Rubrica Che Jrpg state giocando al momento? | Discussioni quotidiane su Jrpg... e non solo |

Con le remastered continuano ad evitarlo come la peste.:dsax:
Lui merita un remake e mi auguro che prima o poi arrivi, pure il porting PC fa il minimo indispensabile.
 
Grazie.
Secondo giocato a metà, secoli fa, per cause esterne, e non ricordo quasi nulla. Ci giocherò in estate. Spezzo con un paio di titoli nel mezzo: Infinite Wealth già cominciato, poi Astrobot.
Ottime scelte.

Infinite Wealth ha una storia più debole rispetto a Like a Dragon, ma punta tanto sulla caratterizzazione dei personaggi. Quei due insieme sono davvero tanta roba. Astrobot è un platform divertentissimo e ricco di idee originali.
YS Seven

Iniziato da un paio di giorni, anche qui come per l'VIII è una rerun anni e anni dopo. Appena arrivato al Segram Desert e quindi



Quando ancora avevamo i picchi Falcom al massimo dello splendore :hype:

Il top rimane questa:

 
Kingdom Hearts Birth by Sleep

Ho fatto il primo mondo con Terra. Davvero molto anonimo e vuoto, se questo è l'andazzo non ci siamo proprio.
Con il boss ho faticato. Ho provato a vedere se aveva punti deboli, studiarmelo, prendermi i tempi per provare a schivare e parare ma mi ammazzava così velocemente che alla fine non valeva la pena. Quando ho vinto è perché sono andato a testa bassa, aggressivo come una furia.:azz:

Adesso sono nell'arena del miraggio a grindare.:sowhat:

Col combat sto iniziando a prendere confidenza. Non mi è ancora chiaro come funziona invece la fusione tra i comandi. Li fondo per sblcocarne uno nuovo mentre quelli che ho fuso spariscono? Anche se fosse non importa, tanto ho vari comandi doppi.
 
Valkyria Azure Revolution

Finito e platinato.
Uno dei fili conduttori di quest'anno sembra essere il mio andare a ritroso nel backlog.
Prendendo titoli che "prima o poi avrei giocato".

Dopo Exist Archive pochi mesi fa, è arrivato il momento del famigerato spin off di Valkyria Chronicles.

Volendo essere molto sintetico potrei dire solo: ho giocato di molto peggio ed è meno brutto di quanto mi aspettassi.
Il peccato originale del titolo rimane uno, tentare di creare qualcosa di completamente estraneo alla formula di VC sfruttandone il nome, alcuni concetti che vengono però stravolti (Un Europa simile a quella reale, "Valchirie", un minerale chiamato Ragnite) e che poco hanno a che vedere con quel delicatissimo equilibrio che gli appassionati avevano imparato ad amare.

La premessa del titolo è decisamente interessante.
Siamo nell'ottobre del 1954, il regno di Jutland (La cui posizione corrisponde all'incirca all'odierna Turchia) si prepara a festeggiare i cento anni dalla vittoria nella grande guerra di Liberazione che diede il via al periodo di grande prosperità al paese.

Un giovane storico, Bernard (Il suo nome non viene mai pronunciato ma è presente in side material e titoli di coda), si trova però a vivere un momento di inquietudine e raggiunge la sua mentore Richelle nella regione periferica di Molda. In quel luogo, in un piccolo boschetto isolato riposa una lapide solitaria dedicata al "Circolo dei cinque" nome ufficiale (Quello volgare è "Traditori") con cui sono note le cinque figure che per egoismo, vendetta ed avidità trascinarono Jutland e l'intera Europa in un inferno di fuoco.

Questo almeno, secondo le cronache ufficiali.
Bernard è convinto, anzi, sicuro, che Richelle sappia qualcosa. Discende infatti da una lunghissima linea di insegnanti della reale accademia di magia e la sua trisnonna conosceva bene sia la allora Principessa (Poi Regina) Ofelia, sia il leader dei cinque, Amleth (I nomi shakespiriani sono un filo conduttore del titolo, tutto normale).

Ci troviamo quindi di fronte ad una premessa in cui si è costantemente messi a che fare con il "cosa è stato raccontato" ed il "come le cose sono andate veramente". Attraverso interventi della narratrici, appunti, materiali ulteriori che Richelle offre al suo discepolo tramite un vecchio taccuino.

