Il 2025 è stato la normale evoluzione del mio 2024: meno tempo, più impegni… e di conseguenza ancora più giochi lasciati
"aperti" per mesi. Se l’anno scorso mi lamentavo dei sei titoli in contemporanea, quest’anno è diventata quasi una costante: non perché abbia giocato di più, ma perché ho potuto giocare di meno. Risultato? Finisco pochissimo, trascino tantissimo. Eppure, nonostante il ritmo rallentato, ho comunque vissuto diverse avventure che meritano di essere raccontate. Alcune belle, alcune meno, alcune sorprendenti ed altre decisamente evitabili. Ed eccoci quindi all’appuntamento immancabile: la
Holiday’s Buyers Guide 2025, versione
“barcollo ma non mollo”.
Il Regalo di Natale (PS4/PS5)
Clair Obscur Expedition 33
Ricollegandomi all'introduzione che avete appena letto, quest’anno, più di una volta, mi sono ritrovato a rimandare anche quei giochi che avevo comprato con un’idea precisa in mente.
Clair Obscur Expedition 33 è proprio uno di quelli. L’ho comprato al D1, convinto di riuscire nella mia missione
“simbolica”: a fine maggio ho compiuto 33 anni, e sì, volevo gustarmelo immedesimandomi al massimo, con quell’idea un po’ romantica (e un po’ nerd) di finirlo
prima del mio trentatreesimo giro di boa. Ovviamente non ci sono riuscito, e quel parallelismo così bello nella mia testa, è scivolato via tra impegni, incastri impossibili e giornate troppo corte. Le feste di Natale sono dunque il periodo ideale per rimediare. Per immergermi nella rivelazione del 2025, con la calma necessaria per assaporare ogni dettaglio.
Il Più Atteso del 2026 (PS4/PS5)
Prince of Persia Le Sabbie del Tempo
Se l’anno scorso avevo scelto senza esitazione
GTA VI, quest’anno la mia attenzione è tutta rivolta ad un titolo che per me non è un semplice videogioco, ma un frammento fondamentale della mia crescita da videogiocatore:
Prince of Persia Le Sabbie del Tempo. Ed alla fine, per quanto
GTA sia
GTA… questa categoria non poteva che finire nelle mani del
Principe. Chi mi conosce lo sa: negli anni i miei gusti si sono cementati soprattutto attorno ad action e platform, quei generi che riescono a catturarmi più di tutti, che mi fanno sentire l'adrenalina nella sua forma più pura. Ma
Le Sabbie del Tempo è stato qualcosa di diverso, qualcosa che va oltre i generi che amo oggi. Quel gioco aveva una magia tutta sua. Quel
kakolookiyam, quel misticismo sospeso, quel tono quasi fiabesco e poetico che si intrecciava con la meraviglia dell’esplorazione e del platforming, fu una lama dritta al cuore. È stato il primo titolo a farmi davvero emozionare. Mi ha mostrato, per la prima volta, quanto un videogioco potesse raccontare, trasmettere, lasciare il segno. E ancora oggi, ogni volta che penso al viaggio del
Principe, sento qualcosa smuoversi dentro di me. Ed è per questo che il remake lo attendo con un misto di entusiasmo e timore. Non posso negarlo: il progetto ha avuto una storia travagliata. La famigerata prima versione, quella poi cestinata, lasciava più dubbi che altro. E anche ora, nonostante il reboot totale ed il passaggio ad
Ubisoft Montreal, il silenzio attuale non è rassicurante. Si vocifera persino un’uscita ravvicinata, quasi senza marketing, e quel poco materiale trapelato, pur lontano dall’essere rappresentativo, non fa che alimentare la preoccupazione. Nei giorni scorsi, poi, è stata smentita anche la sua presenza ai
The Game Awards. Ho paura, ma anche la speranza che quella magia che mi ha trafitto l’anima tanti anni fa sta tornando, pronta ad essere riscoperta. Ecco quindi perché, nonostante l'uscita di
GTA VI rimanga un appuntamento imperdibile come lo era l’anno scorso, il mio
Most Wanted del 2026 è
Prince of Persia Le Sabbie del Tempo Remake. Perché
GTA sarà un fenomeno globale, sì… ma il
Principe, per me, è casa. È nostalgia, è emozione, è una promessa che spero con tutto me stesso venga mantenuta. Per questo motivo, questa categoria è tutta sua.
