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Ma come il cacciatore non ha impatto? :tristenev:

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Audition, Miike

Bello bello, non me l'aspettavo visto il ribrezzo che mi hanno fatto altri suoi più recenti. Peccato per il mega spiegone finale completamente innecessario. Anche il finale soddisfacente.

 
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Ma l'impatto che dici tu non c'è mai stato. Non hanno cambiato la storia del cinema come "La Dolce Vita", né come "Rashomon" o "A Clockwork Orange", sono in pochi quelli che osano metterli a confronto con questi mostri sacri."One Flew Over the Cuckoo's Nest" e "The Deer Hunter" sono sempre stati considerati bellissimi film, ieri come oggi, ma quasi nessuno li ha messi a paragone con i capolavori di Fellini, Kurosawa, Kubrick ecc...

Poi i gusti sono gusti, e c'è chi ti dirà che preferisce quei due titoli, ma sono comunque una minoranza.

Non ti preoccupare che Barry Lyndon non è sottovalutato :asd:
Non sono degli anni '70 quindi non lo so, ma documentandomi su Internet mi è sembrato che, all'epoca, questi due film che ho preso come esempio influenzarono molto la filmografia successiva.

 
Tropical Malady, Weerasethakul

Sempre molto bello, seppur non il mio preferito.

 
Quindi secondo te Eastwood non voleva in alcun modo rappresentare il risvolto morale/psicologico che la guerra aveva sul suo personaggio? È un film ancora più inutile di quanto pensassi allora :rickds:
In parte ma di sicuro non era il punto focale. Poi per me la vita di un uomo non è totalmente inutile, quando non viene stravolta per altri motivi, cosa che li non succede. Si può essere un film inutile ma non pretende mai di essere il cacciatore, come se tutti i film dovessero aspirare a qualcosa che va "oltre". E' non è neanche un caso di danish girl perchè la mano secca di eastwood è li a impedire patetismi. Patetismo che effettivamente può trovarsi nella scena del bambino ma quella è stata un'idea folle :rickds: Semplice, secco, non rompe i ********, azzeccato in quello che fa. Nulla di più, nulla di meno, ad avercene di robe fatte bene. Che poi non cerca proprio minimamente di avanzare pretese che una storia come quella non può soddisfare. Non tutte le storie permettono la riflessione che da il cacciatore, sia per la guerra in vietnam sia per la componente importantissima che ha il valore dell'hunting, del colpo solo per uccidere. Non c'è nessun motivo per paragonarli, giusto il genere su mymovies magari.

steve jobs un altro tra i biopic migliori degli ultimi anni, cazzarola se sorkin ha fatto centro nel capire il personaggio, pur drammatizzando qualsiasi cosa

 
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Sunnyside di Charlie Chaplin.

Chaplin alle prese con il lavoro di fattore. Le tematiche sono quelle dei lavori precedenti e sono come sempre ben presentate indipendentemente dalla cornice storica e sociale cangiante da pellicola a pellicola. Compare il tema del sogno che verrà ripreso e ampliato in The Kid.

The Pilgrim di Charli Chaplin.

Qui un Chaplin galeotto che passa per reverendo espone una critica del bigottismo imperante.

The Kid di Charlie Chaplin.

Uno dei suoi film migliori. Si realizza nuovamente quel perfetto equilibrio tra il comico e il tragico di The Gold Rush. Ci sarebbe tanto da dire. Molto molto bello :sisi:

Bronenossets Potyomkin di Sergei Esenstein.

Film che penso tutti conosciate. Questo regista è davvero abile nell'uso del montaggio e ha una grande forza espressiva. Come in Stacka a prevalere è il tema della sollevazione proletaria contro il potere/lo zarismo crudele e senza pietà. C'è una certa concentrazione di immagini truculente e truci, ma sempre al servizio del messaggio della pellicola. Esenstein non lascia che l'orrido annichilisca la sua arte.

Secrets of a Soul di Georg Wilhelm Pabst.

Un film totalmente incentrato sulla psicanalisi freudiana. In certi frangenti è talmente didascalico da risultare tremendamente ingenuo. La pedanteria un po' sciocca con cui viene trattato il tema ricorda alcuni momenti visti in Spellbound di Hitchcock. Nel complesso non è un brutto film; ha i suoi spunti degni di interesse.

