Seguo la richiesta di
Ventus e provo a scrivere un post serio sulla AI, rinfrancato dall'ennesima dipartita del cavaliere oscuro de noantri.
Prima di iniziare, però, devo fare un paio di premesse: 1) non ho seguito affatto il topic, quindi non ho idea di cosa sia stato detto nelle 30 pagine precedenti. Pertanto, quello che scriverò potrebbe essere già stato detto oppure risultare banale. Nel caso, perdonatemi. Ecco, quello che posso immaginare è che il butleriano sia completamente contro le intelligenze artificiali, anche se non so quali argomenti possa aver portato a sostegno; 2) fondamentalmente sono contrario alle AI, però sarei ipocrita se dicessi di non averle mai usate o di trovarle inutili.
Parto proprio da quest'ultimo punto. Di fatto, utilizzo involontariamente (uso questo avverbio giusto per distinguere i casi) l'AI quasi tutti i giorni. Ad esempio, quando si effettua una ricerca rapida su google, ormai il primo risultato che compare è la risposta di Gemini. E, per quanto l'AI di Google mi sembri indietro rispetto ad altre, è nella maggior parte delle volte molto utile se si vuole una risposta veloce, senza dover entrare nei singoli siti a cercarla col lanternino in mezzo ad una selva di parole scritte secondo idioti principi seo.
Invece, i miei utilizzi volontari possono contarsi sulle dita delle mani e riguardano ChatGPT. Più che altro ho voluto testarlo per curiosità, per vedere come interagisce, il livello delle sue conoscenze e, quindi, di accuratezza delle sue risposte. Vi porto degli esempi che penso mettano in mostra bene alcuni pro e contro.
Primo test: ChatGpt vs Test QI
Breve antefatto: l'anno scorso un mio amico mi aveva sottoposto un esercizio molto complesso tipo quelli che mettono nei test QI. Nonostante averci speso ore e ore non riuscivamo a venire a capo della risposta, quindi avevamo provato, per curiosità, ad interpellare ChatGpt. Bene, con notevole arroganza l'AI ci aveva dato una risposta che...era completamente sbagliata! Dopo averglielo fatto notare, aveva continuato imperterrita a dare risposte sbagliate. Spoiler: alla fine eravamo riusciti per conto nostro a risolverlo (suca!

)
Questo fa capire che l'AI può sbagliare (e fin qui nulla di nuovo) ma lo fa ostentando sicurezza, senza alcuna reticenza. Dunque, l'utente dovrebbe sempre verificarne le risposte, ma in un mondo che va sempre più veloce, dove le persone accettano per vero tutto ciò che in cuor loro desiderano lo sia, ecco che l'utilizzo dell'AI può aggravare ancor di più certe storture del mondo di oggi.
A tal proposito, non so se ho capito male, ma l'altro giorno ho sentito dire da mio cugino (liceale, nda) che la scuola gli paga l'AI. Magari
Owl88 può confermare o no, ma spero che non sia vero. Già gli studenti penso abusino delle AI per aiutarsi con i compiti (e anche, certe volte, nelle verifiche), quindi la scuola dovrebbe combatterne l'utilizzo, anziché incentivarlo.
Secondo test: la compiacenza di ChatGpt
Qui posso accorpare due test recenti. Nel primo caso ho chiesto all'AI i titoli dei racconti presenti in una raccolta non tradotta in italiano, chiedendole inoltre di dirmi se i singoli racconti fossero stati tradotti da qualche parte. Mi ha dato una risposta corretta. Dopodiché le ho chiesto, seppur lo sapessi già, di elencarmi i titoli di un'altra raccolta dello stesso autore che invece è stata tradotta in italiano. Ebbene, sta infame me li ha elencati correttamente, ma ha segnato come ultimo racconto presente uno su cui le avevo posto alcune domande in precedenza e che dà il titolo alla raccolta non tradotta. In pratica, ha pensato che fossi molto interessato a questo racconto e quindi, per compiacermi, me lo ha inserito nell'elenco di quelli della raccolta tradotta. Dopo averglielo fatto notare, si è scusata dicendo che infatti non era sicura della risposta. Per inciso, la raccolta non tradotta si chiama "The paper menagerie and other stories" di Ken Liu, dove compaiono anche le AI. Un libro molto bello e interessante, quindi leggetelo, capre!
