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Life - Non oltrepassare il limite (2017) - Film senza troppe pretese, colpo di scena finale abbastanza telefonato, nulla di che.

 
visti

Fantastic 4 (reboot)

Indipendence day rigenerazione

oh a me son piaciuti entrambi, in particolare il secondo che scorre che è un piacere:asd:

mi è piaciuto il finale in cui Emmerich auto cita il suo Godzilla:rickds::rickds: madò che spasso:rickds:
per me riesce ad essere un film molto creativo, anche se comunque impossibile da prendere sul serio . . . :asd:

per i fantastici 4 ho apprezzato

i personaggi e l'idea del pianeta vivo ed il teletrasporto, dove mi pare che originariamente ci fossero solo radiazioni prese nello spazio a dargli i poteri, ma non sono sicuro se l'impronta più dark sia stata una buona scelta, e deluso da Dottor Doom più che per l'aspetto (che si poteva sempre modificare in un eventuale seguito) o dalle motivazioni, dai suoi poteri che sono più psichici e mi son sembrati per certi versi troppo simili alla donna invisibile:sisi:
finalmente Ben in CGI:sisi: unica pecca poca azione ma come storia di origini funziona . . . un pò un peccato che si partirà sicuramente per il terzo reboot come con spiderman . . . e qui secondo me si poteva aggiustare il tiro di molto rispetto agli amazing

rivisto

Starship troopers invasion

spulciati tutti i contenuti speciali del bluray:predicatore: making of (quante chicche:bruniii:), commento del regista, concept art:bruniii: ed un altra visione con l'audio italiano che nel complesso non è male se non fosse per la voce di Rico (troppo giovane) e Hero (bho senza mordente) . . . insomma hanno mancato proprio le voci dei protagonisti (anche se hanno pochissime battute) ma mi aspettavo molto peggio

speravo

di avere un chiarimento sulla morte di Daugherty ma nulla:bah!: cioè mi volete dire che è morto congelato in piedi in quel modo solo perchè non era seduto su di un sedile durante l'atterraggio:bah!:, così come la morte del soldato a cui hanno staccato la protesi:bah!: improvvisamente una ferita al braccio è fatale:bah!:

adesso sono pronto per Traitor of mars:bruniii:

 
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Resistance la battaglia di Sebastopoli (2015)

Trama

La storia di una donna che ha cambiato il corso della storia: Lyudmila Pavlichenko. Leggendario cecchino sovietico donna durante la Seconda guerra mondiale, Lyudmila ha visto morte e sofferenza sui campi di battaglia ma la sua prova più dura è stata quella che ha dovuto subire per via dell'amore, fortemente compromesso dal conflitto.

Ho visto questo film due giorni fa. A me è piaciuto molto.Non sapevo nemmeno che esistesse!Così ho deciso di condividere con voi la mia "scoperta", e magari commentarlo assieme

avevo dimenticato il trailer ufficiale:


 
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Oh, finalmente è arrivato.

Mi ascolto l'OST da anni ormai.

[video=youtube;fuPX8mjeb-E]


CYKA

 
belle pure le musiche...

cioè li per li non ha niente di innovativo...però tutto funziona e fila bene...e vuoi vedere come va a finire.

Curato pure nella rappresentazione dei mezzi (mi pare fatti in CG però realizzati bene)

7.5 tranquillo da parte mia

 
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Life - Non oltrepassare il limite (2017) - Film senza troppe pretese, colpo di scena finale abbastanza telefonato, nulla di che.
l'inizio per me non è malaccio poi si perde e diventa una mega americanata

 
Les dimanches de Ville d'Avray, Bourguignon

Molto molto bello. Altro film su relazioni tra adult* e bambin* da ricordare. E' un film francese quindi per un bel pezzo ci sono discorsi rivelati alla cinepresa in modo macchinoso, inoltre si stava insistendo un po' troppo sull'aspetto psichiatrico. Poi arriva un colpo di coda importante, la cosa assume un senso dolce e si concatenato una serie di scene materialmente valide senza troppi discorsi. Ne esce un gran film.

 
Un paio di settimane fa ho visto il trailer di un film che ad un certo punto mostrava una frase che mi ha colpito particolarmente.

http://www.ibb.co/ffeM9k

Qualcuno ricorda il titolo del film?

