Ultimo Film Visto | Consigli e Domande Inside

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Amici Miei, Monicelli

Bello anche se dopo un po' inizia a sentirsi un velo di pesantezza.

 
The usual suspects | Bryan Singer, 1995. Beh che dire, mai titolo fu più azzeccato dato che
fin dall'inizio i sospetti non potevano che essere tutti puntati su Kevin Spacey. :asd: Bruciato quindi il colpo di scena ma fortunatamente non il film, anzi, visto con amici è stato forse più divertente così.
Nulla di eccezionale, ma una validissima scelta per una visione in compagnia.
Vabbè ma il colpo di scena mica è solo quello :asd:

È il modo con cui ha architettato tutto, inventandosi stronzàte prendendo spunto dalla roba che ha in ufficio il poliziotto. E poi è bello proprio come ci si arriva al finale, come sono girate e montate le ultimissime scene. Chiaro che dopo 20 anni, con spacey che è diventato famosissimo per quel tipo di ruoli, il fatto che il colpevole sia lui è molto più prevedibile (anche se devo dire che la prima volta ci avevo quasi creduto che fosse innocente :asd: )
 
Vabbè ma il colpo di scena mica è solo quello :asd:
È il modo con cui ha architettato tutto, inventandosi stronzàte prendendo spunto dalla roba che ha in ufficio il poliziotto. E poi è bello proprio come ci si arriva al finale, come sono girate e montate le ultimissime scene. Chiaro che dopo 20 anni, con spacey che è diventato famosissimo per quel tipo di ruoli, il fatto che il colpevole sia lui è molto più prevedibile (anche se devo dire che la prima volta ci avevo quasi creduto che fosse innocente :asd: )
Sì certamente parlo avendolo visto questa settimana,

all'epoca avranno avuto molti meno pregiudizi nei confronti del povero Spacey (probabilmente dovuti in gran parte proprio a questo film). :asd: Comunque sì, divertente quando legge tutti i nomi scritti in giro per l'ufficio. :asd:

Già che ci sono, ieri sera ho visto Starlet di Sean Baker (2012) e ammetto che nonostante una certa ruffianeria squisitamente indie ha finito per piacermi un sacco! Colori leggeri come l'aria, (

della) colonna sonora deliziosa, titoli di testa e transizione finale che per qualche ragione mi sono piaciuti da matti. E nel mezzo tanti bei momenti awww
 
John Wick: Capitolo 2 (2017)

Già il primo era caxxutissimo, questo è ancora meglio. Se la cavano tutti alla grande. Aspettiamo il Capitolo 3 :asd: volevo contare i morti ma ho rinunciato quasi subito :rickds:

 
Tarzan, l'uomo scimmia di Woodbridge Van Dyke.

Il primo storico film su Tarzan. Ci sono diversi spunti interessanti e un certo esotismo che sa affascinare.

Kuhle Wampe di Slatan Dudow.

La Berlino ai tempi di Weimar e una nuova visione del proletariato tedesco.

The Mummy di Karl Freund.

Il solito connubio tra la storia d'amore e il macabro esotismo dell'antico Egitto.

Scarface di Howard Hawks.

Un gangster movie non male. Non è banale nella sua resa del giovane mafioso che vuole fare strada. C'è anche qualche momento lievemente comico e un sottofondo erotico quasi incestuoso.

Freaks di Tod Browning.

Il motivo del circo sembra essere da sempre oggetto di fantasie in ambito cinematografico. I mostri che non sono mostri e i ''normali'' che lo sono realmente risulta già sentito per chi vede la pellicola oggi, ma nonostante questo messaggio moraleggiante la vicenda sa catturare e affascinare. Il discusso e macabro finale è il coronamento di una vicenda che trasmette timore e straniamento, oltre a essere circondata da un'aura di perversione.

Trouble in Paradise di Ernst Lubitsch.

Il maestro della commedia sentimentale sforna un altro prodotto sofisticato e levigato che è sempre piacevole guardare.

Umarate Wa Mita Keredo (I Was Born, But...) di Yasujiro Ozu.

Oserei dire che mi ha dato la sensazione di avere una buona componente neorealista. Ozu ci parla della classe media e della piccola crisi di una famiglia attraverso gli occhi di due piccoli fratelli.

Dekigokoro (Passing Fancy) di Yasujiro Ozu.

Ancora uno sguardo nella vita familiare; in questo caso si parla di un uomo non più giovane rimasto solo con suo figlio. A Ozu piace descrivere cosa accade al tessuto familiare quando questo viene teso e strattonato dagli eventi dell'esistenza, quasi come farebbe un uomo di scienza, ma con molto più sentimento e melodramma.

The Private Life of Henry VIII di Alexander Korda.

La storia di Enrico VIII e delle sue famose sei mogli. La vicenda non viene mai trattata con toni seriosi, tant'è che per quanto il re sia un prepotente e un buzzurro si finisce per provare simpatia per la sua figura; penso che questo accada grazie all'immortale tema dell'uomo che passa la sua intera esistenza alla ricerca della donna ''giusta'' per lui.

The Invisible Man di James Whale.

Horror simpatico tutto giocato sulla psicologia di ciò che non si vede e per questo non si può controllare, nonostante sia a un palmo dal nostro naso e magari nella nostra stessa casa. Ovviamente c'è sempre una storia d'amore di mezzo perché il mostro non è mai un vero mostro, ma una creatura incompresa.

Duck Soup dei Fratelli Marx.

I mitici quattro che dissacrano i potenti che si dichiarano guerra l'un l'altro. Come al solito il numero di gag e giochi di parole supera ogni limite, l'improvvisazione è inarrestabile e neanche la guerra può fermare la comicità.

 
Braveheart di Mel Gibson. Non ho trovato storia e personaggi particolarmente interessanti, però tutto il resto, a partire da ambientazione e costumi, è realizzato bene. La lunga durata non si avverte perché scorre veramente bene.

 
Muriel ou Le temps d'un retour, Resnais

Forse ero troppo stanco per vederlo, forse ci sono semplicemente troppi personaggi.

 
Ho visto un po' di film che non ho commentato ultimamente:

Jesus Christ Superstar; rivisto dopo tantissimi anni, sempre un bel vedere, o meglio un bel sentire. Canzoni semplicemente leggendarie, con lo stile hard-rock anni '70 che piace tanto a me. Ted Neeley e Carl Anderson strepitosi nei panni di Cristo e Giuda, che voce meravigliosa hanno. Per chi, come me, è fan di Elio e le Storie Tese, è poi un piacere sentire "This Jesus Must Die" e compararla con "La vendetta del fantasma formaggino" :rickds:

La mia canzone preferita dell'opera rimane sempre "Heaven on their minds", un capolavoro pazzesco per la musica e soprattutto per Anderson che non solo dimostra la sua abilità come cantante, ma anche com attore, interpretando la canzone con sentimento e passione travolgenti. Ecco il video:

[video=youtube;g-voeq7Cebo]


Grandissimo musical in definitiva, anche se a volte si sente un po' la mancanza di una struttura filmica forte, risultando un po' come una serie di video-clip musicali in sequenza... ma che video-clip e che musica! Qualità stratosferica che fa dimenticare a mio avviso questo difetto.

Total Recall; rivisto anche questo dopo tanti anni, stavolta in inglese per la prima volta. Che dire, Verhoeven forse al suo meglio, per un capolavoro sci-fi sottovalutatissimo. Una bellissima trasposizione del racconto di P.K. Dick, arricchita da altri temi sviluppati dall'autore americano in altre storie, con il risultato di avere una pellicola che è un vero tributo al mondo dickiano in toto, con la sua estetica folle, l'umorismo e la narrativa folle ed intricata.

Geniale inoltre il tocco di classe di Verhoven nel dare l'ulteriore chiave di lettura metafilmica, con la tipica struttura da film d'azione classico, ed "arnoldiano" in particolare, con la strizzata d'occhio allo spettatore, facendo un po' di satira per gli stereotipi del genere ma anche un appassionato tributo ad essi in quanto funzionali. Film eccezionale!

Scott Pilgrim VS the World; Divertente, esuberante, demenziale ma anche ambizioso per la sua storia sì over-the-top ma che, tra una visuale folle e l'altra, nasconde il tema delle difficoltà delle relazioni amorose.

Fotografia ed effetti speciali notevoli, così come la direzione artistica, eccessiva ma spettacolare e ricercata. Grandissimo film.

King Kong (1933); anche questo rivisto dopo un casino di anni. Tecnicamente è un capolavoro indiscutibile, l'animazione in stop-motion è semplicemente clamorosa per l'epoca, a dir poco spettacolare. Il resto, cioè la storia, la caratterizzazione dei personaggi ed i dialoghi li ho trovati molto stereotipati ed un po' ingenui, soprattutto la struttura a "parabola", con tanto di morale finale spiegata a parole da Denham. Una meraviglia tecnica, ma anche un film molto limitato a livello narrativo per quanto mi riguarda, lo dico a costo di prendermi insulti :asd:

Smetto quando voglio; anche su questo dirò la mia a costo di prendermi i vaffa dalla sua fanbase, ma sto film l'ho trovato mediocre ad esser buoni. Attori ottimi per un film che scopiazza impunemente "Breaking Bad", con una spruzzata di umorismo e satira a mio parere debole. Ciliegina sulla torta una fotografia orrenda, complice un filtro verdastro semplicemente senza senso.

Un gangster movie all'amatriciana che ho trovato triste per la mancanza di idee originali, e per una comicità che tenta di imitare Boris, fallendo miseramente. Bocciato su tutta la linea per quanto mi riguarda.

 
Ultima modifica da un moderatore:
Elephant, uno dei film più brutti che abbia mai visto, forse addirittura il peggiore in assoluto nonostante tratti del massacro della Columbine High School, argomento estremamente interessante ed inquietante. E dire che ha anche vinto dei premi ed è stato tutto sommato ben accolto dalla critica, non me lo spiego.

 
Dietro King Kong ci sono tante di quelle interpetazioni psicanalitche e filosofiche che dobbiamo insultare tutti insieme TestaMatta :rickds:

 
Elephant, uno dei film più brutti che abbia mai visto, forse addirittura il peggiore in assoluto nonostante tratti del massacro della Columbine High School, argomento estremamente interessante ed inquietante. E dire che ha anche vinto dei premi ed è stato tutto sommato ben accolto dalla critica, non me lo spiego.
Dipende dai gusti personali, evidentemente Gus Van Sant non fa per te, non è certo un autore per tutti, vista la lentezza e la sua ossessione per l'estetica e l'atmosfera. A me all'epoca piacque molto "Elephant".

Dietro King Kong ci sono tante di quelle interpetazioni psicanalitche e filosofiche che dobbiamo insultare tutti insieme TestaMatta :rickds:
Per quanto mi riguarda è tutta roba che i critici hanno cavato fuori dal film come il sangue dalle rape :rickds:

è chiaro che vi sia il discorso "Beauty and the Beast", anche perché i personaggi lo ripetono fino allo sfinimento, ma appunto il messaggio è anche troppo chiaro per me, e sinceramente non vedo molte altre interpretazioni :nonso:

 
Dipende dai gusti personali, evidentemente Gus Van Sant non fa per te, non è certo un autore per tutti, vista la lentezza e la sua ossessione per l'estetica e l'atmosfera. A me all'epoca piacque molto "Elephant".


Per quanto mi riguarda è tutta roba che i critici hanno cavato fuori dal film come il sangue dalle rape :rickds:

è chiaro che vi sia il discorso "Beauty and the Beast", anche perché i personaggi lo ripetono fino allo sfinimento, ma appunto il messaggio è anche troppo chiaro per me, e sinceramente non vedo molte altre interpretazioni :nonso:
La figura centrale è Kong e cosa rappresenta. Gli psichiatri vedono nello scimmione una rappresentazione degli istinti primordiali che la nostra società ha prima isolato e poi tentato di incatenare, in poche parole Kong sarebbe l'Es. Al di là di una visione psicanalitica è una chiave di lettura che ci sta molto bene.

 
Quindi ammetti che sono banalità. :chris:
Sono interpretazioni risapute (sentita pure all'università). Sarebbe interessante parlarne, anche perché credo che sia uno di quegli horror di un tempo in cui l'importante non è provare una paura cieca ed istintuale, ma riflettere sulla natura del mostro di turno :sisi:

 
Elephant, uno dei film più brutti che abbia mai visto, forse addirittura il peggiore in assoluto nonostante tratti del massacro della Columbine High School, argomento estremamente interessante ed inquietante. E dire che ha anche vinto dei premi ed è stato tutto sommato ben accolto dalla critica, non me lo spiego.
Posso chiederti di argomentare un pelo? :morristend:

 
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