È vero che uno dei plot twist è che siano (quasi) tutti dipinti e che vivano in un mondo fittizio, cosa già vista, ma il focus è un altro. È il tema della morte e come la si affronta (i vari stadi del lutto). La famiglia Dessendre è antagonista sì, ma nessuno vero villain: Alina vuole vivere nel ricordo del figlio rischiando di rovinarsi per sempre il resto della vita (negazione). Renoir vuole salvarla, pur distruggendo ciò che rimane di Verso (accettazione). Clea si sfoga con Alicia e prende in mano la situazione nella guerra contro gli scrittori (rabbia). Di Maelle scrivo dopo, visto il "suo" finale.
E poi ci sono i cittadini "non reali" di Lumière: esseri umani che vivono, provano sentimenti, affrontano la loro sentenza di morte con speranza e sacrificio nella missione di distruggere la Pittrice: "when one falls, we continue".
Tutto ciò, unito alle ambientazioni splendide, la ricchezza dei dettagli della grafica, le espressioni dei visi, il doppiaggio ed una delle Ost più belle che io abbia mai sentito, facendomi addirittura rivalutare la lingua francese -che ho sempre preso per il culo-, fa sì che io consideri questo gioco arte. Come un dipinto di Caravaggio od una statua del Bernini.
Per quel che riguarda i finali, ho scelto per prima Verso: nonostante non mi piacesse, infatti gli ho sempre preferito Gustave, più altruista rispetto a lui, egoista e manipolatore, ho sentito la stanchezza per una vita che non sentiva più sua. Vedere Sciel accettare la sua scomparsa, come nel gommage a Lumière, con quel sorriso amaro mentre vedere Lune sostenere lo sguardo di Verso con furia e sdegno, per poi sedersi come accettando rabbiosamente l'epilogo, mi è dispiaciuto. Ma la famiglia va avanti dando un ultimo saluto alla tomba di Verso ed ed Alicia anche alla famiglia e gli amici del dipinto. Questo lo considero il good ending.
Quello di Maelle, invece, sembra bello all'inizio: ci sono tutti, persino un giovane Verso e sembrano felici. Poi, il bianco e nero. Verso, quello che abbiamo imparato a conoscere, camminare in modo pesante diretto al pianoforte. Sedersi, esitare, provare quasi sofferenza nel voler suonare, nonostante sia la sua grande passione. Maelle che lo guarda come a dire "forza, suona per me". La sofferenza nel viso. Sembra che stia iniziare MA stacco su Maelle con il viso dipinto ed un suono creepy di piano. (il momento esatto )
Qui trovo che lei stia facendo un percorso inverso: depressione (consapevolezza del vuoto lasciato), contrattazione (si cerca di mediare nel tentativo di ritardare o invertire la realtà), fino al rifiuto. Commettendo lo stesso errore di Aline e tenendo tutti ostaggi. Per me il bad ending.
In ultimo: spero che facciano un prequel/sequel, magari esplorando la guerra con gli scrittori di cui accennano a malapena.