A livello narrativo, la storia soffre moltissimo in particolar modo nella prima parte di una forte lentezza e verbosità che non va di pari passo con la caratterizzazione dei personaggi, Solomon ad esempio risulta sempre di un cinismo profondo e fuori luogo.
Si ha la sensazione che molte scene siano più lunghe del dovuto e che molti personaggi finiscano sempre le stesse cose, in maniera quasi petulante ed ossessiva.
Alcuni risultano troppo stereotipati per la complessità della storia che si vuole raccontare, il chiudere tutte le riunioni con "Dobbiamo salvare Miss Maria" di certo non aiuta dopo averlo sentito dieci volte.

Le cose migliorano proseguendo, perché alcuni personaggi crescono "tanto" e diventano più incisivi.
Complici i momenti che vedono protagonisti i membri del Vanangard (L''unità anti-valchiria di cui Amleth è capitano), una unità molto piccola che nel suo piccolo è stata caratterizzata bene.

Parlando sempre di cast, sul fronte villain, capisco cosa si volesse fare nel rapporto fra l'imperatore Klaudius ed il più giovane fra i suoi gran generali. La ricerca del "path of king" ma il comportamento del secondo risulta fortemente insipido se si confronta la sicurezza ed arroganza con cui affronta i protagonisti e le infinite paturnie che lo affliggono pochi secondi dopo.

Si ha la sensazione che sia tempo "perso" e che poteva essere dedicato ad altri personaggi.
Penso ad esempio ai primi due Gran Generali che hanno davvero pochissimo spazio. Il secondo un calcolatore maniacale e servitore "fanatico", il primo un uomo d'arme puro che ha rispetto per la vita dei suoi uomini, dei semplici cittadini e conosce il peso delle vita che ha preso e che continua a prendere in nome della sua causa.

Il "Mito" della Valchiria, cosi come la sua condizione anzi maledizione sono affrontati in modo decisamente più approfondito sebbene poco risolutivo. Quasi si volesse pensare ad un sequel.

Ed il gameplay? Si è provato a creare uno strano ibrido.
A tratti musou a squadre, a tratti action rpg con risultati...variabili.
Detto per come va detto si hanno molte più opzioni di quelle che siano necessarie.

Lo si nota soprattutto nella abnorme quantità di ragnite skill che finiscono per non avere mai un utilizzo pratico o nel sistema di crafting basato su un rng al di poco fuori luogo. Le classi? Sbilanciatissime. I Sapper (Quindi Blum e soprattutto Sara) spaccano tutto nonostante sulla carta siano la classe di supporto ruolo invece ricoperto idealmente dagli scout.

Il livello di difficoltà è tranquillo ma non va mai preso sottogamba.
Il penultimo main boss arriva al termine di una missione che può durare oltre venti minuti, si cura ed ha un attacco che può shottare in potenza tutto il party se lo si sottovaluta e si rimane in range. Il Quartultimo main boss ha due barre, si cura ed il titolo non si assicura mai di mostratelo come si deve né di dirti che le sue due parti sono immuni alla rispettive debolezze.

Per chi ha problemi con l'unico boss umanoide ricorrente (Valchiria esclusa, quella si affronta con una strategia lunga ma molto chiara sin dall'inizio) suggerisco semplicemente di usare burning field, il dot di quella skill è fuori parametro.

Buona la colonna sonora, eccezionale il cast di seiyuu.
Alcune voci le abbiamo poi risentite in VC4, a Maaya Sakamoto, Saori Hayami o Kazuya Nakai ma tutti i nomi coinvolti sono di pregio.
Daisuke Ono, Hiroshi Kamiya, Miyuki Sawashiro, Takahiro Sakurai, Yuki Kaji, Toshiyuki Morikawa, Ayumi Fujiwara, Yu Shimamura, Nobunaga Shimazaki ma si potrebbe andare avanti.
Citerò in coda Unsho Ishizuka (uno dei suoi ultimi ruoli) sul mitico Darryl e Masako Ikeda, scomparsa da poco, su Richelle la nostra "narratrice".

Cosa giocherò ora? Voglio provare a vedere se raggiungere il livello 99 è possibile o meno.
Poi mi sposterò su altro.
 
Valkyria Azure Revolution

Finito e platinato.
Uno dei fili conduttori di quest'anno sembra essere il mio andare a ritroso nel backlog.
Prendendo titoli che "prima o poi avrei giocato".

