Ultimo Film Visto | Consigli e Domande Inside

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The purple rose of Cairo (3,5)

Carino ma nulla di più, inizialmente si avverte un po' di quella "magia" di titoli più riusciti come Midnight in Paris, però pian piano si perde. Il finale, anche se leggermente amaro, fa comunque il suo lavoro grazie a Mia Farrow che solo con il suo viso è capace di creare impatto. 

Deadwood: The movie (2,7)

Un western nella media che non presenta alcun picco, inconsapevole che il film fosse una sorta di conclusione per una serie HBO terminata un bel po' di anni prima ho trovato la visione fredda, non coinvolgente e a tratti frettolosa nel descrivere qualche personaggio. 
Funziona anche preso a sé per quello che mostra, senza necessariamente vedere la serie, ma resta un prodotto visibilmente destinato alla tv come qualità (nel senso cattivo del termine). 

Tom à la ferme (2)

Sta diventando una strana coincidenza, ma sembra quasi che il film in cui il protagonista sia lo stesso Dolan siano i peggiori. 
Dopo aver visto Laurence Anyways, Mommy e Just la fine du monde ho dato per scontato il suo talento nonostante l'età, affidando a J'ai tué ma mère  la colpa di essere l'esordio, giustificandone la qualità altalenante e l'evidente acerbità. 
John Donovan è un episodio da cancellare, e anche lì varie scuse (inadeguatezza alla visione americana, mancanza di esperienza verso produzioni più grandi), ma questo è un pastrocchio vero e proprio. 
Parte con una direzione, quella prevista dal 90% dei suoi film, per poi sfociare in altri generi (thriller psicologico?) scavandosi la fossa da solo. 
Non convince mai se non in qualche scena grazie alla fotografia, a tratti di qualità, è lì a rincorrere un genere evidentemente inadatto non tanto alla sceneggiatura ma al suo stile di messa in scena. 
Aspetto di vedere a breve l'ultimissimo Matthias & Maxime per avere le idee più chiare su cosa è capace o meno questo regista. 

 
American honey  (8)

Scoperto per caso, un vero gioiello. Esemplificando all'ennesima potenza è il già visto ritratto dell'america povera/dimenticata, raccontato dal pdv di una ragazza cresciuta in un contesto di povertà.

Nulla di nuovo o eccezionale sulla carta ma...recitazione da 10 e lode sia da parte degli attori protagonisti (bravo quell'idiota di Shia Labeof come Riley Keough) che del resto del cast raccattato per la strada dal regista. Tale scelta conferisce al film un elemento di spontaneità ed autenticità che ho molto apprezzato. Unica pecca la durata un pò eccessiva ma ne vale davvero la pena, compensa con la colonna sonora che rimarrà un piacevole ricordo del film.

 
Sto rivedendo in sequenza tutti i Nightmare ,il primo e il terzo sono validi! ^^

 
Nobody Knows (4,5)

Tra i migliori di Hirokazu Kore-eda, come se fosse facile indicare qualcosa di brutto nella sua filmografia. 
Incredibile come riesca a creare coinvolgimento emotivo restando dietro una barriera invisibile, discreto, il perfetto contrario di ciò che avrebbe cercato una qualsiasi altra produzione con una sceneggiatura simile. 
Anche qui gestione magistrale dei bambini e del set. 

Inquietante la storia vera, approfondita leggermente dopo la visione. 

Tomboy (4)

Delicatissimo, forse il primo a piacermi a pieno davvero della regista. 

La bambina fa un gran lavoro e il finale lascia un sorriso davvero confortante. 

Stasera tocca a Favolacce, sono curioso. :sisi:  

 
Alla fine l'ho visto prima quindi: 

Favolacce (3)

I fratelli D'Innocenzo si lasciano ispirare dal filone indie americano che racconta un po' le periferie (vedi Florida Project, etc.) per raccontare la vita in un paesino vicino alla campagna romana ove regna una mancanza di sviluppo culturale, il tutto inquadrato dagli occhi dei bambini delle varie famiglie. 
Il film non si lascia esplodere quasi mai, resta spesso confinato nella ricerca di un'estetica differente dalla produzione nostrana, ma risulta interessante solo poche volte con qualche inquadratura azzeccata, tante altre la fotografia è un tentativo apprezzabile ma non riuscito. 
La trama è

una lotta alla sensibilità, fattore che viene a mancare all'interno dei nuclei rappresentati e che fa scattare in automatico un senso di colpa naturale per un bambino che facilmente si assume la responsabilità di una famiglia infelice o problematica. 
Quel poco sentimento, presente ma nascosto dal troppo rancore, viene fuori a piccole dosi soprattutto tra le lacrime di un bravissimo Elio Germano (nonostante il minutaggio minimo) e quello sguardo di paura di ogni genitore, pronti a non avere il coraggio di muoversi o aprire una porta pur di non scoprire quanto è grave il peso dei loro errori. 
Carino ma acerbo.

