Ultimo Film Visto | Consigli e Domande Inside

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I visitatori (Les visiteurs - 1993) di Jean-Marie Poiré, con Jean Reno...di solito non guardo film del genere, però visto che c'è Jean Reno uno sforzo l'ho fatto...non mi è dispiaciuto, mi ha strappato qualche risata e si è lasciato guardare fino alla fine...non so se riuscirò a guardare i seguiti/remake però :asd:
È bellissimo poi ho adorato il doppiaggio italiano talmente tanto che il secondo capitolo non l'ho visto perché avevano cambiato doppiatori :asd:..
Jean Cojon, spaluda!

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I visitatori (Les visiteurs - 1993) di Jean-Marie Poiré, con Jean Reno...di solito non guardo film del genere, però visto che c'è Jean Reno uno sforzo l'ho fatto...non mi è dispiaciuto, mi ha strappato qualche risata e si è lasciato guardare fino alla fine...non so se riuscirò a guardare i seguiti/remake però :asd:
Lo vidi ma non ricordo praticamente nulla a parte che mi divertì parecchio :asd:

 
Batman v Superman: Dawn of Justice: non sono un fan dei Cinecomics, della DC poi apprezzo giusto Batman come personaggio (il cartone WB e il Batman di Nolan tra l'altro), ma devo dire che il film mi è piaciuto molto! Scorre bene, da ignorante in materia gli do un 7,5!

 
Prima infornata dell'anno!

Psychohydrography | Peter Bo Rappamund, 2010. Che ho promosso dal grado di Quasi-film a quello di Film solo per non dover ammettere che il mio primo Film del 2018 è stato un cinecomixx. A metà fra cinema e fotografia, in pratica Rappamund se ne va in giro a piazzare la telecamera per non so quanti quarti d’ora e ne tira fuori dei timelapse rielaborati in modi che non capisco, ma che sono bellissimi. Certe inquadrature sono semplicemente sublimi, in particolare con quelle in ambienti naturali e con le riprese astratte (?) dell'acqua si rischia la sindrome di Stendhal. (Sì il tema è l'acqua, dalle Montagne Rocciose attraverso l'acquedotto di Los Angeles per sfociare nel Pacifico; nulla di trascendentale, ma piacevole.) Da non sottovalutare inoltre il ruolo del sonoro, montaggi di rumori ambientali che permettono a Rappamund di catturare l'atmosfera di un luogo ben più in profondità di quanto non sarebbe stato possibile con le sole immagini; sintesi sonore che hanno una musicalità tutta loro, e che insieme al montaggio visivo conferiscono un ritmo quasi impercettibile, ma ben presente, alla sequenza di immagini quasi-statiche. Forse si sarebbe potuta tagliare qualche inquadratura relativamente superflua, ma anche così va davvero vicino alla perfezione.

Logan | James Mangold, 2017. Non male, anche se non posso realmente giudicarlo per quanto poco so della storia e dei personaggi. Soffre di una certa prevedibilità/ripetitività negli sviluppi, ma è comunque apprezzabile come lettura decadente del genere.

Poi ho rivisto di nuovo Star wars con il commento di Lucas, Fisher, del progettista del suono Ben Burtt e dell’effettista Dennis Muren. Ovviamente molto interessante e divertente, ma la cosa più strana è stata sentir parlare Lucas dei suoi studi sulla struttura del mito e dei suoi archetipi, proprio pochi giorni dopo aver finito Il viaggio dell’eroe di Vogler. Ho trovato una consapevolezza nel suo lavoro che prima, nonostante le numerose visioni, potevo soltanto intravedere: se possibile adesso gli voglio ancora più bene. La seconda trilogia, nel frattempo, appare ancora più inspiegabile.

