Ultimo Film Visto | Consigli e Domande Inside

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Ma insomma, all'epoca ebbe un grandissimo successo, prodotto minore non direi. A me personalmente piacque davvero tanto.Leggendaria la parodia di Robot Chicken :rickds:






:rickds:

Ah non pensavo, per me era sempre passato un po' in sordina. Son contento visto che merita.

 
A me Ratatouille ha fatto schifo anche perchè odio la cucina francese e la storia mi è piaciuta meno di zero :asd:

Ho recuperato La Cosa di Carpenter. Davvero un bell'fantahorror cult del genere. Adoro vedere i mostri che sono stati fatti a mano e non con la computer grafica. Ottimi i personaggi che hanno tutti una loro caratterizzazione con un finale che ci sta tutto.

 
A me Ratatouille ha fatto schifo anche perchè odio la cucina francese e la storia mi è piaciuta meno di zero :asd:
Ho recuperato La Cosa di Carpenter. Davvero un bell'fantahorror cult del genere. Adoro vedere i mostri che sono stati fatti a mano e non con la computer grafica. Ottimi i personaggi che hanno tutti una loro caratterizzazione con un finale che ci sta tutto.
bhe ma quello un filmone!!! io lo adoro!

 
la pointe-courte di agnès varda. delle due direttive principali del film, la coppia da una parte e il villaggio di pescatori dall'altra, la seconda funziona decisamente meglio della prima. il contrasto tra i due, tra artificiosità e naturalezza, è a tratti fin troppo marcato e poco integrato. il disfacimento della coppia riesce inizialmente bene sfruttando proprio il nuovo paesaggio come causa scatenante (viaggio in italia è giusto di un anno precedente), ma poi si rimane troppo concentrati solo su di loro e la scrittura non è abbastanza brillante. le vicende dei pescatori però riescono a mantenere l'attenzione, grazie a una buona vitalità e a un buon occhio per i dettagli.

insomma un buon lavoro, per quanto a metà.

l'amant d'un jour di philippe garrel. quando si riesce a fare della semplicità una grandissima virtù. relazioni d'amore elementari quanto naturali, sorrette dalla posata e avvolgente regia di garrel, da un bianco e nero bellissimo e da delle ottime interpretazioni. semplicità e naturalezza, perché sarebbe stato fin troppo facile calcare la mano sui momenti anche apertamente drammatici che non mancano, eppure non ci si tradisce mai, e colpisce più di quanto avrebbe fatto con chissà quali espedienti retorici.

inevitabilmente innamorato delle protagoniste, così stupendamente imperfette.

ip man di wilson yip. totale punto di forza sono la sobrietà e la perfetta lettura che si riesce a dare agli scontri, cosa non così scontata nel genere. il resto non fa impazzire né riserva particolari sorprese, e si poteva decisamente fare di meglio per il finale. però oh, il suo lo fa bene e il fomento non manca.

the time we have left di vincent everaerts. progetto documentaristico in cui il regista usa il mezzo per sanare vecchie ferite familiari e ricongiungersi con la madre. risultato più modesto delle intenzioni.

ex libris: the new york public library di frederick wiseman. un vero e proprio documentario-mondo in cui l'occhio di wiseman non si lascia sfuggire nulla, e osserva l'enorme complesso della biblioteca pubblica di new york in tutte le sue ramificazioni. lavoro grosso e importante.

i, tonya di craig gillespie. mi aspettavo di più. sotto gli esasperanti tenativi di rendere a tutti i costi il film frizzante e originale, e le interpretazioni che vanno di pari passo, ci sono tutti i limiti dei soliti biopic hollywoodiani.

 
i, tonya di craig gillespie. mi aspettavo di più. sotto gli esasperanti tenativi di rendere a tutti i costi il film frizzante e originale, e le interpretazioni che vanno di pari passo, ci sono tutti i limiti dei soliti biopic hollywoodiani.
E quali sarebbero sti limiti? Io non vedevo un biopic così coinvolgente e ben fatto da American Sniper, se la memoria non mi inganna

 
E quali sarebbero sti limiti? Io non vedevo un biopic così coinvolgente e ben fatto da American Sniper, se la memoria non mi inganna
metterlo sullo stesso piano di american sniper mi sembra più una critica che non un elogio.

