Ultimo Film Visto | Consigli e Domande Inside

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The doom generation | Gregg Araki, 1995. Seconda visione. Sarebbe stato bello dimenticare tutto e rivederlo come la prima volta, ma il problema è che The doom generation è un film indimenticabile – nel senso letterale del termine. Quando riascolterò gli strepitosi brani di questa strepitosa colonna sonora (più quest'altra strepitosa discografia il cui cameo di due inquadrature non mi sono fatto sfuggire) avranno l'inconfondibile sapore di The doom generation (il gusto di Araki nello scegliere il suono esatto da legare alle immagini mi ricorda il Tarantino più ispirato); e sarà difficile togliersi dalla mente questa Rose McGowan, ovvero l'iconica Amy Blue, ovvero probabilmente la cosa più erotica che abbia mai visto su schermo. Così come si imprime nella memoria la raffica di immagini e dialoghi e intere scene da cult istantaneo, che il film dispensa a profusione. Si arriva al (traumatico, davvero) finale completamente appagati ed esausti dei suoi continui eccessi, eppure già dopo pochi secondi si avrebbe voglia di riavvolgere il film e farlo ripartire daccapo. Diverte, meraviglia, sconvolge, disgusta, ammalia: che se ne sia attratti o respinti, in ogni caso ci si sente strattonati in lungo e in largo, nel turbinoso precipitare degli eventi in cui il film viene subito risucchiato. O lo si ama, o lo si odia. Per me è un capolavoro.

Only God forgives | Nicolas Winding Refn, 2013. Seconda visione. Chiaro che dopo il documentario torna la voglia di vederselo. :asd: Che dire, ancora più bello di quanto ricordassi, e lo ricordavo miracolosamente bello. Continuo a vedere somiglianze tra Refn e una certa estetica del tempo e del movimento di Leone, ed è solo un complimento; dopo averle intraviste in Drive, direi che è improbabile che si tratti di coincidenze. Anche perché mi sono ricordato adesso che nel documentario si vede la locandina di Once upon a time in the West appesa nella cucina di Refn, casomai fossero rimasti dei dubbi.

Arrival | Denis Villeneuve, 2016. Commentato nella discussione dedicata.

sembra interessante il docu attorno a Refn.
Se interessa secondo me vale la visione. :sisi: Ripeto, non svela nulla di eclatante, e anche la durata ridotta sembra indicare ambizioni altrettanto modeste, per cui non aspettarti Wiseman o chessò io. :asd: Non mi sarebbe dispiaciuta una mezz'ora in più, anche perché per il resto è costruito piuttosto bene.

 
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La voglia di vedere Arrival sta a -214.

 
la dolce vita e 8 1/2 di fellini, due visioni talmente assolute che a così breve distanza mi hanno sinceramente destabilizzato. tutto ciò che posso dire suonerebbe come superfluo o già detto, mi limito ad accennare il modo in cui riesce a essere cinema assoluto, travolgente, coinvolgente, stupefacente. scene costruite e realizzate tanto per sorprendere quanto per sedimentare; personaggi meravigliosi nella loro fallibilità, nel loro essere limitati, grotteschi e vitali; due film attraversati da una dolce malinconia, da una amara felicità.

sciuscià di de sica. indubbio capolavoro del primo neorealismo, straziante storia sulla perdita, brusca, ingiusta e brutale, dell'innocenza. non solo la regia incredibilmente precisa, ma decisamente d'effetto la messa in scena che restituisce tutta l'impotenza e inferiorità dei giovani protagonisti in un sistema che li schiaccia, consuma e li spinge l'uno contro l'altro. gli ambienti, tanto la prigione quanto il processo, sono giganteschi e indifferenti.

silence di scorsese. è stata la prima visione del 2017, sicuramente un ottimo modo per iniziare l'anno. regia sontuosa ed evocativa, ci restituisce totalmente il punto di vista di padre rodrigues rendendoci partecipi fino alla fine dei suoi travagli, tanto fisici quanto interiori. un film che riesce a essere molto meno univoco di quanto potrebbe sembrare, riesce a contestualizzare e storicizzare il giusto restituendo un buon grado di concretezza alla vicenda, e lasciando che questo più che appiattire alimenti la connotazione religiosa e spirituale.

tanta cura e precisione.

bacalaureat di cristian mungiu. prima esperienza con il regista romeno, si muove in maniera interessante tra il dramma privato, familiare, e la dimensione sociale e politica, tra la critica e la satira, con un umorismo tutto meno che sottile. un evidente contrasto che funziona efficacemente, per quanto la critica, pur nella sua ricercata assurdità, non sempre sembra colpire il bersaglio.

regia più che riuscita, attenta a valorizzare e lasciar respirare al massimo i numerosi dialoghi e confronti.

this is where i live you di shawn levy. un cast più che rispettabile per una commediola mezzo drammatica, totalmente insipida e dimenticabile. vuole essere catartico ma finisce solo per essere tedioso. qualche stereotipo in meno avrebbe decisamente giovato.

suspiria di dario argento. restaurato e portato al cinema per l'anniversario dei suoi 40 anni, un'occasione perfetta per vederlo per la prima volta. agghiacciante a affascinante, con infinite soluzioni visive e un ottimo uso della splendida colonna sonora, argento realizza un horror unico.

dopo il primo, terribile e splendido omicidio il film è un continuo crescendo di tensione e impatto visivo, una creatività che continua a rinnovarsi e che non si esaurisce nemmeno nei momenti di maggiore calma (forse proprio qui con qualche velleità eccessiva, ma è qualcosa che si perdona senza problemi).

nelle fasi finali il film sboccia ed esplode definitivamente, concludendosi sulla nota in assoluto più alta.

un horror immortale e indimenticabile.

