davvero capire, così magari mi aiutate a rivederlo da altre angolazioni.
ma veramente l'ho sempre più visto criticato che elogiato //content.invisioncic.com/a283374/emoticons/emoticons_dent1005.gif

 
Caschi male perché qui non è generalmente considerato un capolavoro, ma ti riporto i commenti di gente a cui è piaciuto proprio dal topic ufficiale:

Il ritorno in ambienti più consoni riportano un po' più di sicurezza nel cinema di Sorrentino,il quale a dire il vero tende un pochino troppo (e sempre di più) alla marchetta formale:indiscutibile poi l'eleganza la perizia e la personalità,sia in cabina di regia che in colonna sonora.Il punto è che i dilemmi di una Roma bene non sono poi così incisivi e il rischio di sceneggiatura fumosa e dietro l'angolo.Gli sproloqui borghesi nelle terrazze (SPLENDIDE) romane ricordano quelli del cinema di Scola,le riflessioni sul bisogno di un recupero del passato per dare un senso alla vita,invece, non colpiscono dove devono.Il tutto è condito dal grottesco tipico del regista,che ne ha per tutti: dai religiosi ai radical-chic sinistroidi (altro tema scolano).Per il resto: confezione a doc,echi felliniani,superba cartolina romana (ma quanto è bella Roma,coi suoi giardini interni monumenti palazzi e terrazze?) e attori tirati a lucido: sorprendente una tristissima Ferilli.Su Servillo inutile dilungarsi.Un piccolo passo in avanti rispetto al discreto This must be the place.Il miglior Sorrentino però è distante.
L'incipit è da paura:sisi:

"non cammina,corre":rickds:

finalmente l'ho vistoallora, non riesco a dire "non mi è piaciuto" perché sicuramente non è così. il sorrentino di una grande bellezza è, fortunatamente, distante da quello di this must be the place, cioè alcuni vizi e vezzi sono rimasti ( troppo ridondante a livello tecnico ) ma, al contrario del film con Penn, si è liberato di quell'aura finta ingenua che tanto mi aveva infastidito. Dovendo essere rapido ed indolore direi che questo film funziona a metà; Servillo è enorme e spesso la storia e le scene funzionano anche solo alla sua presenza sullo schermo. Purtroppo però spesso ci si dilunga troppo su alcuni aspetti narrativi e questa cosa, secondo me, rende il film eccessivamente pesante. Ho avvertito questa "pesantezza" soprattutto dalla morte della Ferilli in poi; mi è sembrato che li cominciassero ad assottigliarsi le cose da dire, si tirasse tutto un po' troppo per i capelli mettendo in atto una pantomima troppo snob per quella che la normalità del finale ( e questa roba c'era anche in TMBTP).

Insomma, il film mi è piaciuto abbastanza

Sicuramente mi aspettavo di peggio dopo aver letto le critiche in giro

Una cosa che noto è che gli americani tendono a votare molto i film stranieri ambientati in città raffigurate a mo' di cartolina/fiaba (la Roma del film) e con degli stereotipi (qua non ce ne sono). Per questo un bravissimo regista come Giuseppe Tornatore riuscirà sempre di più a strizzare l'occhio al mercato americano rispetto a i vari Sorrentino stesso e Garrone che sono altrettanto bravi. Quando presenti allo stesso tempo l'Italia di decenni fa fedelmente, ma allo stesso tempo con quel tocco di colore, di magia antica, di poesia al giorno d'oggi perduta, allora non puoi che avere successo. E' una cosa che gli americani apprezzano fortemente: lontani dalle metropoli, a loro si para davanti gli occhi un mondo magico....quello di "Nuovo cinema paradiso", "Mediterraneo", "Il postino", "L'uomo delle stelle" "Respiro" etc etc, questo tipo d'Italia, da quadro
Sorrentino ha mostrato con questo film e prima ancora con Il Divo e This Must Be the place, di volersi aprire a un cinema di più ampio respiro internazionale. Cosa che invece non vedo fare finora al grande Matteo Garrone, che ha raccontato una storia di camorra in un taglio crudo e ultrarealistico, con tanto di dialetto stretto, proprio a non volere regalare niente all'occhio e all'orecchio del pubblico che non sia un'ipotetica storia nera italiana fedelmente rivelata e nell'ultimo "Reality" descrive nuovamente la Napoli popolare, quella della gente esageratamente kitsch, narcisista e tamarra, ma allo stesso tempo, incolpevole e buona.
ma meglio in cosa, per piacere //content.invisioncic.com/a283374/emoticons/emoticons_dent1005.gif
secondo me è abbastanza emblematico che la grande bellezza venga apprezzato generalmente all'estero, mentre qua in italia o è schifato o è elogiato all'inverosimile senza via di mezzo. e proprio stando nel mezzo, io dico che i suoi pregi ce li ha e sono evidenti. una messa in scena potente, che a volte pecca che a volte forse pecca nell'essere troppo autoreferenziale, come a dire so capace e non è che te lo dimostro, proprio te lo sbatto in faccia.

