Ultimo Film Visto | Consigli e Domande Inside

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Nightfall, Tourneur

Oggi sono riuscito a vedere tre film, mi pare un miracolo visto come è andata questa estate... Interessante, fa molto effetto un film del genere con scene dall'allure così normale e un protagonista tutto sommato dolce.

 
Ho visto Burden of Dreams di Les Blank. Pensavo fosse meglio, da come ne parlavano, ma è comunque un ottimo documentario sulla travagliata produzione del bellissimo "Fitzcarraldo" di Herzog.
Un po' troppo scolastico come documentario e poco accattivante per la scrittura, ma quando parla Herzog, coi suoi monologhi, è pura magia! Che personaggio magnetico che è, quando apre bocca trasforma qualunque cosa in poesia. Lo consiglio a chi vuole ascoltare un po' di perle di Herzog sull'Amazzonia, sui suoi abitanti e sulla sua vocazione da film-maker. Per il resto è un documentario ben fatto ma troppo ordinario, personalmente preferisco "Il mio nemico più caro" diretto e narrato da Herzog stesso, decisamente più interessante e brioso.

 
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Burn After Reading

io l'ho trovata una bella commedia, molto sopra tante di quelle che vengono rilasciate oggi. Mi piacerebbe vedere una nuova commedia dei Coen. Brad Pitt  :mwaha:

 
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Early Spring, Ozu

Riuscitissimo il cambio di toni che ci porta vicino a una situazione economica molto più misera che nei film familiari appena precedenti, senza però ricorrere a figure visive più esplicitamente connotate, è tutto nel ritmo e funziona.

 
Man on the moon | Milos Forman, 1999. Seconda visione. Volevo rivederlo da tempo, in particolare dopo aver recuperato quel bellissimo Jim & Andy che non feci a tempo a vedere a Venezia. Non si distacca totalmente dai canoni del biopic ma è comunque un film davvero speciale per me, faccio un po’ fatica a valutarlo.

Mysterious skin | Gregg Araki, 2004. All’inizio è solo strano, poi diventa perverso, e nell’ultima parte diventa addirittura quasi interessante. (Non che smetta di essere pesantemente perverso, ma la perversione si rivela non fine a se stessa.) Molto meno scontato di quello che può sembrare. Non è comunque già più l’Araki che amo, così visivamente pulito e convenzionale. L’unica superstite dei suoi schizzatissimi anni Novanta è la colonna sonora tutta Slowdive e Cocteau twins, ma non ha più lo stesso sapore.

Irreversible | Gaspar Noè, 2002. Noè è un esibizionista, sì, ma per quanto mi riguarda è anche uno dei pionieri della sua generazione. Ho dato giusto una sbirciata ai dietro le quinte di Irreversible e sono rimasto impressionato dalla quantità e dalla qualità del lavoro che c’è dietro: oltre ai voli pindarici di fotografia e montaggio, sono stupefacenti in particolare la precisione e la pulizia delle integrazioni in grafica digitale (e parliamo del 2002), mai fini a se stesse ma sempre critiche nella riuscita di una messa in scena tanto sofisticata. Narrativamente è basilare e alla fine cerca di spiattellare una specie di morale la cui banalità fa un po’ sorridere quando la si accosta alla brutalità della rappresentazione, ma va bene anche così. Impressionanti anche Cassel e Bellucci.

Femme fatale | Brian De Palma, 2002. Attori in evidente stato confusionale, dialoghi da recita scolastica, sceneggiatura che fa quasi tenerezza per come si sforza di tenere insieme questo mucchio di cliché pescati da un cestone al supermercato e il finale, cosa non è quel finale. Pure Sakamoto sembra non avere idea di cosa fare. Involontariamente (?) ridicolo, ma come trash pomeridiano può funzionare.

Carrie | Brian De Palma, 1976. È invecchiato e non poco, De Palma e Spacek fanno un buon lavoro ma personalmente faccio fatica a prenderlo completamente sul serio. (È anche colpa degli adolescenti quarantenni col cappellino, sì.)

 
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Man on the moon | Milos Forman, 1999. Seconda visione. Volevo rivederlo da tempo, in particolare dopo aver recuperato quel bellissimo Jim & Andy che non feci a tempo a vedere a Venezia. Non si distacca totalmente dai canoni del biopic ma è comunque un film davvero speciale per me, faccio un po’ fatica a valutarlo.
Io non lo definirei affatto convenzionale, è anzi interessante come la forma cinema assuma la stessa forma della personalità di Kaufman, è una cosa che lo rende tutt'altro che convenzionale

 
Io non lo definirei affatto convenzionale, è anzi interessante come la forma cinema assuma la stessa forma della personalità di Kaufman, è una cosa che lo rende tutt'altro che convenzionale
Ti riferisci a qualcosa in particolare? Comunque sì in parte sono condizionato dal ricordo, lo ricordavo ancora più estremo in quel senso mentre in fin dei conti è abbastanza lineare nel seguire quel tratto di biografia. In ogni caso ciò non compromette in alcun modo la brillantezza del suo omaggio a Kaufman tanto nel contenuto quanto nello stile.

