Ufficiale Youtuber e Content Creator videoludici - Intrattenimento, scandali e imparzialità per tutti

  • Autore discussione Autore discussione roscian79
  • Data d'inizio Data d'inizio
ufficiale
Un sito rivale ha messo 7.5 a Requeim e non mi pare che poi il codice di Pragmata non lo abbia ricevuto o il recensore sia finito al rogo (al massimo ci sono state critiche dall’utenza ma questo è un discorso a parte) , questo per dire che non è un meccanismo così automatico.
Dipende anche come hanno fatto la recensione, che linguaggio hanno usato e come hanno criticato il gioco.. Aldilà del voto relativamente basso. Magari a loro sta pure bene il 7,5 come voto ma non che si scenda sotto il 7.
Yotobi non ha criticato il gioco ma l' evento, è stato shodowbannato per questo perché pubblicamente ha ammesso che l' evento poteva essere fatto meglio. Tra l'altro come lui è stato bannato anche Gatto e altri. Schiacci invece si è proprio rifiutato di dare un parere positivo e da quel che ho capito è stato molto molto schietto. Forse a Capcom non piace proprio questa schiettezza, non so.

Molto banalmente basterebbe non farsi condizionare troppo da voti e recensioni ma cercare di capire se il gioco può incontrare il proprio gusto o meno senza pendere dalle labbra di nessuno
 
Un sito rivale ha messo 7.5 a Requeim e non mi pare che poi il codice di Pragmata non lo abbia ricevuto o il recensore sia finito al rogo
Che poi hai colto il punto: un 7,5 per “un gioco riuscito a metà”. E se gli fosse riuscito completamente gli avrebbe messo 15? :draper:

Non mi sembra un voto molto coerente per un gioco “riuscito a metà”, secondo me se ti è piaciuto il 50% del gioco oltre il 6/6,5 non vai. Ma d’altronde su quel sito non è la prima volta che si nota una dissonanza tra la recensione e il voto finale.
 
Dipende anche come hanno fatto la recensione, che linguaggio hanno usato e come hanno criticato il gioco.. Aldilà del voto relativamente basso. Magari a loro sta pure bene il 7,5 come voto ma non che si scenda sotto il 7.
Yotobi non ha criticato il gioco ma l' evento, è stato shodowbannato per questo perché pubblicamente ha ammesso che l' evento poteva essere fatto meglio. Tra l'altro come lui è stato bannato anche Gatto e altri. Schiacci invece si è proprio rifiutato di dare un parere positivo e da quel che ho capito è stato molto molto schietto. Forse a Capcom non piace proprio questa schiettezza, non so.

Molto banalmente basterebbe non farsi condizionare troppo da voti e recensioni ma cercare di capire se il gioco può incontrare il proprio gusto o meno senza pendere dalle labbra di nessuno
Ma infatti una recensione è alla fine un consiglio per acquisti, sta poi alla persona decidere se usufruirne e cosa prendere per affidabile o meno. Non viene mai nel merito il discorso ma ci si scorda sempre che queste review molte volte sono fatte dovendo sottostare a dei nda da parte dei publisher e questo può imporre delle limitazioni in cosa puoi raccontare delle meccaniche e di ciò che ti sta raccontando, questo vuoi o non vuoi ti limita una analisi critica fatta come si deve, perché imho una analisi a 360 gradi non dovrebbe avere queste limitazioni. Lo si fa poi per ragioni dovuti appunto agli nda e per non spoilerare all’utenza che non vuole rovinarsi il gioco, ma è per dire che non sempre si può avere l’intero quadro della situazione.
Sì sì ma infatti l’ho specificato che è stai bannato per aver parlato male dell’evento, eh si vede che Capcom non è aperta a critiche agli eventi che organizza.
Si sono d’accordo, le si può leggere ma non bisogna pendere dalla loro labbra, oltre che imho bisognerebbe sempre distinguere i vari redattori e capire con chi si è poi in linea con il proprio modo di valutare i giochi e a quel punto seguire solo loro. Una testata è composta da X redattori, impossibile pensare che ognuno sia allineato allo stesso modo di valutare i giochi, si può essere “più teneri” per via della testata e del loro modo di mettere i voti (ad esempio alcune redazioni mettono i 0,2 e altri solo i 0,5, questi per dire che ci sono più lineee da seguire in certi casi).
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Che poi hai colto il punto: un 7,5 per “un gioco riuscito a metà”. E se gli fosse riuscito completamente gli avrebbe messo 15? :draper:

Non mi sembra un voto molto coerente per un gioco “riuscito a metà”, secondo me se ti è piaciuto il 50% del gioco oltre il 6/6,5 non vai. Ma d’altronde su quel sito non è la prima volta che si nota una dissonanza tra la recensione e il voto finale.
Questo non te lo so dire, magari ch’esso la prima parte era per lui da 10 e la seconda da 5, da qui il 7,5. Poi che la recensione scritta possa far pensare ad un voto ancora minore su questo ci può ragionare, ma tutto ciò è per dire che questi recensori volendo possono stroncare il gioco grosso, chiaro però che deve essere motivato e non fatto per creare click. Se per dire uscisse Gta VI e il recensore me lo elogia dall’inizio alla fine e poi mi da 6 come voto, giustamente uno si fa 2 domande, indubbiamente in qualche modo il voto deve cercare di essere il più coerente possibile con ciò che ha analizzato, apprezzato e criticato del gioco (a quanto poi da aggiungere alle scelte editoriali del sito/testata).
 
Ultima modifica:
Ma infatti una recensione è alla fine un consiglio per acquisti, sta poi alla persona decidere se usufruirne e cosa prendere per affidabile o meno. Non viene mai nel merito il discorso ma ci si scorda sempre che queste review molte volte sono fatte dovendo sottostare a dei nda da parte dei publisher e questo può imporre delle limitazioni in cosa puoi raccontare delle meccaniche e di ciò che ti sta raccontando, questo vuoi o non vuoi ti limita una analisi critica fatta come si deve, perché imho una analisi a 360 gradi non dovrebbe avere queste limitazioni. Lo si fa poi per ragioni dovuti appunto agli nda e per non spoilerare all’utenza che non vuole rovinarsi il gioco, ma è per dire che non sempre si può avere l’intero quadro della situazione.
Sì sì ma infatti l’ho specificato che è stai bannato per aver parlato male dell’evento, eh si vede che Capcom non è aperta a critiche agli eventi che organizza.
Si sono d’accordo, le si può leggere ma non bisogna pendere dalla loro labbra, oltre che imho bisognerebbe sempre distinguere i vari redattori e capire con chi si è poi in linea con il proprio modo di valutare i giochi e a quel punto seguire solo loro. Una testata è composta da X redattori, impossibile pensare che ognuno sia allineato allo stesso modo di valutare i giochi, si può essere “più teneri” per via della testata e del loro modo di mettere i voti (ad esempio alcune redazioni mettono i 0,2 e altri solo i 0,5, questi per dire che ci sono più lineee da seguire in certi casi).
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Questo non te lo so dire, magari ch’esso la prima parte era per lui da 10 e la seconda da 5, da qui il 7,5. Poi che la recensione scritta possa far pensare ad un voto ancora minore su questo ci può ragionare, ma tutto ciò è per dire che questi recensori volendo possono stroncare il gioco grosso, chiaro però che deve essere motivato e non fatto per creare click. Se per dire uscisse Gta VI e il recensore me lo elogia dall’inizio alla fine e poi mi da 6 come voto, giustamente uno si fa 2 domande, indubbiamente in qualche modo il voto deve cercare di essere il più coerente possibile con ciò che ha analizzato, apprezzato e criticato del gioco (a quanto poi da aggiungere alle scelte editoriali del sito/testata).
Nel 1997, Matteo Bittanti, alias MBF, professore, editore, ricercatore, docente dalla Stanford Univeristy, disse:

"Forse non accadrà subito, ma avverrà di certo.
O la stampa videoludica uscirà dall'idea di creare brochure per l'acquisto, o un giorno, non troppo lontano, l'intero impianto collasserà e sarà l'utenza a farne a meno"


Sipario.
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Un sito rivale ha messo 7.5 a Requeim e non mi pare che poi il codice di Pragmata non lo abbia ricevuto o il recensore sia finito al rogo (al massimo ci sono state critiche dall’utenza ma questo è un discorso a parte) , questo per dire che non è un meccanismo così automatico. Aldilà che la stessa utenza imho dovrebbe incominciare a pensare un po” fuori dai soliti schemi, un gioco prende un voto troppo alto “eh ma sono dei venduti”, prende un voto basso “eh vedi, non capiscono niente”. Non ci si pone il fatto che ogni redazione, ogni redattore, in qualche modo possa avere una propria linea editoriale e questa possa influenzare il voto, a prescindere dal presunto conflitto di interessi.
Non si devono seguire le redazioni perché soggette alle pubblicità dei publisher, gli influencer nemmeno perché non sono preparati/o si fanno condizionare sempre dai publisher, quindi seguiamo gli utenti? Ok ma gli utenti stessi non si fanno condizionare dall’hype? Dal rumore del gioco del momento? Questo per dire che se vogliamo fare il gioco di trovare il difetto, lo possiamo trovare ovunque.
Se parliamo di quella persona che penso chi sia, che è anche un amico, anche io l'ho un po' cazziato, il suo 7.5 non sta in piedi.
Parlandone, con calma, ho capito che non aveva capito lo spirito del gioco.
 
