Nelle ultime settimane ho visto un film solo, quindi aggiungo anche alcune impressioni di due visione interrotte tempo fa. Per motivi diversi non mi è piaciuto nessuno dei tre.
Il film visto fino in fondo è
Dawn of the dead di Romero, nel montaggio di Dario Argento restaurato quest'anno. (E introdotto al cinema da nientemeno che il Frusciantone nazionale, che da solo è valso il prezzo del biglietto.

E che sicuramente disapproverebbe questo commento.) Ho amato
Night of the living dead, ma questo proprio non mi è piaciuto. Il soggetto è storico e gli si può anche perdonare il marcato didascalismo, ma secondo me ha difetti grossolani proprio a livello di sceneggiatura e gestione dei tempi. Nell'originale amavo l'equilibrio con cui lasciava la catastrofe quasi sullo sfondo, per mettere in primo piano i soli personaggi e i conflitti fra di essi. Qui indulge ad alcuni elementi splatter e comici che lo sbilanciano verso una spettacolarità ormai evidentemente invecchiata. Non è il mio genere, come temevo
Night of the living dead è stata solo una graditissima eccezione.
Poi ho visto diciamo un tre quarti di
The stranger di Welles. Finora di Welles avevo visto solo quella apoteosi intitolata
Citizen Kane, per cui mi sento legittimato ad aspettarmi da lui niente meno che l'impossibile. Fortunatamente appena poche ore prima di vedere questo
The stranger lo avevo sentito definire come uno dei più deboli della filmografia, altrimenti sarebbe stata una grossa delusione. Intendiamoci, è un buon film: ma le aspettative erano veramente altissime, e qui non ci si avvicina nemmeno. La sceneggiatura, salvo un paio di elementi interessanti, è quanto di più standard ci si possa aspettare, e anche i virtuosismi registici inconfondibilmente wellesiani sembrano come fuori posto. Incidente di percorso che non abbassa di un millimetro le mie aspettative rispetto agli altri lavori, ti aspetto al varco, Orson.
Con
Only lovers left alive credo di non essere arrivato nemmeno a metà. Esteticamente è un gioiello, il soggetto è favoloso e l'atmosfera che si respira indimenticabile. Ha un unico, enorme difetto: quando i personaggi aprono bocca la tentazione di iniziare a prendere a pugni loro e gli sceneggiatori è irrefrenabile. Avevo sentito definirlo hipster o giù di lì ma ragazzi, qui si va nel ridicolo fino a scadere nell'imbarazzo. Occasione
enorme sprecata, che dispiacere. Lo avrei amato. Magari lo riprenderò più avanti nel tempo, sperando di rivalutarlo.