Dopo Exist Archive pochi mesi fa, è arrivato il momento del famigerato spin off di Valkyria Chronicles.

Volendo essere molto sintetico potrei dire solo: ho giocato di molto peggio ed è meno brutto di quanto mi aspettassi.
Il peccato originale del titolo rimane uno, tentare di creare qualcosa di completamente estraneo alla formula di VC sfruttandone il nome, alcuni concetti che vengono però stravolti (Un Europa simile a quella reale, "Valchirie", un minerale chiamato Ragnite) e che poco hanno a che vedere con quel delicatissimo equilibrio che gli appassionati avevano imparato ad amare.

La premessa del titolo è decisamente interessante.
Siamo nell'ottobre del 1954, il regno di Jutland (La cui posizione corrisponde all'incirca all'odierna Turchia) si prepara a festeggiare i cento anni dalla vittoria nella grande guerra di Liberazione che diede il via al periodo di grande prosperità al paese.

Un giovane storico, Bernard (Il suo nome non viene mai pronunciato ma è presente in side material e titoli di coda), si trova però a vivere un momento di inquietudine e raggiunge la sua mentore Richelle nella regione periferica di Molda. In quel luogo, in un piccolo boschetto isolato riposa una lapide solitaria dedicata al "Circolo dei cinque" nome ufficiale (Quello volgare è "Traditori") con cui sono note le cinque figure che per egoismo, vendetta ed avidità trascinarono Jutland e l'intera Europa in un inferno di fuoco.

Questo almeno, secondo le cronache ufficiali.
Bernard è convinto, anzi, sicuro, che Richelle sappia qualcosa. Discende infatti da una lunghissima linea di insegnanti della reale accademia di magia e la sua trisnonna conosceva bene sia la allora Principessa (Poi Regina) Ofelia, sia il leader dei cinque, Amleth (I nomi shakespiriani sono un filo conduttore del titolo, tutto normale).

Ci troviamo quindi di fronte ad una premessa in cui si è costantemente messi a che fare con il "cosa è stato raccontato" ed il "come le cose sono andate veramente". Attraverso interventi della narratrici, appunti, materiali ulteriori che Richelle offre al suo discepolo tramite un vecchio taccuino.

A livello narrativo, la storia soffre moltissimo in particolar modo nella prima parte di una forte lentezza e verbosità che non va di pari passo con la caratterizzazione dei personaggi, Solomon ad esempio risulta sempre di un cinismo profondo e fuori luogo.
Si ha la sensazione che molte scene siano più lunghe del dovuto e che molti personaggi finiscano sempre le stesse cose, in maniera quasi petulante ed ossessiva.
Alcuni risultano troppo stereotipati per la complessità della storia che si vuole raccontare, il chiudere tutte le riunioni con "Dobbiamo salvare Miss Maria" di certo non aiuta dopo averlo sentito dieci volte.

Le cose migliorano proseguendo, perché alcuni personaggi crescono "tanto" e diventano più incisivi.
Complici i momenti che vedono protagonisti i membri del Vanangard (L''unità anti-valchiria di cui Amleth è capitano), una unità molto piccola che nel suo piccolo è stata caratterizzata bene.

Parlando sempre di cast, sul fronte villain, capisco cosa si volesse fare nel rapporto fra l'imperatore Klaudius ed il più giovane fra i suoi gran generali. La ricerca del "path of king" ma il comportamento del secondo risulta fortemente insipido se si confronta la sicurezza ed arroganza con cui affronta i protagonisti e le infinite paturnie che lo affliggono pochi secondi dopo.

Si ha la sensazione che sia tempo "perso" e che poteva essere dedicato ad altri personaggi.
Penso ad esempio ai primi due Gran Generali che hanno davvero pochissimo spazio. Il secondo un calcolatore maniacale e servitore "fanatico", il primo un uomo d'arme puro che ha rispetto per la vita dei suoi uomini, dei semplici cittadini e conosce il peso delle vita che ha preso e che continua a prendere in nome della sua causa.

Il "Mito" della Valchiria, cosi come la sua condizione anzi maledizione sono affrontati in modo decisamente più approfondito sebbene poco risolutivo. Quasi si volesse pensare ad un sequel.

