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Jeannette, l'enfance de Jeanne d'Arc | Bruno Dumont, 2017. Allora per i primi diciamo due terzi la mia reazione è stata del tipo un ininterrotto AAAAAA

CHE CARINOOOO

poi però c'è l'ultima parte, quella con Jeanne adolescente, che è un interminabile riciclo delle stesse idee (tranne una, che comunque fa in tempo pure lei ad essere riciclata copiosamente) in attesa che la storia finisca. È un peccato ed un errore abbastanza banale secondo me, dato che mi sembra abbastanza evidente che si tratta di un film da novanta minuti e non uno di più. Capisco che il montaggio possa essere più difficile quando metti in mezzo segmenti musicali che o li tagli via o li lasci come sono; il fatto è che molti di questi segmenti mi sono sembrati del tutto non necessari (oltre che molto ripetitivi) e annacquano il ritmo proprio quando ce n'era meno bisogno. Anche dal punto di vista narrativo la seconda parte è nettamente più debole, dato che tutte le premesse vengono ottimamente poste nella prima metà (ed è notevole quanta tensione riesca a creare, e a mantenere seriamente credibile sotto una superficie tanto giocosa) e in pratica l'unica cosa rimasta da fare è aspettare che lei si decida a partire. Sembrerò un po' drastico, ma forse a questo punto sarebbe stato meglio tagliarla del tutto: si sarebbe persa ben poca informazione e il ritmo sarebbe stato perfetto. A parte questo (ingombrante) problema solo belle parole per questo film. A partire dall'idea, che è talmente ridicola da non poter non funzionare: riesce a posizionarsi in una zona magica nella quale quando le cose sono fatte bene, va benissimo, e quando sono fatte male, va benissimo lo stesso anzi forse di più. Quindi bravissimi tutti gli attori anche quando bravissimi non sono, e su tutti la bimba che interpreta Jeannette che è una forza. Ultime parole sulla colonna sonora, che pur spaziando in generi non proprio di mio gusto è quasi sempre molto gradevole, e sulla fotografia che è davvero un piccolo capolavoro. Sono quadri molto molto semplici nella composizione e nei cromatismi, ma c'è una pulizia, una chiarezza che rende questa semplicità proprio il loro valore aggiunto. Bellissima. Insomma la prossima volta che me lo vedrò farò scendere il sipario alla fine della prima parte, inventando un finale aperto che comunque non è tanto più aperto di quello scelto da Dumont. Così sarà un gioiellino vero. Ma poi come si fa a non voler bene ad un film con un doppio poster del genere, dai:

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hostiles di scott cooper. una prima parte per cui si può riconoscere anche una certa ambizione, che però sprofonda in una seconda assai poco efficace. il caricare così tanto il dramma all'inizio (facendolo con scene apprezzabili, da ammettere) infatti porta a risoluzioni affrettate e superficiali, complici psicologie tagliate con l'accetta. insomma, riuscito a metà.

blade of the immortal di takashi miike. premettendo che non ho letto il manga e quindi non posso spendere parole sulla trasposizione, come film in sé è un action dritto per dritto in cui apprezzabile è giusto la regia e il gusto ancora artigianale di realizzazione. per il resto ogni singolo personaggio è lì solo per fare da carne da macello e l'intreccio è più che telefonato.

M di eva villasenor. documentario dal taglio molto personale in cui la regista testimonia la vita del proprio fratello, un rapper, da qualche parte in messico. un po' l'abc di degrado urbano, scontri con la polizia e tensioni sociali, nulla di troppo sorprendente. merita però una lode per quanto riesce a essere appunto personale, quasi invadente, riuscendo a raggiungere un pizzico di commozione.

drown among the dead di rubén gutiérrez. confusissimo e sterile lavoro tra il filosofico e il surreale, è stata dura arrivare alla fine. credo che l'intento fosse rifare jodorowsky, ma senza un briciolo di forza visiva.

 
ho visto tre film in un festival di film sud americani durato una settimana che purtroppo ho potuto esplorare poco. Due brutti e uno discreto.

 
Ho rivisto dopo tanti anni Hercules della Disney, bellissimo.