 
Ho visto The King of Comedy, film straordinario. Joker lo ha praticamente plagiato cmq  :asd:  
anche a me piacque moltissimo

be scorsese è stato produttore di joker fino a oltre l'aggiustamento finale dello script di philipps e silver, quindi lo sapeva; bisognerebbe sapere se Warner ha modificato uno script presentato da Philipps per leccare il c*lo a Scorsese o se ha chiamato Scorsese perché lo script era simile e non volevano problemi

 
1917, Sam Mendes (2019)

Film tanto riuscito dal punto di vista tecnico quanto scarso e prevedibile da quello narrativo, il piano-sequenza è sicuramente ben realizzato ed efficace nel far esperire la guerra da un punto di vista puramente sensoriale, d'altra parte però vincola il film a raccontare una successione di eventi molto lineare ed a volte un po' artificiosa, come se tutto fosse sincronizzato e debba accadere solo al passaggio dei protagonisti, cosa che secondo me stona abbastanza con l'impronta realistica che Mendes ha voluto dare al film.
Insomma l'impatto audiovisivo c'è (da menzionare sicuramente la splendida fotografia di Deakins), ma il tutto si ferma lì o quasi.

 
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1917, Sam Mendes (2019)

Film tanto riuscito dal punto di vista tecnico quanto scarso e prevedibile dal punto di vista narrativo, il piano-sequenza è sicuramente ben realizzato ed efficace nel far esperire la guerra da un punto di vista puramente sensoriale, però d'altra parte vincola il film a raccontare una successione di eventi molto lineare ed a volte un po' artificiosa, come se tutto fosse sincronizzato e debba accadere solo al passaggio dei protagonisti, cosa che secondo me stona abbastanza con l'impronta realistica che Mendes ha voluto dare al film.
Insomma l'impatto audiovisivo c'è (da menzionare sicuramente la splendida fotografia di Deakins), ma il tutto si ferma lì o quasi.
Condivido pienamente, un sacco di fumo per nulla, anche dal punto di vista della critica e della pubblicità.

 
1917, Sam Mendes (2019)

Film tanto riuscito dal punto di vista tecnico quanto scarso e prevedibile da quello narrativo, il piano-sequenza è sicuramente ben realizzato ed efficace nel far esperire la guerra da un punto di vista puramente sensoriale, d'altra parte però vincola il film a raccontare una successione di eventi molto lineare ed a volte un po' artificiosa, come se tutto fosse sincronizzato e debba accadere solo al passaggio dei protagonisti, cosa che secondo me stona abbastanza con l'impronta realistica che Mendes ha voluto dare al film.
Insomma l'impatto audiovisivo c'è (da menzionare sicuramente la splendida fotografia di Deakins), ma il tutto si ferma lì o quasi.
concordo anche io, nonostante mi sia piaciuto

il piano sequenza (che in realtà presenta uno stacco nel passaggio notte-giorno diversamente da Birdman che invece lo rappresentava passando per degli interni) ha sicuramente catalizzato l'attenzione mediatica assieme al ritmo, che comunque è veloce per un film in cui non stacchi mai

 
beastie boys story di spike jonze. documentario che è giusto montaggio di uno spettacolo teatrale in cui ad-rock e mike D ripercorrono la loro carriera, ricordando continuamente MCA tanto quanto artista che amico. operazione che sicuro convince di più se non solo già si conosce il trio ma se si è minimamente legati ad essi, che la ricostruzione, dettagliata e sentita all'inizio, diventa sempre più sommaria e sempre meno relativa al lato musicale (da check your head in poi non dicono quasi nulla).

tanto nostalgia quindi e mi va più che bene, al cuor non si comanda.

