Ufficiale Gamers' Vault | Sopravvissuti alla quarantena!

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ufficiale
Gran Turismo World Series 2026 - Exhibition 1
Manufacturers Cup - Lega GT1 - Round 1 di 6


Il primo round era una gara di 18 giri sul circuito di Catalunya-Barcelona con auto di categoria Gr.3 e obbligo di utilizzare sia la mescola media che quella dura. Per quanto riguarda la strategia, gli pneumatici a mescola media tenevano bene per tutta la gara, solo l’anteriore sinistra andava un po’ in sofferenza nei giri finali, con un degrado intorno al 50%, ma era comunque più veloce rispetto a un set a mescola dura nuovo. Quindi la mia strategia era partire su mescola dura e fare un pit stop con cambio degli pneumatici alla fine del primo giro per arrivare fino a fine gara.
Nelle prove libere il mio miglior tempo era 1:41,9xx (miglior tempo globale 1:39,5xx) e riuscivo a girare con una certa frequenza sull’1:42 basso, mentre nella sola simulazione di gara fatta giravo abbastanza stabilmente sull’1:43.
Nella gara delle 21:00 avevo il numero 11 in una lobby da 15 giocatori e 161 punti in palio. Nel primo giro di qualifica ho fatto un brutto 1:42,6xx che mi ha messo sorprendentemente in 4ª posizione provvisoria, ma nei due giri successivi non sono riuscito a migliorarmi mentre gli altri sì, quindi mi sono trovato a partire in 10ª posizione (pole position in 1:41,5xx e fino alla 6ª posizione erano tutti a 1:42,0xx o sotto, quindi fuori portata). Il primo giro, su mescola dura, è andato tutto sommato bene: ho perso solo una posizione, venendo superato da uno svizzero, e alla fine del giro sono stato l’unico a fare il pit stop. Purtroppo, alla fine dei giri 2 e 3 si sono fermati in molti e quindi ho perso subito il vantaggio di girare in pista senza avversari intorno. Tra lotte, errori e una penalità da 0,5 secondi presa nei giri finali, sono arrivato 11°. Senza quella penalità sarei potuto arrivare 10°, ma non sarebbe cambiato granché.
Nella gara delle 23:00 avevo il numero 12 in una lobby da 15 giocatori e 159 punti in palio. Questa volta la qualifica è stata buona, con un 1:42,3xx che mi è valso la 6ª posizione (pole position in 1:41,5xx). Nel primo giro non ho perso posizioni ed ero il primo del gruppo di quattro auto che si sono fermate ai box alla fine del giro 1, con 1,5 secondi sul primo inseguitore. Anche questa volta la mia strategia è stata penalizzata dai piloti che si sono fermati ai box alla fine dei giri 2 e 3, per cui mi sono trovato in mezzo a un gruppo e non sono riuscito ad avere un buon passo, subendo diversi sorpassi. Alla fine ho tagliato il traguardo 11°, ma sono diventato 10° grazie alla penalità a un italiano che aveva vinto la gara senza fermarsi ai box per il cambio di mescola.
Fortunatamente, grazie ai numeri di gara alti, non ho perso molti punti pilota, ma sono state due gare molto difficili in cui non avevo un buon ritmo, nonostante le mie capacità in qualifica fossero buone. Domani ci sarà il round 2 e temo che sarà un altro round di sofferenza: il circuito del Fuji proprio non lo digerisco.
 
Porsche Cayman GT4 Clubsport

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Gran Turismo World Series 2026 - Exhibition 1
Manufacturers Cup - Lega GT1 - Round 2 di 6


Il secondo round del campionato prevedeva la prima delle due gare di categoria Gr.4: una sprint race di dieci giri sul circuito del Fuji, nella versione pre-modifica del 1986 che introdusse la chicane Dunlop all'inizio dell'ultimo settore, da affrontare con pneumatici a mescola dura. Sapevo che per me sarebbe stata una gara difficile e, a dire il vero, non mi sono impegnato più di tanto nelle prove libere, nelle quali non ero riuscito a fare meglio di 1:45,0xx (miglior tempo globale 1:42,8xx).
Mi sono iscritto alla gara delle 21:00 e avevo il numero 2 in una lobby da 15 giocatori, con 159 punti. In qualifica ho segnato un discreto 1:45,3xx che mi è valso la 9ª posizione (pole position in 1:44,5xx); tuttavia, la 3ª posizione non era lontana (1:45,0xx), quindi speravo di poter guadagnare qualche posizione.
Al via ho guadagnato subito una posizione su uno svizzero su Porsche, che ha perso il controllo in uscita da curva 1, con cui mi sono scontrato riportando danni temporanei all'ala anteriore e alla sospensione anteriore destra. Nonostante i danni, verso metà giro avevo circa un secondo di ritardo dal 7° e circa un secondo di vantaggio sul 9°, quindi la gara stava prendendo una buona piega. Però nella prima curva dell'ultimo settore ho stretto troppo la traiettoria e ho preso una penalità di 0,5 secondi. La penalità, da scontare all'inizio del lunghissimo rettilineo di 1,5 km, è stata devastante e sono precipitato in 11ª posizione. Nel secondo giro ho recuperato una posizione grazie a un fuori pista di un altro pilota nell'ultimo settore, ma nel resto della gara ho continuato a essere incostante nella guida e ho preso altre tre penalità da 0,5 secondi per violazione dei limiti del tracciato, che mi hanno relegato in 13ª posizione finale.
Ho perso altri punti pilota e adesso sono con le spalle al muro, nella gara di sabato rischio la retrocessione al livello B se non riuscirò a ottenere un piazzamento nella prima metà della classifica finale.
 
Gran Turismo World Series 2026 - Exhibition 1
Manufacturers Cup - Lega GT1 - Round 3 di 6