della trama e del film non è che ci sia molto da capire, è una storia e un tema non originali abbelliti però in ogni modo ma senza perdere il punto di vista principale. sempre con il discorso di prima, a volte sembra che sorrentino esageri ma quasi a volersi concedere un momento di sboronaggine, perché la bussola non la perde mai.

e a me è piaciuto con riserve, ma la sua bravura e quella di servillo (me ne guardo bene a dire del cast) sono innegabili.

per il discorso oscar, a me sembra una vittoria scontata. come detto all'inizio all'estero l'hanno adorato, vuoi il fascino italiano, vuoi perché forse effettivamente qualcosa sto film ce l'avrà anche, che dite?

E' un eccellente affresco della decadenza di Roma ( e volendo anche dell'Italia). Persone che sono morti che camminano, chi intrappolato in dogmi auto-imposti ( la tipa legata al partito) chi sogna il passato disprezzando la miseria del presente ( la contessa ) chi ha perso le proprie convinzioni in quanto inglobato in una realtà vacua e senza ideali ( il cardinale ), chi drogato della propria vita non riesce a staccarsi di una quotidianità in cui non si riconosce più ( il protagonista).Questo film è indubbiamente auto-referenziale, lento mentre in alcuni punti eccessivamente pomposo ma sono proprio queste caratteristiche a renderlo un perfetto film rappresentativo.

proverò a rispondere a qualche tua domanda dando la mia interpretazione del film ma tieni conto che anche io necessito di una seconda visione perciò se qualcuno vuole controbattere ben venga...e voglio sottolineare che questa è la mia interpretazione personale
- il titolo e l' espressione "la grande bellezza" è da intendere quasi come ironia, riferita a quella che doveva essere l'elite culturale e sociale all' interno del film (la stragrande maggioranza dei personaggi per intenderci) che in realtà si è rivelata un impasto della peggior decadenza e squallore sociale (valori morali assenti, situazioni famigliari disastrate, edonismo, pigrizia etc...), non a caso è stato ambientato a Roma, la bellezza della città eterna è in netto contrasto con la bruttura interiore dei personaggi, quello di Servillo è il meno peggio perchè è consapevole di tutto ciò e alla fine cercherà il riscatto tornando a scrivere

-il personaggio del cardinale e quello della suora sono in contrasto l' un con l' altro e rappresentano il ruolo della chiesa, il primo ricco e opulento che si intende più di cucina che di spiritualità, anche lui si rivela un personaggio decadente e completamente inutile quando Jep cerca di avere un confronto sincero sui suoi problemi personali, in ben 2 occasioni, la prima volta preferisce andare a vedere le volpi nel giardino, la seconda si limita a liquidarlo con qualche parola incomprensibile in latino, (un pò come accadeva nei promessi sposi), il personaggio della suora è l' altra faccia della chiesa, quella vera, di coloro che vivono nell' abnegazione di sé e nel sacrificio e guardacaso è l' unico personaggio che durante la cena non riesce a parlare e fare sentire la sua voce coperta dalle stronzate pompose dei presenti, è questo personaggio a spingere Jep a tornare alle origini, alla purezza delle intenzioni attraverso il discorso delle radici

-la ragazza di Jep giovane rappresenta l' amore sincero che non muore mai.... è il personaggio che in 2 occasioni spinge il protagonista ad un punto di svolta, con la sua morte cominciano i dubbi del protagonista che lo portano ad un percorso introspettivo e una rivalutazione critica della sua vita, il secondo avviene in gioventù e non è presente nel film ma è suggerito dalle parole di Jep durante l' incontro con il marito davanti alla porta di casa, testualmente lui dice di non aver voluto sposarla perchè "poteva avere dei figli", se ne deduce che Jep abbia sacrificato il suo amore per una vita priva di responsabilità coniugali e impegni, è la nascita del Jep mondano e decadente

-Ramona muore per problemi di salute, sinceramente se è specificato mi deve essere sfuggito
 
Grazie. Beh alla fine mi trovo d'accordo con i dubbi sollevati da alcuni.