Ma infatti una recensione è alla fine un consiglio per acquisti, sta poi alla persona decidere se usufruirne e cosa prendere per affidabile o meno. Non viene mai nel merito il discorso ma ci si scorda sempre che queste review molte volte sono fatte dovendo sottostare a dei nda da parte dei publisher e questo può imporre delle limitazioni in cosa puoi raccontare delle meccaniche e di ciò che ti sta raccontando, questo vuoi o non vuoi ti limita una analisi critica fatta come si deve, perché imho una analisi a 360 gradi non dovrebbe avere queste limitazioni. Lo si fa poi per ragioni dovuti appunto agli nda e per non spoilerare all’utenza che non vuole rovinarsi il gioco, ma è per dire che non sempre si può avere l’intero quadro della situazione.
Sì sì ma infatti l’ho specificato che è stai bannato per aver parlato male dell’evento, eh si vede che Capcom non è aperta a critiche agli eventi che organizza.
Si sono d’accordo, le si può leggere ma non bisogna pendere dalla loro labbra, oltre che imho bisognerebbe sempre distinguere i vari redattori e capire con chi si è poi in linea con il proprio modo di valutare i giochi e a quel punto seguire solo loro. Una testata è composta da X redattori, impossibile pensare che ognuno sia allineato allo stesso modo di valutare i giochi, si può essere “più teneri” per via della testata e del loro modo di mettere i voti (ad esempio alcune redazioni mettono i 0,2 e altri solo i 0,5, questi per dire che ci sono più lineee da seguire in certi casi).
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Questo non te lo so dire, magari ch’esso la prima parte era per lui da 10 e la seconda da 5, da qui il 7,5. Poi che la recensione scritta possa far pensare ad un voto ancora minore su questo ci può ragionare, ma tutto ciò è per dire che questi recensori volendo possono stroncare il gioco grosso, chiaro però che deve essere motivato e non fatto per creare click. Se per dire uscisse Gta VI e il recensore me lo elogia dall’inizio alla fine e poi mi da 6 come voto, giustamente uno si fa 2 domande, indubbiamente in qualche modo il voto deve cercare di essere il più coerente possibile con ciò che ha analizzato, apprezzato e criticato del gioco (a quanto poi da aggiungere alle scelte editoriali del sito/testata).
Il punto credo sia proprio questo, quanto mi posso spingere come recensore nel criticare un gioco senza avere ripercussioni?

Chiaramente rimanendo in toni civili e rispettando ciò che mi chiede l' azienda (esempio la data d'imbarco oppure non parlando di determinati avvenimenti o altro. Come dici tu ci sono delle imposizioni da parte del publisher e dell' azienda da rispettare). Se invece mi vietano di usare determinati termini (se non erro è uscita recentemente anche questa come questione spinosa) è alla stregua di una censura e significa che l' azienda in questione vuole applicare una sorta di controllo sulle recensioni. Credo che tra le due cose ci sia una linea sottile e si viaggi veramente in un territorio grigio.

Il caso di Requiem è particolarmente sui generis e non si è capito che è successo. Al netto dei gusti personali (ci sta che molti abbiano fatto una media non avendo apprezzato la seconda parte con Leon) a me è parso come un tentativo da parte di alcune testate e creator di non sminuire troppo il gioco e allo stesso tempo per altri di dare un voto non esageratamente alto per risultare credibili

Nel 1997, Matteo Bittanti, alias MBF, professore, editore, ricercatore, docente dalla Stanford Univeristy, disse:

"Forse non accadrà subito, ma avverrà di certo.
O la stampa videoludica uscirà dall'idea di creare brochure per l'acquisto, o un giorno, non troppo lontano, l'intero impianto collasserà e sarà l'utenza a farne a meno"


Sipario.
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Se parliamo di quella persona che penso chi sia, che è anche un amico, anche io l'ho un po' cazziato, il suo 7.5 non sta in piedi.
Parlandone, con calma, ho capito che non aveva capito lo spirito del gioco.
Non fatico a crederlo Aku. Molti non hanno ancora capito che i RE sono tutti volutamente paradossali e sono alla stregua di una parodia di un gioco horror.

Comunque alla fine che ha fatto il tuo amico? :asd:
 
Il punto credo sia proprio questo, quanto mi posso spingere come recensore nel criticare un gioco senza avere ripercussioni?

Chiaramente rimanendo in toni civili e rispettando ciò che mi chiede l' azienda (esempio la data d'imbarco oppure non parlando di determinati avvenimenti o altro. Come dici tu ci sono delle imposizioni da parte del publisher e dell' azienda da rispettare). Se invece mi vietano di usare determinati termini (se non erro è uscita recentemente anche questa come questione spinosa) è alla stregua di una censura e significa che l' azienda in questione vuole applicare una sorta di controllo sulle recensioni. Credo che tra le due cose ci sia una linea sottile e si viaggi veramente in un territorio grigio.

Il caso di Requiem è particolarmente sui generis e non si è capito che è successo. Al netto dei gusti personali (ci sta che molti abbiano fatto una media non avendo apprezzato la seconda parte con Leon) a me è parso come un tentativo da parte di alcune testate e creator di non sminuire troppo il gioco e allo stesso tempo per altri di dare un voto non esageratamente alto per risultare credibili


Non fatico a crederlo Aku. Molti non hanno ancora capito che i RE sono tutti volutamente paradossali e sono alla stregua di una parodia di un gioco horror.

Comunque alla fine che ha fatto il tuo amico? :asd:
Io ho molti amici nell'industry. Ma ho molti più nemici.
Se invece ti riferisci all'altro mio amico... beh lui continua a scrivere sul giornale, alle sezione spettacolo, oggi o domani vado a vedere MASTERS OF THE UNIVERSE scroccando il suo pass, e gli farò da consulenza, qualcosa lo so di He-Man.

Qui c'è una bella live: GCLS, Wright e Sanvitale.
C'è un punto in cui salta fuori una risposta alla tua implicita domanda.
La risposta è dura: Non si divertono più. I recensori che fanno le recensioni sono spesso ingabbiati nell'effetto nostalgia, non è colpa loro se Requiem non sortisce effetto: sono diventati vecchi, spenti, stanchi.

E te lo dice uno che ha 49 anni.

 
Io ho molti amici nell'industry. Ma ho molti più nemici.
Se invece ti riferisci all'altro mio amico... beh lui continua a scrivere sul giornale, alle sezione spettacolo, oggi o domani vado a vedere MASTERS OF THE UNIVERSE scroccando il suo pass, e gli farò da consulenza, qualcosa lo so di He-Man.

Qui c'è una bella live: GCLS, Wright e Sanvitale.
C'è un punto in cui salta fuori una risposta alla tua implicita domanda.
La risposta è dura: Non si divertono più. I recensori che fanno le recensioni sono spesso ingabbiati nell'effetto nostalgia, non è colpa loro se Requiem non sortisce effetto: sono diventati vecchi, spenti, stanchi.

E te lo dice uno che ha 49 anni.


Si si intendevo il tuo amico della recensione di Shang Chi :unsisi: Mi chiedevo che tipo di recensioni ha fatto alla fine.

Per il resto mi spiace molto :sadfrog:
 
Do i miei due centesimi sulla questione, da giornalista pubblicista che non lo fa di mestiere, appassionato di videogiochi nonché articolista di una piccola redazione e piccolo content creator.