 
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Prima infornata estiva. :sisi:

La ragazza con la valigia | Valerio Zurlini, 1961. Tutto quello che succede nel film è dovuto al fatto che tutti devono provarci con la Cardinale – e come biasimarli. Migliore la prima parte: verso i due terzi il film cambia leggermente direzione per trascinarsi un po' stancamente verso il prevedibile finale, e la sceneggiatura non riesce a nascondere alcune piccole forzature. Ci sono comunque diversi bei momenti, specialmente nella prima parte, e dialoghi molto ben scritti e messi in scena: la tensione fra il giovane e la ragazza è intensa e ben costruita, e la loro relazione credibile nei suoi passaggi fondamentali. Nei momenti migliori si riesce ad empatizzare profondamente con i personaggi, ed è qui che La ragazza con la valigia brilla. Nel complesso un buon film, spesso molto vicino a fare un salto di qualità che però non arriva. Peccato.

Fargo | Ethan Coen e Joel Coen, 1996. Seconda visione. Senza tanti fronzoli, ma preciso: i personaggi sono tutti ben riconoscibili, i conflitti perfettamente delineati e sviluppati, l'intreccio si svolge discretamente ma senza un singolo momento di stasi. Cento minuti che volano.

La collectionneuse | Éric Rohmer, 1967. È divertente osservare questi piccoli uomini pieni di sé e di giustificazioni, persi nelle proprie ridicole sovrainterpretazioni della realtà dei fatti. Si prova una certa soddisfazione nell'ascoltare tutti quei monologhi in Francese contorcersi su se stessi, traboccanti di egocentrismo ed autoindulgenza e pronti, quando necessario, a negare l'evidenza con ammirevole naturalezza. Adorabile Haydée Politoff: resistere al suo superficiale fascino non è cosa facile per i personaggi, né tantomeno per gli spettatori. Molto piacevole anche l'atmosfera generale del film, un sopore estivo squisitamente mediterraneo che la pellicola riesce a catturare molto bene. Peccato per una messa in scena spesso davvero approssimativa: non so quanto influisca la scarsa qualità della versione da me vista, ma sono comunque abbastanza sicuro che si sarebbe potuto fare molto di più. Non è una visione particolarmente accattivante e la sua intrinseca francesità è spesso fastidiosa, ma inaspettatamente mi ha lasciato alcune belle sensazioni.

Sweet smell of success | Alexander Mackendrick, 1957. Stilosissimo e marcio allo stesso tempo, l'affilatissima sceneggiatura non fa sconti. I due memorabili protagonisti sono due facce della stessa medaglia, in una New York che sembra come intrappolata nella intricata rete di ricatti e doppigiochi che il film fin da subito inizia a tessere. L'ipocrisia e il cinismo che mette in scena colpiscono con una freddezza e una precisione impressionanti ancora dopo settant'anni, e l'unico elemento che potrebbe tradire l'età del film è una certa vena moralistica nel finale. Impagabili le interpretazioni di Lancaster e soprattutto Curtis; ed è splendida la New York notturna fotografata da Howe, specialmente quando accompagnata dalla bellissima colonna sonora. Impossibile infine non citare il titolo, una sintesi così esatta da arricchire il film tutto. Praticamente perfetto.

rip Goodfella

 
tris di ettore scola: c'eravamo tanto amati, con taglio da commedia agrodolce rappresenta con semplicità ma efficacia 30 anni di italia, partendo dal secondo dopoguerra, con tutte le sue speranze iniziali e successive delusioni e disillusioni. conflitti che si riflettono nel triangolo, o meglio quadrato, amoroso, in continua mutazione e alla ricerca di una qualche direzione o ordine.

una giornata particolare, mette in scena e problematizza relazioni sociali e familiari in pieno periodo fascista, anche qua sfruttano come riflesso il rapporto che si viene a creare tra i personaggi di mastroianni e loren, reggendosi ottimamente su queste due incredibili interpretazioni. splendida la fotografia, nostalgica ma non troppo

la terrazza, il meno convincente, tornano numerosi temi soprattutto di natura sociale e di impegno politico, ma la divsione in episodi non sempre funziona. alcuni più convincenti di altri, emergono a tratti problemi di scrittura per la struttura generale e per dialoghi che non hanno la stessa freschezza di c'eravamo tanto amati, ma alla fine merita anche lui attenzione.