Ed il gameplay? Si è provato a creare uno strano ibrido.
A tratti musou a squadre, a tratti action rpg con risultati...variabili.
Detto per come va detto si hanno molte più opzioni di quelle che siano necessarie.

Lo si nota soprattutto nella abnorme quantità di ragnite skill che finiscono per non avere mai un utilizzo pratico o nel sistema di crafting basato su un rng al di poco fuori luogo. Le classi? Sbilanciatissime. I Sapper (Quindi Blum e soprattutto Sara) spaccano tutto nonostante sulla carta siano la classe di supporto ruolo invece ricoperto idealmente dagli scout.

Il livello di difficoltà è tranquillo ma non va mai preso sottogamba.
Il penultimo main boss arriva al termine di una missione che può durare oltre venti minuti, si cura ed ha un attacco che può shottare in potenza tutto il party se lo si sottovaluta e si rimane in range. Il Quartultimo main boss ha due barre, si cura ed il titolo non si assicura mai di mostratelo come si deve né di dirti che le sue due parti sono immuni alla rispettive debolezze.

Per chi ha problemi con l'unico boss umanoide ricorrente (Valchiria esclusa, quella si affronta con una strategia lunga ma molto chiara sin dall'inizio) suggerisco semplicemente di usare burning field, il dot di quella skill è fuori parametro.

Buona la colonna sonora, eccezionale il cast di seiyuu.
Alcune voci le abbiamo poi risentite in VC4, a Maaya Sakamoto, Saori Hayami o Kazuya Nakai ma tutti i nomi coinvolti sono di pregio.
Daisuke Ono, Hiroshi Kamiya, Miyuki Sawashiro, Takahiro Sakurai, Yuki Kaji, Toshiyuki Morikawa, Ayumi Fujiwara, Yu Shimamura, Nobunaga Shimazaki ma si potrebbe andare avanti.
Citerò in coda Unsho Ishizuka (uno dei suoi ultimi ruoli) sul mitico Darryl e Masako Ikeda, scomparsa da poco, su Richelle la nostra "narratrice".

Cosa giocherò ora? Voglio provare a vedere se raggiungere il livello 99 è possibile o meno.
Poi mi sposterò su altro.
A me piacque molto come revenge story, e stile grafico, ma il gameplay era mediocre e il tutto sapeva A TRATTI di progettino.
 
Valkyria Azure Revolution

Finito e platinato.

Cosa giocherò ora? Voglio provare a vedere se raggiungere il livello 99 è possibile o meno.
Poi mi sposterò su altro.
Io l’ho giocato anni fa’, mi è piaciuta la storia devo dire ma non gli ho dato di più di una Run a Normal, che già diventa abbastanza tosto verso la fine appunto. Un buon gioco ma una volta finito l’ho archiviato.
 
Valkyria Azure Revolution

Finito e platinato.
Uno dei fili conduttori di quest'anno sembra essere il mio andare a ritroso nel backlog.
Prendendo titoli che "prima o poi avrei giocato".

Dopo Exist Archive pochi mesi fa, è arrivato il momento del famigerato spin off di Valkyria Chronicles.

Volendo essere molto sintetico potrei dire solo: ho giocato di molto peggio ed è meno brutto di quanto mi aspettassi.
Il peccato originale del titolo rimane uno, tentare di creare qualcosa di completamente estraneo alla formula di VC sfruttandone il nome, alcuni concetti che vengono però stravolti (Un Europa simile a quella reale, "Valchirie", un minerale chiamato Ragnite) e che poco hanno a che vedere con quel delicatissimo equilibrio che gli appassionati avevano imparato ad amare.

La premessa del titolo è decisamente interessante.
Siamo nell'ottobre del 1954, il regno di Jutland (La cui posizione corrisponde all'incirca all'odierna Turchia) si prepara a festeggiare i cento anni dalla vittoria nella grande guerra di Liberazione che diede il via al periodo di grande prosperità al paese.

Un giovane storico, Bernard (Il suo nome non viene mai pronunciato ma è presente in side material e titoli di coda), si trova però a vivere un momento di inquietudine e raggiunge la sua mentore Richelle nella regione periferica di Molda. In quel luogo, in un piccolo boschetto isolato riposa una lapide solitaria dedicata al "Circolo dei cinque" nome ufficiale (Quello volgare è "Traditori") con cui sono note le cinque figure che per egoismo, vendetta ed avidità trascinarono Jutland e l'intera Europa in un inferno di fuoco.