visto loro 1 di paolo sorrentino. mi ha convinto poco. lasciando il beneficio del dubbio e aspettando di vedere la seconda parte, credo che potrebbe migliorare solo proponendo uno sguardo ben più netto e concreto sull'aspetto politico, per bilanciare quello morale-umano qua assoluto protagonista, in maniera però fin troppo superficiale (un equilibrio che nel divo era sì presente).

e non basta dire che se l'oggetto della rappresentazione è superficiale, allora lo deve essere anche la rappresentazione stessa. perché si potrebbe puntare a dei simboli meno scontati, a degli stilemi meno abusati che ormai sembrano innocui, a dei contrasti meno grossolani.

in ottica stato di salute del cinema italiano, a sto punto spero in garrone.

 
metterlo sullo stesso piano di american sniper mi sembra più una critica che non un elogio.

visto loro 1 di paolo sorrentino. mi ha convinto poco. lasciando il beneficio del dubbio e aspettando di vedere la seconda parte, credo che potrebbe migliorare solo proponendo uno sguardo ben più netto e concreto sull'aspetto politico, per bilanciare quello morale-umano qua assoluto protagonista, in maniera però fin troppo superficiale (un equilibrio che nel divo era sì presente).

e non basta dire che se l'oggetto della rappresentazione è superficiale, allora lo deve essere anche la rappresentazione stessa. perché si potrebbe puntare a dei simboli meno scontati, a degli stilemi meno abusati che ormai sembrano innocui, a dei contrasti meno grossolani.

in ottica stato di salute del cinema italiano, a sto punto spero in garrone.
Ok, quando vuoi rispondermi fammi sapere :asd:
 
visto l'altroieri get out, e ieri Her.

Get Out mi è piaciuto un macello. Ho particolarmente apprezzato il tono serio/ma non troppo, equilibrato perfettamente e sfizioso il giusto per non uccidere la suspense. Ottimo film. Finale che non osa, ma forse è meglio così.

Her m'è piaciuto ma con riserva. Diciamo che l'ho apprezzato tecnicamente e in sceneggiatura: semplice e non banale con discreti dialoghi. Però tutto il reticolato del film m'ha dato un po' fastidio, specie dalla scena di Olivia Wilde in poi. Vedere il protagonista preferire, fin dai primi 30 minuti di pellicola, una storia "a distanza" (spaziodimensionale, biologica, quello che volete) ad una storia concreta e vicina mi ha praticamente ucciso l'interesse. Non che contesti tanto la scelta, quanto un po' il modo disinteressato con cui il film se la sia tenuta in tasca, come se non fosse poi la cosa più importante, no? Questo eterno rimando del protagonista nel pensare seriamente alle sue relazioni...Non so, mi è sembrato giocare un po' sporco con il minutaggio ed in generale m'è sembrato voler mettere in secondo piano lui per lei. Secondo me non è un caso che non ricordi MINIMAMENTE il nome del protagonista, che m'ha dato un terribile senso di insulsaggine, ma ricordi benissimo quello di tutte le donne del film. Poi io c'ho questo disgusto viscerale per tutto ciò che non abbia un protagonista cazzuto/che diventa cazzuto/che spero diventi cazzuto prima o poi e magari non lo diventa ma almeno c'ho la speranza.

Penso insomma di averlo preso un po' male. Comunque consigliato.

 
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Ho recuperato La Cosa di Carpenter. Davvero un bell'fantahorror cult del genere. Adoro vedere i mostri che sono stati fatti a mano e non con la computer grafica. Ottimi i personaggi che hanno tutti una loro caratterizzazione con un finale che ci sta tutto.
Dopo alien, il miglior fanta-horror della storia del cinema per il sottoscritto. Effetti speciali ancora oggi straordinari

Continuo il mio recupero Disney/Pixar con Ratatouille di Brad Bird e Jan Pinkava. In realtà l'avevo già visto ma non ricordavo nulla a parte il fatto che il protagonista fosse un cuoco che cucina. Non è un film che è rimasto nella storia, un prodotto minore della Pixar, ma è comunque decisamente valido. Poi io sono un fan della cucina quindi ho apprezzato il tema.
Ammazza, secondo me è il capolavoro per eccellenza della Pixar, poi in generale è stato stra acclamato da critica e pubblico :asd:

 
Le luci della sera, Kaurismaki

Rivisto al cinema in DCP, magnifico.