La storia è molto canonica, ma lo stile è davvero strabiliante, uno dei film Disney meglio disegnati e meglio animati di tutti i tempi, ed una delle colonne sonore più fighe ed entusiasmanti.

Humour brillante e doppiaggio geniale, con un James Woods (nei panni di Ade) che ruba la scena a TUTTI, mi ha fatto "morire" :pffs:

Mi ha fatto un po' ridere il fatto che Disney abbia ribaltato totalmente le origini di Hercules, per far sì che Zeus e Hera venissero ritratti il primo come un marito modello, e la seconda come una donna di buon cuore :rickds::rickds::rickds:

Ehhhhh Disney, le cose che ti inventi per pararti il didietro dai genitori bigotti :rickds:

Comunque in definitiva è un film davvero brioso e bellissimo :sisi:

 
Jeanne Dielman, 23 Commerce Quay, 1080 Brussels | Chantal Akerman, 1975. Minuziosissima rappresentazione di una quotidianità inquadrata in automatismi serratissimi – e del vuoto esistenziale che essa disperatamente ed inconsciamente tenta di sopprimere. Alla Akerman basta rimuovere un tassello dalla struttura, soffiare sul suo equilibrio fragilissimo, e lasciare che inesorabilmente essa inizi a collassare su se stessa; l’esito è forse drastico, ma la sottigliezza con cui osserva il propagarsi di queste impercettibili crepe sulle abitudini e nella mente di Jeanne Dielman denota una sensibilità ed una maturità registica fuori dal comune, in special modo considerando che la ragazza aveva giusto ventiquattro anni quando girò il film. La geometria e la staticità delle inquadrature (fotografia sublime nella sua semplicità), l’utilizzo del piano sequenza, la struttura ciclica della narrazione: ogni scelta ha un preciso significato concettuale, ogni dettaglio contribuisce alla costruzione del film nel suo insieme. E alla fine sono rimasto stupefatto da quanto fluidamente trascorrano questi duecento minuti di niente, a testimonianza del totale controllo non solo in fase di regia, ma anche di montaggio. Praticamente perfetto, un film a cui non aggiungerei né toglierei niente.

I don’t belong to anywhere: The cinema of Chantal Akerman | Marianne Lambert, 2015. Come documentario non fa molto altro che riprendere la Akerman che parla, ma non è un gran problema dato che ascoltarla è già interessante di per sé. Doveva essere una donna molto intelligente, e forte. Visto un po’ a spezzoni sia prima che dopo Jeanne Dielman, peccato solo che mentre cercavo di di aggirare potenziali spoiler mi sia imbattuto proprio nell’unica inquadratura spoilerosa del film, e vabbe’. :asd:

Ah per rimanere in tema Akerman qualche settimana fa è ripassato su Mubi La folie Almayer, che ho ripreso e concluso (un po' distrattamentente, devo ammettere). Tecnicamente sublime, ed è clamoroso come riesca a catturare l'insensatezza del colonialismo ancorandola a tre personaggi in croce e a qualche dialogo. Il problema è che mi è parso stagnante dal punto di vista narrativo, in pratica viene sviluppato un solo personaggio che comunque rimane (ed è giusto così) fondamentalmente inafferrabile, mentre il resto insiste più che altro su premesse già ben poste nelle prime scene. Peccato, avrebbe potuto essere un grande film, ma gli manca qualcosa secondo me.

Poi sempre su Festivalscope (che a quanto pare va tenuto parecchio d'occhio) ho visto un corto animato con una stop-motion sgangheratissima, si intitola Panique au village: La rentrée des classes e non è proprio niente di brillante sotto nessun aspetto ma ha una linea narrativa dalla progressione totalmente nonsense che non riesco a non adorare, pura delirante fantasia tenuta insieme giusto da associazioni di idee casualissime, fantastico.

Ho rivisto dopo tanti anni Hercules della Disney, bellissimo.La storia è molto canonica, ma lo stile è davvero strabiliante, uno dei film Disney meglio disegnati e meglio animati di tutti i tempi, ed una delle colonne sonore più fighe ed entusiasmanti.

