Europe should discuss ‘how to give guarantees to Russia the day it returns to the negotiating table,’ the French president said.
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1. Faccio bene a prendere questa risposta come un "sì" alla domanda "intendi sviluppo di armi biologiche/chimiche come da accusa russa?"
2. Non prendi in seria considerazione l'articolo di The Intercept, il Fact Sheet, il documento della Taylor & Francis Group intitolato "False allegations of biological-weapons use from Putin’s Russia" e il resto postato anche da altri?
Un'interessante analisi di Stephan M. Walt, professore di relazioni internazionali all'università di Harvard
Riporto alcuni estratti.
Poiché la guerra è incerta, le informazioni affidabili sono scarse e nessuno ha la sfera di cristallo, si potrebbe pensare che questa situazione spinga gli osservatori a dare un giusto ascolto a prospettive alternative anche quando non sono in linea con la propria. Invece, i dibattiti sulla responsabilità della guerra e sulla corretta linea d'azione da seguire sono stati insolitamente intolleranti.
[...] E' particolarmente sorprendente come gli interventisti liberali, i neoconservatori impenitenti e una manciata di progressisti che sono tutti favorevoli all'Ucraina sembrino non avere alcun dubbio sulle origini del conflitto o sulla giusta linea di condotta da seguire oggi. Per loro, il presidente russo Vladimir Putin è l'unico e totalmente responsabile della guerra, e gli unici errori che altri possono aver commesso in passato sono stati quelli di essere troppo gentili con la Russia e troppo disposti ad acquistare il suo petrolio e il suo gas. L'unico risultato che sono disposti a ottenere è una completa vittoria ucraina, idealmente accompagnata dal cambio di regime a Mosca, dall'imposizione di risarcimenti per finanziare la ricostruzione ucraina e dai processi per crimini di guerra a Putin e ai suoi associati. Convinti che qualcosa di meno di questo felice risultato ricompenserà l'aggressività e minerà la deterrenza.
[...] Se si ha la temerarietà di suggerire che l'allargamento della NATO (e le politiche ad esso correlate) ha contribuito a spianare la strada alla guerra, se si ritiene che il risultato più probabile sia un accordo negoziato e che sarebbe auspicabile arrivarci prima piuttosto che dopo, e se sei favorevole a sostenere l'Ucraina ma pensi che questo obiettivo debba essere soppesato rispetto ad altri interessi, sei quasi certo di essere bollato come un tirapiedi pro-Putin, un pacificatore, un isolazionista o peggio.
[...] Uno dei motivi per cui il dibattito pubblico è così acceso è l'indignazione morale, e ho una certa simpatia per questa posizione. Quello che la Russia sta facendo all'Ucraina è orribile, ed è facile capire perché le persone siano arrabbiate, desiderose di sostenere Kyiv in ogni modo possibile, felici di condannare i leader russi per i loro crimini e disposte a infliggere una sorta di punizione ai colpevoli.
[...] Tuttavia l'indignazione morale non è una politica e la rabbia nei confronti di Putin e della Russia non ci dice quale sia l'approccio migliore per l'Ucraina o per il mondo [...] Né l'indignazione per l'attuale condotta della Russia giustifica che coloro che hanno avvertito che la politica occidentale stava rendendo più probabile un conflitto futuro fossero dalla parte di Mosca. Spiegare perché è successo qualcosa di brutto non significa giustificarlo o difenderlo, e invocare la diplomazia (pur evidenziando gli ostacoli che tale sforzo incontrerebbe) non comporta mancanza di preoccupazione per la stessa Ucraina.
[...] I fautori dell'allargamento ora insistono che Putin ei suoi associati non sono mai stati preoccupati per l'allargamento della NATO e che le loro numerose proteste su questa politica erano solo una gigantesca cortina fumogena che nascondeva ambizioni imperialiste di vecchia data [...] ma queste linee di difesa non si adattano ai fatti: dal punto di vista russo, l'allargamento della NATO, l'accordo di adesione all'UE con l'Ucraina del 2014 e il sostegno occidentale alle rivoluzioni colorate a favore della democrazia facevano parte di un pacchetto continuo e sempre più preoccupante.
[...] Il mondo pensava che i paesi democratici stessero benignamente espandendo l'ordine basato sulle regole e creando una vasta zona di pace, ma il risultato fu esattamente l'opposto. Putin dovrebbe essere condannato per essere paranoico, troppo sicuro di sé e senza cuore, ma i politici occidentali dovrebbero essere accusati di essere arroganti, ingenui e sprezzanti.
[...] e se la guerra finisse con un compromesso disordinato e deludente invece di un lieto fine Hollywoodiano che la maggior parte del mondo vorrebbe vedere? Nonostante i positivi progressi compiuti dall'Ucraina negli ultimi mesi, un risultato così insoddisfacente potrebbe essere ancora il risultato più probabile.