Gli ultimi mesi mi hanno fatto arrivare a una conclusione sulle recensioni: non servono a niente, poiché l'utenza ha dimostrato non tanto di interessarsi al conflitto di interessi, quanto al dare valore solo se la recensione in questione dice quello che vogliono sentirsi dire. Allora a che serve recensire? Se le scrivessero da soli.

Io continuo a chiedere e ricevere key di videogiochi, sperando che questi possano comunicare qualcosa in modo tale da poter scrivere un articolo e creare un contenuto che non sia una recensione. Tanto ai PR interessa per lo più che tu crei un contenuto, non importa come.

Finora nessuno c'ha mai punito, anzi è capitato di avere contatti con PR tutt'altro che professionali nei confronti delle aziende stesse. In ogni caso, la questione per me è semplice: il prodotto fa schifo? Lo dici.
Rischi di non avere più il privilegio? Sticazzi, i soldi per comprare i videogiochi ce li ho, così come quelli per mangiare. Sono prima di tutto un appassionato di videogiochi e la stabilità per permettermi le passione è la prima cosa che ho cercato in gioventù, nel mondo del lavoro. Anzi, visti i tempi che corrono, se non mi mandano più i prodotti perché avevo ragione io nel dire che fanno schifo, ci faccio un figurone con il mio pubblico.

Se invece vuoi prendere questo impegno solo per farti passare i videogiochi; se pensi che un buffet basti a condizionarti, non sei un professionista: sei un ragazzino. Io mi aspetto professionalità, indipendentemente se si tratta del tuo lavoro o meno.

Sulla storia del conflitto di interessi, che andrà avanti ormai da un anno e mezzo, la domanda è: dove si vuole andare a parare con questa crociata?

Quali risultati si sono ottenuti? Abbiamo fatto... perdere un mucchio di introiti a Sabaku e ai Playerinside, poi? Qual è il prossimo obiettivo? Spingere RoundTwo e Pregianza a fare lo stesso? Far finire Sabaku proprio in mezzo a una strada?

Soprattutto, il dibattito videoludico si è per caso elevato dopo questa faccenda? No, anzi è peggiorato, perché non si può passare dal dire che SpazioGames è venduto a Nintendo per aver dato un voto troppo alto a Leggende Pokémon: Z-A, al dire che i siti concorrenti sono dei venduti perché hanno dato "solo" 7 o 7,5 a Resident Evil Requiem, o 6 a Crimson Desert, o ancora per l'insensata polemica del 10 a Mixtape.

La situazione dice che mentre si mette sempre più in cattiva luce stampa e content creator, soprattutto la terribile onnipotente stampa videoludica che saranno almeno dieci anni che deve inventarsi i draghi per continuare a esistere, lo spazio creato viene preso da quella "legione di imbecilli" di cui lamentava Umberto Eco riguardo i social network. Non si può stare settimane a dibattere sul discorso attempato e fuori luogo de "la media aritmetica" solo perché il tuo videogioco preferito non ha preso il voto che volevi te.

C'è poi la questione degli "intellettuali" che si comportano esattamente come denunciato nella storia da gente come Eco, o Schumpeter: dicono che esistono studi più importanti, alimentano il dissenso, ma non propongo niente in alternativa, lasciando solo il caos, ma... ehi! Non chiamateli "content destroyer".

Si è dibattuto tanto sulla critica e sulla "critica", però si contano sulle dita di una mano quelli che provano anche a farla oltre che a denunciare chi non la fa.

Sei convinto che i videogiochi vadano trattati in un certo modo? Fallo, non stare a lamentarti degli altri, e soprattutto fallo senza tirare sempre le frecciatine; senza il solito atteggiamento insito da "io sono io e voi non siete un cazzo."
 
Do i miei due centesimi sulla questione, da giornalista pubblicista che non lo fa di mestiere, appassionato di videogiochi nonché articolista di una piccola redazione e piccolo content creator.

Gli ultimi mesi mi hanno fatto arrivare a una conclusione sulle recensioni: non servono a niente, poiché l'utenza ha dimostrato non tanto di interessarsi al conflitto di interessi, quanto al dare valore solo se la recensione in questione dice quello che vogliono sentirsi dire. Allora a che serve recensire? Se le scrivessero da soli.

Io continuo a chiedere e ricevere key di videogiochi, sperando che questi possano comunicare qualcosa in modo tale da poter scrivere un articolo e creare un contenuto che non sia una recensione. Tanto ai PR interessa per lo più che tu crei un contenuto, non importa come.

Finora nessuno c'ha mai punito, anzi è capitato di avere contatti con PR tutt'altro che professionali nei confronti delle aziende stesse. In ogni caso, la questione per me è semplice: il prodotto fa schifo? Lo dici.
Rischi di non avere più il privilegio? Sticazzi, i soldi per comprare i videogiochi ce li ho, così come quelli per mangiare. Sono prima di tutto un appassionato di videogiochi e la stabilità per permettermi le passione è la prima cosa che ho cercato in gioventù, nel mondo del lavoro. Anzi, visti i tempi che corrono, se non mi mandano più i prodotti perché avevo ragione io nel dire che fanno schifo, ci faccio un figurone con il mio pubblico.

Se invece vuoi prendere questo impegno solo per farti passare i videogiochi; se pensi che un buffet basti a condizionarti, non sei un professionista: sei un ragazzino. Io mi aspetto professionalità, indipendentemente se si tratta del tuo lavoro o meno.

Sulla storia del conflitto di interessi, che andrà avanti ormai da un anno e mezzo, la domanda è: dove si vuole andare a parare con questa crociata?

Quali risultati si sono ottenuti? Abbiamo fatto... perdere un mucchio di introiti a Sabaku e ai Playerinside, poi? Qual è il prossimo obiettivo? Spingere RoundTwo e Pregianza a fare lo stesso? Far finire Sabaku proprio in mezzo a una strada?

Soprattutto, il dibattito videoludico si è per caso elevato dopo questa faccenda? No, anzi è peggiorato, perché non si può passare dal dire che SpazioGames è venduto a Nintendo per aver dato un voto troppo alto a Leggende Pokémon: Z-A, al dire che i siti concorrenti sono dei venduti perché hanno dato "solo" 7 o 7,5 a Resident Evil Requiem, o 6 a Crimson Desert, o ancora per l'insensata polemica del 10 a Mixtape.

La situazione dice che mentre si mette sempre più in cattiva luce stampa e content creator, soprattutto la terribile onnipotente stampa videoludica che saranno almeno dieci anni che deve inventarsi i draghi per continuare a esistere, lo spazio creato viene preso da quella "legione di imbecilli" di cui lamentava Umberto Eco riguardo i social network. Non si può stare settimane a dibattere sul discorso attempato e fuori luogo de "la media aritmetica" solo perché il tuo videogioco preferito non ha preso il voto che volevi te.

C'è poi la questione degli "intellettuali" che si comportano esattamente come denunciato nella storia da gente come Eco, o Schumpeter: dicono che esistono studi più importanti, alimentano il dissenso, ma non propongo niente in alternativa, lasciando solo il caos, ma... ehi! Non chiamateli "content destroyer".

Si è dibattuto tanto sulla critica e sulla "critica", però si contano sulle dita di una mano quelli che provano anche a farla oltre che a denunciare chi non la fa.

Sei convinto che i videogiochi vadano trattati in un certo modo? Fallo, non stare a lamentarti degli altri, e soprattutto fallo senza tirare sempre le frecciatine; senza il solito atteggiamento insito da "io sono io e voi non siete un cazzo."
Allora in primis, prova a dire che Onimusha fa cagare.
Lo potrai fare e finirai nella Black List di Capcom. Quindi, sfatiamo il tuo primo pensiero.
NON PUOI scrivere quello che vuoi scrivere, devi sempre "mediare" la tua posizione e spesso devi ingoiare amaro.
No? Conosci Schiacci? (un esperto di picchiaduro) ha scritto che SF6 fa schifo, e Capcom ha interrotto completamente i rapporti, non gli ha mandato Pragmata, e nemmeno RE9. Lo ha cancellato, attraverso il PR italiano. Se vuoi ti faccio anche il nome.
Quindi sei punito eccome dalle aziende. Se fai questo mestiere, lo sai benissimo. Sei responsabile di ogni parola che usi.

O fai il Frusciante (RIP leggenda) o l'Alò.
Non c'è soluzione. O ti metti di traverso, o accetti cosa ne viene.