Humour brillante e doppiaggio geniale, con un James Woods (nei panni di Ade) che ruba la scena a TUTTI, mi ha fatto "morire" :pffs:

Mi ha fatto un po' ridere il fatto che Disney abbia ribaltato totalmente le origini di Hercules, per far sì che Zeus e Hera venissero ritratti il primo come un marito modello, e la seconda come una donna di buon cuore :rickds::rickds::rickds:

Ehhhhh Disney, le cose che ti inventi per pararti il didietro dai genitori bigotti :rickds:

Comunque in definitiva è un film davvero brioso e bellissimo :sisi:
Lo vidi al cinema, l'Idra è stata uno dei traumi più pesanti della mia infanzia. :asd: Madonna che incubi.

 
Ultima modifica da un moderatore:
Drinking for England di Brian Hill. Un documentario molto originale, mi è piaciuto davvero tanto.

The Act of Killing di Joshua Oppenheimer. Molto bello pure questo, anche se forse è un pò troppo lunghino.

Les affamés di Robin Aubert. Buono zombie movie con alti e bassi a livello di messa in scena.

 
Buona Pasqua a tutti!

Splendor in the grass | Elia Kazan, 1961. Eh sì è abbastanza uno splendore, specialmente nella prima metà. Poi la butta su una storia di disperazione&pazzia recitata in modo diciamo così, enfatico che nel complesso non è tanto di mio gusto e ha in parte smorzato il mio entusiasmo, ma a parte questo resta un pezzo di cinema granitico. Tanti momenti abbastanza definitivi, la solidità della Hollywood classica combinata con un’autorialità oserei dire in anticipo sui tempi: per la genuina vitalità dei momenti più luminosi, e per la mano ferma con cui forza gli stilemi e i tabù del genere.

Song of the sea | Tomm Moore, 2014. Audiovisivamente strabiliante, a volte si direbbe: fin troppo bello. La storia è una fiaba senza troppe sorprese, anche se nel passaggio fra il secondo e il terzo atto si svela una metafora sull’elaborazione del lutto che ho trovato molto toccante e non banale affatto. Davvero fatto col cuore, oltre che ben radicato nella tradizione irlandesa e ripeto, l’animazione è favolosa davvero. Secondo IMDb parliamo del mio film numero milleccento, iuppi

Dragon Ball Z: Fukkatsu no 'F' | Tadayoshi Yamamuro, 2015. Io, io devo ammettere che, ecco, non fa poi così tanto schifo. Cioè la pochezza delle idee è deprimente ed evidente fin dal titolo e dai personaggi riciclati con i colori cambiati e la storia è totalmente insulsa e priva della benché minima tensione, però ecco, se non altro a tratti sembra di vedere un Dragonball vero e i disegni e i combattimenti bisogna dire che sono più che buoni. Resta un'ennesima occasione sprecata per i soliti mille motivi, un po' sono contento però. Un po'.

 
Unbreakable - M. Night Shyamalan Che film fantastico! Intelligente, sottile e sovversivo, Unbreakable è una storia magistralmente elaborata e stratificata che decostruisce la mitologia del supereroe. Il tutto servito con un ottima regia ed idee riuscite. Me l'ero criminalmente perso senza buon motivo e solo ora riesco a porvi rimedio. E' una delle più belle storie di origine di un supereroe. Voglio il Shyamalanuniverse!

 
Unbreakable - M. Night Shyamalan Che film fantastico! Intelligente, sottile e sovversivo, Unbreakable è una storia magistralmente elaborata e stratificata che decostruisce la mitologia del supereroe. Il tutto servito con un ottima regia ed idee riuscite. Me l'ero criminalmente perso senza buon motivo e solo ora riesco a porvi rimedio. E' una delle più belle storie di origine di un supereroe. Voglio il Shyamalanuniverse!
Io propendo per un Shyamalanverse o Shyamalaniverse :sisi:

Anche Shyamalandingdongverse non è male :sisi:

 
Unbreakable - M. Night Shyamalan Che film fantastico! Intelligente, sottile e sovversivo, Unbreakable è una storia magistralmente elaborata e stratificata che decostruisce la mitologia del supereroe. Il tutto servito con un ottima regia ed idee riuscite. Me l'ero criminalmente perso senza buon motivo e solo ora riesco a porvi rimedio. E' una delle più belle storie di origine di un supereroe. Voglio il Shyamalanuniverse!
guardati Split! :predicatore:

 
Ho appena visto al cinema Ready Player One di Spielberg.