Se la Russia controlla ancora notevoli quantità di territorio ucraino tra un anno, se l'Ucraina subisce ulteriori danni nel frattempo, Putin governa ancora nonostante il danno che la sua guerra ha arrecato alla Russia, e gli alleati europei degli Stati Uniti hanno dovuto assorbire un altro afflusso di rifugiati e sopportare difficili difficoltà economiche legate all'Ucraina, allora sarà sempre più difficile per l'amministrazione Biden trasformare questa guerra in una storia di successo.
[...] Se il mondo è costretto a scegliere il male minore tra una serie di scelte sbagliate, un dibattito più civile e meno accusatorio renderebbe più facile per i responsabili politici prendere in considerazione una gamma più ampia di alternative.
The war continues to be discussed in ways that are self-serving—and self-defeating.
foreignpolicy.com
E' una posizione che non condivido, inoltre dice delle inesattezze e fa congetture senza argomentare sulle probabilità. Se non sbaglio è lo stesso professore che hai citato un'altra volta. Sì, qui:
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Intanto mi permetto di fare due considerazioni spontanee. Non mi sembra che la descrizione che il professore fa dei sostenitori indefessi di Kiev corrisponda punto a punto con l'atteggiamento e le argomentazioni (che vanno ben oltre la mera "indignazione morale") di chi partecipa a questo topic ritenendo che il sostegno a Kiev sia giusto, dall'altra non mi sembra nemmeno che la sua posizione rifletta punto a punto (per esempio non lo riflette con ciò che, tra l'altro, è un ossimoro, cioè se sei favorevole a sostenere l'Ucraina ma pensi che questo obiettivo debba essere soppesato rispetto ad altri interessi*) quella di chi dedica la quasi totalità del tempo trascorso a partecipare a questo topic a screditare e deridere il governo ucraino.
*Bisogna avere la temerarietà (per usare un suo termine) di dire che in questo caso, al massimo, si è favorevoli ad un compromesso in cui "non si è favorevoli all'Ucraina", piuttosto che fare gli
impenitenti, e completare dicendo che si è disposti, nel 2022, ad accettare un esito della guerra che - come soluzione ad un problema di relazioni internazionali - ricorda, a diritto internazionale ferocemente violato con una brutalità inaudita ed a crimini commessi dall'aggressore totalitario, la spartizione della Polonia del patto Molotov-Ribbentrop (ma con mire espansionistiche, sullo Stato vittima direttamente interessato, da una sola parte). Il diritto internazionale, in Europa e nel mondo, salta. L'integrità territoriale, in Europa, salta. Uno Stato, in Europa,
si annette (dichiarando ufficialmente "per sempre") e, stavolta, avendo invaso senza nemmeno il pretesto della minaccia terroristica, porzioni di un altro Stato con questi metodi. Cosa può succedere dopo che qualcuno (anzi, una potenza nucleare) ottiene il risultato in grassetto violando così l'articolo 2, paragrafo 4, della Carta delle Nazioni Unite di cui è firmatario?
4. I Membri devono astenersi nelle loro relazioni internazionali dalla minaccia o dall’uso della forza, sia contro l’integrità territoriale o l’indipendenza politica di qualsiasi Stato, sia in qualunque altra maniera incompatibile con i fini delle Nazioni Unite.
Fino a che punto questo strumento, evidentemente già deficitario, viene indebolito?
Convinti che qualcosa di meno di questo felice risultato ricompenserà l'aggressività e minerà la deterrenza.
Quali argomentazioni porta a sostegno del contrario?
se si ritiene che il risultato più probabile sia un accordo negoziato
Quali a sostegno del fatto che sia più probabile un negoziato? Ma soprattutto qual è l'oggetto del negoziato e chi deve negoziare con chi? A cosa la Russia è disposta a rinunciare di ciò che ha ottenuto finora con i suoi metodi e che vantaggi ne trarrebbe l'Ucraina rispetto alla situazione che già esisteva prima del 24 febbraio?
Russia chiede il riconoscimento delle annessioni come base dei negoziati
La Russia ha dichiarato che il rifiuto occidentale di riconoscere i «nuovi territori» conquistati in Ucraina rende «più difficili» i nuovi negoziati. La presa di posizione arriva dopo che il presidente americano Joe Biden e quello francese Emmanuel Macron si sono detti pronti a dialogare con Putin.
Questa è l'idea che la Russia, al momento, ha di negoziato?
Biden apre alla possibilità di parlare con Putin, «se mostra segnali di volere cessare la guerra», per un possibile negoziato sull’Ucraina. E nell’incontro con Macron si parla anche di una conferenza internazionale a Parigi il 13 dicembre per raccogliere aiuti per Kiev. Mosca rifiuta tuttavia le...
www.ilsole24ore.com
Cremlino: Usa chiedono ritiro da Ucraina, è impossibile
Gli Stati Uniti non riconoscono "i nuovi territori della Federazione russa, questo complica notevolmente la ricerca di un terreno comune per la discussione", ha dichiarato il portavoce del Cremlino Dmitri Peskov, commentando la dichiarazione del presidente Usa Joe Biden che si è detto pronto a parlare con Putin, se Putin vuole la pace. Lo riportano le agenzie russe. "Biden de facto ha detto che i negoziati con la Federazione russa sono possibili solo dopo che Putin lascia l'Ucraina, ma questo è impossibile, l'operazione speciale continua", ha affermato il portavoce del presidente russo.