dog eat dog paul schrader. pura spettacolarizzazione della violenza per una serie di (dis)avventure gangster non troppo originali. se non si è nelle giuste corde l'ossessiva ricerca di soluzioni visive alternative potrebbe dare fastidio, ma sicuro in più di una occasione riesce a centrare il punto.

the lost city of z di james gray. un film che vuole essere tante cose, tanto da sembrare poche le quasi due ore e mezza. un po' storia d'avventura ma senza il giusto senso di libertà e scorci naturali veramente sorprendenti; un po' storia anticoloniale soffocata però da personaggi che occupano tutto lo spazio disponibile; un po' storia di affermazione femminile in tempi non sospetti, risolta con un dialogo di numero. in tutto c'è anche spazio per uno scorcio di prima guerra mondiale. insomma non brutto, almeno fotografia e regia si distaccano dall'essere una generica produzione hollywoodiana, ma questo suo mancare di focus finisce per pesare troppo e allo stesso tempo lasciare poco.

l'udienza di marco ferreri. kafkiano e beffardo, satira sulla burocrazia e sui riti del vaticano e sulle persone che vi gravitano intorno, più il film gira a vuoto più si ha l'impressione che sia lo stesso protagonista, un particolarmente azzeccato enzo jannacci, a remare in direzione opposta, forse inconsciamente, a quello che sarebbe il suo obiettivo. dopo che tutte le strade sono state battute non resta che gettare la spugna, e assistere allo stesso circolo vizioso da capo.

 
Final Prayer di Elliot Goldner, Horror/Mystery. Un team di ricercatori del Vaticano scendono nel sottosuolo di una chiesa di una zona remota del Regno unito per chiarire e smitizzare gli insoliti e inesplicabili fenomeni che vi avvengono, ma quello che scoprono è più inquietante di quanto avessero immaginato…non malaccio, peccato per la solita scelta del found footage sicuramente per il budget esiguo

ma ha forti elementi di "orrore cosmico" con una scena finale veramente claustrofobica

 
LIFE Daniel Espinosa, mi è piaciuto, non brilla in modo particolare in nessun aspetto però la costruzione della vicenda mi ha convinto sebbene i clichè da buona regola non manchino. La realizzazione è eccellente e pure il sonoro è soddisfacente, ma più di tutto è riuscito nel suo intento di intrattenere durante tutta la visione creando la giusta tensione. Cast convincente e attori sul pezzo, ma un Gyllenhaal a cui non viene chiesto di sforzarsi poi molto risulta "sprecato". Il film prova ad alzare la carica emotiva ma è sporadica e si esaurisce troppo velocemente . Film horror fantascientifico di discreto livello.

La Cura dal Benessere Gore Verbinski, aspettavo in particolar modo il ritorno di Verbinski dopo il clamoroso passo falso con The Lone Ranger, e a dirla tutta le premesse di questo thriller/horror mi facevano ben sperare.

Diciamo che ci è riuscito a metà, secondo me. Sebbene la messa in scena e l'aspetto tecnico siano assolutamente di alto livello (ma il gotico secondo Del Toro è un gradino sopra imho) e con la macchina da presa ci sa fare pochi cazzi, ho trovato un film fin troppo derivativo. Forse arriva nel momento sbagliato, o forse non ha avuto forza propria per reinventare. Il tema della psicosi mi va bene ma risulta confusionario e senza spunti narrativi del tutto convincenti, le sorprese non sorprendono, risultando spesso da metà in poi estremamente prevedibili. Un ritorno che si ferma sulla sufficienza.

John Wick 2 Chad Stahelski, sebbene l'espansione dell'universo John Wick sia affascinante, la nuova vicenda di Baba Yaga come coinvolgimento forse non è all'altezza del capitolo precedente. L'azione sfrenata seguita da una regia cristallina prendono il sopravvento in una mattanza molto elegante e violenta, molto divertente. Personalmente l'ho apprezzato più del predecessore, ma credo che con il giusto bilanciamento questa serie possa puntare decisamente più in alto. Prendere esempio da Kingsman produttori, grazie.