Il terzo round era la riproposizione di una gara recente, svolta durante le Online Qualifiers di inizio anno, che prevedeva 20 giri sul circuito originale di Dragon Trail - Giardini con auto di categoria Gr.3. Le qualifiche si disputavano su pista asciutta, mentre la gara iniziava su pista bagnata, in condizioni al limite tra pneumatici intermedi e da bagnato. La pioggia smetteva verso l’inizio del giro 3, per poi tornare con una certa intensità tra i giri 5 e 7; da lì in poi non avrebbe più piovuto fino al termine della gara. Oltre alle mescole da bagnato, si potevano usare per la fase finale di gara la morbida e la media, e il forte degrado degli pneumatici — impostato su x5 — rendeva incerta la scelta tra le due. Le prove libere erano andate molto bene: il mio miglior tempo era stato un 1:32,0xx (con un tempo ideale di 1:31,7xx), a fronte di un miglior tempo globale di 1:29,5xx.
Mi sono iscritto alla gara delle 21 e avevo il numero 8 in una lobby da 16 giocatori con 163 punti in palio. Nel primo giro di qualifica, naturalmente su mescola morbida, ho segnato un brutto 1:33,0xx; nel secondo giro mi sono migliorato, scendendo a un discreto 1:32,5xx, mentre nel terzo non sono riuscito a fare meglio e ho preso la bandiera a scacchi per pochi secondi, non riuscendo così a fare anche un quarto giro lanciato. In ogni caso non sarebbe cambiato molto: già nel terzo giro gli pneumatici erano troppo usurati per permettermi di migliorare. Mi sono qualificato 8° e, mentre i primi tre erano irraggiungibili sotto l’1:32 (pole position in 1:31,7xx), avrei potuto aspirare a una 5ª posizione con un 1:32,3xx, che era nelle mie possibilità.
Ho iniziato la gara su mescola intermedia e il primo giro è filato abbastanza tranquillo. Verso metà giro ho subito un sorpasso da un tedesco su Porsche, ma l’ho controsorpassato nell’ultima curva. Nella chicane del primo settore del giro 2 c’è stato un maxi tamponamento a catena alle mie spalle che mi ha coinvolto: un francese su Genesis, in 9ª posizione, mi ha colpito sulla fiancata spingendomi fuori pista. Sono rientrato in 13ª posizione, diventata 12ª prima della fine del giro grazie al sorpasso su un tedesco su Nissan che stava scontando una penalità da 1 secondo. Dal giro 3 fino al giro 11 è stata una fase di gara confusa, con un gruppo compatto che andava dalla 6ª alla 13ª posizione e tanti contatti, dovuti anche alle difficili condizioni della pista e al fatto che ci fossero piloti su intermedie e altri su pneumatici da bagnato, che quindi si trovavano in vantaggio o in svantaggio a seconda delle condizioni della pista che variavano di giro in giro. Mi sono fermato ai box alla fine del giro 11, mentre ero in 11ª posizione, per passare alla mescola media e la scelta ha pagato: quando al termine del giro successivo tutti avevano effettuato il proprio pit stop, ero 10°. Nei giri seguenti ho guadagnato altre due posizioni grazie agli errori altrui — pur usando pneumatici da asciutto, solo la traiettoria ideale era completamente asciutta, mentre fuori linea la pista era ancora bagnata — e mi sono ritrovato in 8ª posizione con 9 secondi di vantaggio sul 9°, un russo su Porsche. Purtroppo in uscita dall’ultima curva del giro 15 ho affondato sull'acceleratore troppo presto, quando avevo ancora le ruote sul cordolo bagnato, e sono finito in testacoda perdendo tutto il vantaggio. Per completare il disastro sono andato leggermente lungo nell’ultima curva del giro successivo e, mettendo le ruote del lato destro sul bagnato, ho dovuto ritardare l’accelerazione venendo superato dal russo. Nei giri rimanenti mi sono incollato a lui, che era su mescola morbida e quindi più in difficoltà con l’usura, ma non sono riuscito a superarlo e ho chiuso la gara 9°. Fortunatamente ho perso pochissimi punti pilota.
Mi sono iscritto alla gara delle 23 e questa volta avevo il numero 10 in una lobby da 15 giocatori con 165 punti in palio. Nel primo giro di qualifica ho registrato un brutto 1:32,8xx; nel secondo stavo migliorando di oltre due decimi prima di commettere un errore nell’ultima curva. Nel terzo e nel quarto giro lanciato non c’è stato verso di migliorarmi con gli pneumatici ormai usurati. Mi sono qualificato 7° con un po’ di rammarico, perché la pole position era abbastanza alta (1:32,0xx) e soprattutto perché, con l’1:32,6xx che stavo facendo nel secondo giro di qualifica, sarei partito 4°.
Prima della partenza si sono ritirati due piloti (probabilmente non avevano fatto le prove libere né le gare degli orari precedenti e non sapevano che la partenza sarebbe stata su pista bagnata, quindi si saranno ritirati perché non avevano le mescole da bagnato). Uno dei due si era qualificato davanti a me, quindi sono salito in 6ª posizione tra i 13 piloti al via. Sono partito di nuovo su mescola intermedia e nel primo giro ho superato un tedesco su Nissan che aveva avuto un’uscita lenta dalla chicane del primo settore. Nel secondo giro hanno perso il controllo prima un olandese su Porsche e poi un britannico su McLaren, quindi mi sono ritrovato subito in 3ª posizione, con un buon vantaggio sul tedesco su Audi che mi seguiva. Alla fine del giro 7 il francese su Mazda che mi precedeva è andato leggermente lungo nell’ultima curva e l’ho superato diventando 2°. Mi sono fermato ai box alla fine del giro 11 per passare alla mescola media, ma non avevo considerato che questa volta in pista c’erano tre auto in meno rispetto alla gara delle 21 e quindi la pista si asciugava più lentamente. Non è stata una buona scelta e comunque non ho fatto un buon giro di uscita dai box, per cui ho perso la posizione sul francese su Mazda che si è fermato un giro dopo. Inoltre sono stato superato dal britannico su McLaren che era finito in testacoda nel giro 2, ma che era nettamente più veloce e aveva disputato una grande gara di rimonta. Alla fine del giro 13 ero 4°. Nel giro 16 il francese su Mazda è andato leggermente lungo al tornantino e l’ho superato in accelerazione in uscita di curva. Ero 3°. Nei giri rimanenti ho dovuto controllare un italiano su Ferrari alle mie spalle, che aveva superato il francese su Mazda dopo un lungo nell’ultima curva del giro 16, e tutto è rimasto tranquillo fino alle fasi finali dell'ultimo giro. Nella curva finale l’italiano alle mie spalle si è lasciato ingolosire troppo dal podio e ha accelerato decisamente troppo presto: mi ha dato una sportellata all’interno ed è quasi finito in testacoda. La mia auto, fortunatamente, si è solo scomposta leggermente e nonostante l’accelerazione ritardata per il contatto sono riuscito a chiudere 3°, precedendo in volata di un decimo il francese su Mazda, mentre l’italiano su Ferrari è arrivato 5°. Davanti il britannico su McLaren ha chiuso 2° a un secondo dal ceco su Ferrari che ha condotto tutta la gara (fino al pit stop ero riuscito a restargli abbastanza vicino, a circa 2,5 secondi di distacco).
Ottimo podio e tanti punti pilota guadagnati. Appuntamento a sabato per il prossimo round.
 
Valkyria Azure Revolution

Finito e platinato.
Uno dei fili conduttori di quest'anno sembra essere il mio andare a ritroso nel backlog.
Prendendo titoli che "prima o poi avrei giocato".

Dopo Exist Archive pochi mesi fa, è arrivato il momento del famigerato spin off di Valkyria Chronicles.

Volendo essere molto sintetico potrei dire solo: ho giocato di molto peggio ed è meno brutto di quanto mi aspettassi.
Il peccato originale del titolo rimane uno, tentare di creare qualcosa di completamente estraneo alla formula di VC sfruttandone il nome, alcuni concetti che vengono però stravolti (Un Europa simile a quella reale, "Valchirie", un minerale chiamato Ragnite) e che poco hanno a che vedere con quel delicatissimo equilibrio che gli appassionati avevano imparato ad amare.

La premessa del titolo è decisamente interessante.
Siamo nell'ottobre del 1954, il regno di Jutland (La cui posizione corrisponde all'incirca all'odierna Turchia) si prepara a festeggiare i cento anni dalla vittoria nella grande guerra di Liberazione che diede il via al periodo di grande prosperità al paese.

