- Iscritto dal
- 1 Ago 2008
- Messaggi
- 6,138
- Reazioni
- 549
Offline
The doom generation | Gregg Araki, 1995. Seconda visione. Sarebbe stato bello dimenticare tutto e rivederlo come la prima volta, ma il problema è che The doom generation è un film indimenticabile – nel senso letterale del termine. Quando riascolterò gli strepitosi brani di questa strepitosa colonna sonora (più quest'altra strepitosa discografia il cui cameo di due inquadrature non mi sono fatto sfuggire) avranno l'inconfondibile sapore di The doom generation (il gusto di Araki nello scegliere il suono esatto da legare alle immagini mi ricorda il Tarantino più ispirato); e sarà difficile togliersi dalla mente questa Rose McGowan, ovvero l'iconica Amy Blue, ovvero probabilmente la cosa più erotica che abbia mai visto su schermo. Così come si imprime nella memoria la raffica di immagini e dialoghi e intere scene da cult istantaneo, che il film dispensa a profusione. Si arriva al (traumatico, davvero) finale completamente appagati ed esausti dei suoi continui eccessi, eppure già dopo pochi secondi si avrebbe voglia di riavvolgere il film e farlo ripartire daccapo. Diverte, meraviglia, sconvolge, disgusta, ammalia: che se ne sia attratti o respinti, in ogni caso ci si sente strattonati in lungo e in largo, nel turbinoso precipitare degli eventi in cui il film viene subito risucchiato. O lo si ama, o lo si odia. Per me è un capolavoro.
Only God forgives | Nicolas Winding Refn, 2013. Seconda visione. Chiaro che dopo il documentario torna la voglia di vederselo.
Che dire, ancora più bello di quanto ricordassi, e lo ricordavo miracolosamente bello. Continuo a vedere somiglianze tra Refn e una certa estetica del tempo e del movimento di Leone, ed è solo un complimento; dopo averle intraviste in Drive, direi che è improbabile che si tratti di coincidenze. Anche perché mi sono ricordato adesso che nel documentario si vede la locandina di Once upon a time in the West appesa nella cucina di Refn, casomai fossero rimasti dei dubbi.
Arrival | Denis Villeneuve, 2016. Commentato nella discussione dedicata.
Ripeto, non svela nulla di eclatante, e anche la durata ridotta sembra indicare ambizioni altrettanto modeste, per cui non aspettarti Wiseman o chessò io.
Non mi sarebbe dispiaciuta una mezz'ora in più, anche perché per il resto è costruito piuttosto bene.
Only God forgives | Nicolas Winding Refn, 2013. Seconda visione. Chiaro che dopo il documentario torna la voglia di vederselo.
Che dire, ancora più bello di quanto ricordassi, e lo ricordavo miracolosamente bello. Continuo a vedere somiglianze tra Refn e una certa estetica del tempo e del movimento di Leone, ed è solo un complimento; dopo averle intraviste in Drive, direi che è improbabile che si tratti di coincidenze. Anche perché mi sono ricordato adesso che nel documentario si vede la locandina di Once upon a time in the West appesa nella cucina di Refn, casomai fossero rimasti dei dubbi.Arrival | Denis Villeneuve, 2016. Commentato nella discussione dedicata.
Se interessa secondo me vale la visione.sembra interessante il docu attorno a Refn.
Ripeto, non svela nulla di eclatante, e anche la durata ridotta sembra indicare ambizioni altrettanto modeste, per cui non aspettarti Wiseman o chessò io.
Non mi sarebbe dispiaciuta una mezz'ora in più, anche perché per il resto è costruito piuttosto bene.
Ultima modifica da un moderatore:

