Ultimo Film Visto | Consigli e Domande Inside

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Lo Squalo di Steven Spielberg. Non mi è piaciuto. Sarà che il film è molto vecchio e per certi versi l'età si sente tutta, però in generale è mancata l'ansia che il film avrebbe dovuto trasmettere. E non è una colpa della realizzazione del film, perché Spielberg ci ha provato in tutti i modi a costruire l'atmosfera e ci è anche riuscito, ma è proprio l'idea stessa della trama a non convincere. Si tratta di un cazzò di squalo, non fa paura, non è il soggetto adatto per un thriller se si può uccidere in linea teorica facilmente. Capisco che ci dovevano fare un film intero sopra, però lo fanno passare come il più grande dei problemi. In ogni caso ho apprezzato tutta la scena finale in barca, anche lì è tutto esagerato, però la voglia di vedere come sarebbe andata finire ha prevalso. Non è assolutamente un brutto film, anzi ha tantissimi elementi validi soprattutto per l'epoca, però nella mia scala di gradimento raggiunge a stento la sufficienza.

 
Lo Squalo di Steven Spielberg. Non mi è piaciuto. Sarà che il film è molto vecchio e per certi versi l'età si sente tutta, però in generale è mancata l'ansia che il film avrebbe dovuto trasmettere. E non è una colpa della realizzazione del film, perché Spielberg ci ha provato in tutti i modi a costruire l'atmosfera e ci è anche riuscito, ma è proprio l'idea stessa della trama a non convincere. Si tratta di un cazzò di squalo, non fa paura, non è il soggetto adatto per un thriller se si può uccidere in linea teorica facilmente. Capisco che ci dovevano fare un film intero sopra, però lo fanno passare come il più grande dei problemi. In ogni caso ho apprezzato tutta la scena finale in barca, anche lì è tutto esagerato, però la voglia di vedere come sarebbe andata finire ha prevalso. Non è assolutamente un brutto film, anzi ha tantissimi elementi validi soprattutto per l'epoca, però nella mia scala di gradimento raggiunge a stento la sufficienza.
:sadfrog:

Il ban è in fondo a destra :nev:

 
Lo Squalo di Steven Spielberg. Non mi è piaciuto. Sarà che il film è molto vecchio e per certi versi l'età si sente tutta, però in generale è mancata l'ansia che il film avrebbe dovuto trasmettere. E non è una colpa della realizzazione del film, perché Spielberg ci ha provato in tutti i modi a costruire l'atmosfera e ci è anche riuscito, ma è proprio l'idea stessa della trama a non convincere. Si tratta di un cazzò di squalo, non fa paura, non è il soggetto adatto per un thriller se si può uccidere in linea teorica facilmente. Capisco che ci dovevano fare un film intero sopra, però lo fanno passare come il più grande dei problemi. In ogni caso ho apprezzato tutta la scena finale in barca, anche lì è tutto esagerato, però la voglia di vedere come sarebbe andata finire ha prevalso. Non è assolutamente un brutto film, anzi ha tantissimi elementi validi soprattutto per l'epoca, però nella mia scala di gradimento raggiunge a stento la sufficienza.
Ma il genio sta proprio nel causare la tensione con il nulla :asd: Mai visto Gli Uccelli di Hitchcock?

 
Europe, she loves | Jan Gassmann, 2016. Un'istantanea di una certa Europa di oggi, catturata attraverso la lente di quattro coppie di quattro nazionalità diverse. Concettualmente ambizioso, forse non all'altezza di tali ambizioni ma comunque meritevole: come documentario non scopre nulla di nuovo, ma è efficace nell'evocare un sentimento, un fugace ritratto di un particolare luogo (l'Europa, e mi è piaciuto molto come riesce a trasmetterne la connotazione sovranazionale) in un particolare momento storico. Decisamente pessimista, senza dubbio, forse anche forzato in questo senso, ma vale la pena di stare al gioco. (Anche se ho potuto empatizzare solo fino ad un certo punto dato che alcuni personaggi mi sono parsi un po' ******** ecco.) Fotografia pazzesca (in special modo i titoli di testa e gli intermezzi non narrativi, sublimi) e perfetto il brano di Kate Tempest sul finale: ottima sintesi dello spirito del film nonché bellissimo pezzo. Link.

Moana with sound | Frances H. Flaherty, Robert J. Flaherty e Monica Flaherty, 1980. Ciò che i Flaherty hanno confezionato quasi un secolo fa (!) merita attenzione da così tanti punti di vista: non solo cinematografici (la splendida fotografia, perfettamente restaurata nel 2014, il pulitissimo montaggio) ma anche etnografico. Il ritratto che restituiscono di una cultura ed uno stile di vita così distante da loro è infatti mosso da genuina, disinteressata curiosità; spoglia, soprattutto, da qualsiasi imposizione esotizzante. Il che è notevole in generale, ma ancor più se si considera che questo supposto documentario è in realtà un'opera di finzione: quelli in scena sono in realtà attori, impegnati nella ricostruzione cinematografica di uno stile di vita ormai abbandonato. Nonostante questo Moana: A story of the South Seas appare spontaneo come il migliore dei documentari: è un film pieno di gioia e di rispetto, e la sua semplicità non fa altro che testimoniare la bontà delle intenzioni. Impossibile infine non citare il lavoro svolto da Monica Flaherty: il più pazzesco lavoro di restauro che io ricordi (è tornata sull'isola cinquant'anni dopo e ha registrato tutti i suoni in sincro con le immagini – davvero) ha regalato al film una seconda vita, al punto che non è banale decidere se si tratti dello stesso film, o di qualcosa di nuovo. (E per inciso, quanto è bella la musica?

. Ho ritrovato i suoni che tanto avevo amato in John From, senza saperlo. Motivo in più per voler bene a quel gioiellino. ♥ ) È un film notevole sotto così tanti aspetti, dicevo – ma ciò che lo rende così speciale, più di tutto il resto, è che guardandolo si sente chiaramente che questo pezzo di pellicola è stato davvero amato.
Hotaru no haka (La tomba delle lucciole) | Isao Takahata, 1988. Un classico, tecnicamente molto solido e a tratti audacemente crudo. Spesso però è un po' troppo diretto nel cercare la risposta emotiva dello spettatore e, almeno per il mio modo di sentire, paradossalmente proprio per questo ha faticato ha coinvolgermi. Comunque sia, senz'altro una pietra miliare dell'animazione giapponese e non solo.

Neruda | Pablo Larraìn, 2016. Non mi dilungherò in giudizi perché l'ho guardato piuttosto distrattamente, e anche se così non fosse so troppo poco del personaggio, dell'artista e della Storia per poterlo contestualizzare decentemente. È un bel film, lo stile di Larrain per quanto pesantemente artificiale è sempre un bel guardare nonché ormai ben affermato e inconfondibile, e la sceneggiatura al di là delle sofisticazioni sa lasciare il segno. In più, riprese della neve come in tempi recenti ho visto far meglio forse solo a Tarantino.

 
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Sto vedendo poco :( Due film reportage sociale e basta. Sono usciti i sottotitoli per Nobi. Vi ricordo che è il migliore film sulla guerra mai fatto. C'è anche l'ultimo Seidl ma senza sottotitoli.

 
Sto vedendo poco :( Due film reportage sociale e basta. Sono usciti i sottotitoli per Nobi. Vi ricordo che è il migliore film sulla guerra mai fatto. C'è anche l'ultimo Seidl ma senza sottotitoli.
Guardo stasera, FINALMENTE :hype:

 
Meglio di Dunkirk? :omg2:
nooo che c'entra quello è un film senza dialoghi, imperdibile, senza tempo.

 
Domanda, stasera su Italia 1 fanno Blade Runner e volevo sapere se si sa qual è la versione del film, e nel caso se è la versione consigliata da vedere.

Altrimenti quale versione mi consigliate di vedere tra Final Cut, Director's Cut e chi più ne ha più ne metta ? :rickds:

 
Domanda, stasera su Italia 1 fanno Blade Runner e volevo sapere se si sa qual è la versione del film, e nel caso se è la versione consigliata da vedere.Altrimenti quale versione mi consigliate di vedere tra Final Cut, Director's Cut e chi più ne ha più ne metta ? :rickds:
[MENTION=71373]Jack 95[/MENTION] riporto qua il mio commento sulle varie versioni di Blade Runner, fatto sul topic del nuovo film.

La "Theatrical cut" cioè la versione uscita nei cinema (quindi la prima versione) è l'unica ad avere la voce narrante fuoricampo del protagonista. Inoltre ha una scena in più alla fine del film, fatta adattando parte del girato di "The Shining" di Kubrick.La "Director's Cut" e la "Final Cut" sono molto simili, con quest'ultima che è più che altro una rimasterizzazione. Queste due versioni non hanno più la voce narrante né la "controversa" scena finale. Inoltre viene aggiunta un'altra scena "controversa" a metà film.

Quale sia la versione preferibile va a gusti, personalmente penso che il taglio della voce narrante e del finale sia stata una mossa azzeccatissima. Mi piace la nuova scena aggiunta, ma non mi fa impazzire il fatto che sia stata messa appositamente per dare enfasi ad una "domanda" presente nel film. L'idea dietro all'aggiunta della scena è affascinante, anche se a mio parere cozza un po' col messaggio del film.

Comunque, secondo me, nel complesso la "Final Cut" (cioè l'ultima versione) è la miglior versione di Blade Runner ;)
Insomma ti consiglio la Final Cut.

Non ne sono certo, ma penso che su Italia 1 facciano la prima versione, quella originale ("Theatrical Cut").

 
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La versione uscita al cinema, suvvia. Ma perché cacchio ha tolto la voce di Deckard?! Io non lo so cosa gli prende a questi registi ollivudiani. Più invecchiano più si rincitrulliscono...

 
Ho visto finalmente Nobi di Tsukamoto e... [MENTION=35112]Togg[/MENTION] perdonami, ma sono abbastanza in bilico nel giudizio :asd: Da una parte è esattamente quello che mi aspettavo, lo stile di Tsukamoto incontra il film di guerra dipingendo così una discesa negli inferi totale, esplosiva e viscerale come poche. È interessante vederlo a così poca distanza di Dunkirk perché volendo hanno anche idee in comune (costruire un survival movie bellico immersivo, rarefatto nei dialoghi e nella narrazione, in cui ci si scontra con un nemico senza volto e il senso di minaccia è persistente) e mi ha fatto ancora di più capire quanto distaccato alla fine sia il cinema di Nolan, quando un regista con un budget ridicolo ti riesce a realizzare un esperienza infinitamente più estenuante a livello sensoriale. Dall'altra non ho capito se sia dovuto al suddetto budget oppure una semplice inesperienza del regista nel tratteggiare gli ambienti non urbani, l'ho trovato veramente povero a livello di messa in scena. In particolare a livello di fotografia, è terribilmente artefatto e innaturale in un modo che non penso fosse voluto e di certo non gioca a vantaggio del film. Se potevo sorvolare sulle deformazioni dei corpi (che a volte risultano ridicole, ma quello è comprensibile), quando un film che punta interamente sulla sensorialità dell'esperienza percepita non riesce a farmi passare la giungla per giungla e ti piazza un lampione rosso per illuminare un volto di fronte ad un incendio allora sinceramente non riesco ad entrare completamente nel film, per quanto quel montaggio frenetico, quelle dissolvenze e sovrapposizioni particolarissime e soprattutto quel sound design terrificante e l'uso della musica facciano di tutto per sopperire alla cosa. Il film mi è piaciuto, ma mi aspettavo di più. Se si parla di film che cercano di fare qualcosa di analogo penso che a Va e Vedi rimanga ancora (e non con poco distacco) lo scettro di viaggio infernale nella guerra più indimenticabile.

 
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mmm, Tsukamoto ha sempre avuto una fotografia molto bruta, non puoi paragonarlo a Va e vedi che è una cosa con un vero budget e ricerca di contrasti colori etc. qui appunto si punta ad altro, che il palco luci sia percepibile non è un problema nel film, come noti anche le tumefazioni non sono realistiche, non è un errore, mica il truccatore non è capace di fare una ferita più vera. Non credo sia un problema di esterni anche in Kotoko vengono usate poche luci dure, e anche lì le tumefazioni sono elementi di rigonfiamento dei personaggi non tratti critici.

Per le luci è simile all'approccio di hong sang-soo sia per tempi che per dimensioni della troupe e ricerca estetica.

 
Shiet, Nobi voglio vederlo pure io ma sto avendo difficoltà a reperirlo. :morristend:

 
mmm, Tsukamoto ha sempre avuto una fotografia molto bruta, non puoi paragonarlo a Va e vedi che è una cosa con un vero budget e ricerca di contrasti colori etc. qui appunto si punta ad altro, che il palco luci sia percepibile non è un problema nel film, come noti anche le tumefazioni non sono realistiche, non è un errore, mica il truccatore non è capace di fare una ferita più vera. Non credo sia un problema di esterni anche in Kotoko vengono usate poche luci dure, e anche lì le tumefazioni sono elementi di rigonfiamento dei personaggi non tratti critici. Per le luci è simile all'approccio di hong sang-soo sia per tempi che per dimensioni della troupe e ricerca estetica.
Il discorso è che se una ricerca del genere mi è sempre parsa funzionale in uno scenario urbano ma non mi ha convinto all'interno di questo film, in alcuni casi mi è pure piaciuta (il contrasto fra la vegetazione e i soldati nelle scene notturne, digitale usato benissimo), in altre mi è sembrata stridere parecchio con le intenzioni del film in non poche scene.

 
Shiet, Nobi voglio vederlo pure io ma sto avendo difficoltà a reperirlo. :morristend:
in effetti è più complicato adesso non so perché, si trova il bluray pure.

 
Ho rivisto Monsters & Co. e Aladdin, il primo l'avevo visto solo una volta quindi non me lo ricordavo per niente, del secondo avevo la videocassetta che ho consumato per quante volte l'ho visto. Inutile dire che sono gran bei film entrambi.

 
Mother, non mi è piaciuto. Un Po isterico.

:none:

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pure sottotitoli in italiano per Nobi.

 
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