Ero convinto che fosse un film acclamato da tutti. A questo punto non sono più costretto a cambiare la mia opinione //content.invisioncic.com/a283374/emoticons/emoticons_dent1005.gif

 
Adesso faccio una domanda da ignorante, ma infondo è l'unico modo per capire le cose //content.invisioncic.com/a283374/emoticons/emoticons_dent1005.gif
Potete spiegarmi, per filo e per segno, perchè "La grande bellezza" è considerato un film così bello? Io l'ho visto e non mi è piaciuto, ma è evidente che mi sfugga il suo vero valore. Sottolineo che non è una polemica, ma voglio davvero capire, così magari mi aiutate a rivederlo da altre angolazioni.
Ho sempre pensato che La Grande Bellezza sia stato un tentativo di imitare La Dolce Vita fatto da un regista che de La Dolce Vita ha capito ben poco, ma questi sono i miei two cents

 
Grazie. Beh alla fine mi trovo d'accordo con i dubbi sollevati da alcuni.Ero convinto che fosse un film acclamato da tutti. A questo punto non sono più costretto a cambiare la mia opinione //content.invisioncic.com/a283374/emoticons/emoticons_dent1005.gif
Ma perchè dovresti scusa? Se un film ti fa cagàre, ti fa cagàre //content.invisioncic.com/a283374/emoticons/emoticons_dent1005.gif cambiare opinione solo perchè la nostra non è uguale a quella della maggioranza è sbagliatissimo secondo me.

 
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Florentina Hubaldo, CTE di Lav Diaz

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Parto dalla questione tempi (il film dura 6 ore) e lentezza (il film è formato da circa 150 inquadrature di cui pochissime hanno movimenti di macchina, e alcune si estendono per più di 10 minuti per non dire 20, come nel caso della finalissima). È vero che si tratta di una visione estrema che può turbare anche il cinefilo più incallito, e io stesso ammetto di essermi posto nella condizione più riposata possibile per vederlo, e ho comunque spezzato la visione in due parti. D'altra parte non è così antinarrativo come si possa pensare, il film ha una propria struttura precisa ed è montato in maniera pensata, assolutamente non casuale. Non è semplicemente "piazzo la telecamera e la vado a riprendere dopo mezz'ora", c'è una cura che non è semplicemente estetica per le inquadrature. Non è video arte, non puoi vederti mezza inquadratura, dire "ah che bella" e andartene, il film sviluppa il suo discorso per tutta la sua durata. Siamo dalle parti più estreme in cui il cinema si possa spingere però, questo sicuramente //content.invisioncic.com/a283374/emoticons/emoticons_dent1005.gif

Una donna, Florentina Hubaldo, è ormai traumatizzata da una vita sconvolta da un'infinità di violenze sessuali subite a causa dell'avarizia del padre alcolizzato, che la vende in cambio di una manciata di spiccioli (all'inizio del film il suo valore è ridotto a meno di quello di una capra). È riuscita a salvare Lolita, una delle tante figlie avute a causa degli stupri, affidandola ad una famiglia, ma la sua salute è cagionevole, probabilmente riflesso delle violenze subite dalla madre. Intanto due fratelli cercano di trovare un tesoro nascosto dal padre nella loro proprietà prima di morire. Ma, come dirà un amico dei due, "è inutile che scavate, qui c'è solo morte".