Tiān biān yi duǒyún (Il gusto dell’anguria) | Tsai Ming-Liang, 2005. Ok questo è strano, davvero. Piaciuto molto il mondo narrativo che va a tratteggiare, così come l’atmosfera che si respira, silenziosa e malinconica, sottilmente malsana, piena di vuoto eppure in qualche modo claustrofobica. (Molto bella l’idea della siccità, e ben sfruttata.) Però non sono quasi mai entrato in empatia con i personaggi, peraltro interpretati in maniera abbastanza scadente secondo me, e non ho trovato la sua critica e i suoi simbolismi abbastanza interessanti da volerli approfondire. Non ha aiutato il tono schizofrenico, anche se apprezzo il tentativo. Nel complesso non posso dire che mi sia piaciuto, purtroppo; ma non escludo la possibilità di cambiare idea, più avanti negli anni. In ogni caso, una visione che valeva la pena di fare.

Batman v. Superman | Zack Snyder, 2016. Vabbe' ma è meraviglioso. Si parte con i marchi di fabbrica del buon Zack, ovvero gli effetti specialoni di plastica e i rallentatori e il sonoro pacchianissimo, ovviamente buttati lì senza alcun criterio apparente; poi la retorica spicciolissima (e pompatissima, in una totale assenza di senso del ridicolo) che impregna ogni singola battuta o immagine, mescolata con battutine che sono riusciti a farmi sentire il frinire dei grilli in casa e in pieno inverno; i personaggi che si teletrasportano da una scena all’altra solo per telefonare un'affannata punch-line proto-Nolaniana e venire subito falciati via dalle forbici di un montatore in preda ad un delirio isterico, per poter ricominciare da capo; scene A CASO (il sogno ahahaha) messe A CASO; i personaggi, che non ci sono e forse è quasi meglio così (EISENBERG AHAHAHA ma che è quella roba!?); la trama che ripete le stesse frasi come un mantra per un’ora e mezza (provando a costruire conflitti ridicolmente pretestuosi, e conditi pure quelli con secchiate di retorica spicciolissimaaa), ma poi alla fine volemosebene perché la mamma di Superman e la mamma di Batman si chiamano tutte e due Martha!? E poi il mostrone alla fine, così, perché, come, vabbe’, non stiamo nemmeno a farci tante domande, è solo l’apice della sottigliezza degli stratagemmi di scrittura dei dodicenni che hanno messo a fare la sceneggiatura. Davvero, se ne potrebbe parlare scena per scena senza aver paura di esaurire gli argomenti. Avevo aspettative altissime, ma sono comunque riusciti a superarle. Visto nelle migliori condizioni possibili, ovvero su Italia 1 condito con quintali di pubblicità scadentissima, e l’immancabile TG Com nel mezzo. Che esperienza.

 
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Splice (2009) mi è piaciuto molto soprattutto per il rapporto tra la creatura e i "genitori", la storia costruita davvero bene con degli ottimi dialoghi, e anche la parte finale davvero ben fatta.

 
Tiān biān yi duǒyún (Il gusto dellÂ’anguria) | Tsai Ming-Liang, 2005. Però non sono quasi mai entrato in empatia con i personaggi, peraltro interpretati in maniera abbastanza scadente secondo me, e non ho trovato la sua critica e i suoi simbolismi abbastanza interessanti da volerli approfondire.
nonononononnoononono

1)Lee Kang-sheng e Chen Shiang-chyi non si discutono

2)I due personaggi sono gli stessi protagonisti di What Time Is It There? e del corto The Skywalk is Gone che qui si ritrovano ( ''vendi ancora orologi'' mi pare sia l'unica battuta :asd: che si scambiano e il rimando è proprio a quello), se non l'hai visto chiaramente perdi molto, che poi sul personaggio di Hsiao-kang lui ci ha costruito la sua filmografia, ce lo trovi sin dal bellissimo esordio del '92, Rebels of the Neon God.