Questo almeno, secondo le cronache ufficiali.
Bernard è convinto, anzi, sicuro, che Richelle sappia qualcosa. Discende infatti da una lunghissima linea di insegnanti della reale accademia di magia e la sua trisnonna conosceva bene sia la allora Principessa (Poi Regina) Ofelia, sia il leader dei cinque, Amleth (I nomi shakespiriani sono un filo conduttore del titolo, tutto normale).

Ci troviamo quindi di fronte ad una premessa in cui si è costantemente messi a che fare con il "cosa è stato raccontato" ed il "come le cose sono andate veramente". Attraverso interventi della narratrici, appunti, materiali ulteriori che Richelle offre al suo discepolo tramite un vecchio taccuino.

A livello narrativo, la storia soffre moltissimo in particolar modo nella prima parte di una forte lentezza e verbosità che non va di pari passo con la caratterizzazione dei personaggi, Solomon ad esempio risulta sempre di un cinismo profondo e fuori luogo.
Si ha la sensazione che molte scene siano più lunghe del dovuto e che molti personaggi finiscano sempre le stesse cose, in maniera quasi petulante ed ossessiva.
Alcuni risultano troppo stereotipati per la complessità della storia che si vuole raccontare, il chiudere tutte le riunioni con "Dobbiamo salvare Miss Maria" di certo non aiuta dopo averlo sentito dieci volte.

Le cose migliorano proseguendo, perché alcuni personaggi crescono "tanto" e diventano più incisivi.
Complici i momenti che vedono protagonisti i membri del Vanangard (L''unità anti-valchiria di cui Amleth è capitano), una unità molto piccola che nel suo piccolo è stata caratterizzata bene.

Parlando sempre di cast, sul fronte villain, capisco cosa si volesse fare nel rapporto fra l'imperatore Klaudius ed il più giovane fra i suoi gran generali. La ricerca del "path of king" ma il comportamento del secondo risulta fortemente insipido se si confronta la sicurezza ed arroganza con cui affronta i protagonisti e le infinite paturnie che lo affliggono pochi secondi dopo.

Si ha la sensazione che sia tempo "perso" e che poteva essere dedicato ad altri personaggi.
Penso ad esempio ai primi due Gran Generali che hanno davvero pochissimo spazio. Il secondo un calcolatore maniacale e servitore "fanatico", il primo un uomo d'arme puro che ha rispetto per la vita dei suoi uomini, dei semplici cittadini e conosce il peso delle vita che ha preso e che continua a prendere in nome della sua causa.

Il "Mito" della Valchiria, cosi come la sua condizione anzi maledizione sono affrontati in modo decisamente più approfondito sebbene poco risolutivo. Quasi si volesse pensare ad un sequel.

Ed il gameplay? Si è provato a creare uno strano ibrido.
A tratti musou a squadre, a tratti action rpg con risultati...variabili.
Detto per come va detto si hanno molte più opzioni di quelle che siano necessarie.

Lo si nota soprattutto nella abnorme quantità di ragnite skill che finiscono per non avere mai un utilizzo pratico o nel sistema di crafting basato su un rng al di poco fuori luogo. Le classi? Sbilanciatissime. I Sapper (Quindi Blum e soprattutto Sara) spaccano tutto nonostante sulla carta siano la classe di supporto ruolo invece ricoperto idealmente dagli scout.

Il livello di difficoltà è tranquillo ma non va mai preso sottogamba.
Il penultimo main boss arriva al termine di una missione che può durare oltre venti minuti, si cura ed ha un attacco che può shottare in potenza tutto il party se lo si sottovaluta e si rimane in range. Il Quartultimo main boss ha due barre, si cura ed il titolo non si assicura mai di mostratelo come si deve né di dirti che le sue due parti sono immuni alla rispettive debolezze.

Per chi ha problemi con l'unico boss umanoide ricorrente (Valchiria esclusa, quella si affronta con una strategia lunga ma molto chiara sin dall'inizio) suggerisco semplicemente di usare burning field, il dot di quella skill è fuori parametro.