Un giovane storico, Bernard (Il suo nome non viene mai pronunciato ma è presente in side material e titoli di coda), si trova però a vivere un momento di inquietudine e raggiunge la sua mentore Richelle nella regione periferica di Molda. In quel luogo, in un piccolo boschetto isolato riposa una lapide solitaria dedicata al "Circolo dei cinque" nome ufficiale (Quello volgare è "Traditori") con cui sono note le cinque figure che per egoismo, vendetta ed avidità trascinarono Jutland e l'intera Europa in un inferno di fuoco.

Questo almeno, secondo le cronache ufficiali.
Bernard è convinto, anzi, sicuro, che Richelle sappia qualcosa. Discende infatti da una lunghissima linea di insegnanti della reale accademia di magia e la sua trisnonna conosceva bene sia la allora Principessa (Poi Regina) Ofelia, sia il leader dei cinque, Amleth (I nomi shakespiriani sono un filo conduttore del titolo, tutto normale).

Ci troviamo quindi di fronte ad una premessa in cui si è costantemente messi a che fare con il "cosa è stato raccontato" ed il "come le cose sono andate veramente". Attraverso interventi della narratrici, appunti, materiali ulteriori che Richelle offre al suo discepolo tramite un vecchio taccuino.

A livello narrativo, la storia soffre moltissimo in particolar modo nella prima parte di una forte lentezza e verbosità che non va di pari passo con la caratterizzazione dei personaggi, Solomon ad esempio risulta sempre di un cinismo profondo e fuori luogo.
Si ha la sensazione che molte scene siano più lunghe del dovuto e che molti personaggi finiscano sempre le stesse cose, in maniera quasi petulante ed ossessiva.
Alcuni risultano troppo stereotipati per la complessità della storia che si vuole raccontare, il chiudere tutte le riunioni con "Dobbiamo salvare Miss Maria" di certo non aiuta dopo averlo sentito dieci volte.


Le cose migliorano proseguendo, perché alcuni personaggi crescono "tanto" e diventano più incisivi.
Complici i momenti che vedono protagonisti i membri del Vanangard (L''unità anti-valchiria di cui Amleth è capitano), una unità molto piccola che nel suo piccolo è stata caratterizzata bene.

Parlando sempre di cast, sul fronte villain, capisco cosa si volesse fare nel rapporto fra l'imperatore Klaudius ed il più giovane fra i suoi gran generali. La ricerca del "path of king" ma il comportamento del secondo risulta fortemente insipido se si confronta la sicurezza ed arroganza con cui affronta i protagonisti e le infinite paturnie che lo affliggono pochi secondi dopo.

Si ha la sensazione che sia tempo "perso" e che poteva essere dedicato ad altri personaggi.
Penso ad esempio ai primi due Gran Generali che hanno davvero pochissimo spazio. Il secondo un calcolatore maniacale e servitore "fanatico", il primo un uomo d'arme puro che ha rispetto per la vita dei suoi uomini, dei semplici cittadini e conosce il peso delle vita che ha preso e che continua a prendere in nome della sua causa.

Il "Mito" della Valchiria, cosi come la sua condizione anzi maledizione sono affrontati in modo decisamente più approfondito sebbene poco risolutivo. Quasi si volesse pensare ad un sequel.

Ed il gameplay? Si è provato a creare uno strano ibrido.
A tratti musou a squadre, a tratti action rpg con risultati...variabili.
Detto per come va detto si hanno molte più opzioni di quelle che siano necessarie.

Lo si nota soprattutto nella abnorme quantità di ragnite skill che finiscono per non avere mai un utilizzo pratico o nel sistema di crafting basato su un rng al di poco fuori luogo. Le classi? Sbilanciatissime. I Sapper (Quindi Blum e soprattutto Sara) spaccano tutto nonostante sulla carta siano la classe di supporto ruolo invece ricoperto idealmente dagli scout.

Il livello di difficoltà è tranquillo ma non va mai preso sottogamba.
Il penultimo main boss arriva al termine di una missione che può durare oltre venti minuti, si cura ed ha un attacco che può shottare in potenza tutto il party se lo si sottovaluta e si rimane in range. Il Quartultimo main boss ha due barre, si cura ed il titolo non si assicura mai di mostratelo come si deve né di dirti che le sue due parti sono immuni alla rispettive debolezze.

Per chi ha problemi con l'unico boss umanoide ricorrente (Valchiria esclusa, quella si affronta con una strategia lunga ma molto chiara sin dall'inizio) suggerisco semplicemente di usare burning field, il dot di quella skill è fuori parametro.

Buona la colonna sonora, eccezionale il cast di seiyuu.
Alcune voci le abbiamo poi risentite in VC4, a Maaya Sakamoto, Saori Hayami o Kazuya Nakai ma tutti i nomi coinvolti sono di pregio.
Daisuke Ono, Hiroshi Kamiya, Miyuki Sawashiro, Takahiro Sakurai, Yuki Kaji, Toshiyuki Morikawa, Ayumi Fujiwara, Yu Shimamura, Nobunaga Shimazaki ma si potrebbe andare avanti.
Citerò in coda Unsho Ishizuka (uno dei suoi ultimi ruoli) sul mitico Darryl e Masako Ikeda, scomparsa da poco, su Richelle la nostra "narratrice".

Cosa giocherò ora? Voglio provare a vedere se raggiungere il livello 99 è possibile o meno.
Poi mi sposterò su altro.
 
Valkyria Azure Revolution

Finito e platinato.
Uno dei fili conduttori di quest'anno sembra essere il mio andare a ritroso nel backlog.
Prendendo titoli che "prima o poi avrei giocato".

Dopo Exist Archive pochi mesi fa, è arrivato il momento del famigerato spin off di Valkyria Chronicles.

Volendo essere molto sintetico potrei dire solo: ho giocato di molto peggio ed è meno brutto di quanto mi aspettassi.
Il peccato originale del titolo rimane uno, tentare di creare qualcosa di completamente estraneo alla formula di VC sfruttandone il nome, alcuni concetti che vengono però stravolti (Un Europa simile a quella reale, "Valchirie", un minerale chiamato Ragnite) e che poco hanno a che vedere con quel delicatissimo equilibrio che gli appassionati avevano imparato ad amare.

La premessa del titolo è decisamente interessante.
Siamo nell'ottobre del 1954, il regno di Jutland (La cui posizione corrisponde all'incirca all'odierna Turchia) si prepara a festeggiare i cento anni dalla vittoria nella grande guerra di Liberazione che diede il via al periodo di grande prosperità al paese.

Un giovane storico, Bernard (Il suo nome non viene mai pronunciato ma è presente in side material e titoli di coda), si trova però a vivere un momento di inquietudine e raggiunge la sua mentore Richelle nella regione periferica di Molda. In quel luogo, in un piccolo boschetto isolato riposa una lapide solitaria dedicata al "Circolo dei cinque" nome ufficiale (Quello volgare è "Traditori") con cui sono note le cinque figure che per egoismo, vendetta ed avidità trascinarono Jutland e l'intera Europa in un inferno di fuoco.