 
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LIFE Daniel Espinosa, mi è piaciuto, non brilla in modo particolare in nessun aspetto però la costruzione della vicenda mi ha convinto sebbene i clichè da buona regola non manchino. La realizzazione è eccellente e pure il sonoro è soddisfacente, ma più di tutto è riuscito nel suo intento di intrattenere durante tutta la visione creando la giusta tensione. Cast convincente e attori sul pezzo, ma un Gyllenhaal a cui non viene chiesto di sforzarsi poi molto risulta "sprecato". Il film prova ad alzare la carica emotiva ma è sporadica e si esaurisce troppo velocemente . Film horror fantascientifico di discreto livello.
La Cura dal Benessere Gore Verbinski, aspettavo in particolar modo il ritorno di Verbinski dopo il clamoroso passo falso con The Lone Ranger, e a dirla tutta le premesse di questo thriller/horror mi facevano ben sperare.

Diciamo che ci è riuscito a metà, secondo me. Sebbene la messa in scena e l'aspetto tecnico siano assolutamente di alto livello (ma il gotico secondo Del Toro è un gradino sopra imho) e con la macchina da presa ci sa fare pochi cazzi, ho trovato un film fin troppo derivativo. Forse arriva nel momento sbagliato, o forse non ha avuto forza propria per reinventare. Il tema della psicosi mi va bene ma risulta confusionario e senza spunti narrativi del tutto convincenti, le sorprese non sorprendono, risultando spesso da metà in poi estremamente prevedibili. Un ritorno che si ferma sulla sufficienza.

John Wick 2 Chad Stahelski, sebbene l'espansione dell'universo John Wick sia affascinante, la nuova vicenda di Baba Yaga come coinvolgimento forse non è all'altezza del capitolo precedente. L'azione sfrenata seguita da una regia cristallina prendono il sopravvento in una mattanza molto elegante e violenta, molto divertente. Personalmente l'ho apprezzato più del predecessore, ma credo che con il giusto bilanciamento questa serie possa puntare decisamente più in alto. Prendere esempio da Kingsman produttori, grazie.
Concordo su Life, un film discreto con un Gyllenhaal in modalità pilota automatico, decisamente sprecato. Aggiungo il fatto che non mi sia piaciuto il mostro per il suo design e per la sua costruzione in CGI, ed invece mi sia piaciuto parecchio il finale.

Concordo anche su John Wick 2, l'ho preferito anch'io al predecessore, forse perché più ambizioso, ma come hai detto tu "coinvolge di meno", forse perché meno "personale" o perché si muove su presupposti già presenti nel primo capitolo. Comunque intrattiene da ***.

Vedremo se col terzo capitolo alzerà l'asticella o se collasserà sotto i colpi del "già visto".

 
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Il quinto elemento, Besson

Sempre indeciso se essere serio o parodistico, inventa tanti personaggi ma poi li gestisce nel modo più convenzionale possibile. Voleva fare la voce grossa per entrare nei circoli importanti, non ne resta granché.

La terza parte della notte, Zulawski

Sto recuperando i suoi film dopo il bellissimo Possession e l’orrido Cosmos. Esordio in territorio nazista che mostra già quanto ci tenga a creare vortici atipici, un po’ alla Hard to be a god. Il problema è che il nucleo su cui tutto ruota è un familismo piuttosto ininteressante per me. Ero stanco, potrei rivederlo, ad un certo punto ho fatto uno sforzo e mi è sembrato comunque che fosse un problema reale.

Il diavolo, Zulawski

Prima parte magnifica. Anche qui sei buttato dentro ad un mondo. Ancora più straniante. Il nocciolo è più interessante finché non diventa una sequela di stereotipata follia. Comunque imperdibile. Il cattivo ricorda il diavolo nel Faust di Sokurov.

 
Sono a Locarno, sto vedendo un po' di film, alcuni magnifici. Purtroppo non ho tutta la giornata libera.

 
a fine giornata mi aspetto almeno una parola una su quello che hai visto :sisi:
ci sono un sacco di cose da dire, sia sui film che su altro. spero di trovare il tempo domani per fare un post prima della fine oppure direttamente tra un po' di giorni quando tornerò.

 
Prima di domani (2017) Mi è piaciuto molto, la storia è appassionante e ben raccontata infatti non ci sono momenti morti e il tutto scorre in maniera eccellente fino alla fine senza mai annoiare. Inoltre anche se non sembra il film nasconde un sacco di insegnamenti che con un po' di attenzione è facile carpire.

Molto bello però peccato per il finale che mi ha fatto storcere il naso, poteva e doveva essere fatto in modo diverso secondo il mio punto di vista.

Poi la protagonista è tanta roba. :predicatore:

 
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