Dato che in La Pucelle - Ragnarok sono ormai al Final Chapter, e non devo far altro che grindare almeno 5 livelli per il boss finale o rischio mazzate clamorose, ho deciso di buttarmi sull’altro titolo compreso nella raccolta NIS:
Rhapsody: A Musical Adventure. Ero un po’ titubante vista la natura Jrpg, ma ho poi scoperto essere un titolo relativamente breve di circa 10 ore, e quindi, già che l’ho iniziato, lo porterò avanti fino alla fine.
La protagonista è Cornet, una ragazza che ha il particolare dono di poter udire e conversare con i “puppet”, i quali non ho ancora ben capito che tipo di creature siano se homunculi o bambole meccaniche, e la sua compagna Kururu, anch’essa un puppet, che contrariamente agli altri può interagire con gli umani e muoversi liberamente come fosse un essere vivente (e penso di averne già capito il motivo). La trama è molto semplice, Cornet ha preso una mega cotta per il principe erede al trono del Marl Kingdom, e vuole incontrarlo per dichiararsi e fare.. ehm, famiglia. E questo è un po’ complicato, perché in realtà tutte le giovani ragazze del regno (ma anche qualche bella matura

) eccome se vogliono sposarsi il principe, tanto che per il suo diciottesimo compleanno la regina organizza un contest di bellezza dove tutte si sfideranno (sfilata, canto, danza e persino combattimento

) per diventare la candidata ideale. E poi si presuppone che il principe finalmente si deciderà.
È un gioco PS1 del 1998, e riconoscervi infatti tutti gli elementi tipici di quella decade tra storia, gameplay, character design
e humor, è pressoché immediato. Quella comicità scorretta che, come nel caso precedente, mi sta di nuovo travolgendo. Un po’ per nostalgia, un po’ anche perché, in cuor mio so, essere andata persa per sempre. Sberle, provocazioni, body shaming, allusioni e sensualità, tutto che riconduce agli anni 90 ed è proprio questa la magia che mi dà solo il retro gaming. Sarò strano io, ma ste risate mi fanno bene all’anima.
Alla prossima! Andiamo a beccare il tuo principe, Cornet.