 
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Doctor Strange 8.5

Un ottimo film Marvel, sicuramente migliore di altri film usciti di recente :asd:

Meravigliosi gli effetti speciali psicadelici, sono curioso di vederli in 3d(e spero solo di non starci male :asd:)

Ouija-Le origini del male 4

Ho riso. Come tutta la sala, il che non è un buon segno per un horror:rickds::rickds::rickds:

Però ha dei lati positivi: mi sono schiattato dal ridere per un'amica che mi ha accompagnato e che si è morta in vari punti e non ho pagato il biglietto(vabbè che erano 2€) :asd:

 
Questa me l'ero persa :asd:Chi sono 'sti fenomeni?
Opinioni senza peso nell'ambiente critico lette qua e là.

In fondo gli stessi che usano la frase magica ''invecchiato male'' esprimo un concetto simile :asd:

 
Niente da dire. Bellissimo film. E dire che ho notato come molti (forse troppo radical-chic) vorrebbero rivalutare Chaplin in negativo :paura:
Ma tipo Il grande dittatore? :kappe:

 
Ma tipo Il grande dittatore? :kappe:
Intendi da vedere e/o come film rivalutato? CrazyHead89 lo aveva già menzionato :rickds:

L'ho visti molti anni fa e lo rivedrò, ma è del '40. Mi dispiace saltare così tanto in avanti nel tempo :asd:

 
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E' uno dei suoi che davvero odio. Gli altri mi piacciono molto.

 
E' uno dei suoi che davvero odio. Gli altri mi piacciono molto.
Personalmente ne ho un buon ricordo. Come si fa ad odiare un film di Chaplin? Il suo personaggio è una così brava persona :tristenev:

 
La visione in quello è frutto della propaganda in un periodo di guerra, puro umanismo conciliante per lo spettatore. Dopo la guerra ha fatto di meglio fra l'altro, con Monsieur Verdoux.

 
La visione in quello è frutto della propaganda in un periodo di guerra, puro umanismo conciliante per lo spettatore. Dopo la guerra ha fatto di meglio fra l'altro, con Monsieur Verdoux.
Monsieur Verdoux è un film migliore ma, a mio parere, non per le ragioni politiche che tu suggerisci.

"L'umanismo conciliante" come lo chiami tu, c'è in quasi tutti i film di Chaplin, non solo in The Great Dictator, è parte integrante del suo stile e non ci vedo niente di male.

Inoltre la propaganda avrà pure ispirato il film, ma rimane comunque una parodia, ed in quanto tale deve essere eccessiva nello sberleffo e, ovviamente, non è che Hitler non se lo meritasse, o non fosse un megalomane sanguinario eh :asd:

Infine vorrei dire che Chaplin non sia mai sceso a patti con nessuno, ha sempre fatto i film che desiderava fare, che fossero politicamente popolari (The Great Dictator) o impopolari (Monsieur Verdoux) per i paesi Alleati.

Per me The Great Dictator è un capolavoro, pur coi suoi difetti, cioè per il fatto che sia un po' un collage di sketch muti e sonori, rendendolo poco coeso.

 
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Opinioni senza peso nell'ambiente critico lette qua e là. In fondo gli stessi che usano la frase magica ''invecchiato male'' esprimo un concetto simile :asd:
Il concetto di "invecchiato male" è legittimissimo, sennò continueremo a sganasciarsi dalle risate sui film di Stanlio e Ollio allo stesso modo degli spettatori degli anni '30 se i film non invecchiassero. Alcuni film invecchiano peggio di altri, che male c'è ad ammetterlo? Ed ironicamente secondo me i film di Chaplin non rientrano in questa categoria, mentre quelli dei già citati Stanlio e Ollio si. :asd:

Comunque ho visto Blue Velvet

Non sono un fan di Lynch, di conseguenza non mi ha entusiasmato anche se probabilmente tra i suoi che ho visto lo reputo il migliore. Mi è piaciuta molto la figura di Isabella Rossellini, molto sensuale, ed anche alcune trovate come la scena iniziale, il continuo rimando alla cavità dell'orecchio e via dicendo. Un film che non riguarderei ma che indubbiamente rimane impresso.