"L'operazione speciale continua"? "Negoziare" mentre invadi e bombardi (anche sui civili), signor Walt?
La cronaca minuto per minuto: giorno 281
www.rainews.it
Il mondo pensava che i paesi democratici stessero benignamente espandendo l'ordine basato sulle regole e creando una vasta zona di pace,
E' dalla fine della WW2 che non si vedeva una guerra di questo tipo e con queste finalità all'interno dell'Europa. La "zona di pace", in questo senso, mi sembra che invece sia stata creata. Quella in corso è stata cineticamente portata da coloro che si considerano "altro" rispetto all'Europa.
i politici occidentali dovrebbero essere accusati di essere arroganti, ingenui e sprezzanti.
Ah, su questo posso essere d'accordo, ma secondo me l'errore è pensare che questa critica sia incompatibile nelle posizioni di chi sostiene Kiev e ritiene che la Russia si debba ritirare.
Se la Russia controlla ancora notevoli quantità di territorio ucraino tra un anno, se l'Ucraina subisce ulteriori danni nel frattempo, Putin governa ancora nonostante il danno che la sua guerra ha arrecato alla Russia, e gli alleati europei degli Stati Uniti hanno dovuto assorbire un altro afflusso di rifugiati e sopportare difficili difficoltà economiche legate all'Ucraina, allora sarà sempre più difficile per l'amministrazione Biden trasformare questa guerra in una storia di successo.
[...] Se il mondo è costretto a scegliere il male minore tra una serie di scelte sbagliate, un dibattito più civile e meno accusatorio renderebbe più facile per i responsabili politici prendere in considerazione una gamma più ampia di alternative.
Però in un altro caso hai detto:
Se poi Powell fosse stato bianco o se l'era glaciale non fosse mai esistita o se l'acqua fosse vino o se...se...se...se non mi interessa
Niente "se...se...se...se non mi interessa!" stavolta?
E se invece...? Quelle del professore sono speculazioni non supportate da alcun ragionamento che si impegni a mostrarle come esiti futuri maggiormente probabili rispetto ad altri. Infatti la frase introduttiva dell'articolo che lui stesso usa è la seguente:
Because war is uncertain and reliable information is sparse, no one knows how the war in Ukraine will play out.
In più sempre dallo stesso articolo di Walt:
It’s possible that the hawks are right and that giving Ukraine whatever it thinks it needs to achieve victory is the best course of action. But this approach is hardly guaranteed to succeed; it might just prolong the war to no good purpose, increase Ukrainian suffering, and eventually lead Russia to escalate or even use a nuclear weapon. None of us can be 100 percent certain that the policies we favor will turn out as we expect and hope.
E di nuovo, nessuna argomentazione dal "But" in poi.
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Letti, però sono opinioni scritte prima di questo incontro:
È durato poco più di tre ore il summit tra i presidenti americano e cinese. Calorosa stretta di mano, ma resta il nodo di Taiwan
www.avvenire.it
Dopo il quale, come ho già detto, non mi sembra che la retorica nucleare di Putin sia proseguita.
Il secondo articolo dice anche:
Let’s start with the need for firmness from the West. The outcome in Ukraine will set the rules for the 21st century. If Putin’s extortion succeeds, China will surely see it as a precedent for Taiwan. If Chinese leaders see that the United States and its allies can be cowed by a nuclear threat, they will act with greater boldness. That’s the hidden danger of this “little” war in Ukraine: It could set the stage for a big war with China down the road.
Anche questa frase:
Ukraine, for now, shows no interest in the sort of diplomatic process that Biden has said is necessary to end the war.
Ma Biden non ha ripetuto anche recentemente che i tempi dei negoziati li sceglie l'Ucraina?
Anche questo paradosso segnalato. Lo è? Sicuri? Non fa o linka nessuna analisi militare per dire una cosa simile? Da cosa deduce che Kiev ha bisogno di un reality check?
There’s a kind of catch-22 at work here: When the Ukrainians were losing ground last summer, they didn’t want to negotiate from weakness. Now that they’re advancing, they see no reason to compromise from a position of strength. Kyiv needs a reality check about its longer-term battlefield prospects.
Qui invece viene rimesso in pratica tutto sulle spalle di Biden, considerandolo di fatto "il buono", dato che da Putin non ci si aspetta niente di simile:
Kennedy succeeded in the Cuban missile crisis for two reasons. First, he showed that he was prepared to risk nuclear war to stop a reckless move by Moscow. Second, through a secret back channel, he found a face-saving way to avoid the ultimate catastrophe. Biden should study both lessons.
Analogamente qui:
qualunque da parte usa di cui ci fidiamo perchè sono buoni
In pratica, di fatto, anche tu in questa guerra stai considerando gli USA "i buoni", in quanto è da loro che ti aspetti svolgano la parte del poliziotto che cerca di far ragionare il pazzo criminale. Mi sembra una postura avente dei punti in comune col fenomeno descritto da questa riflessione di Giorgio Stirpe:
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