Florentina Hubaldo, CTE di Lav Diaz
Parto dalla questione tempi (il film dura 6 ore) e lentezza (il film è formato da circa 150 inquadrature di cui pochissime hanno movimenti di macchina, e alcune si estendono per più di 10 minuti per non dire 20, come nel caso della finalissima). È vero che si tratta di una visione estrema che può turbare anche il cinefilo più incallito, e io stesso ammetto di essermi posto nella condizione più riposata possibile per vederlo, e ho comunque spezzato la visione in due parti. D'altra parte non è così antinarrativo come si possa pensare, il film ha una propria struttura precisa ed è montato in maniera pensata, assolutamente non casuale. Non è semplicemente "piazzo la telecamera e la vado a riprendere dopo mezz'ora", c'è una cura che non è semplicemente estetica per le inquadrature. Non è video arte, non puoi vederti mezza inquadratura, dire "ah che bella" e andartene, il film sviluppa il suo discorso per tutta la sua durata. Siamo dalle parti più estreme in cui il cinema si possa spingere però, questo sicuramente //content.invisioncic.com/a283374/emoticons/emoticons_dent1005.gif
Una donna, Florentina Hubaldo, è ormai traumatizzata da una vita sconvolta da un'infinità di violenze sessuali subite a causa dell'avarizia del padre alcolizzato, che la vende in cambio di una manciata di spiccioli (all'inizio del film il suo valore è ridotto a meno di quello di una capra). È riuscita a salvare Lolita, una delle tante figlie avute a causa degli stupri, affidandola ad una famiglia, ma la sua salute è cagionevole, probabilmente riflesso delle violenze subite dalla madre. Intanto due fratelli cercano di trovare un tesoro nascosto dal padre nella loro proprietà prima di morire. Ma, come dirà un amico dei due, "è inutile che scavate, qui c'è solo morte".
Diaz utilizza il personaggio di Florentina come simbolo del trauma che ha subito il suo paese. I tempi fluviali non sono usati per descrivere un'epopea, la storia narrata non è di certo ampia o eroica. Piuttosto sembra usare il tempo per meditare sulla sofferenza portata dal trauma. Il film è narrato in maniera non lineare e si sofferma sulla ripetizione eterna della tragedia. Le memorie della ragazza emergono spontaneamente e portano a rivivere le angosce dei ripetuti stupri (che non vengono mai mostrati direttamente ma sempre fatti percepire attraverso le sue urla disperate), la realtà si distorce portando alla mente ricordi d'infanzia (una festa popolare con gigantesche marionette, un'usanza portata nell'isola dai colonizzatori spagnoli) alternando tutto con sequenze in cui sembra che lei si distacchi dalla realtà, giocando e innalzando le mani al cielo, quasi a chiedere aiuto allo spettatore. Tutto questo si alterna allo scavo incessante dei due fratelli, protesi a cercare all'infinito un tesoro che potrebbe non esistere (anche questo forse un simbolo?). C'è un momento di rottura fra i due dovuto ad un motivo abbastanza stupido che non penso di aver ancora decifrato, però è fra i più potenti del film. Ho notato che Diaz tende a far parlare molto le immagini lasciando un sottofondo enigmatico per poi lanciarsi in questi monologhi/dialoghi rivelatori che danno un senso a quanto si è visto prima e sono spesso le sequenze migliori del film.
Indubbiamente la capacità maggiore di Diaz è quella fotografica. Riprende la natura in maniera incredibile e fa muovere i personaggi al suo interno in maniera organica. Alcune immagini sono folgoranti, altre strazianti. Gli attori non sono professionisti se non ho capito male, e sebbene normalmente se la cavino (soprattutto la protagonista) in alcune scene ho avuto l'impressione che apparissero troppo innaturali e non riuscissero a sottolineare bene i momenti.
Nel complesso direi che il film mi è piaciuto, anche se sono stati pochi i momenti in cui il film è riuscito a colpirmi profondamente. Prova Diaz superata
PS Nel caso qualche altro matto voglia vederselo è disponibile su rai replay qui:
http://www.raiplay.it/video/2016/09/Florentina-Hubaldo-Cte-d7d33d2e-4a3a-40a0-897d-bf1294be8d49.html
http://www.raiplay.it/video/2016/09/FILM-Florentina-Hubaldo-Cte-222a08db-071b-4a55-915e-457d14f1938b.html
La seconda parte inizia circa dopo un'ora e 28.