 
Il remake di Point Break è qualcosa di vergognoso, non c'è neanche una storia, ma solo collage di scene di sport estremi, hanno stravolto i personaggi, ridotto la trama all'osso, snaturato ciò che trasmetteva l'originale.


Potevano metterci un 2 e cambiare nome ai personaggi, avrebbe fatto meno danno.



Swayze si sarà rivoltato nella tomba nel vedere bodhi ridotto così


 
Elle

Regia, fotografia, e musica mi sono piaciute, e la protagonista è bravissima nel suo ruolo. Il film all'inizio parte bene per poi indebolirsi sempre di più, infatti l'ho trovato eccessivamente lungo e prolisso. La trama ad un certo punto diventa banale, mi aspettavo che

lei facesse una caccia all'uomo da psicopatica visto le premesse, invece il tutto si è risolto abbastanza banalmente. Inoltre durante la visione altro che sospensione dell'incredulità, è più reale Avatar a momenti. Comunque mi è piaciuto come hanno trattato alcuni temi, come ad esempio la morte del padre.
 
Ieri ho rivisto Train de vie, rimane il mio film preferito sullo shoah, un inno alla vita poetico e leggero. Grandissimo film, spassoso ma delicato ed intelligente.

Oggi ho rivisto (per la 16esima volta, o giù di li) 2001: Odissea nello spazio, dovendo farne la recensione. Che dire, riesco a trovare sempre cose nuove di cui non mi ero mai accorto :asd:

Ad esempio la scena della partita a scacchi tra Dave e Hal, con Dave che perde e fa i complimenti ad HAL cercando disperatamente di trattenere la rabbia :rickds: Non avevo mai colto questa frustrazione, ma dal linguaggio del corpo è evidente, in particolare dai gesti che fa.

Comunque, il film è sempre qualcosa di colossale per ambizione, tecnica, coraggio ed inventiva.

Nessuno è così folle da fare un film sull'evoluzione dell'uomo, sulla lotta per la sopravvivenza della specie, ambientandolo poi nelle lande desolate della preistoria e nello spazio del futuro... solo Kubrick poteva.

è sempre un capolavoro incomparabile, unico.

 
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City Lights di Charlie Chaplin.

Credo sia il suo film con lo spettro più ampio di gag e forse anche con quelle più divertenti. C'è, come al solito, lo sfondo di una perfetta miscela tra il dolce e l'amaro, tra il comico e il tragico. Questa è quella che può essere chiamata la poetica di Charlot. Credo che riguarderò questo film ogni volta che smarrirò la fiducia nel genere umano :claudia:

Blackmail di Alfred Hitchcock.

Prima prove dei suoi brillanti capolavori.

La Chienne di Jean Renoir.

Spesso mi sono chiesto quanto deve essere difficile trovare la propria strada quando si è figli di un genio indiscusso dell'arte e quanto deve pesare in circolo quel sangue che ci si porta continuamente appresso. Penso che Jean Renoir abbia trovato il suo mezzo d'espressione nella pellicola cinematografica. Il film è di un realismo tremendamente francese dal primo all'ultimo fotogramma, si potrebbe dire che ci siano pochi simboli e troppa sociologia per scatenare la più alta immaginazione dello spettatore, ma si avverte anche la profondità di quell'occhio cinematografico che si trova in pellicole come l'Angelo Azzurro di Sternberg. Mi aspetto tantissimo dalle opere di questo regista, soprattutto dal famosissimo La regola del gioco che per alcuni critici è uno dei migliori film mai girati.

 
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The Big White (2005)

Una commedia nera, a volte ricorda un pò Fargo. Sarà per la location innevata :asd: divertente comunque.

 
La rosa purpurea del Cairo di Woody Allen. Bellissimo nella sua semplicità, è il classico film che ti guardi con un sorriso stampato in faccia per tutta la sua durata. Ottimo il finale.

Green Room di Jeremy Saulnier. Filmone pure lui, ora devo assolutamente recuperarmi Blue Ruin.

Debaltseve di Eugene Stepanenko. Pessimo documentario, per niente interessante, di pura propaganda fascista su quanto è accaduto a livello militare in Ucraina negli ultimi anni.

 
Che bello train de vie, lo vedi tanti anni fà.

Ottimo green room, ma aspetta di vedere Blue ruin

Io ho rivisto Gone Baby gone sempre ottimo, poco da aggiungere Affleck ci sa fare

 
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Ah comunque ho sbagliato, l'ultimo che ho visto era Crimson Peak (2015) ieri pomeriggio :rickds: beh dovrei rivederlo perchè qualche IDIOTA parlava sopra al film :facepalm:

Da quel che ho visto sembrava decisamente un film da matti comunque :asd:

 
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Sono consapevole che non c'entra nulla ma devo scriverlo per sfofarmi.

Stò aspettando il film la battaglia di hacksaw bridge e split da non sò quanto tempo.

Dove abito io ci sono due cinemini ricavati da non si sa bene cosa, e cosa fanno? Su entrambi, agli stessi orari gli stessi identici film commedia italiani del *****.

Non ho parole. Veramente, non ho parole!

 
Sono consapevole che non c'entra nulla ma devo scriverlo per sfofarmi.Stò aspettando il film la battaglia di hacksaw bridge e split da non sò quanto tempo.

Dove abito io ci sono due cinemini ricavati da non si sa bene cosa, e cosa fanno? Su entrambi, agli stessi orari gli stessi identici film commedia italiani del *****.

Non ho parole. Veramente, non ho parole!
Io penserei ad un incendio doloso. Poi non so te. :sisi:

 
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