 
Erbe Fluttuanti, Ozu

Passo al colore, fuori dalle famiglie abituali. Anche questo bellissimo.

 
Il gusto del saké, Ozu

I film di Ozu si costruiscono su questo dinamismo qui, da un lato c'è la precisa analisi dei comportamenti sociali, dall'altro tutta una rete di silenzi e andamenti temporali che ci permette di cogliere conflitti riconducibili alle relazioni sociali stesse ma che non fanno di sfuggirgli. Una doppia insoddisfazione che non lascia mai una possibile risoluzione in seno alle strutture predisposte.

 
Somniloquies, Taylor & Paravel


Secondo me riuscito, non facile visto l'impianto scelto. Forse ci voleva solo una maggiore attenzione alle attività dei performer, quando emergono come troppo gestuali rompe subito l'atmosfera.

 
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Jacob's Ladder, Lyne

Mi è stato consigliato come qualcosa di visionario e sorprendente degli anni 90. Nsomma, si appiattisce subito su un doppio apparato di spiegazioni molto blando. In generale non c'è una progressione della sua psicologia o dei suoi problemi, neanche in un modo non standard. Sono micro scene madri e una retorica che cresce stanca.

Appointment in Honduras, Tourneur

Classica americanata, divertente.

 
too late to die young di dominga sotomayor. abbastanza modesta storia di amori e crescite pre e adolescenziali di un gruppo di ragazzi che crescono in una specie di comune hippie argentina senza particolare controllo genitoriale. mancanza di controllo che porta sia a maggiore libertà che a maggiori insicurezze, ognuno cresce a modo proprio, con le proprie esperienze e traendo le proprie conclusioni. modesto sia nelle intenzioni che nella resa, accenna a un minimo di coraggio in più con la scena dell'incendio alla fine, in cui si chiude anche qualche nodo narrativo, ma più di tanto non si rischia. comunque lo dico senza cattiveria, carino.

process di sergey loznitsa. altro tassello importante per un autore che ha affrontato e affronta la forma documentaristica con modalità tanto diverse quanto interessanti. la ricostruzione, tutta con materiale dell'epoca, di un processo-farsa sotto stalin scoperchia tutte le ipocrisie e falsità di un governo e un periodo decisamente pieno di ombre. ricostruzione tanto rigorosa quanto non semplicissima da seguire, soprattutto nella prima metà. quando si arriva alle sentenze però è difficile rimanere indifferenti, e le tipiche scritte a conclusione sono tanto rivelatrici quanto stranianti.

killing di shinya tsukamoto. un film incredibile, 80 minuti di una poetica talmente condensata e folgorante da lasciare senza fiato. un'operazione di decostruzione di numerosissimi topoi delle storie di samurai sul grande schermo, riflessione però non esclusivamente analitica ma anzi estremamente travolgente, come se la negazione del mito avesse più forza del mito stesso. un finale tanto nichilista che storidisce, un capolavoro.

the river di emir baigazin. quel tipo di film che considero "più interessanti che belli". intento quasi clinico, vengono messe sotto studio norme sociali e corpontamentali realizzando così una storia di formazione corale come sicuramente se ne vedono poche. tuttavia, la narrazione forse risente fin troppo del peso di questo intento, fino a sfociare, e tratti, proprio in una visione tediosa. lascia sicuramente di più a freddo, che non durante la visione. apprezzabile poi un certo rigore nella regia e un'ottima fotografia.

still recording di saeed al batal e ghiath ayoub. un'operazione a dir poco unica, la testimonianza di un gruppo di ragazzi siriani su anni di guerra. testimonianza letteralmente in prima persona, pur senza imbracciare armi ma sempre al centro del conflitto. la videocamera si fa così occhio dalla testimonianza tanto rischiosa quanto importante. e insieme a questo si trova anche spazio per momenti di sfogo artistico e sociale, la necessità non solo di documentare ma anche di creare qualcosa di nuovo e bello. a dir poco necessario.

a land imagined di yeo siew hua. una pellicola a cui certamente non manca l'ambizione, anche se fin troppo spesso si finisce, puntando in alto, a mancare il bersaglio. si muove tanto su coordinate realistiche e concrete, tra realtà di sfruttamento e lotte operaie, quanto su coordinate intimistiche e oniriche, veri e propri viaggi interiori in cui si accenna anche a sperimentazioni visive digitali (direi anche riuscite). il problema è che manca una vera e propria amalgama tra i due registri, che finiscono per rimanere nettamente distinti. decisamente non da bocciare, anche se finisce per peccare lo fa cercando di fare qualcosa di ambizioso appunto, e in parte lo si può quindi perdonare.

