Ufficiale Geopolitica

  • Autore discussione Autore discussione Gianpi
  • Data d'inizio Data d'inizio
ufficiale
lol se succede... :segnormechico:

ora non mi viene in mente nella storia dell'umanità un paese che pugnala alle spalle cosi apertamente da vero giuda alleati e vassalli storici, penso da secoli. (giusto italia nella ww1??? ironicamente penso che se accade sul serio invasione della groelandia, meloni e italia baceranno ancora il culo agli USA, anche quando sono apertamente ostili all'europa e nato:sard:)

io sono della linea di pensiero che eventi di la eventi di qua, alla fine dei conti

nothing-ever-happens.png



non accade mai niente che cambia lo status quo del mondo, tranne in questo caso, se invadono la groelandia, il legame USA e nato-europa crolla per sempre.
 
Che schifezza, la sua aggressione di oggi ed il fatto che possa insegnare pubblicamente

E a riferirci di Vasapollo, a cornice, ecco un profilo di meschini avvoltoi che vorrebbero dare lezioni dal loro pulpito. La nazionalità della donna cubana stavolta non è servita a quelli di welcometofavelas a portare avanti narrazioni a sfondo razzista, con tanto di immagine generata da IA, e aizzare animi di questa categoria come invece hanno fatto in questo post dove la nazionalità è stata usata in tale contesto.


La nazionalità in questo caso è diventata parte di una donna di cui preoccuparsi (certo) in un post che sicuramente non è stato concepito con l'intento di spalare merda su tutto un campo di idee e persone.

Così come questo video (che ho scoperto essere l'origine della clip con i due venezuelani alla manifestazione della CGIL) sicuramente non è stato concepito per giustificare Trump (acclarato peraltro dal fatto che non c'è nessuna tendenza ad interrompere gli intervistati; quando poi sono indifendibili si coglie l'opportunità lasciandoli parlare a ruota libera, ovviamente) :sisi:



Insomma, quanto a schifo si difendono bene pure loro

La trumpfobia :rickds:


E Rizzo nei video del profilo IG degli stessi geni (non che mi sorprenda) che ci rimprovera per l'indignazione verso l'attacco al Venezuela stracciandoci le palle col solito whataboutism anche su Trump dopo averlo fatto su Putin (non che mi sorprenda x2). Beh, almeno è coerente, whataboutism su tutto, non fa distinzioni tra "buoni e cattivi" pur di giustificare l'imperialista di turno :asd:

 
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Il giornalismo di inchiesta deve essere andato in letargo. Una foto di un professore con una qualsiasi altra personalità ma di destra avrebbe scatenato l'inferno :asd:
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Un esercito potentissimo che non può fermare una barchetta dalla Tunisia perché il dritto internazionale .
Non e' la barchetta della Tunisia il problema oggi
 
Non e' la barchetta della Tunisia il problema oggi
Il problema è che non possiamo controllare i nostri confini ma un domani mandiamo un esercito controllato da un organismo sovranazionale a presidiare le coste di Taiwan a 9000km di distanza.
A me non piace molto come prospettiva.
 
Il problema è che non possiamo controllare i nostri confini ma un domani mandiamo un esercito controllato da un organismo sovranazionale a presidiare le coste di Taiwan a 9000km di distanza.
A me non piace molto come prospettiva.
Ti piace contare come il 2 di mazze con la briscola a coppe dato che e' questa la considerazione che hanno i nostri rivali e alleati
 
La genealogia del diritto internazionale, che è prevalentemente europea e quindi ne riflette pensiero e sistemi giuridici, può creare ostacoli alla sua ambizione di essere o diventare universale quando richiede a Paesi fuori dall'Europa, magari più in generale fuori dall'Occidente, come in Africa e in Asia, di accettare la sua dottrina, no? Penso a differenze nella concezione di sovranità e legalità, dei valori giuridici (quindi di interpretazione), a norme percepite come esterne o frutto di interessi europei/occidentali (strumenti di controllo) sulla base della suddetta eredità, al tentativo da parte di Paesi non "occidentali" di inserire nel diritto internazionale elementi delle loro tradizioni e non so che altro.