Un filmone, di quelli generazionali, pieni zeppi di citazioni spettacolare ed entusiasmante, ed intercetta molto bene lo spirito sia del gioco e della fuga dalla realtà, sia alcuni temi della nuova società digitale (il controllo dell'informazione, il pericolo delle identità digitali) ma soprattutto il gusto per lo spettacolo e la citazione. A metà pellicola c'è uno straordinario omaggio a Kubrick...

 
Stavo pensando di farmi una "maratona" di star wars. Li ho già visti tutti tranne l'ultimo, però non so se rivederli in ordine di uscita o per episodi, voi che dite?

 
Stavo pensando di farmi una "maratona" di star wars. Li ho già visti tutti tranne l'ultimo, però non so se rivederli in ordine di uscita o per episodi, voi che dite?
Ordine di uscita.

Ho degli amici che sono fan del machete order, io invece non lo sopporto e ti dico di guardarti le spalle da chi te lo consiglia.

 
Ordine di uscita.
Ho degli amici che sono fan del machete order, io invece non lo sopporto e ti dico di guardarti le spalle da chi te lo consiglia.
Sta roba del machete order mi è completamente nuova, sono andato a vedere cos'è e wtf?? :rickds: :rickds:

C'è un solo ordine per vedere tutti gli SW ed è quello in ordine di uscita al cinema.
vedrò di far così allora :sisi: anche se in realtà penso che da piccolo ho già visto prima quelli nuovi che quelli vecchi :pffs:

 
Sta roba del machete order mi è completamente nuova, sono andato a vedere cos'è e wtf?? :rickds: :rickds:


vedrò di far così allora :sisi: anche se in realtà penso che da piccolo ho già visto prima quelli nuovi che quelli vecchi :pffs:
Questo ti dà un idea del fandom di star wars :asd:

 
Mulholland DR, Lynch

Rivisto ancora una volta. 35mm al cinema. La parte finale sapendo già le cose suona troppo didascalica, capisco che normalmente si è perdut* ma purtroppo la sensazione adesso resta. In ogni caso gran film.

L'Hypothèse du tableau volé, Ruiz

Avevo la testa altrove, uno di quei film complessi belli con concetti che ti avvolgono. Lo rivedrò.

- - - Aggiornato - - -

Céline et Julie vont en bateau, Rivette

Non mi è piaciuto, tono scherzoso particolarmente inconsistente.

 
qualcun* conosce Costa-Gravas qui? Ho appena perso un incontro con lui...

 
qualcun* conosce Costa-Gravas qui? Ho appena perso un incontro con lui...
Tra i suoi film vidi Z, bellissimo, e L'Aveu che pure mi piacque molto, anche se me lo ricordo poco. :asd: Sono entrambi da recuperare però.

 
Kynodontas [Yorgos Lanthimos, 2009]: Film angosciante, grazie a una regia che riesce pienamente a trasmettere un senso di claustrofobia e di minaccia latente in maniera costante. L'ho preferito anche a The Lobster.

Bowling for Columbine [Michael Moore; 2002]. Interessante lo è perchè offre una prospettiva peculiare sulle tante stragi che avvengono negli USA a causa delle armi, ed ha anche dei bei momenti (come "It's a Wonderful World" di Armstrong suonata al di sopra dei vari colpi di stato/stragi perpetrati dagli USA nei confronti dei diversi Paesi). Certo è che però il paragone tra gli USA di oggi e Nazismo e politica colonialista inglese/francese mi è sembrato alquanto fazioso. :asd:

Die 3 Groschen-Oper [Georg Wilhelm Pabst; 1931]. Pur nel suo essere un film "musicale" e "comico" in certi aspetti, Pabst riesce a designare una Repubblica di Weimar dove dilaga la corruzione e in cui l'unico valore è la moneta. Bello, anche se il ritmo in alcune parti è piuttosto blando (ma forse è più un problema della ricostruzione, dato che il film fu bandito e molte sue pellicole furono distrutte dai Nazisti, guarda caso).

 
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