Ultimo Film Visto | Consigli e Domande Inside

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Ho l'impressione di essere stato troppo buono con il film :asd:
Comunque fammi sapere poi che ne pensi di Neruda :sisi:
Meraviglioso :morris82:

Sposo in toto il tuo commento precedente e se questo è il modo in cui Larrain declina il biopic ho grandi aspettative anche per Jackie.

Cosa non è poi la fotografia di questo film, una festa per gli occhi.

 
Comunque sto per proiettarmi Neruda con un bel Christie 2k, in una sala tutta per me; sapevatelo :sisi:
E porca la miseria.

 
The Cameraman di Buster Keaton.

Il rapporto uomo-macchina qui è uomo-cinepresa. Mi è piaciuto nella sua riflessione sul cinema e nel protagonista umiliato e illuso.

Spite Marriage di Buster Keaton.

Qui di nuovo, in parte, il binomio Keaton-barca. Keaton è brillante come al solito.

 
Donnie Brasco di Mike Newell. Storia interessante, ottimi Depp e Al Pacino, ma si poteva fare di meglio per renderla più accattivante.

A.I. - Artificial Intelligence di Steven Spielberg. Distopia inquietante unita ad elementi di fiaba e fantascienza, ne risulta un buon film che però sicuramente mi sarebbe piaciuto di più se fosse rimasto inquietante dall'inizio alla fine.

La Guerra dei Mondi di Steven Spielberg. Il genere mi fa abbastanza schifo e i bambini del protagonista sono quanto di più odioso possa esistere. Però ha comunque qualche buon momento.

 
Blazing Saddles, lo vidi tanti anni fa doppiato in italiano, finalmente l'ho visto in lingua originale.

Una parodia western fenomenale, uno dei migliori film di Mel Brooks. Mi ha divertito da matti, Harvey Korman è uno dei cattivi più esilaranti di sempre :rickds:

Il finale delirante è la ciliegina sulla meravigliosa torta che è questo film. Geniale!

 
Ultima modifica da un moderatore:
Ovviamente ho visto Doctor Strange e mi è piaciuto non poco. Tanti spunti interessanti per il futuro dell'MCU (e quando mai non ce ne sono... mi raccomando restate a vedere le scene durante e dopo i titoli) ed effetti speciali che ogni volta mi mandavano in visibilio. Lo scontro finale è una delle cose più divertenti che abbia visto quest'anno.

ps: la Cappa della Levitazione come veniva usata su Scott Adkins (era lui?) la userei molto volentieri su mia sorella quando rompe :sisi:

 
Ultima modifica:
Ho rivisto Spaceballs, anche questo dopo tanti anni, e per la prima volta in inglese.

Divertente, con alcune scene esilaranti ed alcune battute azzeccatissime per prendere in giro la saga di Lucas, come quelle sul merchandising e sugli spiegoni al pubblico :asd:

Nonostante tutto però, mi ha fatto venir voglia di rivedere Star Wars per l'ennesima volta, invece di togliermela :asd:

 
Ho rivisto Spaceballs, anche questo dopo tanti anni, e per la prima volta in inglese.Divertente, con alcune scene esilaranti ed alcune battute azzeccatissime per prendere in giro la saga di Lucas, come quelle sul merchandising e sugli spiegoni al pubblico :asd:

Nonostante tutto però, mi ha fatto venir voglia di rivedere Star Wars per l'ennesima volta, invece di togliermela :asd:
La tua permanenza in Staff è garantita a vita :nev: :rickds:

 
You are here | Daniel Cockburn, 2010. In poco tempo riesce veramente a insinuarsi sottopelle. Ha un che di asettico che lo fa sembrare come sbucato fuori dal nulla, come se fosse il film stesso a parlare con te, a seguire con te il filo del discorso. Si crea davvero una forte connessione con lo spettatore, era qualcosa che non mi capitava da molto tempo – tanto destabilizzante quanto affascinante. (Ho sentito paragonarlo a Kaufman, ci sta. È un film densissimo alla Synecdoche, New York se vogliamo, non arriva ai novanta minuti eppure sembrerebbe poter andare avanti all'infinito. Il che può essere un difetto, ma non in questi casi secondo me.) Così, allo stesso modo del personaggio dell'Archivista, inizi sospettosamente a raccogliere gli indizi che ti si presentano davanti, pur perfettamente conscio di stare addentrandoti in un labirinto, una trappola dichiarata come tale fin dalla primissima sequenza. Alla fine purtroppo le diverse linee narrative, pur interconnesse, si rivelano piuttosto disomogenee e fini a se stesse: il labirinto si rivela solo un'illusione ottica, e la magia svanisce. Immaginavo un esito del genere, ma speravo comunque in qualcosa di più. Comunque vale la pena, anche solo perché raramente ho trovato altrove sensazioni simili.