2) Il "dibattito" videoludico (PER ME) si è elevato eccome. Moltissimi gamer sono diventati "Conscious Gamer", la digievoluzione di secondo stadio necessaria in questo ambito. Hanno realizzato i meccanismi del sistema, ecco tutto.
Perché vi fa così tanta paura che si sappia che i PR tentano spesso di stabilire una connessione umana oltre che professionale?
La legione di imbecilli è numerosa ma informata.

Adesso quando vanno su un sito e vedono il bannerino di Onumusha, sanno che quel bannerino è stato pagato, quello spazio è pagato.
Per quanto paradossale lo sia scriverlo sul forum di una delle 3 realtà italiche.

I gamer sanno per esempio, che molti youtuber che c'hanno mangiato per anni, che chiunuque paghi il loro ingaggio riceve un ADV.
Quella idea demente del gamer "mio pari" è finalmente eclissata.
La gente sa che le loro Lino Sonego da gamer, sono regalate da una azienza che ha tutto l'interesse di farsi conoscere.

Mi domando, non è infinitamente meglio questo?
Per me sì.
La stampa, lo youtuber, il giornalista pubblicista deve tornare a essere quella gradevole "sentiamo che dice, anche se per me non conta un ..."

Io trovo tutto questo sano, giusto, logico, corretto, trasparente.
Ma forse, pecco di ingenuità eh.
 
Allora in primis, prova a dire che Onimusha fa cagare.
Lo potrai fare e finirai nella Black List di Capcom. Quindi, sfatiamo il tuo primo pensiero.
NON PUOI scrivere quello che vuoi scrivere, devi sempre "mediare" la tua posizione e spesso devi ingoiare amaro.
No? Conosci Schiacci? (un esperto di picchiaduro) ha scritto che SF6 fa schifo, e Capcom ha interrotto completamente i rapporti, non gli ha mandato Pragmata, e nemmeno RE9. Lo ha cancellato, attraverso il PR italiano. Se vuoi ti faccio anche il nome.
Quindi sei punito eccome dalle aziende. Se fai questo mestiere, lo sai benissimo. Sei responsabile di ogni parola che usi.
Su questo punto, pare che abbia risolto la questione, ha parlato con i piani alti di Capcom Global e pare che la "black list" dicano che non esista. Forse c'è stato qualche pasticcio locale...

Lo avevo sentito in un suo intervento nella live di un altro creator, qui da lui credo chiarisca nei dettagli:

 
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Su questo punto, pare che abbia risolto la questione, ha parlato con i piani alti di Capcom Global e pare che la "black list" dicano che non esista. Forse c'è stato qualche pasticcio locale...

Lo avevo sentito in un suo intervento nella live di un altro creator, qui da lui credo chiarisca nei dettagli:


Ma loro pubblicamente credi ti dicano che esiste una black list e che non mandano piu' prodotti a chi li critica?

Guardacaso non gli hanno mandato ne resident evil requiem ne prgmata, che pr davvero sbadati abbiamo in Italia.

Onestamente mi sembra che a volte viviate nel fantabosco con Tonio Cartonio e lupo Lucio :asd:
 
Ma loro pubblicamente credi ti dicano che esiste una black list e che non mandano piu' prodotti a chi li critica?

Guardacaso non gli hanno mandato ne resident evil requiem ne prgmata, che pr davvero sbadati abbiamo in Italia.

Onestamente mi sembra che a volte viviate nel fantabosco con Tonio Cartonio e lupo Lucio :asd:
Non dicono assolutamente nulla, neanche a loro. Sia Schiacci sia Yotobi lo hanno scoperto per vie traverse.
Do i miei due centesimi sulla questione, da giornalista pubblicista che non lo fa di mestiere, appassionato di videogiochi nonché articolista di una piccola redazione e piccolo content creator.

Gli ultimi mesi mi hanno fatto arrivare a una conclusione sulle recensioni: non servono a niente, poiché l'utenza ha dimostrato non tanto di interessarsi al conflitto di interessi, quanto al dare valore solo se la recensione in questione dice quello che vogliono sentirsi dire. Allora a che serve recensire? Se le scrivessero da soli.

Io continuo a chiedere e ricevere key di videogiochi, sperando che questi possano comunicare qualcosa in modo tale da poter scrivere un articolo e creare un contenuto che non sia una recensione. Tanto ai PR interessa per lo più che tu crei un contenuto, non importa come.

Finora nessuno c'ha mai punito, anzi è capitato di avere contatti con PR tutt'altro che professionali nei confronti delle aziende stesse. In ogni caso, la questione per me è semplice: il prodotto fa schifo? Lo dici.
Rischi di non avere più il privilegio? Sticazzi, i soldi per comprare i videogiochi ce li ho, così come quelli per mangiare. Sono prima di tutto un appassionato di videogiochi e la stabilità per permettermi le passione è la prima cosa che ho cercato in gioventù, nel mondo del lavoro. Anzi, visti i tempi che corrono, se non mi mandano più i prodotti perché avevo ragione io nel dire che fanno schifo, ci faccio un figurone con il mio pubblico.

Se invece vuoi prendere questo impegno solo per farti passare i videogiochi; se pensi che un buffet basti a condizionarti, non sei un professionista: sei un ragazzino. Io mi aspetto professionalità, indipendentemente se si tratta del tuo lavoro o meno.

Sulla storia del conflitto di interessi, che andrà avanti ormai da un anno e mezzo, la domanda è: dove si vuole andare a parare con questa crociata?

Quali risultati si sono ottenuti? Abbiamo fatto... perdere un mucchio di introiti a Sabaku e ai Playerinside, poi? Qual è il prossimo obiettivo? Spingere RoundTwo e Pregianza a fare lo stesso? Far finire Sabaku proprio in mezzo a una strada?

Soprattutto, il dibattito videoludico si è per caso elevato dopo questa faccenda? No, anzi è peggiorato, perché non si può passare dal dire che SpazioGames è venduto a Nintendo per aver dato un voto troppo alto a Leggende Pokémon: Z-A, al dire che i siti concorrenti sono dei venduti perché hanno dato "solo" 7 o 7,5 a Resident Evil Requiem, o 6 a Crimson Desert, o ancora per l'insensata polemica del 10 a Mixtape.

La situazione dice che mentre si mette sempre più in cattiva luce stampa e content creator, soprattutto la terribile onnipotente stampa videoludica che saranno almeno dieci anni che deve inventarsi i draghi per continuare a esistere, lo spazio creato viene preso da quella "legione di imbecilli" di cui lamentava Umberto Eco riguardo i social network. Non si può stare settimane a dibattere sul discorso attempato e fuori luogo de "la media aritmetica" solo perché il tuo videogioco preferito non ha preso il voto che volevi te.

C'è poi la questione degli "intellettuali" che si comportano esattamente come denunciato nella storia da gente come Eco, o Schumpeter: dicono che esistono studi più importanti, alimentano il dissenso, ma non propongo niente in alternativa, lasciando solo il caos, ma... ehi! Non chiamateli "content destroyer".

Si è dibattuto tanto sulla critica e sulla "critica", però si contano sulle dita di una mano quelli che provano anche a farla oltre che a denunciare chi non la fa.

Sei convinto che i videogiochi vadano trattati in un certo modo? Fallo, non stare a lamentarti degli altri, e soprattutto fallo senza tirare sempre le frecciatine; senza il solito atteggiamento insito da "io sono io e voi non siete un cazzo."
Ti consiglio questo video, si è di un "content destroyer" come vengono chiamati ma concentrati su quanto dice Stefano Cozzi ex PR di Blizzard:



Lo scopo è quello di stimolare un pensiero critico al fine che il consumatore sia più attento e consapevole a ciò che sta acquistando. Basta. È sbagliato? Secondo me assolutamente no e ci sta che dopo anni e anni di prese per il culo da parte di riviste, youtuber e streamer palesemente di parte qualcuno abbia voluto dire BASTA e stia portando attenzione al problema e stia dicendo "così non va bene" io me ne tiro fuori per segnalare la cosa rendendosi anche disponibile al dialogo e a trovare soluzioni.

La tua realtà è simile a quella di tante altre, menomale che esistono ancora (mio marito per un periodo è stato anche lui un recensore per una realtà piccola e la sua esperienza è medesima alla tua) ma possiamo dire che è per tutti così?