Questo almeno, secondo le cronache ufficiali.
Bernard è convinto, anzi, sicuro, che Richelle sappia qualcosa. Discende infatti da una lunghissima linea di insegnanti della reale accademia di magia e la sua trisnonna conosceva bene sia la allora Principessa (Poi Regina) Ofelia, sia il leader dei cinque, Amleth (I nomi shakespiriani sono un filo conduttore del titolo, tutto normale).

Ci troviamo quindi di fronte ad una premessa in cui si è costantemente messi a che fare con il "cosa è stato raccontato" ed il "come le cose sono andate veramente". Attraverso interventi della narratrici, appunti, materiali ulteriori che Richelle offre al suo discepolo tramite un vecchio taccuino.

A livello narrativo, la storia soffre moltissimo in particolar modo nella prima parte di una forte lentezza e verbosità che non va di pari passo con la caratterizzazione dei personaggi, Solomon ad esempio risulta sempre di un cinismo profondo e fuori luogo.
Si ha la sensazione che molte scene siano più lunghe del dovuto e che molti personaggi finiscano sempre le stesse cose, in maniera quasi petulante ed ossessiva.
Alcuni risultano troppo stereotipati per la complessità della storia che si vuole raccontare, il chiudere tutte le riunioni con "Dobbiamo salvare Miss Maria" di certo non aiuta dopo averlo sentito dieci volte.


Le cose migliorano proseguendo, perché alcuni personaggi crescono "tanto" e diventano più incisivi.
Complici i momenti che vedono protagonisti i membri del Vanangard (L''unità anti-valchiria di cui Amleth è capitano), una unità molto piccola che nel suo piccolo è stata caratterizzata bene.

Parlando sempre di cast, sul fronte villain, capisco cosa si volesse fare nel rapporto fra l'imperatore Klaudius ed il più giovane fra i suoi gran generali. La ricerca del "path of king" ma il comportamento del secondo risulta fortemente insipido se si confronta la sicurezza ed arroganza con cui affronta i protagonisti e le infinite paturnie che lo affliggono pochi secondi dopo.

Si ha la sensazione che sia tempo "perso" e che poteva essere dedicato ad altri personaggi.
Penso ad esempio ai primi due Gran Generali che hanno davvero pochissimo spazio. Il secondo un calcolatore maniacale e servitore "fanatico", il primo un uomo d'arme puro che ha rispetto per la vita dei suoi uomini, dei semplici cittadini e conosce il peso delle vita che ha preso e che continua a prendere in nome della sua causa.

Il "Mito" della Valchiria, cosi come la sua condizione anzi maledizione sono affrontati in modo decisamente più approfondito sebbene poco risolutivo. Quasi si volesse pensare ad un sequel.

Ed il gameplay? Si è provato a creare uno strano ibrido.
A tratti musou a squadre, a tratti action rpg con risultati...variabili.
Detto per come va detto si hanno molte più opzioni di quelle che siano necessarie.

Lo si nota soprattutto nella abnorme quantità di ragnite skill che finiscono per non avere mai un utilizzo pratico o nel sistema di crafting basato su un rng al di poco fuori luogo. Le classi? Sbilanciatissime. I Sapper (Quindi Blum e soprattutto Sara) spaccano tutto nonostante sulla carta siano la classe di supporto ruolo invece ricoperto idealmente dagli scout.

Il livello di difficoltà è tranquillo ma non va mai preso sottogamba.
Il penultimo main boss arriva al termine di una missione che può durare oltre venti minuti, si cura ed ha un attacco che può shottare in potenza tutto il party se lo si sottovaluta e si rimane in range. Il Quartultimo main boss ha due barre, si cura ed il titolo non si assicura mai di mostratelo come si deve né di dirti che le sue due parti sono immuni alla rispettive debolezze.

Per chi ha problemi con l'unico boss umanoide ricorrente (Valchiria esclusa, quella si affronta con una strategia lunga ma molto chiara sin dall'inizio) suggerisco semplicemente di usare burning field, il dot di quella skill è fuori parametro.

Buona la colonna sonora, eccezionale il cast di seiyuu.
Alcune voci le abbiamo poi risentite in VC4, a Maaya Sakamoto, Saori Hayami o Kazuya Nakai ma tutti i nomi coinvolti sono di pregio.
Daisuke Ono, Hiroshi Kamiya, Miyuki Sawashiro, Takahiro Sakurai, Yuki Kaji, Toshiyuki Morikawa, Ayumi Fujiwara, Yu Shimamura, Nobunaga Shimazaki ma si potrebbe andare avanti.
Citerò in coda Unsho Ishizuka (uno dei suoi ultimi ruoli) sul mitico Darryl e Masako Ikeda, scomparsa da poco, su Richelle la nostra "narratrice".

Cosa giocherò ora? Voglio provare a vedere se raggiungere il livello 99 è possibile o meno.
Poi mi sposterò su altro.
L'ho droppato due volte. :sadfrog: Le cut scene sono di una pesantezza insostenibile e il gameplay non mi piaceva abbastanza da giustificare quel supplizio. :asd:
 
L'ho droppato due volte. :sadfrog: Le cut scene sono di una pesantezza insostenibile e il gameplay non mi piaceva abbastanza da giustificare quel supplizio. :asd:
Lo capisco.
Sa essere pesante.
 
Gran Turismo World Series 2026 - Exhibition 1
Manufacturers Cup - Lega GT1 - Round 4 di 6