Further beyond | Joe Lawlor e Christine Molloy, 2016. Che dire: superbo nella fotografia, nel sonoro, nella scrittura, nell'interpretazione, ma... forse anche un po' troppo pretenzioso? Forse uno stile narrativo così sofisticato e altisonante non era la scelta giusta per queste due storie – o viceversa. Benché la riflessione di fondo sia valida e indubbiamente sincera, ho trovato che i soggetti fossero dei supporti piuttosto deboli rispetto alle intenzioni: già dopo poche decine di minuti il discorso inizia a girare in tondo, e nonostante non duri un'ora e mezza mi è sembrato veramente interminabile. Forse sbaglio, ma la scelta del meta-documentario su un biopic inesistente su un personaggio semisconosciuto mi è parso il proverbiale specchietto per le allodole. Ce n'era veramente bisogno? Secondo me no, o meglio: è stato un furbo escamotage per agghindare un soggetto e una produzione di per sé molto più poveri di quanto non vorrebbero apparire. Ripeto forse sono io a pensar male, ma non riesco a scrollarmi di dosso questa sensazione. In ogni caso, ciò non toglie che dal punto di vista sensoriale sia uno spettacolo, e che non manchino spunti di riflessione niente affatto banali. È un film d'esordio: ancora presto per giudicare. Si vedrà.

Freaks | Tod Browning, 1932. Soggetto forte e intreccio molto classico: sotto certi aspetti gli anni si fanno sentire, mentre altri difficilmente invecchieranno mai. Complimenti a Browning e a tutto lo staff per l'impressionante coraggio, una produzione del genere farebbe gridare allo scandalo nel duemilaventi, figuriamoci all'epoca.

 
Der letzte Mann di Friedrich Wilhelm Murnau.

Bello, innovativo, bravissimo l'attore protagonista, in poche parole un capolavoro, ma quanto è triste? Non ce ne sarebbe neanche motivo. Forse è l'accostamento della fragilità dell'anzianità con il grottesco e il gretto, oppure è quel finale volutamente posticcio che sembra essere l'ultimo sguardo verso l'alto di un'immaginazione che sprofonda nella demenza.

 
Il posto delle fragole, di Bergman.

Incredibile lacuna cinematografica, finalmente colmata.

Film di una bellezza disarmante.

Struggente e malinconico, una delle piccole migliori sul tempo.

I rimpianti di una vita, l'imminenza della morte, il nascondiglio delle vere passioni e dolori.

Intreccio narrativo sorprendente.

Impedibile.

 
Mission: Impossible di Brian De Palma, Mission: Impossible II di John Woo, Mission: Impossible III di J. J. Abrams. Come da titolo, la saga è riuscita nella sua particolare missione impossibile: annoiarmi e non piacermi con delle premesse che facevano sperare tutt'altro. Non mi sono piaciuti gli elementi caratteristici della saga, con la stessa trama che tende a ripetersi di film in film senza tra l'altro tener conto di quanto accaduto nei film precedenti. Il terzo l'ho trovato leggermente migliore dei primi due, ma comunque arriva a stento alla sufficienza.

 
Mission: Impossible di Brian De Palma, Mission: Impossible II di John Woo, Mission: Impossible III di J. J. Abrams. Come da titolo, la saga è riuscita nella sua particolare missione impossibile: annoiarmi e non piacermi con delle premesse che facevano sperare tutt'altro. Non mi sono piaciuti gli elementi caratteristici della saga, con la stessa trama che tende a ripetersi di film in film senza tra l'altro tener conto di quanto accaduto nei film precedenti. Il terzo l'ho trovato leggermente migliore dei primi due, ma comunque arriva a stento alla sufficienza.
Non sono tanto d'accordo :sisi:

Comunque ti mancano i due migliori praticamente. :kep88:

 
Vampyr, Dreyer

Molto bello, purtroppo ho avuto crisi di caldo e sonno al cinema e mi sono perso qualche pezzo e la continuità.

 
Dial M for Murder | Alfred Hitchcock, 1954. Solito, perfetto Hitchcock. Non mi ha impressionato come altri suoi capolavori, ma che regia, che scrittura, che ritmo. È praticamente tutto chiuso in un salotto e in una camera da letto ripresi sempre dalla stessa angolazione, e l'ho realizzato solo il giorno dopo.

The Peanuts movie | Steve Martino, 2015. Sostanzialmente un film per bambini. Per cui, al di là degli omaggi al materiale originale, l'intreccio ricalca lo stereotipo e la morale è ingenuotta. Però che bello che è da guardare! Lo stile grafico, la scelta delle inquadrature, i colori, i movimenti... Veramente complimenti, quando un prodotto è confezionato con tanta cura si vede, non c'è niente da fare. Nel suo piccolo, un capolavoro d'animazione.

 
Dove sognano le formiche verdi, Herzog

C'era un motivo se questi non li avevo visti, mediocre.

 
Non sono tanto d'accordo :sisi:Comunque ti mancano i due migliori praticamente. :kep88:
Questi primi 3 dovevo recuperarli in fretta prima che li togliessero da Netflix, il quarto già c'è e prima o poi lo vedrò.

 
"Poltergeist" di Tobe Hooper.

Pensavo fosse un film horror, ma mi sbagliavo, e avrei dovuto capirlo dai titoli di testa, quando è apparso il nome di Spielberg come produttore :asd:

è un film fantastico e fantascientifico, travestito da film horror, con dozzine di cliché ed effetti speciali non proprio invecchiati bene, in particolare quelli cartooneschi che mi hanno ricordato "Indiana Jones Raiders of the Lost Ark".

Nonostante questo e nonostante un'introduzione lentissima e noiosissima, il film mi è piaciuto, ha delle belle trovate, è godibile, ed ha alcune scene memorabili.

 
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