3)Tsai Ming-Liang è tipo un *** che non ha bisogno di far parlare i suoi attori

 
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nonononononnoononono1)Lee Kang-sheng e Chen Shiang-chyi non si discutono

2)I due personaggi sono gli stessi protagonisti di What Time Is It There? e del corto The Skywalk is Gone che qui si ritrovano ( ''vendi ancora orologi'' mi pare sia l'unica battuta :asd: che si scambiano e il rimando è proprio a quello), se non l'hai visto chiaramente perdi molto, che poi sul personaggio di Hsiao-kang lui ci ha costruito la sua filmografia, ce lo trovi sin dal bellissimo esordio del '92, Rebels of the Neon God.

3)Tsai Ming-Liang è tipo un *** che non ha bisogno di far parlare i suoi attori
Mah se non mi son piaciuti non mi son piaciuti, che ci posso fare. :asd: The skywalk is gone l'ho visto, gli altri no, ci sta che si perda qualcosa, non lo escludo. Che gli attori non parlino fa parte dell'estetica del film e ho scritto di averlo apprezzato.

 
Ivan il terribile, Eisenstein

Non sono sicuro, ha una certa forza espressiva però sta Russia unita proprio no. Devo riflettere sul rapporto forma contenuto.

I shot Jessse James, Fuller

Il suo primo film?? Ok... Bellissimo

 
Batman v. Superman | Zack Snyder, 2016. Vabbe' ma è meraviglioso. Si parte con i marchi di fabbrica del buon Zack, ovvero gli effetti specialoni di plastica e i rallentatori e il sonoro pacchianissimo

L'ho visto giorni fa in quanto regalo di natale.



Non fosse stato un regalo avrei spento a metà. O anche prima.



Il mio commento qui l'ho già dato, compreso sugli effetti, aggiungo che mentre lo guardavo mi vergognavo di cotanta arretratezza :asd:



Pensare che commentando una notizia di spazio su fb in cui si parlava di batman ho trovato pure chi difendeva il film :asd:


 


T2 Trainspotting


Mi serve una seconda visione per inquadrarlo meglio dopo la prima di ieri ed una ripassata del primo che non ricordo molto bene (son passati secoli) per poterlo contestualizzare nell'ottica dei 2 capitoli, comunque a caldo mi è piaciuto :sisi:



Han fatto un bel lavoro con audio e flashback per creare quell'effetto nostalgia non solo legato ai film ma anche (almeno per me) ai ricordi del periodo in cui vidi l'1


 
ieri ho visto 5 film beeello

 
La fontana della vergine di Ingmar Bergman. Molto bello e poetico, grandissima direzione degli attori.

La morte cavalca a Rio Bravo di Sam Peckinpah. Pieno di errori di montaggio, ma a quanto pare qualcosa è andato storto con la produzione. Spiccano però i personaggi, tutti molto interessanti e ben caratterizzati. In questi giorni voglio recuperare tutti i film di Peckinpah che mi mancano.

Loveless di Andrey Zvyagintsev. Primo film visto al cinema del 2018. Crudo e freddo, mi ha colpito parecchio.

 
Consigli su Lav Diaz? Ho visto Norte (bellissimo) e Naked Under the Moon (meh), cosa consigliereste di vedere dopo?

 
Ieri sera ho visto Lost Highway.

Era un bel po' che non vedevo un film che mi appagava completamente, un'erezione continua, anche letterale a tratti. :predicatore:

 
Una questione privata di Paolo e Vittorio Taviani. Non è affatto male e ha un paio di momenti notevoli, ma l'età dei due maestri comincia davvero a farsi sentire, soprattutto a livello di messa in scena e direzione degli attori.

Ah mi ero dimenticato di commentare due film visti su Netflix:

David Brent: Life on the Road di Ricky Gervais. E' un more of the same di The Office. Funziona anche, ma l'impressione è che da un punto di vista creativo Gervais si sia perso un pò dopo Derek.

Fino all'osso di Marti Noxon. Drammone adolescenziale ben confezionato.

 
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Consigli su Lav Diaz? Ho visto Norte (bellissimo) e Naked Under the Moon (meh), cosa consigliereste di vedere dopo?
sperando di ricordarmi appena posso ti dico.

 
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