 
:rickds:
Ah non pensavo, per me era sempre passato un po' in sordina. Son contento visto che merita.
Beh oddio, ha vinto l'Oscar e Golden Globe come miglior film d'animazione e 5 nomination, oltre ad incassare più di 600 milioni. Alla faccia del film minore :asd:

Per quanto mi riguarda è sicuramene nella mia top 5 Pixar. :sisi:

 
visto game night

eeeeeeh. Primo tempo debole e povero di risate. Secondo tempo più brioso ma ancora risate tirate per i capelli. Per farvi un esempio vedendo le prime 5 puntate di Cobra Kai (Che fanno circa il minutaggio di sto film, se non meno) ho riso molte, ma molte più volte, e molto più di gusto. Qui in pratica c'è una sola scena veramente divertente, le altre ti devi lasciare un po' andare. poca roba.

 
Ok, quando vuoi rispondermi fammi sapere :asd:
no ma seriamente, se quello è il metro di paragone per me siamo messi male.

i, tonya è la solita storia di un underdog che combatte contro il sistema ingiusto, con tanto di abc di abusi familiari. sul coinvolgente poi ognuno lo veda come preferisce, ma sul ben fatto non sono nemmeno d'accordo. il montaggio alternato con le interviste si limita a fare il suo lavoro didascalico senza offrire nulla di particolare, e le scene di pattinaggio sono sinceramente bruttine. il resto senza infamia e senza lode.

downsizing di alexander payne. tanto ambizioso quanto deludente. un po' satira un po' critica sociale e ambientalista, manca sempre di mordente e alla fine non riesce a evitare di essere mostruosamente accomodante. qualche guizzo c'è, nella durata non indifferente, ma decisamente troppo poco per salvare la baracca. serviva forse più cinismo.

logan lucky di steven soderbergh. un ocean's in salsa redneck proletaria, tra personaggi tutti particolari e soluzioni di fortuna per il solito mega-piano di circostanza. della solita formula cambia quanto basta per renderlo interessante ma non tanto da non renderlo riconoscibile, e va benissimo così. molto divertente e sempre incalzante, si profila anche senza calcare la mano una questione politica di sfondo da non buttare via.

molly's game di aaron sorkin. senza un fincher o un boyle per imbrigliare l'ennesima sceneggiatura-fiume di sorkin continuano ad affiorare problemi qua e là durante la visione, con il peggio riservato alla fine. forse se si è anche vagamente interessati al poker la prima parte può essere intrigante, ma poi quando sbucano intrighi mafiosi, redenzioni finali e tanti, troppi bei sentimenti, diventa difficile considerarlo sufficiente. il fatto poi che regia e montaggio procedano senza idee di certo non aiuta.

 
no ma seriamente, se quello è il metro di paragone per me siamo messi male.
i, tonya è la solita storia di un underdog che combatte contro il sistema ingiusto, con tanto di abc di abusi familiari. sul coinvolgente poi ognuno lo veda come preferisce, ma sul ben fatto non sono nemmeno d'accordo. il montaggio alternato con le interviste si limita a fare il suo lavoro didascalico senza offrire nulla di particolare, e le scene di pattinaggio sono sinceramente bruttine. il resto senza infamia e senza lode.
Sarà che il metro di paragone è sbagliato, ma mi chiedo tu che film abbia visto :asd:

Le interpretazioni sono grandiose, e sì, è la "solita storia", tuttavia è raccontata bene, scorre, e mantiene l'interesse. Inoltre, a metà, c'è un cambio di registro mica da poco, ed è molto ben realizzato. Poi vabbè, se mi dici che le scene di pattinaggio sono bruttine, alzo le mani. Anzi "sinceramente bruttine". Ma in quale mondo :asd:

 
Sarà che il metro di paragone è sbagliato, ma mi chiedo tu che film abbia visto :asd:Le interpretazioni sono grandiose, e sì, è la "solita storia", tuttavia è raccontata bene, scorre, e mantiene l'interesse. Inoltre, a metà, c'è un cambio di registro mica da poco, ed è molto ben realizzato. Poi vabbè, se mi dici che le scene di pattinaggio sono bruttine, alzo le mani. Anzi "sinceramente bruttine". Ma in quale mondo :asd:
nel mondo in cui hai bisogno di una computer grafica posticcia per riprendere delle scene di pattinaggio. e se può essere una giustificazione per figure particolarmente difficili tanto da replicare quanto da riprendere, il fatto che interamente queste sequenze risultino tremendamente false non vedo come possa essere una giustificazione.

sono palesemente un pugno in un occhio. se poi sei riuscito a rimanere coinvolto contento tu, che vuoi che ti dica.