Possiamo altrettanto dire che è la stessa di riviste molto grosse che coinvolgono un traffico di utenti (e quindi potenziali clienti) 4 volte più grande? Chi fa la recensione in questo caso non ha un' influenza maggiore ed è capace di o fare danni all'azienda oppure dirigere l' opinione pubblica e quindi dev'essere soggetta a maggiore controllo da parte dell' azienda stessa?? Chiedo
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Allora in primis, prova a dire che Onimusha fa cagare.
Lo potrai fare e finirai nella Black List di Capcom. Quindi, sfatiamo il tuo primo pensiero.
NON PUOI scrivere quello che vuoi scrivere, devi sempre "mediare" la tua posizione e spesso devi ingoiare amaro.
No? Conosci Schiacci? (un esperto di picchiaduro) ha scritto che SF6 fa schifo, e Capcom ha interrotto completamente i rapporti, non gli ha mandato Pragmata, e nemmeno RE9. Lo ha cancellato, attraverso il PR italiano. Se vuoi ti faccio anche il nome.
Quindi sei punito eccome dalle aziende. Se fai questo mestiere, lo sai benissimo. Sei responsabile di ogni parola che usi.

O fai il Frusciante (RIP leggenda) o l'Alò.
Non c'è soluzione. O ti metti di traverso, o accetti cosa ne viene.

2) Il "dibattito" videoludico (PER ME) si è elevato eccome. Moltissimi gamer sono diventati "Conscious Gamer", la digievoluzione di secondo stadio necessaria in questo ambito. Hanno realizzato i meccanismi del sistema, ecco tutto.
Perché vi fa così tanta paura che si sappia che i PR tentano spesso di stabilire una connessione umana oltre che professionale?
La legione di imbecilli è numerosa ma informata.

Adesso quando vanno su un sito e vedono il bannerino di Onumusha, sanno che quel bannerino è stato pagato, quello spazio è pagato.
Per quanto paradossale lo sia scriverlo sul forum di una delle 3 realtà italiche.

I gamer sanno per esempio, che molti youtuber che c'hanno mangiato per anni, che chiunuque paghi il loro ingaggio riceve un ADV.
Quella idea demente del gamer "mio pari" è finalmente eclissata.
La gente sa che le loro Lino Sonego da gamer, sono regalate da una azienza che ha tutto l'interesse di farsi conoscere.

Mi domando, non è infinitamente meglio questo?
Per me sì.
La stampa, lo youtuber, il giornalista pubblicista deve tornare a essere quella gradevole "sentiamo che dice, anche se per me non conta un ..."

Io trovo tutto questo sano, giusto, logico, corretto, trasparente.
Ma forse, pecco di ingenuità eh.
Il secondo punto Aku a parere mio è anche la conseguenza del Pandoro Gate che ha richiesto come maggiore trasparenza.Senza questo credo che si sarebbe continuato così ancora per molto
 
Ultima modifica:
Ma loro pubblicamente credi ti dicano che esiste una black list e che non mandano piu' prodotti a chi li critica?

Guardacaso non gli hanno mandato ne resident evil requiem ne prgmata, che pr davvero sbadati abbiamo in Italia.

Onestamente mi sembra che a volte viviate nel fantabosco con Tonio Cartonio e lupo Lucio :asd:
Ho scritto "pare".

Vedi tu se nel video lo spiega meglio, io ne ho visto solo una parte, ho riportato il link qui perchè mi sembrava fosse di interesse per il topic
 
Ho scritto "pare".

Vedi tu se nel video lo spiega meglio, io ne ho visto solo una parte, ho riportato il link qui perchè mi sembrava fosse di interesse per il topic
Io dico che se anche ci fosse questa black list di certo capcom non lo dice dato che riceverebbe una shitstorm grande quando una casa.

Diciamo che e' sospetto che chi li critica non riceve piu' per errorecopie dei titoli capcom che ad altri arrivano puntuali
 


Chiacchierata MAGNIFICA.

Cozzi, (PR di Blizzard e mille altre BIG) mostra una trasparenza unica
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Mi domando perché uno come Cozzi non crei una VERA

ASSOCIAZIONE VIDEOGIOCO ITALIA

Curriculum stellare, persona squisita, professionista come pochi.
Lo conobbi per vie traverse, impressionante la preparazione.
 
Ultima modifica:
Dipende anche come hanno fatto la recensione, che linguaggio hanno usato e come hanno criticato il gioco.. Aldilà del voto relativamente basso. Magari a loro sta pure bene il 7,5 come voto ma non che si scenda sotto il 7.
Yotobi non ha criticato il gioco ma l' evento, è stato shodowbannato per questo perché pubblicamente ha ammesso che l' evento poteva essere fatto meglio. Tra l'altro come lui è stato bannato anche Gatto e altri. Schiacci invece si è proprio rifiutato di dare un parere positivo e da quel che ho capito è stato molto molto schietto. Forse a Capcom non piace proprio questa schiettezza, non so.

Molto banalmente basterebbe non farsi condizionare troppo da voti e recensioni ma cercare di capire se il gioco può incontrare il proprio gusto o meno senza pendere dalle labbra di nessuno
Si sta continuando a mischiare il lavoro del giornalista con quello dell'influencer. Schiacci stesso ha detto che PUÒ recensire i giochi come recensore ma che non gli mandano nulla come influencer, forse forse le due cose sono separate
 
Si sta continuando a mischiare il lavoro del giornalista con quello dell'influencer. Schiacci stesso ha detto che PUÒ recensire i giochi come recensore ma che non gli mandano nulla come influencer, forse forse le due cose sono separate
Infatti Cozzi si dimostra INFINITAMENTE superiore anche ai PR, quando differenzia perfettamente e scinde le due categorie, ben distinte, il suo approccio alla materia è così professionale che non permette l'opinione contraria: È proprio qualcuno che conosce bene ogni cosa del suo lavoro, che è cosa rara in Italia. Non è un giornalista pubblicista o un network che prima si occupava di editoria di quart'ordine che mette in piedi un portale di informazione videoludica, è qualcuno che ha respirato il mondo del gaming fin da quando era piccolo, e ha capito OGNI COSA.
Inoltre mostra un'umanità professionale che è rara in questo settore.
Ed è così misurato, potente, veritiero che NEMMENO rivelare i metodi di lavoro che usa, indispettiscono i suoi datori di lavoro: BLIZZARD, EA, e chissà quanti altri BIG dell'industria.
Chiaramente qui parliamo di qualcuno che è un pochino più importante dei soliti noti. A paragone, è come Scorsese andasse a scrivere sui 400Calci un articolo di cinema. Solitamente addetti ai lavori di questa levatura, non si sporcano il CV, ma se; chi sappiamo ... dovesse davvero attaccarlo su cosa dice e come lo dice, è come fare seppuku in diretta nazionale, vedremo uscire l'anima dal loro ventre. Apparirà chiaro a chiunque, chi è il vero paraflu di questa faccenda.

In diversi momenti in questo video mi sono emozionato per la levatura della discussione.
Ascoltala, fa bene. Fidati.
 
Allora in primis, prova a dire che Onimusha fa cagare.
Lo potrai fare e finirai nella Black List di Capcom. Quindi, sfatiamo il tuo primo pensiero.
NON PUOI scrivere quello che vuoi scrivere, devi sempre "mediare" la tua posizione e spesso devi ingoiare amaro.
No? Conosci Schiacci? (un esperto di picchiaduro) ha scritto che SF6 fa schifo, e Capcom ha interrotto completamente i rapporti, non gli ha mandato Pragmata, e nemmeno RE9. Lo ha cancellato, attraverso il PR italiano. Se vuoi ti faccio anche il nome.
Quindi sei punito eccome dalle aziende. Se fai questo mestiere, lo sai benissimo. Sei responsabile di ogni parola che usi.

O fai il Frusciante (RIP leggenda) o l'Alò.
Non c'è soluzione. O ti metti di traverso, o accetti cosa ne viene.

2) Il "dibattito" videoludico (PER ME) si è elevato eccome. Moltissimi gamer sono diventati "Conscious Gamer", la digievoluzione di secondo stadio necessaria in questo ambito. Hanno realizzato i meccanismi del sistema, ecco tutto.
Perché vi fa così tanta paura che si sappia che i PR tentano spesso di stabilire una connessione umana oltre che professionale?
La legione di imbecilli è numerosa ma informata.

Adesso quando vanno su un sito e vedono il bannerino di Onumusha, sanno che quel bannerino è stato pagato, quello spazio è pagato.
Per quanto paradossale lo sia scriverlo sul forum di una delle 3 realtà italiche.

I gamer sanno per esempio, che molti youtuber che c'hanno mangiato per anni, che chiunuque paghi il loro ingaggio riceve un ADV.
Quella idea demente del gamer "mio pari" è finalmente eclissata.
La gente sa che le loro Lino Sonego da gamer, sono regalate da una azienza che ha tutto l'interesse di farsi conoscere.