Buona la colonna sonora, eccezionale il cast di seiyuu.
Alcune voci le abbiamo poi risentite in VC4, a Maaya Sakamoto, Saori Hayami o Kazuya Nakai ma tutti i nomi coinvolti sono di pregio.
Daisuke Ono, Hiroshi Kamiya, Miyuki Sawashiro, Takahiro Sakurai, Yuki Kaji, Toshiyuki Morikawa, Ayumi Fujiwara, Yu Shimamura, Nobunaga Shimazaki ma si potrebbe andare avanti.
Citerò in coda Unsho Ishizuka (uno dei suoi ultimi ruoli) sul mitico Darryl e Masako Ikeda, scomparsa da poco, su Richelle la nostra "narratrice".

Cosa giocherò ora? Voglio provare a vedere se raggiungere il livello 99 è possibile o meno.
Poi mi sposterò su altro.
Sei una bestia, Geddoe!



Io ho questo account Ps Vita ma con pochissimi giochi

 
A me piacque molto come revenge story, e stile grafico, ma il gameplay era mediocre e il tutto sapeva A TRATTI di progettino.
Io l’ho giocato anni fa’, mi è piaciuta la storia devo dire ma non gli ho dato di più di una Run a Normal, che già diventa abbastanza tosto verso la fine appunto. Un buon gioco ma una volta finito l’ho archiviato.
Opinioni condivisibilissimi.

Sei una bestia, Geddoe!
Grazie ma sono un cucciolo rispetto ad altri^^
 
Geddoe almeno tu fammi contento, buttaci anche Astlibra Revision nel backlog.:asd: Vorrei tanto leggere qualche opinione altrui. Costerà due spicci.
 
Dio bono, Dragon’s Crown e Gravity Rush. PSVita starter pack, bei ricordi.:rickds:
Mi sento in colpa ad averli giocati solo nel 2025 😅 Ma Dragon's Crown costicchiava sempre. L'ho preso di recente su Vinted sui 22-23 euro in Pal Ita. Ottimo prezzo

Comunque, ci sono altri giochi interessanti 👍
Grazie ma sono un cucciolo rispetto ad altri^^
Mi puoi dire qualcosa sul Platino di Exist Archive? Volevo prenderlo su Vinted nuovo, sigillato a 35 + spese. Mi veniva sui 42 ma mi ha scoraggiato il fatto che su Profiles è un Platino sotto il 2%. E, onestamente, oggi ho meno voglia di mettermi a platinare. Infatti, sono passato al lato oscuro (Nintendo Switch)

È difficile? Oppure basta solo capire un pò il gioco e grindare? Si fa tutto in una run? Penso che, come tempo, siamo oltre le 100 ore

P.s. Ti consiglio di recuperare Darksiders e Final Fantasy 13. Li platinai entrambi su Ps3. Soprattutto il primo è un ottimo gioco.

Alcuni penso che rimarranno così, tipo Blazblue. I picchiaduro 2D giapponesi sono troppo difficili. Per le mie abilità, direi quasi impossibili
 
Ultima modifica da un moderatore:
Geddoe almeno tu fammi contento, buttaci anche Astlibra Revision nel backlog.:asd: Vorrei tanto leggere qualche opinione altrui. Costerà due spicci.
Se la memoria non mi inganna, lo ho già in backlog^^

Mi puoi dire qualcosa sul Platino di Exist Archive? Volevo prenderlo su Vinted nuovo, sigillato a 35 + spese. Mi veniva sui 42 ma mi ha scoraggiato il fatto che su Profiles è un Platino sotto il 2%. E, onestamente, oggi ho meno voglia di mettermi a platinare. Infatti, sono passato al lato oscuro (Nintendo Switch)
Tanto tanto grinding.
Se vuoi andare sul sicuro leggiti una guida sui finali, che sono l'unica cosa potenzialmente missabile.
 
Allora, ho fatto una piccola deviazione dalla mia solita tabella di marcia (non succede mai! :dsax:) con un titolino che nonostante i vari problemi tecnici ho trovato interessante, questo Heroine Anthem Zero, di cui mi sono saltate all'occhio le artwork particolarmente belle e direi anche originali, ma come sempre c'è da introdurre un passaggio.

Durante una delle mie raid session sull'eShop, ho trovato appunto questo gioco nella stessa pagina del publisher di RabiRibi, che è a sua volta un gioco dei CreSpirit, gli stessi sviluppatori Taiwanesi (social credit -9999) di TEVI di cui ho parlato abbondantemente pagine fa'. Prima ancora del gioco però, la vera avventura è stata capire cosa fosse e da cosa abbia avuto origine. E qui mi si è aperto uno dei casi più assurdi della vita, perché tutt'ora non sono sicuro di avere le informazioni giuste.