La quarta gara del campionato si disputava sul circuito originale Sardegna A e prevedeva 15 giri con auto di categoria Gr.3, con obbligo di utilizzare sia la mescola morbida sia la media. Nelle prove libere avevo segnato un buon 1:41,3xx (miglior tempo assoluto 1:39,5xx) e sapevo di avere ancora 2-3 decimi di margine. Immaginavo che per la pole position sarebbe servito un 1:41 basso o addirittura un 1:40 alto, ma confidavo che per un piazzamento nella prima metà della griglia sarebbe bastato un 1:41,5xx. Per quanto riguarda la strategia, la mescola morbida durava circa 10 giri, ma già dall’ottavo iniziava a essere troppo usurata per garantire una buona performance, soprattutto considerando che il grip su questo circuito è basso e che, anche con pneumatici nuovi, il posteriore tende a scivolare in percorrenza di curva.
Mi sono iscritto alla gara delle 19 e sono stato assegnato a una lobby da 16 giocatori con 156 punti in palio, nella quale avevo il numero 6. In entrambi i giri di qualifica ho commesso errori nell’ultimo settore, quindi non sono andato oltre un deludente 1:42,0xx. Con mia sorpresa, però, i tempi erano più alti di quanto mi aspettassi e mi sono classificato 6°. Il tempo della pole è stato un 1:41,4xx che avrei potuto eguagliare, ma il rammarico più grande è dato dal fatto che sarebbe bastato un mediocre 1:40,850 per partire in seconda posizione.
Ho deciso di partire con la mescola media e alla prima curva un irlandese su Honda ha frenato decisamente troppo presto, permettendomi di guadagnare subito una posizione. A metà del secondo giro, nella violenta frenata alla fine del secondo settore, uno spagnolo su Porsche, che era in 7ª posizione, si è lanciato all’attacco di un tedesco su Ferrari che lo precedeva, ma nel ritardare la frenata ha finito per tamponarmi mentre percorrevo la curva, scomponendo la mia auto e facendomi perdere due posizioni a vantaggio suo e del tedesco. Nella penultima curva dello stesso giro il tedesco ha avuto una brutta uscita e l’ho affiancato: abbiamo percorso l’ultima curva, da affrontare in pieno, e tutto il lunghissimo rettilineo dei box fianco a fianco, prima che riuscissi a completare il sorpasso in curva 1, dove avevo il vantaggio della traiettoria interna. Nel corso del terzo giro il tedesco alle mie spalle ha perso la posizione con una manovra evasiva per evitare di tamponarmi nella frenata alla fine del secondo settore e così mi sono ritrovato alle spalle un francese e uno svizzero, entrambi su Lamborghini. Nel giro 4 il francese mi ha tamponato, ancora una volta nella famigerata frenata alla fine del secondo settore, ma nonostante il colpo sono riuscito a mantenere la posizione. In curva 1 del giro 5, però, mi ha colpito di nuovo, mandandomi lungo nella ghiaia, e ho perso due posizioni a vantaggio delle due Lamborghini (con lo svizzero che pure mi ha tirato ua sportellata non correttissima quando ero rientrato in pista). Alla fine del giro 8, mentre ero 7°, mi sono fermato ai box per montare la mescola morbida; tra gli altri si sono fermati anche il francese su Lamborghini, che era 5°, e il tedesco su Ferrari, che era 8°, anche loro per passare da media a morbida. Lo svizzero su Lamborghini, invece, era partito con la morbida e ha proseguito per altri due giri. In quel momento avevo pista libera davanti a me e sono riuscito a guadagnargli abbastanza tempo da assicurarmi l’undercut. All’inizio del giro 11, quando tutti avevano completato la propria sosta ai box, ero 6°. Nonostante un ottimo passo con la mescola morbida (ho fatto segnare per due volte il giro veloce provvisorio) avevo alle spalle il tedesco su Ferrari che era più rapido di me (suo, a fine gara, il miglior giro assoluto) e ha recuperato rapidamente i 3 secondi di vantaggio che avevo. Nel frattempo, davanti a me, il francese su Lamborghini aveva raggiunto lo spagnolo su Porsche, partito con la morbida e in difficoltà nel secondo stint con la media. I due hanno iniziato a lottare come pagliacci, zigzagando sui rettilinei e permettendomi di avvicinarmi fino a meno di un secondo. All’inizio dell’ultimo giro sono venuti a contatto in curva 1 e il francese ha avuto la peggio, finendo sull’erba. Sono riuscito a superarlo e fortunatamente il tedesco alle mie spalle non è riuscito a fare altrettanto. Quindi ho affrontato un ultimo giro relativamente tranquillo: pur avendo solo mezzo secondo di vantaggio, il francese dietro di me era troppo impegnato a difendersi per potermi attaccare. Tra l’altro, nell’ultimo settore, i due sono venuti a contatto e alla fine il tedesco ha avuto la meglio, chiudendo 6°. Il karma ha colpito il francese. Io ho concluso la gara in 5ª posizione e ho deciso di non ripeterla: considerando che ho subito due sorpassi doppi con ram-to-pass (non puniti con penalità) direi che è andata bene così e non ho voluto rischiare oltre. Tra l'altro ho guadagnato ancora un po' di punti pilota e sono molto vicino al livello che avevo a inizio campionato, quindi, a due gare dalla fine, direi che il rischio di retrocedere al livello B è scongiurato.
Questa settimana ci sarà un week-end di pausa, perché sabato si terrà il primo round delle World Finals 2026 di GT7 a Milano. Appuntamento alla prossima settimana per il round 5.
 
Ultima modifica:
Valkyria Azure Revolution

Sono finalmente riuscito a conquistare tutti i territori "possibili" sulla mappa nonostante l'RNG abbia fatto davvero di tutto per snervarmi spawnando anche tre tactical mission in una sola volta.

Di positivo c'è stata la possibilità di incontrare anche le versioni "mass produced" di alcuni dei boss principali del titolo.
Facendo una breve disanima ed ordinandogli solo ed esclusivamente in base all'ordine in cui si affrontano originariamente

1) Fatico a comprendere quale debba essere la sua strategia offensiva, chiaro che originariamente si tratta di un boss tutorial ma è una sitting duck. Zero mobility, zero potenza offensiva. Gli scorpioni in tutte le loro varianti che fungono da heavy tank "generico" per tutto il titolo sono molto più pericolosi.

2) Indiscutibilmente la fight più noiosa ed inutilmente lunga. Se non sei equipaggiato con le ragnite skill giuste, è una fight che non si può vincere. Il boss è quasi sempre fuori range e buona parte dei suoi attacchi sono votate a farti perdere momentum nei rari momenti in cui è a bassa quota.

3) La versione "generica" non ha due barre, non usa fumogeni e non ha le immunità reciproche fra le due parti. Questa la rende di MOLTO più semplice. In compenso è riuscito a ferire gravemente alcuni miei pg. nonostante io mi trovassi sulle mura della mappa e lui molto più in basso nel cortile. Un range assurdo che non mi aspettavo anche perché normalmente lo si affronta in un'arena relativamente piccola.

4) Non vi è l'ansia della missione lunghissima e l'arena in cui mi è capitato di trovarlo aveva molto spazio a disposizione per rimanere fuori dal range dei suoi AOE. Non abusa di buff offensivi e difensivi allo stesso modo, il che lo rende decisamente più tranquillo.

Detto questo, sono al diminishing return finale per quanto riguarda l'esperienza.
Ormai credo di poter salire di livello solo riaffrontando il Boss finale che parte dal 70 vedrò se il 99 è possibile altrimenti si passa ad altro.
 
Goof Troop

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STO DIVENTANDO PAZZO!


Calma, ce la faremo. Prima o poi. Forse
Goof Troop, che perla.

Capisco bene per quelle parti :rickds:
Mi ricordo le risate da piccolo con mio fratello, che mi capitava purtroppo di calciare dei pezzi sbagliati e ci toccava rifare.

:sard:

Comunque Mikami :hall: (da qui ha preso l'inventario limitato e i vari enigmi che poi usò per Resident Evil :ahsisi:)
 
Goof Troop, che perla.

Capisco bene per quelle parti :rickds:
Mi ricordo le risate da piccolo con mio fratello, che mi capitava purtroppo di calciare dei pezzi sbagliati e ci toccava rifare.

:sard:

Comunque Mikami :hall: (da qui ha preso l'inventario limitato e i vari enigmi che poi usò per Resident Evil :ahsisi:)

Verissimo!