Il Gioco Consigliato (PS4/PS5)
Final Fantasy VII Remake Intergrade
Lo ammetto: negli anni ho provato più volte a giocare il
Final Fantasy VII originale, ma l’ho sempre droppato. I combattimenti a turni, gli incontri casuali, quel ritmo da JRPG classico… semplicemente non faceva per me. Per questo motivo non posso certo definirmi un fan dell’originale. Ed è proprio per questo che
Final Fantasy VII Remake Intergrade è il mio
Gioco Consigliato... se mi è piacuto con queste premesse! È un remake
“introduttivo”, il modo perfetto per avvicinarsi a un mondo iconico senza sentirsi schiacciati dal peso della sua storia. E poi il sistema di combattimento è in perfetto equilibrio tra passato e presente. Unisce la strategia dell’impostazione classica con un approccio più moderno e dinamico, in tempo reale, che rende ogni scontro fluido, leggibile e appagante anche per chi non ama i turni puri. Un mix raro, dosato in modo impeccabile. È un gioco che posso consigliare a chiunque: ai veterani della saga, ai curiosi, a chi vuole una storia che funziona anche oggi, a chi cerca un action-RPG profondo ma accessibile. Ma soprattutto è un titolo che, una volta finito, ti lascia con una sola sensazione: voler immediatamente andare avanti. Io, infatti, non vedo l’ora di giocare
Rebirth.
Il Gioco Sconsigliato (PS4/PS5)
BLEACH Rebirth of Souls
Quest’anno devo sconsigliare
BLEACH Rebirth of Souls. Il sistema di combattimento, di base, è anche interessante, con alcune meccaniche peculiari, ma per saggiarne il meglio bisognerebbe giocare contro altri umani. Ed è qui che emergono tutti i problemi: il netcode è pessimo, i server sono vuoti e non c’è alcun supporto da parte degli sviluppatori. Detto questo, per i fan della serie il videogioco può avere un suo fascino: seguire la storia principale e vedere i personaggi animati fedelmente può piacere, purché ci si limiti a questo. Insomma, funziona solo se siete pronti a godervi la storia senza pretendere altro.
Il Gioco Sorpresa (PS4/PS5)
Ninja Gaiden 4
Per questa categoria avrei potuto scegliere
Lost Soul Aside, un action che non sbaglia un colpo: bilanciamento impeccabile, accessibile ai più, ritmo ben calibrato e abbastanza profondità per chi vuole approfondire. Ormai, tra redattori e pubblico, sembra essersi persa la cultura dell’action game: la rincorsa alla
“sindrome da buffet” del Game Pass ha preso il sopravvento, l’opposto di un genere dove è centrale il
replay per padroneggiare le meccaniche, mentre il Game Pass ti spinge solo a
"consumare" e passare subito al prossimo titolo. Ma questa è un’altra storia, torniamo a noi. Potevo scegliere
Lost Soul Aside dicevo, ma poi ho giocato
Ninja Gaiden 4 (che ahimè ha ricevuto un'accoglienza non calorosissima, sempre per il motivo di cui prima) che mi ha sorpreso a tal punto da diventare il mio
GOTY 2025. Con la serie ho avuto da sempre un rapporto conflittuale (forse ricorderete
Ninja Gaiden 2 Sigma "premiato" come
Gioco Delusione qualche anno fa) perché, soprattutto alle difficoltà maggiori, emergeva una sorta di monotonia di fondo causata dal dover padroneggiare due-tre manovre fondamentali per avere la meglio sui nemici. A ciò aggiungiamoci l’aggravante della scorrettezza:
Ninja Gaiden è sempre stata una serie un po’ scorretta. Soprattutto nelle sfide extra, dove spesso la difficoltà derivava da scelte di design
cheap infilate a forza con gusto sadico. Una visione che ha portato il brand ad avere un fascino tutto particolare, per carità, ma non sempre una difficoltà onesta. Con
Ninja Gaiden 4, invece, ho ritrovato l’essenza brutale e cinica della serie, ma finalmente rinfrescata, stratificata, resa viva.
Izuna Drop e
UT restano centrali ma attorno a loro ruota un sistema totalmente rinnovato: le forme
“potenziate” cambiano l’approccio ai combattimenti, i diversi tipi di parry trasformano ogni scontro in un duello mentale, e gli attacchi da counterare con le nuove
"forme" aprono un substrato strategico basato sui riflessi, sulla lettura delle intenzioni del nemico. Finalmente vengono demandate improvvisazione e creatività di approccio. La difficoltà rimane altissima ma finalmente con un senso: se sbagli, oggi, è colpa tua. Negli altri capitoli… non sempre era così.
Platinum Games è stata certosina e maniacale, in tal senso. L’ho giocato con un sorriso ebete stampato in faccia per tutto il tempo perché finalmente è scattato il proverbiale amore. Per la prima volta non ho provato quella sensazione di ripetizione forzata che mi aveva sempre lasciato un po’ d’amaro in bocca. Un pensiero conclusivo non può che andare a
Tomonobu Itagaki. Al netto del bilanciamento
"particolare" a cui ho fatto riferimento anche nelle righe precedenti, senza la sua visione e senza il suo modo radicale di intendere l’action oggi non saremmo qui a parlare di uno dei migliori giochi del 2025. Un sentito ringraziamento, dunque, va al maestro
Itagaki, che possa riposare in pace.