Per il secondo caso, gli ho chiesto di scrivermi una scheda di allenamento a secco per l'arrampicata, anziché farmela per conto mio. Dopo avergli scritto i miei dati fisici, equipaggiamento disponibile e obiettivi, mi ha stilato la scheda. Devo essere sincero, sono rimasto basito dalla qualità e dalla profondità della risposta. Ovviamente non tutto mi andava bene, infatti gli ho chiesto di sostituirmi alcuni esercizi e mi rispondeva sempre in modo mellifluo e compiacente, dicendo che avevo ragione, che l'esercizio da me proposto era migliore perché ecc. ecc.
Insomma, cerca sempre di compiacere l'utente, accontentandolo. Questo è molto pericoloso, perché se per me (e certamente anche la maggior parte di voi) è facile capire queste sottigliezze, per molte persone invece non lo è.
Ci sarebbero altri casi che vorrei citare, però mi sto accorgendo che il post sta diventando lungo e ci sono argomenti più importanti che vorrei toccare.
Mi limito a dire una cosa, che mi fa da ponte al prossimo argomento. In alcuni di questi test sentivo di provare piacere nel discutere con l'AI. Era interessante vedere come rispondeva, come si destreggiava tra i vari argomenti. Questo mi ha fatto pensare. Io mi sono accorto di questo mio stato d'animo, ma se uno non se ne accorge? E c'è da dire che io ho usato la versione base di ChatGpt (quindi un'AI, se vogliamo, generalista), però esistono anche AI più specifiche, come quelle che simulano un partner. Ecco, queste AI quali danni possono fare a soggetti fragili oppure ignari di cosa accade in loro? Facile che, dopo la dipendenza da alcol, quella da droghe, quella da social (e in generale da smartphone), la prossima sia proprio quella da AI. Sempre che non ci sia già.
Insomma, oggigiorno le AI possono fare moltissime cose. Possono crearti una scheda di allenamento, possono darti una dieta, ti permettono di modificare e creare immagini senza essere un esperto di Photoshop, ti danno consigli medici, ecc. Chiaro che questi sono esempi banali, esempi di utilizzo del consumatore finale, però l'AI sta prendendo piede anche nel mondo del lavoro, e col passare del tempo lo farà sempre di più. Mesi fa, insieme all'amico di cui sopra (per inciso, lavora in una divisione di una multinazionale che ha a che fare con i datacenter), avevamo ragionato sopra all'obbiettivo di colossi come Google e Amazon, che stanno investendo centinaia di miliardi di dollari all'anno. Siamo concordi, ma penso che anche diversi economisti ne abbiano già discusso, che l'obbiettivo finale di queste aziende sarà quello di sostituire in toto il lavoro umano con l'AI. L'essere umano, se ciò si realizzerà, non dovrà più lavorare. Anzi, verrà pagato da queste aziende per stare a casa. Ma questo futuro prospettato è un'utopia o una distopia? La risposta, qua dentro, potrà sembrare banale, ma secondo me non lo è affatto. O meglio, sono sicuro che per molte persone questo futuro sia auspicabile. Io la definirei un'utopia distopica e spero di essere morto da molto tempo prima che avvenga.
Eppure, l'umanità sta procedendo verso quel mondo. L'AI rappresenta l'ennesimo step tecnologico che modificherà in modo sostanziale la vita umana e, come tutti i precedenti, temo sarà inevitabile, perché è l'elemento caratterizzante dell'uomo il voler sempre inventare e innovare per, teoricamente, migliorare la propria vita. Bisogna vedere quale sarà il prezzo da pagare a sto giro. Il rischio, che questa lunga fase di transizione possa avere un impatto economico-sociale devastante, secondo me è alto, soprattutto se gli Stati e le organizzazioni mondiali dovessero continuare a non regolamentare le intelligenze artificiali.
Alla fine, al contrario di quanto desiderassi, temo di aver scritto delle banalità. Purtroppo, mi sono accorto tardi che la prima parte stava diventando lunga, quindi ho dovuto essere più sintetico e tagliare certi argomenti (come il fabbisogno energetico senza senso dei datacenter e la sfida che dovrà affrontare l'Uomo nel renderli sostenibili).
Sorry
