Ultimo Film Visto | Consigli e Domande Inside

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Perché ricevetti il 2 in regalo ad una festa di compleanno non mia. Al festeggiato era stato regalato il due, lui non leggeva e i suoi genitori me lo diedero a me.
Perché poi non leggere il primo? Troppo banale.
Perché leggere il 4 e non il 3? Credo perché fosse più grosso e con il numero 4 in rilievo sul dorso di copertina. O forse perché era appena uscito.
Perché poi passare al 3? Non lo so.
Il risultato? Pensavo che Hermione fosse un maschio. Altra cosa che facevo è leggere la fine del libro prima dell'inizio. Quindi volendo l'ordine di lettura è ancora più complicato.
 
Perché ricevetti il 2 in regalo ad una festa di compleanno non mia. Al festeggiato era stato regalato il due, lui non leggeva e i suoi genitori me lo diedero a me.
Perché poi non leggere il primo? Troppo banale.
Perché leggere il 4 e non il 3? Credo perché fosse più grosso e con il numero 4 in rilievo sul dorso di copertina. O forse perché era appena uscito.
Perché poi passare al 3? Non lo so.
Il risultato? Pensavo che Hermione fosse un maschio. Altra cosa che facevo è leggere la fine del libro prima dell'inizio. Quindi volendo l'ordine di lettura è ancora più complicato.
:sowhat:
 
Mr Vendetta, Park Chan Wook

Bello bello bello. Temi forse già affrontati, ma quant'è bravo a raccontarli e metterli in scena, senza essere troppo didascalico.
Lunga vita a Park Chan Wook.
 
Mr Vendetta, Park Chan Wook

Bello bello bello. Temi forse già affrontati, ma quant'è bravo a raccontarli e metterli in scena, senza essere troppo didascalico.
Lunga vita a Park Chan Wook.
Ti è piaciuto più di Lady vendetta quindi? Non me l'aspettavo.

Toy Story 5, Pixar. Il 4 lo avevo difeso ma di questo non c'era proprio bisogno, direi che si possono fermare qui. (6 di simpatia)

My fair lady, Cukor. Belle scenografie, bei costumi ecc... insomma la confezione c'è ma un musical di quasi 3 ore dovrebbe essere illegale. (6)
 
Ti è piaciuto più di Lady vendetta quindi? Non me l'aspettavo.
Ci stavo pensando ieri. Forse sono stato un pelo freddo con Lady Vendetta: il taglio a volte un po' scherzoso/ironico (lei che brilla) forse mi ha spiazzato troppo. Quello di cui però ho sentito la mancanza in Lady Vendetta è un climax come invece c'è in Mr Vendetta o in Oldboy. L'idea dell'ultimo atto di Lady è bella, però non lo so, non mi ha colpito come invece il crescendo in Mr.

Toy story 5 perfetta definizione di spin off. Il ritorno in scena di Woody (totalmente inutile e solo per merchandising) è un pugno in un occhio, dopo la conclusione della sua storia col 4
 
Ci stavo pensando ieri. Forse sono stato un pelo freddo con Lady Vendetta: il taglio a volte un po' scherzoso/ironico (lei che brilla) forse mi ha spiazzato troppo. Quello di cui però ho sentito la mancanza in Lady Vendetta è un climax come invece c'è in Mr Vendetta o in Oldboy. L'idea dell'ultimo atto di Lady è bella, però non lo so, non mi ha colpito come invece il crescendo in Mr.

Toy story 5 perfetta definizione di spin off. Il ritorno in scena di Woody (totalmente inutile e solo per merchandising) è un pugno in un occhio, dopo la conclusione della sua storia col 4
Strano io Mr vendetta lo ricordo più acerbo e narrativamente piatto rispetto a Lady vendetta, ma magari ricordo male che è passato un po da quando li ho visti.

Toy story 5 sa di superfluo dal primo all'ultimo minuto, poi quando parte con "sti ragazzi di oggi tutti davanti allo schermo" ho capito che erano finite le idee. :asd:
Volevo bocciarlo ma sono comunque affezionato alla saga e non ce l'ho fatta.
 
Strano io Mr vendetta lo ricordo più acerbo e narrativamente piatto rispetto a Lady vendetta, ma magari ricordo male che è passato un po da quando li ho visti.

Toy story 5 sa di superfluo dal primo all'ultimo minuto, poi quando parte con "sti ragazzi di oggi tutti davanti allo schermo" ho capito che erano finite le idee. :asd:
Volevo bocciarlo ma sono comunque affezionato alla saga e non ce l'ho fatta.
Se dovessi pensare a un film narrativamente acerbo, per quanto mi sia piaciuto, direi I'm a Cyborg but that's ok. Mr Vendetta ha un po' tutti gli stilemi del suo storytelling, ed è sempre piacevole farsi stupire.