Mi domando, non è infinitamente meglio questo?
Per me sì.
La stampa, lo youtuber, il giornalista pubblicista deve tornare a essere quella gradevole "sentiamo che dice, anche se per me non conta un ..."

Io trovo tutto questo sano, giusto, logico, corretto, trasparente.
Ma forse, pecco di ingenuità eh.

Una domanda: SchiacciSempre ha cambiato mestiere dopo questo episodio? Ha dovuto chiudere tutti i suoi canali? No, anzi ha fatto un video in cui parla della situazione, e ha ricevuto le stesse visualizzazioni degli altri.

Ripeto: con l'aria che tira, ovvero con l'algoritmo di YouTube che premia il dramma (l'ho provato anch'io con il mio piccolo canale e confermato di persona anche da NikyuAlex, altro piccolo content creator), motivo per cui stanno facendo TUTTI le reaction, se dovessi venire a sapere di aver subito una cosa del genere INGIUSTAMENTE (perché se dici cazzate, te lo meriti) ci faccio un figurone. Non mi mandano più i videogiochi? Me li compro, è la prima cosa che mi sono assicurato quando iniziai a lavorare. Se uno si tiene buoni tutti solo per paura che non gli mandino più i prodotti, è un ragazzino, non un professionista. Oh, le bollette costano più di un buffet e di un biglietto del cinema :lol2: (e so' pure aumentate, mortacci...) io mi preoccuperei prima di avere la possibilità di pagare quelle piuttosto che risparmiare sui videogiochi, altrimenti, davvero, conviene fare altro nella vita, come ho fatto io e tanti altri.

Questa è poi una delle numerose situazioni dove si punta il dito a prescindere contro chi ha rapporti con le aziende, ma guai a mettere in dubbio gli "indipendenti" e i loro sostenitori. L'accusa è che se ricevi un videogioco da un'azienda, avrai certamente paura a parlarne male, quindi in molti hanno rinunciato a TUTTI questi rapporti per non destare sospetti... ma allora avevano ragione loro a dirsi onesti, dato che hanno continuato tranquillamente a fare lo stesso mestiere... però sono loro stessi che c'hanno rimesso i soldi per dimostrare che l'accusa aveva torto...

Dovessero mai spingere me a fare una cosa del genere a livello lavorativo, li manderei bevuti... anche perché l'etica del giornalista dice che se c'è un potenziale conflitto di interessi, il pubblico lo sapere, punto. Sta a loro decidere poi se il tuo contenuto è affidabile o meno, ma non esiste che tu mi accusi e IO devo portare le prove della mia innocenza. Immagina una cosa del genere per via legali: quante possibilità avresti di vincere un processo del genere? Giusto il tribunale sportivo funziona (o funzionava) in questo modo.

Io invece metto sul piatto anche la fallacia logica della fazione opposta:
  • Chi è diventato "indipendente" o è finito in black list, ha cambiato mestiere? No.
  • Chi è diventato "indipendente" ha cambiato modus operandi? No. Mesi fa, su una pagina social, facevano notare come i voti di Falconero erano più o meno gli stessi della stampa.
  • Guarda caso, solo lì dove c'è polemica il voto è diverso, e non solo verso il basso. Rayden che intitola la recensione di Resident Evil Requiem: "perché sarebbe un gioco a metà?" non da alcun sentore di frecciatina?
  • Gli "indipendenti" possono leggere le recensioni degli altri prima di pubblicare la loro: Falconero ne ha fatto addirittura un format, non viene il sospetto che possano farsi influenzare? Ricordo che questi sostengono di poter essere influenzati da un pranzo o da una cena, eh...
  • Gli "indipendenti" possono sondare l'umore del pubblico dopo le recensioni in anteprima. Non desta sospetti gente che adesso campa solo con gli introiti derivanti dal pubblico?
  • Gli "indipendenti" non possono ricevere alcuna "reviewer's guide", però possono tranquillamente leggere le guide complete presenti online in ogni dove. Se Pregianza viene accusato di leggere le "reviewer's guide", non potrebbe fare lo stesso, in alternativa, con le guide complete?

Capitolo dibattito videoludico: se si fosse elevato, non avrei avuto questa forte voglia di tornare qui dopo otto anni. Se l'ho fatto è perché mi rendo conto che i social non hanno affatto sostituito i forum, anzi c'è bisogno di tornare alle nicchie. Non si può dover creare contenuti per spiegare che è insensato il confronto tra Mixtape e Crimson Desert né dover spiegare che le donne possono stare nei videogiochi pure se non sono "bambole IA".

Se davvero ci fossero dei "Conscious Gamer", i rapporti tra stampa e aziende per chiavi di gioco e anteprime sarebbero morti da soli, invece stanno sempre tutti lì ad aspettare la scadenza dell'embargo.

Un conto è dire "parli bene di Onimusha altrimenti Capcom ti mette in black list", un altro conto è l'assurda accusa verso i rapporti con Capcom per aver detto che Resident Evil Requiem è "un videogioco a metà": Capcom avrà forse influenzato i recensori per dare un voto più moderato al suo prodotto di punta? E questi recensori non hanno neanche interesse a parlare bene di un prodotto di Pearl Abyss, quando i prodotti coreani e cinesi si stanno prendendo il mercato dei Tripla A? Quando escono casi del genere, sembra più la vecchia faccenda della redazione che deve tenere conto dei voti che si aspetta l'utenza per un determinato prodotto, denunciata ad esempio da Stefania Sperandio (ma anche da un mio collega che ha scritto in passato per un sito concorrente).

Sarà anche vero, come dice Mara Sanvitale, che l'utenza non è necessariamente un tuo pari bensì un tuo cliente, ma che razza di clienti si vorrebbero? Si desiderano persone in grado di ascoltare e confrontarsi, oppure adulti che ragionano come adolescenti (pure arrapati) che stanno devastando ogni aspetto della società odierna? C'è poco da discutere con questi ultimi, ti ascoltano solo se gli dai ragione.

Non si può considerare una rivelazione qualcuno che dice: "lo sai che il tizio che produce un libro, e che ti parla di quel libro... non ci crederai, ma vuole venderti quel libro! E quelli che mettono un link in un articolo... vorrebbero che tu ci cliccassi! Il banner pubblicitario... è una pubblicità!" Oh, io ho quasi 35 anni e sono da poco iscritto a Scienze della comunicazione! :lol2: Ma sono l'unico a credere che è almeno da Franco Sensi che regala Rolex agli arbitri che la gente dovrebbe sapere 'ste cose? Ma ti pare che uno che riceve prodotti dalle aziende non lo sa che quelli vorrebbero che ne parlasse e pure bene? Un conto però è accordarsi per uno scambio di favori, un altro è: "grazie, accetto il regalo ma... chi te l'ha chiesto? Io volevo solo recensire il prodotto, magari in anteprima, se possibile."

A me sembrano scandali alla Corona: "lo sai che dietro le quinte di Mediaset c'è il marcio?" Ma non mi dire! Il prossimo scoop quale sarà? Il lato oscuro di Non è la Rai? C'è un video su YouTube di 25 minuti che lo spiega, così vi risparmiate un abbonamento a Falsissimo.

P.S. Questo ovviamente se sei una partita IVA; un quotidiano online che deve mantenere una redazione grossa può ragionare in maniera diversa, ma infatti chi ci rimette da un decennio ormai sono loro, non i singoli content creator che sono il vero punto focale dell'informazione videoludica.

P.P.S. Con ciò non nego che un professionista debba scendere a patti in alcuni casi: se il singolo non dovrebbe aver timore delle black list, per i motivi citati in precedenza, è logico che in situazioni come una conferenza stampa accetti determinati comportamenti: per partecipare alla "round table" con Keiichiro Toyama a Lucca, ho dovuto chiedere e ricevere il permesso; non è che potevo entrare alla Camera di Commercio, salire al secondo piano, sfondare la porta e mettermi a gridare. :asd: Quindi se uno volesse, per esempio, incontrare Kojima e fare domande scomode sui rapporti con l'Arabia Saudita o la situazione di Zerocalcare e i curdi, probabilmente non gli verrebbe permesso, o riceverebbe un "no comment", oppure un rigirare la frittata (basta vedere l'atteggiamento dei politici). Tutto sta a tenere a mente che un giornalista deve prima di tutto ottenere informazioni: le domande di Mario Gerevini a Manenti sull'acquisizione-truffa del Parma, avevano chiaramente lo scopo di ottenere informazioni, pur essendo domande ficcanti; il giovane giornalista che va dal DS della Lazio a sottolineare gli acquisti sbagliati e chiedere se abbia mai pensato alle dimissioni, potrà farsi dire dai tifosi: "bravo, gliene hai detto quattro, anche se mo non te faranno più entrare a Formello", ma a me spettatore (e tifoso della Lazio) che me ne frega? Non ho ricevuto alcuna informazione con questo atto.

