Ok, finora non ho avuto molta voglia e in realtà non ne ho tuttora perché ci sono cose già dette e stradette in questo topic, ma ovviamente non ce l'ho personalmente con te, anche perché se non l'hai seguito non puoi saperlo. Comunque provo a spiegarmi di più.
Quella avvenuta dal 2014 al 2022 è in primo luogo un'invasione senza soluzione di continuità in questo concetto con quella partita nel 2022, invasione che la regia russa ha cercato di camuffare provocando e coordinando una rivolta armata a partire da azioni che estremizzassero sentimenti che non erano forti a tal punto da voler imbracciare le armi, mentre tu quando hai scritto "con le conseguenze portate dalla guerra civile dal 2014 in poi e dall'invasione russa ad oggi" hai individuato due fasi distinte, facendo capire che la prima fosse caratterizzata da una guerra civile mentre la seconda, partita nel 2022, da un'invasione. Oppure ho frainteso? Però mi sembra che quella parte di frase sia poco fraintendibile e che il senso sia quello.
Sì, avevo già controllato il lemma della Treccani, ma l'avevo scartato perché non mi era stato d'aiuto in quanto resta vago e ambiguo non chiarendo la questione dello spontaneismo né tantomeno l'eventualità della guida e del coordinamento di una delle fazioni, nonché in generale della partecipazione militare diretta di un altro Stato - il tutto avente il peso più determinante per mantenerlo, evitando che venisse sopito, ed inasprirlo - al conflitto. Sai cos'è? La propaganda costruita per giustificare l'invasione gioca tantissimo sulle definizioni. In un contesto sociale che diventa bersaglio di tale propaganda chiarirsi sulle parole a mio avviso è di vitale importanza, quindi non sono molto d'accordo sull'atteggiamento di blanda trascuratezza che hai suggerito consistente nell'invito a chiamarla come vogliamo, perché è una questione delicata facilmente strumentalizzabile. Quindi ribadisco che in questo contesto raccontarla semplicemente come "guerra civile" è pericoloso, viziato e forzoso. In breve: non rende l'idea. Ed appunto, a tal proposito, se concordi sul fatto che quello che c'è scritto in quel post corrisponde a realtà, allora non ti sarà sfuggita questa frase:
Perché è un meccanismo della propaganda: giocare su vaghezza, ambiguità, mezze verità che evidenziano solo ciò che conviene per mandare il messaggio programmato. Stessa cosa succede con i termini "filorusso" e "russofono". Il termine filorusso applicato alla società ucraina non indica necessariamente una persona che partecipa e/o approva una secessione attraverso la lotta armata, tantomeno di essere politicamente annessa e governata dalla Russia di Putin. Ci saranno una serie di gradazioni nell'essere filorusso. Analogamente - finora non l'ho commentata ma ne approfitto adesso - la tua frase sul riabbracciarsi della gente del Donbass e sul fatto che non interesserebbe loro chi li governa è una generalizzazione eccessivamente semplificata (Steinmann scrive queste cose?). Certamente ci saranno persone che la pensano così, come persone che supportano la Russia (per quanto trovi difficile concepire una cosa simile dopo che sono stati bombardati dai sedicenti liberatori*), gli anziani nostalgici che confondono la realtà sovietica con l'autocrazia plutocratica/cleptocratica di Putin, ed altre che vogliono vivere in un'Ucraina indipendente. Sulle ultime la tua tesi (oppure quella di Steinmann?) è che tutti coloro che finora non sono riusciti a scappare nell'Ucraina indipendente o in altri Paesi che non siano Russia e Bielorussia non parteggino per l'Ucraina indipendente. Mah, anche questo sinceramente mi sembra un assolutismo azzardato. Comunque le variabili che influenzano tali posizioni di pensiero possono essere molteplici. Per citarne due: età e vicinanza al fronte. In aggiunta a ciò, nel provare ad inquadrare il fenomeno del filorussismo nel Donbass a mio avviso si commette un errore grossolano se si omette di descrivere il martellamento distorsivo della bolla propagandistica a cui sono stati soggetti gli abitanti di quelle regioni da ancor prima l'nvasione della Crimea, che poi ha presentato loro il resto degli ucraini come nazisti (vedi per esempio il video del comizio che ho linkato).
*E quanto può essere libero di svilupparsi spontaneamente un pensiero formatosi all'interno di una bolla propagandista tale che chiude le comunicazioni telematiche con l'esterno? Nell'Ucraina indipendente questo non succede e non è successo, mentre nei territori occupati sì.
Per esempio - visto che non sembri considerarlo te lo linko direttamente - dai un'occhiata a questo sondaggio di inizio 2014 alle voci che riguardano l'est:
www.kiis.com.ua
Quanto al termine russofono, invece, e al modo in cui tu l'hai usato per parlare di "minoranze russofone messe sotto pressione dal nazionalismo al comando", ti consiglio queste lettura originariamente messa a disposizione da
il Porfirogenito:
ANNUNCIAZIONE ANNUNCIAZIONE Invito tutti voi a darvi una calmata, vi ricordo che è sempre un Topic Alert per il quale è importante seguire le regole che ora vi ricordo: NO Flame/NO Member War NO Spam/NO Continui tweet spammati NO Trolling NO Video in cui ci sono violenze su persone NO Off...
forum.spaziogames.it
Più questa a proposito di etnia, lingua e separatismo:
Come guardare alla composizione etnica e linguistica dell'Ucraina? Sono concetti fluidi e si sbaglia a dare l'immagine di una paese strutturalmente diviso tra minoranza russa e maggioranza ucraina. Un approfondimento
www.balcanicaucaso.org
Quando hai scritto "io di solito sono abituato a discutere di queste cose portando dati e fonti", dopo aver fatto un riassunto (così tu stesso l'hai introdotto) decisamente ambizioso senza citare alcuna fonte, sinceramente l'ho trovato stucchevole. Idem quando hai scritto "io quando parlo di queste cose tolgo sempre totalmente qualsiasi lettura morale dal campo". Ti faccio un esempio di scelta morale che hai compiuto. Hai elaborato un quadro da te ritenuto
eticamente corretto nel fornire, selezionandolo nel modo e nella quantità, ciò che avrebbe costituito un buon servizio di informazione affinché chi leggesse si potesse fare un'idea esaustiva del conflitto, e l'hai chiamato "oggettivo". Ora, a tal fine, per me, omettere la mancanza di spontaneismo e la presenza determinante di leader, truppe ed armamenti russi (dicendo poi che l'hai dato per scontato) non è eticamente corretto perché, per me, è un punto centrale che una ricostruzione di quel tipo deve avere. Ma compiere scelte morali in buona fede è umano, cio che non è umano invece, per me, è far finta di essere asettici per cercare di sembrare più lucidi degli altri nell'analisi della realtà (tipo come finge o è veramente convinto di riuscirci Barbero, che infatti continua a menarla con la stronzata di battuta dello "storico freddo" quale lui sarebbe, secondo la narrazione che fa di se stesso). Per quanto mi riguarda, il riassunto che hai fatto non è interamente oggettivo, ma al momento mi fermo qui per non allungare ulteriormente il post.