Tutto nasce presumibilmente nel 2002 con una, non tanto ben riuscita, Graphic Novel punta e clicca con elementi Rpg, insomma un rimpastone, uscita nel sol territorio dello sviluppatore, che a quanto pare ha avuto un discreto successo e seguito di schere di fan, o perlomeno, mi sono accorto che per molti (taiwanesi) è un bellissimo ricordo e ne hanno seguito per anni gli ulteriori sviluppi, tra cui anche un secondo capitolo. Ammetto che trasmette un po’ di magia. Metto qualche trailer giusto per dare l'idea, da notare addirittura gli event e sono abbastanza sbalordito.:hmm:




Ho guardato al volo un gameplay e si nota appunto questa direzione artistica vagamente Manwha, soundtrack orchestrale, e più guardavo più ammetto che mi ha affascinato. È una storia fantasy, in un mondo alla Skyrim, di una ragazza che sembra essere prigioniera su una nave di schiavi, che viene attaccata da dei mostri marini e che affonda. Lei si salva diventando.. una sirena, e quindi avrà poi tutta la sua avventura commovente in questo regno subacqueo per tornare "umana" e non ho indagato oltre. Ecco forse non proprio originalissima, ma tanté.

E qui torniamo a Zero, che è una serie prequel a tutta questa storia. Sacrifice uscito nel 2016, che ho appena giocato, e Scalescars Oath uscito nel 2022, che però su Switch arriverà il 20 Maggio 2026, alla faccia dei tempi.



Non sono più delle Graphic Novel ma degli action-rpg/platformer lineari, sarebbe troppo definirli metroidvania, che potrebbero ricordare i soliti giochi Vanillaware, ma siamo ben lontani da quella qualità. Come detto nella premessa, nonostante i tanti problemi di programmazione, caricamenti, lag, lentezza in generale delle sequenze animate, almeno per la storia l'ho trovato interessante. Parlano tanto, tantissimo, al punto da passare quasi per visual novel, però poi arriva l'azione e si conclude. Prenderò il secondo capitolo che sembra essere molto migliore e più curato, speriamo, per giocarlo più avanti.

Per quanto surreale come esperienza sia da giocare che come ricerca, mi ha divertito e lo consiglio, almeno per la trama, ma se proprio vedetelo come un platino facile facile.

Adios
 
Ultima modifica:
Yakuza Infinite Wealth

23 ore.

C'è un qualche vantaggio con le stats nel cambiare lavoro? Intendo: i boost alle stats che si ottengono in un lavoro, in un qualche modo restano anche agli altri lavori? Altrimenti, al di là dell'ereditare tecniche, non comprendo perché il tutorial abbia detto che cambiare tanti lavori fa diventare più forti.
 
Allora, ho fatto una piccola deviazione dalla mia solita tabella di marcia (non succede mai! :dsax:) con un titolino che nonostante i vari problemi tecnici ho trovato interessante, questo Heroine Anthem Zero, di cui mi sono saltate all'occhio le artwork particolarmente belle e direi anche originali, ma come sempre c'è da introdurre un passaggio in tutto ciò.

Durante una delle mie raid session sull'eShop, ho trovato appunto questo gioco nella stessa pagina del publisher di RabiRibi, che è a sua volta un gioco dei CreSpirit, gli stessi sviluppatori Taiwanesi (social credit -9999) di TEVI di cui ho parlato abbondantemente pagine fa'. Prima ancora del gioco però, la vera avventura è stata capire cosa fosse e da cosa abbia avuto origine. E qui mi si è aperto uno dei casi più assurdi della vita, perché tutt'ora non sono sicuro di avere le informazioni giuste.