Lo scopo è quello di stimolare un pensiero critico al fine che il consumatore sia più attento e consapevole a ciò che sta acquistando. Basta. È sbagliato? Secondo me assolutamente no e ci sta che dopo anni e anni di prese per il culo da parte di riviste, youtuber e streamer palesemente di parte qualcuno abbia voluto dire BASTA e stia portando attenzione al problema e stia dicendo "così non va bene" io me ne tiro fuori per segnalare la cosa rendendosi anche disponibile al dialogo e a trovare soluzioni.

La tua realtà è simile a quella di tante altre, menomale che esistono ancora (mio marito per un periodo è stato anche lui un recensore per una realtà piccola e la sua esperienza è medesima alla tua) ma possiamo dire che è per tutti così?

Possiamo altrettanto dire che è la stessa di riviste molto grosse che coinvolgono un traffico di utenti (e quindi potenziali clienti) 4 volte più grande? Chi fa la recensione in questo caso non ha un' influenza maggiore ed è capace di o fare danni all'azienda oppure dirigere l' opinione pubblica e quindi dev'essere soggetta a maggiore controllo da parte dell' azienda stessa?? Chiedo

Il problema è che, secondo me, la maggior parte dell'utenza social non vuole sviluppare il pensiero critico: vuole la polemica, vuole che gli si dia ragione, e vuole soprattutto potere su gente che gli causa rodimento in quanto è riuscita a creare un mestiere con le loro passioni, o anche solo ottenere agevolazioni, tipo me. Su quest'ultimo, anche a me rode vedere tante situazioni che, per un motivo o per un altro, io non riuscirei a ricreare, e anch'io vorrei rispondere a tono in certe situazioni, però lo accetto e faccio altro.

Ti faccio un esempio in questo caso: "Il PR di Blizzard dice che dovremmo..." Oh, ma intanto lui fa il PR di grosse aziende videoludiche, vogliamo far finta che non ne fa parte? Oppure Tagliaferri che risponde alle accuse di aver contribuito a creare la peggio monnezza su di un sito concorrente dicendo: "eh ma che dovevo fare, morire di fame?" Ma andasse a quel paese! Io ho fatto per dieci anni il benzinaio per avere la mia stabilità economica, mentre prendevo il tesserino e iniziavo l'università. Solo da otto mesi a questa parte mi sono detto che ok, ora posso permettermelo e mollo per provare nuova strade (capace pure che mi stufo e torno ad accontentarmi del lavoro tranquillo, però almeno a provare). E sono tanti che fanno i giornalisti, guadagnano pure, ma non abbastanza da fare solo quello: alcuni fanno lavori comunque inerenti, tipo l'insegnamento; altri, come ho fatto io in passato, fanno tutt'altra cosa per raggiungere la stabilità economica.

Mi rendo conto di essere andato un po' off topic nella risposta, ma è per sottolineare il termine "content destroyer" poiché non stanno nascendo molte alternative da parte di gente che si definisce ribelle quando ci sta comunque dentro fino al collo.

Se l'utenza volesse sviluppare un pensiero critico, basterebbe valutare la qualità del contenuto stesso, non chi o come la fa. Invece si è arrivati a dire che certi recensori sono dei venduti perché hanno messo solo 7 a Resident Evil Requiem: ma venduti a chi? Capcom che ti mette in black list se parli male dei prodotti, ha fatto pressione per mediare il voto di Resident Evil?
 
Una domanda: SchiacciSempre ha cambiato mestiere dopo questo episodio? Ha dovuto chiudere tutti i suoi canali? No, anzi ha fatto un video in cui parla della situazione, e ha ricevuto le stesse visualizzazioni degli altri.

Ripeto: con l'aria che tira, ovvero con l'algoritmo di YouTube che premia il dramma (l'ho provato anch'io con il mio piccolo canale e confermato di persona anche da NikyuAlex, altro piccolo content creator), motivo per cui stanno facendo TUTTI le reaction, se dovessi venire a sapere di aver subito una cosa del genere INGIUSTAMENTE (perché se dici cazzate, te lo meriti) ci faccio un figurone. Non mi mandano più i videogiochi? Me li compro, è la prima cosa che mi sono assicurato quando iniziai a lavorare. Se uno si tiene buoni tutti solo per paura che non gli mandino più i prodotti, è un ragazzino, non un professionista. Oh, le bollette costano più di un buffet e di un biglietto del cinema :lol2: (e so' pure aumentate, mortacci...) io mi preoccuperei prima di avere la possibilità di pagare quelle piuttosto che risparmiare sui videogiochi, altrimenti, davvero, conviene fare altro nella vita, come ho fatto io e tanti altri.

Questa è poi una delle numerose situazioni dove si punta il dito a prescindere contro chi ha rapporti con le aziende, ma guai a mettere in dubbio gli "indipendenti" e i loro sostenitori. L'accusa è che se ricevi un videogioco da un'azienda, avrai certamente paura a parlarne male, quindi in molti hanno rinunciato a TUTTI questi rapporti per non destare sospetti... ma allora avevano ragione loro a dirsi onesti, dato che hanno continuato tranquillamente a fare lo stesso mestiere... però sono loro stessi che c'hanno rimesso i soldi per dimostrare che l'accusa aveva torto...

Dovessero mai spingere me a fare una cosa del genere a livello lavorativo, li manderei bevuti... anche perché l'etica del giornalista dice che se c'è un potenziale conflitto di interessi, il pubblico lo sapere, punto. Sta a loro decidere poi se il tuo contenuto è affidabile o meno, ma non esiste che tu mi accusi e IO devo portare le prove della mia innocenza. Immagina una cosa del genere per via legali: quante possibilità avresti di vincere un processo del genere? Giusto il tribunale sportivo funziona (o funzionava) in questo modo.

Io invece metto sul piatto anche la fallacia logica della fazione opposta:
  • Chi è diventato "indipendente" o è finito in black list, ha cambiato mestiere? No.
  • Chi è diventato "indipendente" ha cambiato modus operandi? No. Mesi fa, su una pagina social, facevano notare come i voti di Falconero erano più o meno gli stessi della stampa.
  • Guarda caso, solo lì dove c'è polemica il voto è diverso, e non solo verso il basso. Rayden che intitola la recensione di Resident Evil Requiem: "perché sarebbe un gioco a metà?" non da alcun sentore di frecciatina?
  • Gli "indipendenti" possono leggere le recensioni degli altri prima di pubblicare la loro: Falconero ne ha fatto addirittura un format, non viene il sospetto che possano farsi influenzare? Ricordo che questi sostengono di poter essere influenzati da un pranzo o da una cena, eh...
  • Gli "indipendenti" possono sondare l'umore del pubblico dopo le recensioni in anteprima. Non desta sospetti gente che adesso campa solo con gli introiti derivanti dal pubblico?
  • Gli "indipendenti" non possono ricevere alcuna "reviewer's guide", però possono tranquillamente leggere le guide complete presenti online in ogni dove. Se Pregianza viene accusato di leggere le "reviewer's guide", non potrebbe fare lo stesso, in alternativa, con le guide complete?

Capitolo dibattito videoludico: se si fosse elevato, non avrei avuto questa forte voglia di tornare qui dopo otto anni. Se l'ho fatto è perché mi rendo conto che i social non hanno affatto sostituito i forum, anzi c'è bisogno di tornare alle nicchie. Non si può dover creare contenuti per spiegare che è insensato il confronto tra Mixtape e Crimson Desert né dover spiegare che le donne possono stare nei videogiochi pure se non sono "bambole IA".

Se davvero ci fossero dei "Conscious Gamer", i rapporti tra stampa e aziende per chiavi di gioco e anteprime sarebbero morti da soli, invece stanno sempre tutti lì ad aspettare la scadenza dell'embargo.