Queste cose fanno tutte parte del problema del paternalismo costituzionale internazionale?
Sì, la dottrina è legata ad un preciso momento storico del pensiero giuridico e si evolve costantemente così come la normativa e la giurisprudenza.
Tutti i nuovi attori principali nella comunità internazionale hanno la propria dottrina che, trattandosi di mere opinioni accademiche non codificate, conta molto poco (così come quella dei precedenti attori) e alla fine vince de facto sempre il più forte.
 
Io mi chiedo se davvero qualcuno ci crede.
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Si ma non ti incazzà con me :asd:
Mica lo sto giustificando, che sia un demente senile conservatore imperialista ecc ecc lo so bene, ma un escalation così io onestamente non me la spiego, così non mi spiego come non sia stato stoppato dagli organi competenti in USA ed fuori.
Sono schifato e preoccupato quanto te, e l'unica spiegazione (non giustificazione) che mi do è che questo a breve schiatta e vuole accellerare le sue "politiche".
Me lo chiedo anche io. C'è un limite a tutto
 
Ultima modifica:
Le iraniane e gli iraniani non vogliono interventi internazionali, americani o inglesi, abbiamo una lunga storia su questo nel XX secolo…Siamo molto critici verso l’ interessamento di alcuni paesi, e gli interessi di un colonialismo economico e politico che ci sono dietro. Oggi una delle cose più inquietanti è la figura del figlio dello scià, Reza Pahlavi, che vive negli Stati uniti e si sta auto-proponendo come garante politico nella transizione dei poteri. Non è amato in Iran e non è mai stato particolarmente attivo, ma sta cercando di far passare l’idea che l’obbiettivo di questa rivoluzione è rimettere al potere la monarchia. I suoi interlocutori sono Netanyahu e Trump che appunto minaccia di far cadere le bombe sull’Iran.
Reza Pahlavi non ha alcuna legittimità di parlare in nome del popolo iraniano…ma cominciano a circolare in rete video delle proteste in cui il suono è stato cambiato per sostituirlo con canti a favore della monarchia. Sono manipolazioni che rendono però l’idea dei pericoli futuri possibili. Perché questa rivoluzione è nata ancora una volta dalla strada, dai mercati, i «bazar», da una forza popolare; invece si sta cercando di inquinarla per portare il Paese di nuovo verso una soluzione autoritaria. La società civile in Iran è molto strutturata ma si vuole dimostrare il contrario. Ci sono molte possibili democrazie in Iran, Israele e gli Usa però non vogliono permettere che trovino la propria strada.

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Sempre così loquace, a un tratto Rutte ha perso la parola!

 
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Le iraniane e gli iraniani non vogliono interventi internazionali, americani o inglesi, abbiamo una lunga storia su questo nel XX secolo…Siamo molto critici verso l’ interessamento di alcuni paesi, e gli interessi di un colonialismo economico e politico che ci sono dietro. Oggi una delle cose più inquietanti è la figura del figlio dello scià, Reza Pahlavi, che vive negli Stati uniti e si sta auto-proponendo come garante politico nella transizione dei poteri. Non è amato in Iran e non è mai stato particolarmente attivo, ma sta cercando di far passare l’idea che l’obbiettivo di questa rivoluzione è rimettere al potere la monarchia. I suoi interlocutori sono Netanyahu e Trump che appunto minaccia di far cadere le bombe sull’Iran.
Reza Pahlavi non ha alcuna legittimità di parlare in nome del popolo iraniano…ma cominciano a circolare in rete video delle proteste in cui il suono è stato cambiato per sostituirlo con canti a favore della monarchia. Sono manipolazioni che rendono però l’idea dei pericoli futuri possibili. Perché questa rivoluzione è nata ancora una volta dalla strada, dai mercati, i «bazar», da una forza popolare; invece si sta cercando di inquinarla per portare il Paese di nuovo verso una soluzione autoritaria. La società civile in Iran è molto strutturata ma si vuole dimostrare il contrario. Ci sono molte possibili democrazie in Iran, Israele e gli Usa però non vogliono permettere che trovino la propria strada.

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Sempre così loquace, a un tratto Rutte ha perso la parola!


Rutte is the new Tajani.
 