 
Nayak | Satyajit Ray, 1967. La regia di Ray è al solito superba, la riflessione (dagli evidenti influssi felliniani) indubbiamente sentita, ma il film soffre della previdibilità di fondo sia del contenuto che della forma narrativa. Solido, ma in fin dei conti dimenticabile.

Avengers: Infinity war | Anthony Russo e Joe Russo, 2018. È ammirevole il modo in cui riesce a tenere tutto insieme, indirizzando le numerosissime linee narrative verso i propri fini rimanendo al contempo rispettoso dei diversi stili e delle diverse storie intorno alle quali esse si sono sviluppate nel corso di dieci anni. Riesce inoltre dove tutti gli altri prodotti Marvel per me fallivano, ovvero nel dare finalmente un po’ di respiro alle vicende che narra: la scala del conflitto è adeguata alla sua ambiziosa presentazione, l’antagonista (incredibilmente) un po’ più interessante del solito spaventapasseri, i personaggi effettivamente investiti non solo nelle parole ma anche nei fatti e, seppur non manchino alcune forzature nell’intreccio e nei rapporti di forza, è una storia alla quale si riesce volentieri a credere. Tra l’altro molto più fumettosa del solito, esageratissima e piena di power-up ganzi (tra cui Stark che fa quel che ***** gli pare ormai, pure lo spray anti-pugnalate si porta dietro). Non delude neppure dal punto di vista del puro spettacolo, con coreografie nei combattimenti sempre molto divertenti e una battaglia campale che pur nella sua semplicità mi ha a tratti ricordato la ventata di epic fantasy del decennio scorso. Ottimamente gestito il brusco cambio di tono sul finale, che ha i soli due grossi difetti che

1. me lo ero mezzo spoilerato via memi e 2. è fin troppo palese che nel prossimo li andranno a salvare tutti o quasi. (Comunque nel suo piccolo è stata intelligente la scelta di togliere quel Parte 1 dal titolo: nella sostanza non cambia nulla ma immagino che altrimenti il finale di questo primo atto avrebbe avuto tutto un altro sapore.) (E comunque/2 da sottolineare come in sei mesi, fra The last jedi e questo, Disney abbia quasi azzerato la propria fama di gigantesca paraculo. Sarà un bene o sarà un male, di sicuro adesso le cose si fanno molto più intriganti.)
Infine riguardo alla scena post-titoli,

non ho potuto nascondere la delusione di quando è comparso il logo di Captain Marvel (che manco sapevo chi fosse) perché il mio cervello in quel mezzo secondo si era per qualche motivo convinto che avrebbero chiamato SUPERMAN, ma che sarebbe stato ragazzi SUPERMAN, e vabbe’ sarà per Avengers 5. (In Avengers 6 voglio Goku.)
Baby driver | Edgar Wright, 2017. Non sempre brillante come vorrebbe apparire, gli manca quella scintilla che avrebbe potuto renderlo un film definitivo alla Scott Pilgrim (e con un soggetto del genere le potenzialità c’erano tutte). Piuttosto pigra la scrittura, ma compensa con un gran ritmo che tiene fino alla fine.

 
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ieri ho rivisto (sarà la terza volta in un po' di anni) REPO MAn A me è piaciuto davvero molto.

Ci sono alcuni colpi di scena

 
ieri ho rivisto (sarà la terza volta in un po' di anni) REPO MAn A me è piaciuto davvero molto.Ci sono alcuni colpi di scena
è un film molto profondo sotto certi aspetti! anche a me piace molto! :sisi:

 
Sono a Cannes e ieri ho visto l'ultima follia di Von Trier. Quando torno a casa provo a scrivere due righe, anche se è un film che lascia abbastanza senza parole :asd:

 
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