 
Il concetto di "invecchiato male" è legittimissimo, sennò continueremo a sganasciarsi dalle risate sui film di Stanlio e Ollio allo stesso modo degli spettatori degli anni '30 se i film non invecchiassero. Alcuni film invecchiano peggio di altri, che male c'è ad ammetterlo? Ed ironicamente secondo me i film di Chaplin non rientrano in questa categoria, mentre quelli dei già citati Stanlio e Ollio si. :asd:
Comunque ho visto Blue Velvet

Non sono un fan di Lynch, di conseguenza non mi ha entusiasmato anche se probabilmente tra i suoi che ho visto lo reputo il migliore. Mi è piaciuta molto la figura di Isabella Rossellini, molto sensuale, ed anche alcune trovate come la scena iniziale, il continuo rimando alla cavità dell'orecchio e via dicendo. Un film che non riguarderei ma che indubbiamente rimane impresso.
Ma non è che negli anni '30 ti saresti sganasciato eh, se non ti fanno ridere adesso, non ti avrebbero fatto ridere nemmeno all'epoca.

 
Ma non è che negli anni '30 ti saresti sganasciato eh, se non ti fanno ridere adesso, non ti avrebbero fatto ridere nemmeno all'epoca.
Beh non è detto, i gusti del pubblico si evolvono senza dubbio. Stesso discorso per gli horror, gli action, ecc.

 
Nelle ultime settimane ho visto un film solo, quindi aggiungo anche alcune impressioni di due visione interrotte tempo fa. Per motivi diversi non mi è piaciuto nessuno dei tre.

Il film visto fino in fondo è Dawn of the dead di Romero, nel montaggio di Dario Argento restaurato quest'anno. (E introdotto al cinema da nientemeno che il Frusciantone nazionale, che da solo è valso il prezzo del biglietto. :asd: E che sicuramente disapproverebbe questo commento.) Ho amato Night of the living dead, ma questo proprio non mi è piaciuto. Il soggetto è storico e gli si può anche perdonare il marcato didascalismo, ma secondo me ha difetti grossolani proprio a livello di sceneggiatura e gestione dei tempi. Nell'originale amavo l'equilibrio con cui lasciava la catastrofe quasi sullo sfondo, per mettere in primo piano i soli personaggi e i conflitti fra di essi. Qui indulge ad alcuni elementi splatter e comici che lo sbilanciano verso una spettacolarità ormai evidentemente invecchiata. Non è il mio genere, come temevo Night of the living dead è stata solo una graditissima eccezione.

Poi ho visto diciamo un tre quarti di The stranger di Welles. Finora di Welles avevo visto solo quella apoteosi intitolata Citizen Kane, per cui mi sento legittimato ad aspettarmi da lui niente meno che l'impossibile. Fortunatamente appena poche ore prima di vedere questo The stranger lo avevo sentito definire come uno dei più deboli della filmografia, altrimenti sarebbe stata una grossa delusione. Intendiamoci, è un buon film: ma le aspettative erano veramente altissime, e qui non ci si avvicina nemmeno. La sceneggiatura, salvo un paio di elementi interessanti, è quanto di più standard ci si possa aspettare, e anche i virtuosismi registici inconfondibilmente wellesiani sembrano come fuori posto. Incidente di percorso che non abbassa di un millimetro le mie aspettative rispetto agli altri lavori, ti aspetto al varco, Orson.

Con Only lovers left alive credo di non essere arrivato nemmeno a metà. Esteticamente è un gioiello, il soggetto è favoloso e l'atmosfera che si respira indimenticabile. Ha un unico, enorme difetto: quando i personaggi aprono bocca la tentazione di iniziare a prendere a pugni loro e gli sceneggiatori è irrefrenabile. Avevo sentito definirlo hipster o giù di lì ma ragazzi, qui si va nel ridicolo fino a scadere nell'imbarazzo. Occasione enorme sprecata, che dispiacere. Lo avrei amato. Magari lo riprenderò più avanti nel tempo, sperando di rivalutarlo.

 
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