Ma sai che anche io soprattutto all'inizio pensavo che avessero avuto qualche problemino audio perché facevo fatica sentire distintamente i dialoghi?
Non so se è stata una scelta però all'inizio mi ha fatto strano, poi in realtà in generale incide praticamente nulla
Anche per me soprattutto all'inizio, ricordo ad esempio quando è in auto e scrive il discorso, sentivo solo un mugugno indecifrabile.

Fortunatamente andando avanti diventa sempre meno frequente, chissà perché.
Negli ultimi giorni mi sto recuperando un po' di Jarmusch, senza una ragione particolare.
Stranger than paradise piaciuto molto, non c'è una vera e propria trama ma l'alchimia fra i tre protagonisti è calibrata alla perfezione e basta da sola a dare linfa vitale al film tutto scena dopo scena.
Down by law altro trio ma qui da quando entra in scena Benigni il film diventa sostanzialmente solo lui, nel complesso visione gradevole con diverse scene comprensibilmente memorabili ma che non mi ha lasciato molto.
Mystery train parte benissimo con il primo segmento incentrato sulla coppia giapponese, con un'alchimia e un amore fra loro due che buca veramente lo schermo, gli altri (per inciso non sapevo che fosse un film a episodi per cui mi si è spezzato il cuore quando dopo 30 minuti pensavo stesse iniziando e invece era finito) invece lasciano un po' il tempo che trovano, sia pur sempre ben girati e con delle bellissime e densissime atmosfere notturne. Nel complesso il film non mi è parso molto più della somma delle sue parti e oltretutto arrivati alla fine non è che concluda nemmeno granché per nessuna di esse, per cui direi che posso tranquillamente tenermi la prima e lasciare le altre per strada.
Ora volevo vedermi
Night on earth ma essendo pure quello episodico (non so se si è capito ma non sono esattamente un entusiasta di questo formato) vedo un po' come va.
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Massì butto lì i commenti degli altri film visti nell'ultimo mese:
Lo specchio, Tarkovskij, visivamente alcune scene fra le sue migliori ma, detto molto sinceramente, fatico molto a provare interesse.
Beau is afraid, di Aster, talmente male che lo rispetto per tutte le milionate scialacquate in quella che è palesemente una caotica trollata ai danni dello spettatore pagante, pazzo chi glielo ha prodotto e criminale chi poteva sforbiciare pesantemente e non l'ha fatto, però anche tante scene esilaranti e memorabili, lo odio ma in fondo in fondo un po' lo amo.
Mes petites amorouses, di Eustache, i primi due terzi sinceramente un po' noiosetti ma si risolleva nel finale con una rappresentazione dell'educazione sentimentale oserei dire unica per la franchezza e la confusa e volubile intensità che la permea. Fotografia sublime capace di catturare su pellicola tutta la gioia, la malinconia e la noia delle estati preadolescenziali.
The magnificent Ambersons, di Welles, come se ci fosse bisogno di sottolineare la modernità della scrittura, la qualità letteraria dei dialoghi e la perfezione tecnica cinematografica, si parla sempre del finale tagliato e cambiato ma per me resta bellissimo anche così.
The draughtsman's contract, di Greenaway, alla fine è un gioco che dice forse meno di quello che vorrebbe lasciar intendere, ma mi ha comunque conquistato per l'assurda dedizione a un soggetto che in altre mani si sarebbe sbriciolato in una cosa banale o confusionaria, nonché per l'assoluto rigore formale che oserei dire finisce addirittura per trascendere la forma cinematografica.
P.S.
a_strange_traveler ma tu stai su Letterboxd?