Quinlan
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Io ho visto solo Viaggio a Tokyo e Tarda primavera, molto belli entrambi, soprattutto il primo.I da vedere di Ozu?![]()
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Io ho visto solo Viaggio a Tokyo e Tarda primavera, molto belli entrambi, soprattutto il primo.I da vedere di Ozu?![]()
Di Jodorowsky La montagna sacra sicuramente, è il suo film più famoso e probabilmente il più bello, io partirei da questo, poi El topo che a me era piaciuto ma con qualche riserva, in confronto al primo perde in estro visivo e guadagna in capacità di disgustareBene, mi pare che uno dei due l'ho visto. E i Jodorowsky?
; gli altri invece mi mancano, avevo visto qualche spezzone di Santa sangre e ad occhio mi era sembrato il suo film più "normale", per iniziare potrebbe andare bene anche questo credo.
Two lovers | James Gray, 2008. Bello ma mi aspettavo di più. Lontano dall'epica romanzesca di un We own the night o di un The immigrant, Gray opta qui per una storia più dimessa e intima. La sua mano è comunque riconoscibilissima, personalmente adoro quell'ineffabile senso di gravità che riesce a conferire ad ogni singola scena. Mi è mancato però uno sviluppo interessante delle psicologie dei personaggi, che vengono presentate come centrali ma che poi vengono in realtà manipolate a seconda dell'esigenza, facendole perdere in consistenza e ridimensionando il film tutto ai miei occhi. Comunque resta pur sempre Gray, piaceri cinefili d'altri tempi.
Didascalie buttate a pioggia in mezzo ai dialoghi, punch-lines gratuite, drammatizzazione forzata nei tempi e nei modi («Manca solo un minuto!» semicit.), esasperazione della figura di Jobs (a cui se non altro viene data una certa ambivalenza, poi magari era così eh, non l'ho conosciuto personalmente) eccetera eccetera. C'è da dire che in parte si tratta di manipolazioni fisiologiche dovute alla struttura narrativa, che di per sé ho trovato originale e interessante, però la sceneggiatura mi è sembrata spesso calcare la mano anche quando non ce ne sarebbe stato bisogno. Ammetto però di essere particolarmente sensibile a questo genere di trucchetti, magari qualcun'altro può trovarli tutt'altro che fastidiosi.Per curiosità, che ci trovi di così repellente nella sceneggiatura di Steve Jobs? Io l'avevo trovata eccezionale, l'unico difetto per me è proprio il ritmo a tratti esagerato.

Queste cose che dici ci stanno in parte, ma per me non sono per niente dei difetti, anzi, chiaramente non è un film che vuole ritrarre Steve Jobs in maniera naturalistica, come non voleva esserlo The social network credo, accentuano entrambi i tratti caratteriali dei loro protagonisti, ma penso che mantengano comunque una certa aderenza a quello che erano nella realtà, non credo che siano stati scorretti nei confronti né di Steve Jobs né di Zuckerbeg; questo credo per raggiungere buona resa cinematografica, un minimo di artificio penso sia necessario, l'importante poi è che il film sia interessante o che emozioni. Poi non lo ricordo così didascalico come dici...Didascalie buttate a pioggia in mezzo ai dialoghi, punch-lines gratuite, drammatizzazione forzata nei tempi e nei modi («Manca solo un minuto!» semicit.), esasperazione della figura di Jobs (a cui se non altro viene data una certa ambivalenza, poi magari era così eh, non l'ho conosciuto personalmente) eccetera eccetera. C'è da dire che in parte si tratta di manipolazioni fisiologiche dovute alla struttura narrativa, che di per sé ho trovato originale e interessante, però la sceneggiatura mi è sembrata spesso calcare la mano anche quando non ce ne sarebbe stato bisogno. Ammetto però di essere particolarmente sensibile a questo genere di trucchetti, magari qualcun'altro può trovarli tutt'altro che fastidiosi.