Sul gioco ci misi le mani per la prima volta moltissimi anni fa, ma giusto il primo livello. Ricordavo addirittura male il tipo di gioco e credevo avesse una struttura monoschermata invece di stanze collegate.
Caruccio davvero ed enigmi carini, rilassante da giocare. Sono vecchio e non riesco ancora ad entrare nella filosofia dei "cozy games" al la Animal Crossing, un gioco del genere è il giusto mix di relax e minimo di sfida.


E poi è abbastanza breve e mi aiuta ad aumentare il conto dei giochi finiti quest'anno. :sard:
 
The Witch's House MV


Come è arcinoto adoro gli rpg maker horror game e The Witch's House è uno dei titoli che più incarnano il periodo d'oro di questa categoria (Sebbene sembra stia lentamente tornando) insieme a titoli come IB o Madfather. Puntando su MV, che ho giocato molto meno rispetto all'originale, puntavo ad un'esperienza più fresca.

Complessivamente? Sempre un titolo eccellente per gli amanti del genere.
L'atmosfera è sempre perfetta, i momento coccolone sono ben distribuiti, la "famosa" casa è piena di misteri e note inquietanti.
Morire in titoli come questo è, letteralmente, d'obbligo. Il trial and error è parte intrinseca dell'esperienza e proprio per questo è molto importante che i puzzle siano difficili "il giusto". Sono il cuore pulsante che guida l'esplorazione, non devono essere troppo lineari né troppo cervellotici.

The Witch's House non ha di questi problemi, i save point abbondano e con un minimo di attenzioen si riesce sempre a venire a capo anche degli enigmi meno chiari. Questo significa che ho fatto una death run subito? Ovviamente no. Per quanto possa ricordare molte cose vi è sempre qualcosa che ti fa sbagliare. Questa volta il mio cruccio è stato il corridoio con i giavellotti che per qualche oscura ragione riuscivano a colpirmi sempre nonostante il mio timing. Superato quello però sono andato dritto per dritto per la fine. Bella soddisfazione.

E la Extra mode? Quella è una bestia diversa.
Sin dalle primissime battute è chiaro che il titolo punti ad essere più punitivo, andando a colpire quella "sicurezza" che si va a creare dopo una prima run. I puzzle passano dal presentare leggere modifiche ad essere totalmente diversi.

Cosa giocherò ora? Ho qualche candidato.
 
The Inheritance of Crimson Manor

Continuando a seguire la mia necessità di giocare qualcosa di meno impegnativo, mi sono rivolto a questo adventure-punta e clicca dal sapore nostalgico.

L'incipit è di quelli classici, dopo aver passato oltre dieci anni come assistente personale del ricchissimo magnate ferroviario Hadley Strange, il protagonista si ritrova ad esserne esecutore testamentario in seguito alla di lui morte prematura in un tragico incidente insieme a moglie e figli.

La magione è la vera protagonista del titollo.
Contrariamente a quanto viene sostenuto dalle sinossi in giro per la rete, il titolo non ha nulla di gotico o tantomeno di horror.
Esplorazione, ricerca di indizi, enigmi sono tutto quello con cui avremo a che fare. La storia che si dipana fra le pagine di diario, lettere e appunti trovati in giro è a suo modo caruccia ma non ha un finale all'altezza.

I puzzle li ho trovati discreti.
Alcuni presentano indizi decisamente poco chiari che potrebbero dar fastidio ma per il resto nulla da segnalare.
Gradevole.
 
Ib

Sembrava naturale toccarlo dopo aver giocato The Witch's House MV.
Cosa è Ib? Uno degli altri pilastri dell'età dell'oro degli rpg maker horror game. Un titolo con una atmosfera fuori dal comune, meccaniche semplice ma chiare, capace di trasmettere fin dalle primissime battute un senso di inquietudine e disagio raro...soprattutto se si tiene in conto della semplicità dell'aspetto grafico, anche in questo remake.

Durante un piacevole pomeriggio al museo in compagnia dei suoi genitori Ib, una bambina di nove anni, si ritrova letteralmente "risucchiata" all'interno di uno strano mondo in cui le opere di Weiss Guertena, autore soggetto della mostra in esposizione, prendono vita.

Sebbene rientrino all'interno dello stesso macro genere, Ib è un titolo molto diverso da The Witch's House.
Le morti improvvise per una singola decisione sbagliata sono rare. Non è insolito terminare anche una primissima run senza mai incontrare un game over.

Il vero punto di forza del titolo sta nella sua atmosfera inquietantemente surreale, dove le varie opere acquisiscono quasi sempre vita e volontà proprie con risultati spesso inaspettati. Non sempre pericolosi ma anche bizzarri, buffi, inquietanti e molto altro.

Questo remake permette di conversare costantemente con i propri compagni di viaggio.
Un'aggiunta molto positiva visto che è una meccanica fondamentale per l'ottenimento di alcuni finali ed in originale era relegata a pochissimi momenti.

Le due aree segrete aggiunte in originale tramite update sono ng+ only e...a me spiace solo che non diano risposte definitive ad alcune delle tante domande che il titolo finisce per proporti.
 
Ultima modifica:
The Pathless

Continuando la tendenza degli ultimi tempi nel scavare nel backlog mi imbattuto in The Pathless.
Seconda opera dei Giant Squid, già creatori di Abzu e del più recente Sword of The Sea, il titolo è diretto da Matt Nava noto fra le altre cose per essere stato uno degli artisti principali dietro a Journey.

Con una premessa simile mi aspettavo un titolo con una forte componente autoriale ed artistica e...non sono stato disatteso.
La premssa è semplice, asciutta. Una giovane cacciatrice armata solo di coraggio, fede e di una impareggiabile abilità nel maneggiare arco e frecce, giunge su un'isola solitaria.

Il suo obiettivo è fermare la catastrofe che sta conducendo il mondo alla rovina e che ha origine proprio in questo luogo.
Alla cacciatrice si aggiunge presto una giovane aquila, silenziosa e fondamentale compagna di avventure. La storia è "semplice" ma affascinante, raccontata attraverso frammenti ed ascoltando gli "echi" delle anime che la protagonista è in grado di ascoltare tramite un artefatto rivenuto poco dopo il suo arrivo.

Se ne dipana una quadro più complesso, che scava anche nella cultura, tradizioni e credenze degli abitanti di questi altipiani, della natura del loro pantheon e del germe di follia che ha portato la realtà sull'orlo del collasso. Ancora una volta bisogna ricostruire dopo l'idiomatico "diluvio" o miti del diluvio perché è di quelli che si parla.

L'hud è minimo, la mappa canonica assente e non vi sono indicatori classici nel vero senso della parola.
Il movimento della protagonista è regolato da una canonica barra della stamina, colpendo i talismani disseminati per l'isola la si ricarica ed allo stesso modo colpendoli mentre si corre si guadagna momentum incrementando la nostra velocità.

A questo si aggiunge l'aquila, tramite esplorazione e risoluzione di enigmi ottiene più "piume", ad ogni piuma corrisponde un battito d'ali in più ed una elevazione maggiore ogni volta che ci trasporta in giro. In mancanza di una mappa, volare ed attivare il visore sono gli strumenti principali per regolarsi sul dove andare e cosa fare.