 
Jacob's Ladder, Lyne

Mi è stato consigliato come qualcosa di visionario e sorprendente degli anni 90. Nsomma, si appiattisce subito su un doppio apparato di spiegazioni molto blando. In generale non c'è una progressione della sua psicologia o dei suoi problemi, neanche in un modo non standard. Sono micro scene madri e una retorica che cresce stanca.

Appointment in Honduras, Tourneur

Classica americanata, divertente.
Per me è un bel thriller-horror Jacob's Ladder, visionario non credo, è un film troppo di genere per esserlo fino in fondo, alcune scene però, quelle più horror, hanno comunque il loro perché in questo senso; poi nell'ultima parte se non ricordo male sfocia nella fantapolitica ed anche secondo me si appiattisce abbastanza, tutto il resto però merita decisamente secondo me.

 
killing di shinya tsukamoto. un film incredibile, 80 minuti di una poetica talmente condensata e folgorante da lasciare senza fiato. un'operazione di decostruzione di numerosissimi topoi delle storie di samurai sul grande schermo, riflessione però non esclusivamente analitica ma anzi estremamente travolgente, come se la negazione del mito avesse più forza del mito stesso. un finale tanto nichilista che storidisce, un capolavoro.
Visto a qualcosa tipo Milano? ?

Per me è un bel thriller-horror Jacob's Ladder, visionario non credo, è un film troppo di genere per esserlo fino in fondo, alcune scene però, quelle più horror, hanno comunque il loro perché in questo senso; poi nell'ultima parte se non ricordo male sfocia nella fantapolitica ed anche secondo me si appiattisce abbastanza, tutto il resto però merita decisamente secondo me.
Secondo me è la costruzione che manca, questa parte finale contamina tutto perché si sente che più che costruire un personaggio o delle situazioni interconnesse stavano solo mettendo giù qualche elemento disturbante per dare poi una spiegazione.  Non sento proprio il film.

 
Jacob's Ladder, Lyne

Mi è stato consigliato come qualcosa di visionario e sorprendente degli anni 90. Nsomma, si appiattisce subito su un doppio apparato di spiegazioni molto blando. In generale non c'è una progressione della sua psicologia o dei suoi problemi, neanche in un modo non standard. Sono micro scene madri e una retorica che cresce stanca.

Appointment in Honduras, Tourneur

Classica americanata, divertente.
Secondo me meraviglioso, non fosse altro che ha ispirato tutte quella meravigliosa saga che era Silent Hill ?

 
Migliori film sul tema "Modern Warfare" e guerra in Medio oriente? Oltre a The Hurt Locker, Zero Dark Thirty, Green Zone, Lone Survivor, Black Hawk Down... Grazie! 

 
Harry Potter e il prigioniero di Azkaban (Spoiler)




Dopo aver visto i primi due film molto molto tempo fa,decido di guardare i restanti film,poichè molti miei amici ed amiche pensano che si debbano per forza vedere e che meritano, Quindi ho deciso di provare oggi pomeriggio,guardando il terzo film. Da premettere che ricordo pochi dettagli dei primi due film,se non le cose essenziali,devo dire che lo reputo inferiore ai precedessori. La trama in se è anche interessante,ma a lungo andare in due ore e passa di pellicola mi sono quasi perso,forse perchè,al centro del film,c'è un velo di noia che mi ha suscitato poco interesse. Era tutto interessante finchè si doveva avere paura di Sirius Black,che in realtà poco dopo, si scopre che in realtà era una amico dei genitori di Harry e che è il padrino dell'occhialino più famoso al mondo. Le vicende si spostano su Minus ed il professore Lupin/Lupo Mannaro,che ovviamente i nostri maghi affronteranno e sventeranno il tutto,anche l'uccisione di Sirius dopo l'attacco furente e incontrollato dell'ex amico/amico Lupin che si è trasformato. Questa è la breve sintesi della trama,piacevole,ma non troppo. Come note positive ho trovato le interpretazioni dei Disennatori vari,Emma Watson su tutti,ma anche quelle di Silente,Hagrid (promosso ad un nuovo ruolo) e di Severus Piton ahah

Il FieroBecco owna comunque

Che dire? boh,ora non so se continuare con gli altri fil successivi,oppure no,la trama mi intriga a lungo andare,anche per vedere come finisce ( Ma sbaglio o si intravede Voldemort? in un quadro animato,verso l'inizio del film,all'arrivo al castello,dove canta la grassona) ma ad  annoiarmi ogni 2 ore e passa di film non ci tengo sinceramente. Vediamo cosa fare,ci penso con calma

Voto;6

 
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