Tutto nasce presumibilmente nel 2002 con una, non tanto ben riuscita, Graphic Novel punta e clicca con elementi Rpg, insomma un rimpastone, uscita nel sol territorio dello sviluppatore, che a quanto pare ha avuto un discreto successo e seguito di schere di fan, o perlomeno, mi sono accorto che per molti (taiwanesi) è un bellissimo ricordo e ne hanno seguito per anni gli ulteriori sviluppi, tra cui anche un secondo capitolo. Ammetto che trasmette un po’ di magia. Metto qualche trailer giusto per dare l'idea, da notare addirittura gli event e sono abbastanza sbalordito da tutto ciò.:hmm:




Ho guardato al volo un gameplay e si nota appunto questa direzione artistica vagamente Manwha, soundtrack orchestrale, e più guardavo più ammetto che mi ha affascinato. È una storia fantasy, in un mondo alla Skyrim, di una ragazza che sembra essere prigioniera su una nave di schiavi, che viene attaccata da dei mostri marini e che affonda. Lei si salva diventando.. una sirena, e quindi avrà poi tutta la sua avventura commovente in questo regno subacqueo per tornare "umana" e non ho indagato oltre. Ecco forse non proprio originalissima, ma tanté.

E qui torniamo a Zero, che è una serie prequel a tutta questa storia. Sacrifice uscito nel 2016, che ho appena giocato, e Scalescars Oath uscito nel 2022, che però su Switch arriverà il 20 Maggio 2026, alla faccia dei tempi.



Non sono più delle Graphic Novel ma degli action-rpg/platformer lineari, sarebbe troppo definirli metroidvania, che potrebbero ricordare i soliti giochi Vanillaware, ma siamo ben lontani da quella qualità. Come detto nella premessa, nonostante i tanti problemi di programmazione, caricamenti, lag, lentezza in generale delle sequenze animate, almeno per la storia l'ho trovato interessante. Parlano tanto, tantissimo, al punto da passare quasi per visual novel, però poi arriva l'azione e si conclude. Prenderò il secondo capitolo che sembra essere molto migliore e più curato, speriamo, per giocarlo più avanti.

Per quanto surreale tutto ciò, mi ha divertito e lo consiglio, almeno per la trama, e se proprio vedetelo come un platino facile facile.

Adios

Backstory che salvo e che dovrò presente in futuro
 
Yakuza Infinite Wealth

23 ore.

C'è un qualche vantaggio con le stats nel cambiare lavoro? Intendo: i boost alle stats che si ottengono in un lavoro, in un qualche modo restano anche agli altri lavori? Altrimenti, al di là dell'ereditare tecniche, non comprendo perché il tutorial abbia detto che cambiare tanti lavori fa diventare più forti.
Se non ricordo male, quando raggiungi un certo livello in un lavoro ottieni un incremento delle statistiche permanente che potrai quindi conservare cambiando classe.
 
Finito YS Seven

Come detto era una seconda run a distanza di tantissimo tempo, cosa avvenuta anche per l'VIII e il X (a brevissima distanza tra uscita giapponese ed occidentale qui), e se la prima volta lo misi alla pari dell'VIII oggi direi che sta dietro a questi due. Ha sempre una colonna sonora incredibile ed un finale molto bello.
 
Rune Factory guardians of Azuma: lunghetto come gioco, sono a oltre 40 ore e ancora non ho reclutato tutti i personaggi :morris2:
Mi piace un sacco la possibilità di avere un party con altri 6 compagni, esplorare è molto più divertente così :) poi i personaggi interagiscono tra loro con scenette simpatiche. Kai in particolare mi fa troppo ridere, specialmente quando inventa i nomignoli per gli altri personaggi ("Sunshine" per Kanata:rickds:), ma anche Kurama e Matsuri insieme sono spassosi :asd:
L'aspetto gestionale non mi interessa molto, nei villaggi ho costruito giusto il minimo indispensabile per avere il favore al 100% (e non ci vuole molto fortunatamente)

In questo momento lo sto alternando a Fuga: Melodies of Steel 2. Il gioco è praticamente la quintessenza del "more of the same", è un problema? Per me no dato che ho adorato il primo capitolo e sa molto di un piacevole ritorno a casa.
La trama sembra un po' un pretesto per farci continuare a combattere ma è stato introdotto un personaggio potenzialmente molto interessante per la lore della serie, sono curiosa di vedere come si svilupperà.
Quello che NON mi piace è che alcuni bambini hanno cambiato il cannone che usano (e quindi il loro ruolo); abituata al primo gioco mi confondo :dsax:

Ho anche finito il dlc di Sea of stars, davvero caruccio (come il gioco stesso); incredibile che sia gratuito, complimenti Sabotage studio :)
Adesso che l'ho finito per davvero sento un po' di malinconia, per fortuna ho preso l'artbook...
 
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