Alla fine Toy Story 5 è sì inutile, e ha delle cose un po' meh come appunto l'uso di Woody che narrativamente non aggiunge nulla, però alla fin fine non è bruttissimo come film, la sufficienza gliela si può dare. Inspiegabile, per me, come sia potuto piacere più del 4 (che non è che brillasse di capolavoro, comunque).

E concludo: qui a Bologna domenica danno il primo al cinema, hype estremo.
 
Los Colonos

Bello tecnicamente, soprattutto le riprese al buio con luce naturale. Secondo me soffre un po' della sua ambizione: il taglio (più) western iniziale si scontra con la volontà di dover giungere al punto del discorso, quindi l'ultimo atto ci viene proposto in maniera troppo netta, con uno stacco totale e non richiesto da quello che mostrava un attimo prima.
Soffermarsi di più su quanto fossero selvaggi i coloni (ipocriti, che accusavano gli indigeni di esserlo) sarebbe stata gradita. Per come è fatto, è tutto un po' troppo affrettato. Bella l'inquadratura finale che dà un po' il senso del film, ma non mi piace troppo come ci arriva. Peccato.
 
Teenage Years: Keiko’s Story, Makoto Naito (1979)
Liceale giapponese che si trova invischiate in cose brutte.
La progressione della protagonista non è soddisfacente. L'unica cosa bella è la carrellata finale sulle foto.
 
Maborosi - Kore'eda

Boh, a me sembrano tutti film uguali eh. Belli, per carità, ma sempre sull'incomunicabilità della società giapponese e la conseguente solitudine.

M - Fritz Lang

Porca zozza :morris2:
 
Barefoot Gen, Mori Masaki

Un "La tomba delle lucciole" per chi è debole di cuore e non riesce a reggere il real deal.
Scherzi a parte, la più grande pecca di questo film è che i momenti drammatici perdono di forza emotiva sia perché tutto il tono della pellicola rimane tendenzialmente (troppo) scanzonato, sia per un doppiaggio giapponese che, per una volta, ho trovato totalmente fuori fuoco, sia perché
sti qua si sono beccati in pienissimo la pioggia acida e non hanno iniziato a vomitare l'intestino 36h dopo, fermo restando l'inplausibilità di Gen che sopravvive all'esplosione, ma magari lì mi sbaglio io ed è possibile, non conosco così bene la fisica dell'esplosione nucleare
 
Don Giovanni, Joseph Losey (1979)
Rivisto. Mi è piaciuto molto nonostante sia di fatto una stereotipata storia morale. E' Losey che è molto poderoso alla regia.
 
Quest'anno sono finalmente tornato a Venezia! :dajee: In ritardo, questo il poco che ho visto (solo due giorni di mostra, poi ho fatto altre cose in giro per la città anche se mi sarebbe piaciuto vederne di più).

The catch, Shinji Sōmai 1983. Perfetta unione di intenti fra interpretazioni, regia e ambientazione, una semplice storia di amore e conflitto generazionale, elevata da una intensità emotiva poderosa.

Wild horse nine, Martin McDonagh 2026. Scritto e girato con eleganza, con la ormai provata capacità di McDonagh di alternare con favolosa naturalezza i momenti comici da quelli drammatici, che anche qui riescono a raggiungere punte di intensità notevoli. Strutturalmente può ricordare In Bruges, con la coppia di protagonisti persa in un luogo sconosciuto e bellissimo. Nel complesso non lo ritengo fra i suoi migliori, alcune linee comiche vanno un po' a vuoto e la critica storica-politica, pur assolutamente legittima, è a tratti fin troppo esplicita. Comunque una visione piacevole.

Shumei: The living legacy of kabuki, Takashi Miike 2026. L'obiettivo molto chiaro è quello di mettere su schermo la bellezza del Kabuki attraverso la storia personale di uno dei principali attori di oggi. Per me obiettivo assolutamente raggiunto e spero un giorno di poter vedere uno spettacolo dal vivo. Molto interessante la scelta di non mettere i sottotitoli nelle scene degli spettacoli, che costringono a concentrarsi sull'espressività degli interpreti e la bellezza dei costumi e dei movimenti. Per me vale la pena di essere visto in sala.

Everest: The other side, Jimmy Chin ed Elizabeth Chai Vasarhelyi, 2026. Dopo Free solo altra storia folle di sport estremi, questa volta anche con una componente emotiva molto importante, anche (ma non solo) grazie alla partecipazione del regista Chin all'impresa che fa da soggetto al film. Rispetto ad altre opere simili, cinematografiche e televisive, in questo caso la strada per il successo è molto più accidentata di quanto ci si potrebbe attendere; e se si potrebbe pensare che il film sia fin troppo lineare nel seguire la sequenza degli eventi, d'altra parte questa completezza e franchezza nell'esporre le difficoltà, nonché il costo umano che imprese di questo tipo impongono, è per me da apprezzare.