Le iraniane e gli iraniani non vogliono interventi internazionali, americani o inglesi, abbiamo una lunga storia su questo nel XX secolo…Siamo molto critici verso l’ interessamento di alcuni paesi, e gli interessi di un colonialismo economico e politico che ci sono dietro.
Eh, all'incirca la stessa cosa che dice da tempo Masih Alinejad



E dopo la pagina wiki di Alinejad la prima cosa che scelsi di inserire nell'OP quando aprii il topic sulle proteste in Iran, che ricordo che se vogliamo possiamo ancora usare. Lascio il link:



non accade mai niente che cambia lo status quo del mondo, tranne in questo caso, se invadono la groelandia, il legame USA e nato-europa crolla per sempre.
E in tal caso cosa succederebbe al pretesto di Putin? A proposito

Ma io non mi rivolgevo a lui personalmente, ma a tutto quello che lui rappresenta: si prende una singolarità per criminalizzare un intero movimento, un pensiero, un'idea così come è stato fatto con i propal, con Albanese, con i pacifisti che non schierandosi con l'invasione irachena erano terroristi sostenitori di Saddam, con Assange, Mamdani ecc.
Stile esercito di bot messo in piedi da Israele per intenderci.
Su questo concordo. Che sia fatto più o meno istintivamente, perché frutto di bias, lungo direttrici ideologiche e/o seguendo una precisa strategia comunicativa è un meccanismo di delegittimazione fraudolenta che prende di mira il singolo punto di riferimento, che può anche fare uscite sbagliate, senza confrontarsi nel merito dei testi (compreso il suo lavoro), delle idee e della realtà dei fatti, nel tentativo di intaccare per estensione e di riflesso ciò che rappresenta, tutto un movimento e tutta una causa. Quando capita, lo schema introdotto è all'incirca questo:

“Il vero problema non sono i crimini denunciati, ma il fatto che qualcuno li denunci in questo modo”

Si satura lo spazio informativo con la polemica intorno ad un giudizio sulla sua persona per spostare il discorso appunto lontano dai crimini denunciati. Si fa leva su un entimema fallace come questo, sottintendendolo:

“Se questa è la persona (moralmente inaccettabile o 'sospetta/ambigua') che difende questa causa, allora la causa è sbagliata”

Ci sono tre fallacie:
1) argumentum ad hominem
2) fallacia genetica
3) colpa per associazione

Ora però non paragonarmi Johnson ad Albanese lasciando intendere che anche lì ti hanno risposto con queste tre fallacie. Casi leggermente diversi :asd:

Detto ciò, d'altra parte non è umanamente possibile che il ragazzo con i capelli lunghi verso la fine del video di welcometofavelas caricato su YT dia una risposta migliore e meno attaccabile del SEGRETARIO della CGIL che ha organizzato la manifestazione, il quale invece spara come se nulla fosse un "Maduro presidente eletto dal popolo". Sostituite Landini col ragazzo, che almeno si fa usare di meno da chi giustifica Trump/gli USA e vuole spostare continuamente il famoso punto

Tra parentesi e visto che si parlava di lei, Albanese stessa ha paragonato Palestina e Ucraina trattando le due questioni con la medesima urgenza, senza cercare cose come "eh ma lì ci sono due eserciti che combattono", "eh ma la storia", "eh ma i russofoni", "eh ma la NATO"





E la CGIL ha appena dimostrato per l'ennesima volta che per scendere in piazza contro un'aggressione armata (come si fece per l'Iraq che hai citato) non c'è bisogno del genocidio
 
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Rutte is the new Tajani.

Tajani è diventato ormai un maitre a penseur in grado di influenzare persino Trump :asd:
In questa intervista al NYT, oltre a dichiarare che potrebbe essere costretto a scegliere tra Groenlandia e NATO, Trump esprime concetti interessanti in merito al suo delirio di onnipotenza (inconfutabile dal punto di vista psichiatrico).

