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Ma le copi? Le hai scritte uguali uguali su l'altro forum (quello dei pazzoidi intendimi).Rental Family di Hikari (2025)
Prendi Lost In Translation e Somewhere della Coppola, li mischi e rendi tutto un po' più accessibile ed hai questo meraviglioso film.
La ricerca di un posto nel mondo e una critica feroce alla società giapponese sono i cardini su cui si basa la storia. L'attore fallito è solo un modo come un altro per raccontare le nostre esistenze, spesso vuote, prive di significato, vissute da spettatori più che da protagonisti. Il film inizia con un'americano triste e finisce con un americano triste ma questa volta conscio del suo ruolo nel mondo. Jonsì firma una colonna sonora stupenda di una delicatezza e raffinatezza unica.
Scarlet di Mamoru Hosoda (2025)
In patria non è stato particolarmente amato da quello che mi è parso di capire. Per quanto mi riguarda non è sicuramente un Hosoda minore ma neanche il migliore. Una rivisitazione dell'Amleto in salsa Isekai con un aldilà che funge da specchio di un mondo contemporaneo orribile e dilaniato dalla violenza. La gentilezza e l'amore per il prossimo l'unica via per uscire vincitori come umanità e non come individui. Un po' forzata una situazione sul finale. Tecnica sublime, un misto tra 3D realistico e cartoon con momenti low frame che rende tutto molto piacevole da vedere soprattutto per certi scorci che tolgono il fiato.


Sono entrambi forum di pazzoidi (Gcoso e Igcoso). Le scrivo io ma di sicuro il mio parere non cambia da forum a forum quindi le scrivo da una parte e poi le copio-incollo. (chi seiMa le copi? Le hai scritte uguali uguali su l'altro forum (quello dei pazzoidi intendimi).![]()
? )DunnoSono entrambi forum di pazzoidi (Gcoso e Igcoso). Le scrivo io ma di sicuro il mio parere non cambia da forum a forum quindi le scrivo da una parte e poi le copio-incollo. (chi sei? )
Dal trailer mi sembrava un film full of retorica e buonismo. Ci può stare?Rental Family di Hikari (2025)
Prendi Lost In Translation e Somewhere della Coppola, li mischi e rendi tutto un po' più accessibile ed hai questo meraviglioso film.
La ricerca di un posto nel mondo e una critica feroce alla società giapponese sono i cardini su cui si basa la storia. L'attore fallito è solo un modo come un altro per raccontare le nostre esistenze, spesso vuote, prive di significato, vissute da spettatori più che da protagonisti. Il film inizia con un'americano triste e finisce con un americano triste ma questa volta conscio del suo ruolo nel mondo. Jonsì firma una colonna sonora stupenda di una delicatezza e raffinatezza unica.
Non conoscendoti e visto che molto spesso "buonismo"con accezione negativa è diventato sinonimo di "normale compassione" ai giorni nostri non saprei dirti onestamente. C'è un risveglio spirituale del protagonista e un'analisi della società che si risolve con un finale sicuramente fortemente positivo.Dal trailer mi sembrava un film full of retorica e buonismo. Ci può stare?
Per me ha accezione negativa quando è usato in modo superficiale, senza una reale costruzione ed evoluzione dei personaggi, che sono buoni perché sì. O vicende che si concludono bene perché sìNon conoscendoti e visto che molto spesso "buonismo"con accezione negativa è diventato sinonimo di "normale compassione" ai giorni nostri non saprei dirti onestamente. C'è un risveglio spirituale del protagonista e un'analisi della società che si risolve con un finale sicuramente fortemente positivo.

c'è un'evoluzione dei personaggi ben delineata e seguita.Per me ha accezione negativa quando è usato in modo superficiale, senza una reale costruzione ed evoluzione dei personaggi, che sono buoni perché sì. O vicende che si concludono bene perché sì![]()
Film sicuramente complicato che può dividere. I momenti dei plot twist possono risultare cringe ma se si entra in sintonia col film secondo me c'è veramente molto da apprezzare. A partire dall'impianto sonoro alla narrazione della cultura rave in chiave anti-militarista (ma non senza risparmiare una critica pure a questo, perché anche dissociandosi poi la realtà in qualche modo arriva)Qualcuno ha visto Sirāt? Bello peso come praticamente tutti i film di Laxe, ma allo stesso tempo riesce a trasmettere una sorta di spensieratezza nella disperazione. Insomma, un po' un casino emotivo e magari chi l'ha visto ha voglia di condividere![]()
Tendenzialmente concordo con te, Laxe secondo me ha un po' questa idea di sacrificare il contesto per guadagnare in coinvolgimento dello spettatore, che per forza di cose deve sintonizzarsi al sentiment del film. Come dici anche tu, plot twist assolutamente cringe se a quel punto sei ancora estraneo, ma potente se sei coinvolto. La riflessione sulla rave culture poi molto interessante anche secondo me, mostra bene i controsensi che la caratterizzano (nichilismo vs comunitarismo in primis).Film sicuramente complicato che può dividere. I momenti dei plot twist possono risultare cringe ma se si entra in sintonia col film secondo me c'è veramente molto da apprezzare. A partire dall'impianto sonoro alla narrazione della cultura rave in chiave anti-militarista (ma non senza risparmiare una critica pure a questo, perché anche dissociandosi poi la realtà in qualche modo arriva)
Merita molto, sicuramente un film che ha qualcosa da dire ma bisogna avere la pazienza di superare uno strato dove le cose possono risultare un po' confuse e buttate lì perché secondo me si sarebbe dovuto prendere un po' di tempo per dare maggiore contesto