birds of prey di cathy yan. abbastanza dignitoso. tanto i singoli personaggi quanto la chimica del gruppo funziona a fasi alterne, e il terzo atto è leggermente meglio della media del genere. il problema è quest'ultimo in generale, ormai da entrambe le parti si stanno esaurendo le cartucce.

rat film di theo anthony. documentario che seguendo storie diverse e utilizzando media visivi differenti ricostruisce un unico soggetto: la città di baltimore e le sue ingiustizie sociali. il discorso è interessante, pecca forse di qualche velleità visiva di troppo. kudos per le musiche curate da dan deacon.

barking dogs never bite di bong joon-ho. acerbissimo esordio che pensavo e speravo finisse per osare di più, invece si esaurisce in una storia d'equivoci dal sapore di dark comedy che finisce per perdere mordente, con lampi di critica sociale (che gli và riconosciuto, convincono anche quando rimangono sullo sfondo).
almeno ha una certa personalità nella regia delle scene un po' più energiche.
stupisce che memories of murder sia immediatamente successivo, il salto in avanti è enorme.

le amiche di michelangelo antonioni. dobbiamo ancora arrivare al radicale cambio formale dei capolavori successivi, ma c'è non poco da apprezzare. tipico soggetto con borghesi annoiati e animati da sentimenti vuoti che preferiscono ferirsi a vicenda piuttosto che guardare in faccia se stessi. finale ovviamente amaro.

favolacce di damiano d’innocenzo e fabio d’innocenzo. una favola nera più che una favolaccia, con genitori incapaci di stare al mondo e figli che al mondo non vogliono proprio starci. ognuno si porta dietro un male che si cerca di dissimulare o ignorare, ma quello non se ne va e anzi, non fa altro che scavare sempre più a fondo. non mancano veloci momenti di innocenza, evitando però di idealizzare.

forse finisce per essere un po' troppo disomogeneo, non tutti i quadri convincono a dovere, ma preferisco vedere il bicchiere mezzo pieno.

 
La Paranza dei Bambini

Non m'è piaciuto questo film di Giovannesi, ma proprio per nulla

Originalità pari a 0, sapeva di già visto dall'inizio alla fine

Recitazione non ne parliamo

Salvo la fotografia, il trucco e la scenografia (quest'ultima solo in certi punti)

Il resto del comparto tecnico è appena accettabile

Se questo viene definito "un buon noir" (cosa che ho letto), andiamo bene

Il Sacrificio del Cervo Sacro

Questo invece è un bel film

Rivisitazione in chiave moderna dell'Ifigenia di Euripide, firmata dal buon Lanthimos

Farrell fantatico, Kidman un po' sottotono e Keoghan grande prestazione

Trama surreale, come era già stato fatto da The Lobster, con risvolti drammatici

Molto strano e particolare in certi punti, di sicuro ricco di originalità

Scritto divinamente e diretto anche meglio, è fortemente marcato dalla colonna sonora

Ci sono solo tre cose che mi aspettavo meglio:

-la colonna sonora è buonissima e molto caratterizzante e rappresentativa, tuttavia in certi tratti è un po' invadente

-il montaggio è molto buono però si vede che poteva essere qualcosa in più, per tutto il tempo c'è il potenziale per qualche stacco associativo e/o metaforico eppure rimane lineare nonostante l'ottimo tempismo

-la fotografia poteva essere un po' diversa nei tratti in cui la colonna sonora è marcata, avrebbe rafforzato di più l'aspetto visivo oltre che quello sonoro, per il resto è abbastanza blanda

Nel complesso ottimo prodotto, mi dispiace non averlo recuperato prima

Dovrò recuperarmi qualcosa di Lanthimos

 
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Il lago delle oche selvatiche (3,2)

Nuovo film di Diao Yi’nan dopo Fuochi d'artificio in pieno giorno, questo a mio parere è migliore in tutto ma si perde in una ricerca estetica (bellissima senza dubbio, con fotografia e inquadrature degne di nota, scene "d'azione" girate divinamente) che arriva a oscurare la trama, già debole di suo. 

The Beach Bum (4)

C'è poco da fare, Korine o si odia o si ama. Io lo amo. 
Questo nuovo capitolo è un'esplosione forse ancora più vasta di spring breakers, forse perché fino ad ora ha sempre mascherato l'ironia in un'atmosfera "cupa", più seria e meno divertente, più tecnica e forse anche più incomprensibile. 
Ho adorato ogni singolo membro del cast, ogni folle aggiunta a questo delirio di un'artista che cerca di vivere ogni singolo gesto al massimo, cercando di dar fuoco a ogni aspetto della sua vita per sentirne l'odore e scriverlo su carta.