Il limite al mio potere di scatenare la potenza militare per costringere, colpire o invadere le nazioni di tutto il mondo?
Non il diritto internazionale o i trattati, ma solo la mia moralità! :allegri:
Quando è stato ulteriormente sollecitato sul fatto che la sua amministrazione avesse bisogno di rispettare il diritto internazionale, Trump ha detto: "Lo faccio", ma ha chiarito che sarebbe stato lui l'arbitro quando tali vincoli si sarebbero applicati agli Stati Uniti. "Dipende da quale sia la tua definizione di diritto internazionale" (questo è Tajani che parla :rickds:)

Mi ha fatto venire in mente il monologo di De Niro (Max Cady) in Cape Fear - Il Promontorio Della Paura:
"Io sono simile a Dio e Dio è simile a me. Io sono grande quanto Dio e Egli è piccolo quanto me. Egli non può essere al di sopra me né io al di sotto di Lui."
:ryan:


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Eh, all'incirca la stessa cosa che dice da tempo Masih Alinejad



Ma infatti non si capisce perché oltre alla democrazia occidentale è tutto tirannia e terrore.
Anche qui mi vengono in mente le parole di Kenneth Waltz:
"I cittadini degli Stati democratici tendono a pensare ai loro paesi come buoni, a prescindere da ciò che fanno, semplicemente perché sono democratici...gli Stati democratici tendono anche a pensare agli Stati non democratici come cattivi, a prescindere da ciò che fanno, semplicemente perché non sono democratici"
 
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Tajani è diventato ormai un maitre a penseur in grado di influenzare persino Trump :asd:
In questa intervista al NYT, oltre a dichiarare che potrebbe essere costretto a scegliere tra Groenlandia e NATO, Trump esprime concetti interessanti in merito al suo delirio di onnipotenza (inconfutabile dal punto di vista psichiatrico).

Il limite al mio potere di scatenare la potenza militare per costringere, colpire o invadere le nazioni di tutto il mondo?
Non il diritto internazionale o i trattati, ma solo la mia moralità! :allegri:
Quando è stato ulteriormente sollecitato sul fatto che la sua amministrazione avesse bisogno di rispettare il diritto internazionale, Trump ha detto: "Lo faccio", ma ha chiarito che sarebbe stato lui l'arbitro quando tali vincoli si sarebbero applicati agli Stati Uniti. "Dipende da quale sia la tua definizione di diritto internazionale" (questo è Tajani che parla :rickds:)

Mi ha fatto venire in mente il monologo di De Niro (Max Cady) in Cape Fear - Il Promontorio Della Paura:
"Io sono simile a Dio e Dio è simile a me. Io sono grande quanto Dio e Egli è piccolo quanto me. Egli non può essere al di sopra me né io al di sotto di Lui."
:ryan:


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Ma infatti non si capisce perché oltre alla democrazia occidentale è tutto tirannia e terrore.
Anche qui mi vengono in mente le parole di Kenneth Waltz:
"I cittadini degli Stati democratici tendono a pensare ai loro paesi come buoni, a prescindere da ciò che fanno, semplicemente perché sono democratici...gli Stati democratici tendono anche a pensare agli Stati non democratici come cattivi, a prescindere da ciò che fanno, semplicemente perché non sono democratici"
Povero Tajani, tutti a prenderlo per il culo quando disse che "il diritto internazionale vale ma fino ad un certo punto" mentre gli sarebbe bastato dire che "il diritto internazionale vale ma fino a quando lo dice l'egemone", magari con un paio d'esempio, e tutti avrebbero solo potuto stare zitti.

Quanto alla seconda parte del post, mi limito a sottolineare quanto già detto: non esiste un istituto che rilasci ai vari Stati la patente di democrazia. Al massimo, esiste uno Stato -o un insieme di Stati- che si definiscono arbitrariamente democratici e che definiscono, in modo altrettanto arbitrario, quali Stati non lo siano. E, su questa base, il diritto internazionale vale (per i nemici) o non vale (per gli amici).
 