Non vi è un ordine, un "path" prestabilito.
Siamo noi a deciderlo. Ad ostacolarci troviamo le forme corrotte delle divinità che un tempo popolavano questa terra.
Oltre a mutare ed ad apparire del tutto aliene rispetto alle loro forme originarie esse si manifestano come una sorta di "tempesta" che appare e scompare, sempre pronta ad ostacolarci.

Nel caso si finisca all'interno di una di essa partirà una sorta di sequenza stealth, in cui la protagonista dovrà nascondersi mentre cerca di recuperare l'aquila. Fallire, non comporta alcun game over ma solo la perdita di cristalli dorati fondamentali per ottenere nuove piume.

Caso isolato? No, scelta di gamedesign.
In The Pathless non esiste una barra della vita, la protagonista può cadere dal picco di una montagna senza farsi alcun male, i boss possono scagliarci a centinaia di metri di distanza...senza però ucciderla.

E non è tutto, con un arco come nostra unica arma...non abbiamo faretra né tantomeno un sistema di mira.
Il puntamento è automatico basta premere e rilasciare.

Eppure questo, non ci si annoia.
Come già detto non vi sono tutorial, le decine di puzzle che andremo a risolvere spingono ad osservare, pianificare e talvolta anche improvvisare di fronte alla presenza di nuove meccaniche o ostacoli. Come può essere uno specchio congelato. Gli scontri non sono mortali ma non sono fini a se stessi. Proponendo sempre qualcosa di differente all'interno di pattern prestabiliti.

Sono tanti i titoli a cui lo si poterebbe accostare.
Uno su tutti? Shadow of The Colossus. Un luogo solitario, una lingua "aliena", una missione che ci porta ad affrontare creature che plasmano il mondo intorno a loro.

è facile perdersi totalmente nel semplice rumoreggiare della natura per poi essere attirati dalle musiche di un Austin Wintory in grandissima forma.

Un must quindi? No ma semplicemente perché non è un titolo per tutti e non vuole esserlo.
Affascinante.

Nota personale su una certo aspetto della trama(Spoiler)
la madre Aquila ha deposto "cinque" uova non quattro.
Il quinto dovrebbe essere il Grande Squalo Bianco di Abzu. Siamo nello stesso mondo.

Vc3nZ_92 leggila. Se ti piace aggiungi pure.
 
Gran Turismo World Series 2026 - Exhibition 1
Manufacturers Cup - Lega GT1 - Round 5 di 6


Dopo un sabato di pausa (per l'evento in diretta delle finali mondiali delle GTWS 2026), è ripresa la stagione con la seconda e ultima gara della categoria Gr.4. La gara prevedeva 13 giri sul circuito Mount Panorama di Bathurst, con la possibilità di usare esclusivamente la mescola media e l'obbligo di effettuare almeno un pit stop. In teoria era possibile completare la gara con un solo treno di gomme, ma il tempo perso negli ultimi giri a causa degli pneumatici usurati sarebbe stato maggiore dei pochi secondi risparmiati non effettuando il cambio durante il pit stop obbligatorio. Nelle prove libere avevo segnato un buono 2:15,0xx (miglior tempo globale 2:12,6xx), per cui speravo in una buona qualifica, ma ero consapevole che in gara sarebbe dipeso molto dalla fortuna nelle tortuose sezioni in salita e in discesa, in cui si sfreccia a pochi centimetri dai muri.
Ho saltato gli slot delle 19:00 e delle 21:00 per la finale di Champions League e mi sono iscritto alla gara delle 23:00, finendo con il numero 3 in una lobby da 16 giocatori e 158 punti a disposizione del vincitore. L'unico giro di qualifica è andato decisamente male, con un brutto 2:16,5xx che mi ha relegato alla 12ª posizione. La pole position era irraggiungibile (2:14,4xx), ma sarebbe bastato un abbordabilissimo 2:16,2xx per partire in 7ª posizione.
Il semaforo verde è scattato mentre affrontavo l'ultima curva, il che mi ha fatto perdere un po' di terreno dall'auto che mi precedeva ma anche guadagnarne su quella che mi seguiva, che doveva ancora iniziare la curva al momento della partenza. I primi tre giri sono andati piuttosto bene: orbitavo intorno alla 10ª posizione e il gruppo era molto compatto, con continui sorpassi grazie a piccoli e grandi errori altrui e alle scie nei due lunghi rettilinei del circuito. Nel giro 4 è arrivato il disastro che ha compromesso la gara: un francese su Nissan, in 8ª posizione, è quasi finito in testacoda in curva 2 e ha perso due posizioni; io, che ero 11°, avevo molta più velocità di lui nella salita verso curva 3 e ho provato a infilarmi all'interno, ma lui ha chiuso la traiettoria spingendomi contro il muro interno. Il rimbalzo della mia auto sul muro ha spinto la sua verso l'esterno, colpendo un'altra vettura che stava tentando di sorpassarlo dal lato esterno e spedendola contro il muro. Il gioco mi ha considerato responsabile della carambola e ho preso una penalità di 3 secondi. Inizialmente non ero convinto, ma rivedendo il replay la colpa era effettivamente mia: il francese era più lento, ma il mio muso arrivava appena a metà della sua auto, quindi la precedenza sulla traiettoria interna in curva era sua e io avrei dovuto alzare il piede (anzi, il dito :asd:) dall'acceleratore.
Una volta scontata la penalità ero desolatamente ultimo, ma il passo era buono, con anche alcuni intertempi record, e grazie a lotte, errori e incidenti altrui ero risalito fino alla 13ª posizione, riagganciandomi a un gruppo che arrivava fino alla 8ª. Alla fine del giro 6 ho effettuato il pit stop e sostituito gli pneumatici, ma nel giro 7 ho preso un'altra devastante penalità da 1 secondo per violazione dei limiti del circuito. Probabilmente è stata una sanzione troppo severa: 0,5 secondi sarebbero stati sufficienti, considerando che ho superato di poco la linea interna di curva 13.
La gara, però, era imprevedibile e una volta che tutti avevano effettuato il pit stop, alla fine del giro 10, ero di nuovo 12° e agganciato a un gruppo che arrivava fino alla 9ª posizione. Grazie a una penalità inflitta a uno spagnolo su Porsche ero diventato 11°, ma nell'ultimo giro, in frenata alla chicane delle curve 21 e 22, sono stato tamponato dal francese su Nissan (lo stesso dell'incidente nel giro 4) che mi seguiva e sono finito lungo nell'erba, perdendo due posizioni. Inspiegabilmente il francese non ha ricevuto alcuna penalità.
Alla fine ho chiuso in 13ª posizione una gara nella quale avevo sicuramente il potenziale per un piazzamento in top-8 nonostante la brutta qualifica. Appuntamento a sabato per l'ultima gara del campionato.
 
Kingdom Shell

In questi giorni mi sono dedicato a questo metroidvania nato come one man project da parte di uno sviluppatore turco.

La natura indie si sente "tanto", il titolo è sporco in molti aspetti.
La musica tende a loopare troppo in fretta (nelle boss fight non ci si fa caso, ma durante l'esplorazione SI), le opzioni di movimento superiore si ottengono troppo tardi.