Mr. Nelson, Did You Kill People? Shinya Tsukamoto 2026. Il soggetto è sempre quello vile e orrendo della guerra in Vietnam, visto e rivisto innumerevoli volte nel corso dei decenni. Tsukamoto non aggiunge moltissimo a questo canone, anche se sicuramente il momento storico attuale ha purtroppo bisogno di una rinfrescata di antimilitarismo; motivo per cui non è una operazione che mi sento di tacciare come superflua. Sono comunque felice di averlo visto in sala, in quanto sono sicuro che a casa le aggressioni audiovisive che questo film ti spara negli occhi e nelle orecchie non avrebbero affatto avuto lo stesso effetto su di me.

Per quel poco che ho visto, e per quello che ho letto poi, mi è sembrata comunque una edizione della Mostra più che buona. Spero di tornare l'anno prossimo! :nev:
 
Già che ci sono, gli altri film visti nell'ultimo mese o giù di lì:

The Brood, Cronenberg 1979. Confesso di essere rimasto fino alla fine più che altro per l'interpretazione di Reed, veramente magnetica; per il resto, l'idea di fondo è intrigante, ma nel complesso devo confessare di averlo trovato noioso, e le scene degli ammazzamenti invecchiate veramente male.

Godzilla, Honda 1954. Non posso negare che il fatto di averlo recuperato, finalmente!, dopo innumerevoli rifacimenti e reinterpretazioni, ha purtroppo indebolito il suo impatto su di me, così come l'insistenza sugli effetti speciali, che per l’epoca erano impressionanti ma che oggi possono apparire un po’ buffi. Nonostante questo, il suo valore storico e l’impatto che ha avuto sulla cultura mondiale non possono essere sottovalutati.

Something wild, Demme 1986. Ogni suo elemento è convenzionale, ma il fatto di non sapere mai quale sarà la prossima svolta — sia dal punto di vista narrativo, che di tono — è di per sé divertente. Alla fine non conclude nulla di vagamente interessante e i personaggi risultano altrettanto superficiali come apparivano all'inizio; ma nel mezzo, per un po’ può essere una visione abbastanza divertente.

Poi doppietta di Nolan:

The odissey, 2026. Non avevo aspettative, non mi ha sorpreso, trovandolo un adattamento lineare e poco ispirato. Sicuramente un grande sforzo produttivo che è ripagato da diverse scene di impatto; ma nel complesso ho trovato che oltre alla spettacolarità di quelle scene, non avesse molto di interessante da dire. Al tempo stesso sembra andare troppo veloce (la velocità con cui saltano da un isola all'altra a un certo punto rasenta la comicità) e troppo lento, perché sembra non dover finire più. Nel complesso noioso.

Following, 1998. Un’idea semplice ma intrigante, che non ha bisogno di molto per tenere lo spettatore incollato allo schermo. La struttura non lineare sarà sviluppata meglio in Memento, ma anche qui dà il suo contributo nel mantenere alta la tensione. Felice di averlo finalmente recuperato, il Nolan migliore era già tutto qui, e dopo tanto tempo è stato un piacere riscoprirlo.

E infine tripletta Konrad Wolf:

Solo Sunny, 1980. Trova un difficile equilibrio fra tragedia e commedia: non succede granché, ma è comunque interessante seguire la protagonista in questo spaccato della sua vita. Inoltre, è girato molto bene, considerando che le location non sono particolarmente fotogeniche.

Sterne, 1959. La trama è molto semplice e, dopo decenni in cui sono stati realizzati molti altri film eccellenti sullo stesso tema (l'Olocausto) purtroppo fatica a distinguersi. Ciò non ne sminuisce tuttavia il valore storico e umanistico. Un plauso alla bellissima fotografia.

Der geteilte Himmel, 1964. Si tratta di una storia riferita in modo molto specifico all'esperienza di vita nella DDR, e sono certo che molte sfumature mi siano sfuggite. È anche piuttosto verboso e a volte non è stato facile per me cogliere il contesto e le allusioni di molti dialoghi; penso che una seconda visione sarebbe per me utile a chiarire diverse cose, anche se sicuramente non tutte. Nonostante ciò, offre una finestra molto preziosa su un luogo e un’epoca specifici, oltre a raccontare una storia sull’amore, la storia, la società e la politica, e su come tutto ciò sia indissolubilmente intrecciato, in alcuni periodi più strettamente che in altri. Infine, tanto per cambiare, è fotografato splendidamente, cosa che ormai inizio a dare per scontata con Wolf.

Insomma notevole cinematografia la sua; in questo momento su Mubi c'è anche Ich war neunzehn, che avevo visto anni fa trovandolo clamoroso, se riesco me lo rivedo.
 
No More Easy Life, Yōichi Higashi (1979)
Una donna e due uomini.
Solita roba morale di questo regista. Triviale o fastidioso.
 
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