Povero Tajani, tutti a prenderlo per il culo quando disse che "il diritto internazionale vale ma fino ad un certo punto" mentre gli sarebbe bastato dire che "il diritto internazionale vale ma fino a quando lo dice l'egemone", magari con un paio d'esempio, e tutti avrebbero solo potuto stare zitti.
Sempre che non avesse aggiunto "e ci sta bene così"
Quanto alla seconda parte del post, mi limito a sottolineare quanto già detto: non esiste un istituto che rilasci ai vari Stati la patente di democrazia. Al massimo, esiste uno Stato -o un insieme di Stati- che si definiscono arbitrariamente democratici e che definiscono, in modo altrettanto arbitrario, quali Stati non lo siano. E, su questa base, il diritto internazionale vale (per i nemici) o non vale (per gli amici).
:hmm: L'ultima frase, o meglio a partire dalla seconda virgola, sicuramente. Ma se parliamo di pura arbitrarietà nella definizione che gli attuali Stati democratici danno del proprio sistema, togliendo qualsiasi paletto relativo a dati storici, giuridici e politici, prendiamo una china bislacca con cui si può arrivare a sostenere che sia totalmente arbitrario definire l'Italia di oggi un sistema più democratico rispetto a quello del ventennio
 
Certo che ognuno può dire quello che vuole: certamente qualcuno potrebbe sostenere che l'Italia fascista fosse più democratica di quella attuale. Certo, motivare l'affermazione è tutto un altro paio di maniche e non è neanche detto che si sia tenuti a motivare la propria affermazione. E, ovviamente, bisogna definire cosa si intenda per democrazia.
Al di là di questo, ripeto: non esiste una patente di democrazia e nessuno attribuisce ad uno Stato il diritto di definire altri Stati una democrazia.
 
Ultima modifica:
Certo che ognuno può dire quello che vuole: certamente qualcuno potrebbe sostenere che l'Italia fascista fosse più democratica di quella attuale. Certo, motivare l'affermazione è tutto un altro paio di maniche e non è neanche detto che si sia motivati a motivare la propria affermazione.
Appunto, fino a prova contraria la ritengo un'affermazione insostenibile
E, ovviamente, bisogna definire cosa si intenda per democrazia.
Chiaro
Al di là di questo, ripeto: non esiste una patente di democrazia e nessuno attribuisce ad uno Stato il diritto di definire altri Stati una democrazia.
Se ad esprimere questa classificazione è l'élite politica di uno Stato allora si tratta di un giudizio politico e considerato chi sta parlando la sua espressione può essere soggetta a/orientata da criteri di convenienza.

Poi ci sono agenzie, istituzioni, comitati a carattere sovranazionale (es: ONU, OSCE) che producono analisi fattuali segnalando problemi in ambito di libertà civili, trasparenza, in generale governance. Certo, basate su standard occidentali e non dico siano infallibili, ma quello che producono è diverso dal giudizio politico dell'élite governativa di uno Stato. Non mi risulta che questi enti siano autorizzati a dichiarare/decretare "ufficialmente" che uno Stato sia una democrazia o una dittatura (quelle che hai chiamato patenti)
Quanto alla seconda parte del post, mi limito a sottolineare quanto già detto: non esiste un istituto che rilasci ai vari Stati la patente di democrazia. Al massimo, esiste uno Stato -o un insieme di Stati- che si definiscono arbitrariamente democratici e che definiscono, in modo altrettanto arbitrario, quali Stati non lo siano. E, su questa base, il diritto internazionale vale (per i nemici) o non vale (per gli amici).
Aggiungo che il grassetto non indica un comportamento prerogativa degli Stati che si definiscono democratici, bensì lo è di tutti gli Stati.

Ma poi nessuno Stato al mondo si definisce una dittatura, ovviamente. La Russia si definisce una democrazia, così come la Cina. Correggetemi se sbaglio
 
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Eh, all'incirca la stessa cosa che dice da tempo Masih Alinejad
Simpatica la tipa. Non la conoscevo.
Poi ci sono agenzie, istituzioni, comitati a carattere sovranazionale (es: ONU, OSCE) che producono analisi fattuali segnalando problemi in ambito di libertà civili, trasparenza, in generale governance. Certo, basate su standard occidentali e non dico siano infallibili, ma quello che producono è diverso dal giudizio politico dell'élite governativa di uno Stato. Non mi risulta che questi enti siano autorizzati a dichiarare/decretare "ufficialmente" che uno Stato sia una democrazia o una dittatura (quelle che hai chiamato patenti)
Sulla questione Democrazia VS Autocrazia sono state scritte milioni di pagine nel corso dei secoli: Rousseau, Montesquieu, Schmitt, Bobbio, Kelsen, Dahl, Zagrebelski, Sartori, Arendt... :asd:
 
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