Diaz utilizza il personaggio di Florentina come simbolo del trauma che ha subito il suo paese. I tempi fluviali non sono usati per descrivere un'epopea, la storia narrata non è di certo ampia o eroica. Piuttosto sembra usare il tempo per meditare sulla sofferenza portata dal trauma. Il film è narrato in maniera non lineare e si sofferma sulla ripetizione eterna della tragedia. Le memorie della ragazza emergono spontaneamente e portano a rivivere le angosce dei ripetuti stupri (che non vengono mai mostrati direttamente ma sempre fatti percepire attraverso le sue urla disperate), la realtà si distorce portando alla mente ricordi d'infanzia (una festa popolare con gigantesche marionette, un'usanza portata nell'isola dai colonizzatori spagnoli) alternando tutto con sequenze in cui sembra che lei si distacchi dalla realtà, giocando e innalzando le mani al cielo, quasi a chiedere aiuto allo spettatore. Tutto questo si alterna allo scavo incessante dei due fratelli, protesi a cercare all'infinito un tesoro che potrebbe non esistere (anche questo forse un simbolo?). C'è un momento di rottura fra i due dovuto ad un motivo abbastanza stupido che non penso di aver ancora decifrato, però è fra i più potenti del film. Ho notato che Diaz tende a far parlare molto le immagini lasciando un sottofondo enigmatico per poi lanciarsi in questi monologhi/dialoghi rivelatori che danno un senso a quanto si è visto prima e sono spesso le sequenze migliori del film.

Indubbiamente la capacità maggiore di Diaz è quella fotografica. Riprende la natura in maniera incredibile e fa muovere i personaggi al suo interno in maniera organica. Alcune immagini sono folgoranti, altre strazianti. Gli attori non sono professionisti se non ho capito male, e sebbene normalmente se la cavino (soprattutto la protagonista) in alcune scene ho avuto l'impressione che apparissero troppo innaturali e non riuscissero a sottolineare bene i momenti.

Nel complesso direi che il film mi è piaciuto, anche se sono stati pochi i momenti in cui il film è riuscito a colpirmi profondamente. Prova Diaz superata :rickds:

PS Nel caso qualche altro matto voglia vederselo è disponibile su rai replay qui:

http://www.raiplay.it/video/2016/09/Florentina-Hubaldo-Cte-d7d33d2e-4a3a-40a0-897d-bf1294be8d49.html

http://www.raiplay.it/video/2016/09/FILM-Florentina-Hubaldo-Cte-222a08db-071b-4a55-915e-457d14f1938b.html

La seconda parte inizia circa dopo un'ora e 28.

 
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Ma perchè dovresti scusa? Se un film ti fa cagàre, ti fa cagàre //content.invisioncic.com/a283374/emoticons/emoticons_dent1005.gif cambiare opinione solo perchè la nostra non è uguale a quella della maggioranza è sbagliatissimo secondo me.
No, non intendevo quello //content.invisioncic.com/a283374/emoticons/emoticons_dent1005.gif

E' chiaro che ognuno può pensarla come vuole, però se ti accorgi che tutti la pensano diversamente la cosa più intelligente che puoi fare è porti almeno il dubbio che sia tu a sbagliare.

 
Ma perchè dovresti scusa? Se un film ti fa cagàre, ti fa cagàre //content.invisioncic.com/a283374/emoticons/emoticons_dent1005.gif cambiare opinione solo perchè la nostra non è uguale a quella della maggioranza è sbagliatissimo secondo me.
Sì ma spesso ci sono film per cui almeno sei curioso di capire il motivo per cui vengano elogiati, soprattutto se le spiegazioni possono farti chiarezza su punti del film che non ti sono ben chiari o su cui potresti approcciarti in modo diverso nella visione. Ci sono film che possono non convincere alla prima visione per poi sembrare migliori ad una seconda rilettura.

Ho sempre pensato che La Grande Bellezza sia stato un tentativo di imitare La Dolce Vita fatto da un regista che de La Dolce Vita ha capito ben poco, ma questi sono i miei two cents
Più che altro Sorrentino non so quanto sia tipo da La Dolce Vita. Non è il nuovo Fellini e dovrebbe riconoscerlo anche lui (non intendo in senso di bravura in sé su cui possiamo discutere tutta la vita quanto di discorso stilistico/tematico)

 
Sì ma spesso ci sono film per cui almeno sei curioso di capire il motivo per cui vengano elogiati, soprattutto se le spiegazioni possono farti chiarezza su punti del film che non ti sono ben chiari o su cui potresti approcciarti in modo diverso nella visione. Ci sono film che possono non convincere alla prima visione per poi sembrare migliori ad una seconda rilettura.
bibbia subito

 
Io, con chiunque parlo, lo sento sempre elogiare. Poi mettici pure l'oscar...
A me è piaciuto, ma non lo considero un capolavoro.

Dipende sempre da quale metro di paragone usi. Diciamo dall'unità di misura //content.invisioncic.com/a283374/emoticons/sisi.gif

 
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