Il Gioco Delusione (PS4/PS5)
Nikoderiko The Magical World
Chiamarlo delusione è quasi ingiusto, perché
Nikoderiko The Magical World mi è piaciuto davvero tanto. Però il punto è proprio questo: è un videogioco pieno di qualità, con un level design sorprendentemente ispirato e un game design solido, e proprio per questo dispiace vederlo inciampare in banalità evitabili. Gli sviluppatori hanno fatto benissimo le cose più difficili e poi si sono persi nelle rifiniture: il gioco è
“sporco”, ludicamente parlando, con tante imprecisioni che creano situazioni che arrivano persino a frustrare. E la questione peggiora se si decide di puntare a completare tutto. Per il 100%, infatti, il team ha inserito proprio quelle attività che enfatizzano questa sua
“unpolishness”, evidenziando ancora di più gli angoli grezzi invece di smussarli. Il DLC, poi, amplifica tutto: da un lato esalta i pregi ma dall’altro ribadisce puntualmente i difetti già evidenti. Io l’ho platinato, l’ho finito al 100%, e parlo quindi con cognizione di causa: è un gioco bellissimo, e a me, che sono masochista dichiarato, è pure piaciuto parecchio. Però rimane sporco, ruvido, imperfetto. Chi decide di completarlo deve armarsi di una buona dose di pazienza. Giocandolo, poi, ho finito per valutare ancora più positivamente
Crash Bandicoot 4, che in confronto è di una pulizia e precisione quasi maniacale. Alla luce di tutto, spero davvero di vedere un sequel: un
Nikoderiko 2 che conservi tutte le qualità del primo, ma che finalmente sia
“pulito” al massimo, rifinito, preciso, senza i problemi che hanno frenato un titolo che aveva tutte le carte in regola per brillare molto di più.
Il Papà Castoro (PS4/PS5)
Bye Sweet Carole
Bye Sweet Carole racconta una storia con una sensibilità rara: tenerezza e inquietudine convivono senza scontrarsi, i dialoghi non invadono mai la scena e lasciano che siano immagini, simboli e silenzi a parlare. Il worldbuilding è ricco, sfumato, mai esplicito: chiede attenzione, fiducia e intuizione, perché ogni luogo, creatura o deviazione del percorso è parte di un puzzle più grande, che alla fine si ricompone con sorprendente coerenza. Temi come identità, crescita, paura e condizione femminile emergono con una delicatezza priva di retorica, segno di una mano autoriale forte e sicura. Una volta conclusa la prima run, breve, intensa, compiuta, nasce spontaneo il desiderio di tornare all’inizio per
"rileggere" ogni dettaglio alla luce del quadro completo.
Bye Sweet Carole è un racconto elegante e toccante, costruito con un gusto visivo raro, una cura quasi artigianale e un senso della misura che sa quando trattenersi e quando colpire.
Il Multitap (PS4/PS5)
Split Fiction
Quando esce un titolo di
Fares è impossibile non scegliere lui per questa categoria.
Split Fiction comincia in maniera meno sorprendente del precedente titolo dell’istrionico designer, tuttavia dopo un paio di ore esplode in un tripudio di adrenalina, follia e divertimento. Tolto l’avvio più tranquillo, il resto è una corsa senza freni. Il gioco accelera, cambia marcia e non rallenta più: sequenze che si incastrano con naturalezza, idee che arrivano una dopo l’altra, situazioni che non ti lasciano il tempo di respirare. Ma ciò che sorprende davvero è come questa velocità sia gestita: mai confusa, mai caotica, sempre chiara dal punto di vista del gameplay. Ogni livello introduce un’idea precisa, la sviluppa fino in fondo e poi passa oltre, mantenendo quella spinta costante che ti trascina dall’inizio ai titoli di coda.
Split Fiction vive della sua continuità: niente tempi morti, niente cali, niente filler. Una corsa imperdibile a perdifiato, da condividere con un amico.
L'Immortale (PS3 o remake/remastered/rivisitazione/rifacimento generico per PS4/PS5)
Pac-Man World 2 Re-PAC
Pac-Man World 2 Re-PAC è un remake di pregevole valore, capace di unire con parsimonia passato e presente. Gli sviluppatori hanno reso la seconda avventura tridimensionale dell'amata palla gialla più appetibile al pubblico contemporaneo, senza snaturare la sua identità. E come ciliegina sulla torta, ci hanno regalato una buona dose di contenuti inediti che rendono il pacchetto ancora più completo, tanto per i nuovi videogiocatori, quanto per chi ha già vissuto quella mai troppo lodata epoca d'oro dei videogames.
Il Gaijin (PC, Smartphone, Console non PS3/PS4/PS5)
Donkey Kong Bananza
Ho giocato
Donkey Kong Bananza al D1 e dopo averlo concluso ho subito pensato che fosse un vero e proprio manuale di game design. Gli sviluppatori hanno preso una meccanica peculiare e apparentemente impossibile da sfruttare in un platform, e l’hanno trasformata nel fulcro di un’avventura che sorprende per ritmo, varietà e invenzione. Onestamente, potrebbero farci un trattato accademico di game e level design. Se
Ninja Gaiden 4 è il mio GOTY soggettivo,
di cuore,
Donkey Kong Bananza è il mio GOTY
di testa.