 
District 9 (Neill Blomkamp). Un pò mockumentary (mi fanno impazzire), un pò tradizionale, alla base c'è la segregazione razziale, la xenofobia, in salsa uomo-alieno. Un film di fantascienza diverso dal solito, che riesce a far centro. Sharlto Copley mi è piaciuto davvero molto.

Collateral beauty (David Frankel). Tre "fantasmi" come nel "Canto di Natale" di Dickens, che potevano gestire in altro modo. Risulta abbastanza scontato, meno per un colpo di scena che ok, resta un colpo di scena, ma anche questo potevano giocarselo meglio. Bellino, nulla di più

 
A hero never dies

Sulla scia di A better tomorrow ho visto anche questo. Diciamo che non è all'altezza della visione precedente, tuttavia ne condivide (in misura diversa) pregi e difetti. Ci sono buchi di trama e lo svolgimento non è il più logico/verosimile, tuttavia questi film sono ricchi di passione recitativa e riescono a coinvolgerti emotivamente. Promosso :D.

 
Ready Player One di Steven Spielberg. Una trama semplice, che ricorda quella di tanti altri film/libri appartenenti allo stesso genere, ma efficace. Il dualismo e l'alternanza tra mondo reale e mondo virtuale sono state gestiti molto bene rendendo il film appassionante dall'inizio alla fine.

E poi insomma, vedere combattere nel finale Iron Giant & Gundam vs Mechagodzilla varrebbe da solo la visione del film :asd:  

 
The drifting classroom, Ōbayashi

Infarcito di prospettive già particolarmente vaste, rese ancora più spinose e disomogenee da un montaggio indeciso sul peso dell'azione. Vi linko una recensione che spiega bene come questa somma di imperfezioni riesca a trasmettere aspetti della crescita umana legati a memoria e infanzia, due pilastri nei film di Obayashi.

I must remark that stuff of this vein is really -- filmically -- the other shit that scares me at all anymore. And its not only something about the immensity of inexplicable cosmic horror, but the strains of sentimentality and tonal discombobulation, the stilted English line delivery of smiling child actors as they are sucked into the unending swirl of an existentially horrifying alter-reality, the unease of Hisaishi's saccharine scoring and the acknowledge artifice of the rickety, yet imaginatively vast, visual effects. That clash between sweet and savage, massive and miniature, and the weirdness of the whole thing in general, it just nestles under my skin in such a weird way. I was truly captivated by this, so despite its numerous and glaring shortcomings, it has an uncompromising vision of that cosmic horror -- its culmination with the weird pseudo-philosophical coming-of-age monologue at the open-ended finale is a magnificent cluster of mixed emotions, an extravagant testament and faith in the spirit of humanity and its endless resiliency and forward momentum, and yet this monumentally, hopelessly, vast and monstrous nightmare of inescapable otherworld. 

I've been trying to see some other Obayashi for years. The complete lack of his filmography's availability in at least the United States is such a depressing annoyance, having finally seen another piece of his its clear the maestro beyond House had much more to offer -- this is both clearly a work of the same madness, and almost equally as rich and wild a film.
https://letterboxd.com/elfo19/film/the-drifting-classroom/
 
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Quali testi/documentari/altre forme di materiale informativo consigliereste a chi vuole approfondire i vari aspetti del mondo del cinema? Dalla produzione ai vari movimenti di camera, tutto insomma (so che esiste Wikipedia, non si sa mai)
Forse non c'entra troppo con quello che cerchi, ma direi assolutamente, e ripeto, assolutamente Jim & Andy su Netflix. Un bellissimo dietro le quinte di "Man on the Moon" che ti fa vedere come Jim Carrey è entrato nel personaggio, e di come la troupe si comportava di conseguenza: cosa può essere un set cinematografico 

 
Forse non c'entra troppo con quello che cerchi, ma direi assolutamente, e ripeto, assolutamente Jim & Andy su Netflix. Un bellissimo dietro le quinte di "Man on the Moon" che ti fa vedere come Jim Carrey è entrato nel personaggio, e di come la troupe si comportava di conseguenza: cosa può essere un set cinematografico 
Grazie, messo in lista

 
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