Ieri a Sky TG24 non ho risparmiato nessuno.
Non è infatti questo il momento di nascondere la verità rispetto alla lentezza con cui il governo, le Regioni e si, pure il Comitato Tecnico Scientifico, arrivano a prendere decisioni che erano ovvie già 3 settimane fa e che in tanti invocavamo basandoci sui dati, e non per semplice partito preso. E invece si continua ad agire solamente quando il problema diventa esplosivo, quando le tarapie intensive si saturano, quando il #COVID19 è sulle prime pagine di tutti i giornali e l'opinione pubblica è preparata a nuove chiusure. Peccato che quello che non viene detto all'opinione pubblica è che ogni giorno di ritardo nel prendere una decisione genera ulteriori malati e ulteriori morti, e di questo prima o poi qualcuno dovrà pure rispondere.
Ho parlato dei giornali...già, i giornali. I giornali che ieri hanno sbattuto in prima pagina titoli roboanti e allarmastici sul vaccino di Astra Zeneza, creando il panico nella popolazione per delle PRESUNTE morti e delle PRESUNTE reazioni avverse che ancora sono tutte da verificare e che per il momento nessuna prova le collega al vaccino. Per ora le uniche prove che abbiamo sono i dati della farmacovigilanza dell'AIFA: il vaccino di AZ è quello con meno reazioni avverse segnalate, poco meno di Moderna, meno della metà rispetto a Pfizer/Biontech. Questi sono i dati, il resto sono illazioni da verificare.
E attenzione: con questo non voglio dire che controllare sia sbagliato, anzi. In questi casi, di fronte al minimo sospetto, è giusto fermare le vaccinazioni e fare tutte le verifiche del caso, perché la salute e la sicurezza delle persone è sempre al primo posto. Ma mentre facciamo queste verifiche, e in attesa delle risposte che tutti attendiamo, cerchiamo di essere equilibrati nella comunicazione, altrimenti si crea un danno ancora maggiore di qualunque reazione avversa al vaccino.