Morire non comporta alcuna penalità se non la perdità di un po' di denaro, che potrebbe essere più o meno rilevante a seconda delle nostre necessità. La componente rpg del titolo è molto limitata. Il personaggio non livella, non ottiene nuove armi ma può equipaggiare vari tipi di charm, potenziare il suo pendente per equipaggiarli.

La magia ha un uso relativamente limitato.
Funge da ideale arma secondaria ma, ancor di più, come mezzo per risolvere i vari puzzle che troveremo durante l'esplorazione.
è un aspetto che potrebbe non essere gradito a tutti, perché soprattutto nell'endgame diventano motlo preponderanti cosi come un po' di platforming "estremo" che non guasta mai.

Le boss fight sono numerose e tendenzialmente molto varie.
Imparare i pattern è un piacere e perdere non è frustrante.

Positiva la possibilità di piazzare dei marker sulla mappa per zone da "rivedere" cosi come il segnalare la presenza di mercanti o hint e sedi di puzzle statici.

Lo stile utilizzato per la pixel art mi ha ricordato un po' Blasphemous.
Il setting e la storia fanno il loro. Trovo che si potessero approfondire meglio alcuni passaggi ed il ruolo di alcuni pg. ma fa il suo.
Il protagonista non parla ma i suoi gesti parlano per lui, cosi come le descrizioni dei suoi oggetti e spell.

Durata? Nella media del genere, poco più di una decina di ore.

Giudizio? Un discreto esponente del genere.
Per me i metroidvania non bastano mai, quindi ben venga.
 
Gran Turismo World Series 2026 - Exhibition 1
Manufacturers Cup - Lega GT1 - Round di 6


L'ultima gara del campionato prevedeva 5 giri sul Nürburgring in configurazione Endurance con auto di categoria Gr.3. Era disponibile soltanto la mescola dura, oltre a quelle da bagnato, e il meteo era casuale sia in qualifica sia in gara. Inoltre, anche in caso di gara asciutta, era obbligatorio effettuare almeno un pit stop. Nelle prove libere avevo girato poco, segnando come miglior tempo un 8:07 (miglior tempo globale 7:50 :sard:), ma sapevo che con un buon giro avrei potuto limare altri 2 o 3 secondi.
Mi sono iscritto alla gara delle 19:00 e avevo il numero 5 in una lobby da 16 giocatori, con 154 punti in palio e ben cinque italiani al via. Un giocatore ha avuto problemi di connessione all'ingresso nella stanza e quindi abbiamo iniziato la qualifica in 15. La sessione si è svolta con il sole, ma ho commesso comunque tanti piccoli errori che mi avrebbero portato a un 8:09, diventato poi 8:10 a causa di un brutto errore nell'ultima curva: ho toccato il guard rail in uscita, danneggiando lo spoiler anteriore e la sospensione anteriore sinistra. Le prime due posizioni erano fuori portata (7:59 per uno spagnolo e 8:03 per un austriaco), ma avrei potuto fare decisamente meglio della 9ª posizione ottenuta.
Anche la gara si è disputata con il sole. La partenza è stata spettacolare: in curva 1 ho affiancato all'esterno il belga su Subaru che partiva 8°, e nella successiva curva 2 avevo il vantaggio dell'interno, con cui ho completato il sorpasso. Subito dopo, tra le curve 3 e 4, c'è stata parecchia confusione davanti a me, con piccoli contatti e relativa perdita di velocità, e sono riuscito ad approfittarne prendendo la traiettoria interna in curva 4 e uscendo in 5ª posizione. Arrivati alla fine del circuito GP e all'ingresso dell'inferno verde, la situazione era questa: lo spagnolo era in fuga al comando; a circa 5 secondi di distanza c'era un gruppo di tre auto; altri 3 secondi più indietro c'era un gruppo guidato da me che arrivava fino alla 10ª posizione. Ho guidato abbastanza bene per metà giro, fino alla temibile Mutkurve — da affrontare in 5ª marcia a 220 km/h — dove sono arrivato con il belga su Subaru che mi aveva affiancato sulla destra. A quel punto avevo una traiettoria d'ingresso non ottimale per una curva verso sinistra, ho messo le ruote del lato sinistro sull'erba e il fondo dell'auto è salito sul cordolo, sollevando l'asse anteriore per un secondo. Ovviamente, senza controllo della vettura, sono finito largo urtando il guard rail a destra in uscita e ho perso due posizioni a favore del belga e di un finlandese su Ferrari. Ero 7°, con alle spalle uno svizzero su Porsche (molto veloce, ma dietro di me a causa di un incidente nelle prime curve) e due italiani, uno su Audi e uno su Porsche. Nel secondo giro sono riuscito a riavvicinarmi al finlandese, mentre il belga era ormai scappato via. Pur essendo più veloce, però, non ho voluto correre rischi per il sorpasso e ho atteso il lungo rettilineo Döttinger Höhe. Lì sono riuscito a superarlo, ma subito dopo sono stato a mia volta superato dall'italiano su Porsche che aveva sfruttato la mia scia. Ero ancora 7°, ma il giro non era ancora finito. Nell'ultima curva sono andato lungo in frenata e ho perso tre posizioni, venendo superato dallo svizzero, dal finlandese e dall'italiano su Audi. Lo svizzero e io ci siamo fermati ai box per il pit stop con cambio gomme, mentre il resto del gruppo ha proseguito. Si è rivelata un'ottima strategia: sono uscito in 12ª posizione. Lo svizzero era più veloce di me e mi ha rifilato 5 secondi nell'out lap, ma il mio giro con pista libera non è stato niente male. Quando alla fine del terzo giro gli altri si sono fermati ai box, mi sono ritrovato in 8ª posizione con circa un secondo di vantaggio sul finlandese su Ferrari e sull'italiano su Audi, che ho sfilato proprio mentre uscivano dalla pit lane. Nel quarto giro ho costruito un buon margine di circa 4 secondi, che sono poi riuscito a mantenere anche nel quinto. Nonostante qualche piccolo errore abbia fatto scendere il vantaggio fino a 2,5 secondi, non ho mai rischiato realmente nulla e ho chiuso comunque con oltre 4 secondi di vantaggio sul finlandese e circa 5 secondi di ritardo dal belga su Subaru, che era stato superato dallo svizzero nelle fasi finali.
One and done: mi sono accontentato dell'8ª posizione senza rischiare di giocarmi gli altri slot, con la possibilità di incappare in gare più complicate a causa del meteo o di incidenti vari.
Chiudo una stagione non brillante, ma nella quale ho comunque ottenuto un 3° posto (in una gara bagnata) e perso pochi punti pilota. Considerando che la Manu Cup non è la competizione in cui riesco a esprimermi meglio (con mio dispiacere, perché è quella che mi piace di più come format), va bene così. Nella Nations Cup potrei e dovrei ottenere risultati migliori. Vediamo se inizierà sabato (nel qual caso il calendario dovrebbe essere pubblicato questa notte) o se ci saranno una o due settimane di pausa.
 
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