Beh, prendiamo per esempio il popolo ebraico durante la dinastia seleucida. Certo, ci ritroviamo nella metà del II secolo a.C. durante la Guerra dei Maccabei, quindi un po' lontani dalle vicende di Odissey, ma è per far capire come l'influenza ellenistica riuscisse a colpire anche i popoli più "duri".
La Guerra dei Maccabei fu combattuta in terra di Palestina da quella frangia estremista ebraica (una sorta di cellula proto-zelota) che non accettava affatto l'influenza della tradizione ellenistica, e che aveva come unico fine la salvaguardia della pratica della circoncisione e della legge mosaica.
Questo accanimento agguerrito della frangia ebraica dissidente contro la tradizione ellenistica (voluta dai sovrani stranieri) fu figlia anche dei tanti ebrei della diaspora che sì vedevano nel binomio circoncisione/legge il motivo fondante della propria identità di popolo eletto, ma allo stesso tempo iniziarono una reinterpretazione delle stesse in salsa puramente ellenistica (e qui si potrebbe citare le redazione della Septuaginta, la Bibbia scritta in greco ad Alessandria attorno al III secolo a.C., come casus belli fra ebrei "grecizzati" e greci "puri"... ma sarebbe troppo lunga

). Potrei anche citarti un altro esempio posteriore di un altro secolo, e cioè la dottrina allegorica/ellenistica di Filone sulla Bibbia, ma vabbè...
Il punto è che non è paradossale pensare a dei "proto-assassini" (visto che gli Assassini sono nati solo con Bayek) magari divisi in faide: chi influenzati dalla cultura ellenistica, altri invece meno progressisti e più accesi di zelo