Un conto è dire "parli bene di Onimusha altrimenti Capcom ti mette in black list", un altro conto è l'assurda accusa verso i rapporti con Capcom per aver detto che Resident Evil Requiem è "un videogioco a metà": Capcom avrà forse influenzato i recensori per dare un voto più moderato al suo prodotto di punta? E questi recensori non hanno neanche interesse a parlare bene di un prodotto di Pearl Abyss, quando i prodotti coreani e cinesi si stanno prendendo il mercato dei Tripla A? Quando escono casi del genere, sembra più la vecchia faccenda della redazione che deve tenere conto dei voti che si aspetta l'utenza per un determinato prodotto, denunciata ad esempio da Stefania Sperandio (ma anche da un mio collega che ha scritto in passato per un sito concorrente).

Sarà anche vero, come dice Mara Sanvitale, che l'utenza non è necessariamente un tuo pari bensì un tuo cliente, ma che razza di clienti si vorrebbero? Si desiderano persone in grado di ascoltare e confrontarsi, oppure adulti che ragionano come adolescenti (pure arrapati) che stanno devastando ogni aspetto della società odierna? C'è poco da discutere con questi ultimi, ti ascoltano solo se gli dai ragione.

Non si può considerare una rivelazione qualcuno che dice: "lo sai che il tizio che produce un libro, e che ti parla di quel libro... non ci crederai, ma vuole venderti quel libro! E quelli che mettono un link in un articolo... vorrebbero che tu ci cliccassi! Il banner pubblicitario... è una pubblicità!" Oh, io ho quasi 35 anni e sono da poco iscritto a Scienze della comunicazione! :lol2: Ma sono l'unico a credere che è almeno da Franco Sensi che regala Rolex agli arbitri che la gente dovrebbe sapere 'ste cose? Ma ti pare che uno che riceve prodotti dalle aziende non lo sa che quelli vorrebbero che ne parlasse e pure bene? Un conto però è accordarsi per uno scambio di favori, un altro è: "grazie, accetto il regalo ma... chi te l'ha chiesto? Io volevo solo recensire il prodotto, magari in anteprima, se possibile."

A me sembrano scandali alla Corona: "lo sai che dietro le quinte di Mediaset c'è il marcio?" Ma non mi dire! Il prossimo scoop quale sarà? Il lato oscuro di Non è la Rai? C'è un video su YouTube di 25 minuti che lo spiega, così vi risparmiate un abbonamento a Falsissimo.

P.S. Questo ovviamente se sei una partita IVA; un quotidiano online che deve mantenere una redazione grossa può ragionare in maniera diversa, ma infatti chi ci rimette da un decennio ormai sono loro, non i singoli content creator che sono il vero punto focale dell'informazione videoludica.

P.P.S. Con ciò non nego che un professionista debba scendere a patti in alcuni casi: se il singolo non dovrebbe aver timore delle black list, per i motivi citati in precedenza, è logico che in situazioni come una conferenza stampa accetti determinati comportamenti: per partecipare alla "round table" con Keiichiro Toyama a Lucca, ho dovuto chiedere e ricevere il permesso; non è che potevo entrare alla Camera di Commercio, salire al secondo piano, sfondare la porta e mettermi a gridare. :asd: Quindi se uno volesse, per esempio, incontrare Kojima e fare domande scomode sui rapporti con l'Arabia Saudita o la situazione di Zerocalcare e i curdi, probabilmente non gli verrebbe permesso, o riceverebbe un "no comment", oppure un rigirare la frittata (basta vedere l'atteggiamento dei politici). Tutto sta a tenere a mente che un giornalista deve prima di tutto ottenere informazioni: le domande di Mario Gerevini a Manenti sull'acquisizione-truffa del Parma, avevano chiaramente lo scopo di ottenere informazioni, pur essendo domande ficcanti; il giovane giornalista che va dal DS della Lazio a sottolineare gli acquisti sbagliati e chiedere se abbia mai pensato alle dimissioni, potrà farsi dire dai tifosi: "bravo, gliene hai detto quattro, anche se mo non te faranno più entrare a Formello", ma a me spettatore (e tifoso della Lazio) che me ne frega? Non ho ricevuto alcuna informazione con questo atto.



Il problema è che, secondo me, la maggior parte dell'utenza social non vuole sviluppare il pensiero critico: vuole la polemica, vuole che gli si dia ragione, e vuole soprattutto potere su gente che gli causa rodimento in quanto è riuscita a creare un mestiere con le loro passioni, o anche solo ottenere agevolazioni, tipo me. Su quest'ultimo, anche a me rode vedere tante situazioni che, per un motivo o per un altro, io non riuscirei a ricreare, e anch'io vorrei rispondere a tono in certe situazioni, però lo accetto e faccio altro.

Ti faccio un esempio in questo caso: "Il PR di Blizzard dice che dovremmo..." Oh, ma intanto lui fa il PR di grosse aziende videoludiche, vogliamo far finta che non ne fa parte? Oppure Tagliaferri che risponde alle accuse di aver contribuito a creare la peggio monnezza su di un sito concorrente dicendo: "eh ma che dovevo fare, morire di fame?" Ma andasse a quel paese! Io ho fatto per dieci anni il benzinaio per avere la mia stabilità economica, mentre prendevo il tesserino e iniziavo l'università. Solo da otto mesi a questa parte mi sono detto che ok, ora posso permettermelo e mollo per provare nuova strade (capace pure che mi stufo e torno ad accontentarmi del lavoro tranquillo, però almeno a provare). E sono tanti che fanno i giornalisti, guadagnano pure, ma non abbastanza da fare solo quello: alcuni fanno lavori comunque inerenti, tipo l'insegnamento; altri, come ho fatto io in passato, fanno tutt'altra cosa per raggiungere la stabilità economica.

Mi rendo conto di essere andato un po' off topic nella risposta, ma è per sottolineare il termine "content destroyer" poiché non stanno nascendo molte alternative da parte di gente che si definisce ribelle quando ci sta comunque dentro fino al collo.

Se l'utenza volesse sviluppare un pensiero critico, basterebbe valutare la qualità del contenuto stesso, non chi o come la fa. Invece si è arrivati a dire che certi recensori sono dei venduti perché hanno messo solo 7 a Resident Evil Requiem: ma venduti a chi? Capcom che ti mette in black list se parli male dei prodotti, ha fatto pressione per mediare il voto di Resident Evil?
Ma guarda, possiamo stare giorni a discutere sul livello culturale di alcune persone... Sono le stesse che fanno crociate contro le comunity, che riportano fatti per generare caos. Vivono solo di polemica. Su YouTube c'è da anni questa cosa. In ambito beauty e non solo già almeno 10 anni fa c'erano dissing epocali. Roba assurda ma ci possiamo fare poco.

MA a fronte di questo io vedo un cambiamento e un minimo di senso critico sta nascendo. Perlomeno per quanto riguarda i creator e il discorso sulla trasparenza.
Prendi Kurolili come ha letteralmente sbroccato male quando moltissimi le hanno iniziato a chiedere se i suoi video erano ADV. Oppure Power. Chi vuole solo difendere i propri interessi e non gli importa di dare informazioni corrette al proprio pubblico preferisce stare sulla difensiva anziché mettersi in discussione. E secondo me non è una cosa da poco perché è palese sì sentano punti sul vivo.

Poi ripeto, ti consiglio il video, davvero. Cozzi è una persona molto preparata, trasparente e soprattutto corretta sul piano lavorativo e soprattutto umano. L' ho sentito parlare poche volte ma stupisce proprio per la persona che è. Per inciso Cozzi non è più PR né per Blizzard né per Riot (lo è stato di entrambi) e se non ho capito male ora è tornato in Italia e ha fondato una sua azienda di consulenza che media lavoratori e aziende. Quindi no lui non lavora più nel settore e forse per questo si sta sbottonando e spiega un po' com'è lavorare in un'azienda grossa.

Per il resto non metto in dubbio chi fa sacrifici e alterna più lavori e anzi ti auguro davvero il meglio per la tua carriera! Ma vedi Schiacci appunto e come ci è rimasto male..Forse nel suo caso non è tanto il non avere più accesso alle chiavi quanto più "l' essere stato quasi punito' per aver detto un suo pensiero. Sfido chiunque a non arrabbiarsi.
Si sta continuando a mischiare il lavoro del giornalista con quello dell'influencer. Schiacci stesso ha detto che PUÒ recensire i giochi come recensore ma che non gli mandano nulla come influencer, forse forse le due cose sono separate
Vero su Schiacci ma a quanto pare anche i singoli redattori hanno rapporti con i PR
 
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