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Ufficiale Il salotto letterario di SpazioGames

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Allora, partendo dal fatto che c'è un pizzico di click bait/provocazione nel titolo, lui una sua soluzione la propone, ma per diversi motivi pratici è molto difficile e non so fino a che punto praticabile, ma a prescindere da questo ho apprezzato l'analisi. Ci sono dinamiche e sistemi che diamo per scontati e che sembrano essere l'unica possibilità (tipo la democrazia, per fare un esempio un po' forte), mentre trovo davvero interessante fare delle analisi e provare ad uscire dallo schema. Questo video un po' ce la fa, ma si perde spesso in eccessive semplificazioni e visioni spesso univoche (poco veritiere, oserei dire). Non mi ha convinto, però mi ha spinto a rimuginare sulla cosa e può comunque essere utile per capire quante falle ci sono nel sistema attuale (e che sono facilmente riscontrabili da chiunque) :sisi:

Mi annoio molto facilmente e non ho una soglia dell'attenzione molto alta, però devo dirti che l'ho seguito senza problemi. Non l'ho mai trovato eccessivamente prolisso (semmai un po' cringe o inutilmente teatrale), però quei 40 minuti sono volati via :hmm:
Dell'ergastolo non ne parla onestamente e anche quello è un argomento abbastanza complesso :hmm:
Su questo mi trovo daccordo, il fatto di rimuginare su un argomento, in maniera tale da uscire dallo schema per trovare soluzioni, è un ottima cosa ma non vuol dire che poi la soluzione ci sia, anzi si richia, così facendo, di semplificare troppo il tutto.
Che ci siano delle falle e/o dei problemi enormi sulla forma della pena è evidente ma la sostanza è quella che conta di più, tutela della collettività e riabilitazione del reo. L'ambito penale andrebbe riformato nella modalità di applicazione della pena ma sopratutto nel procedimento processuale che risulta essere addir poco farraginoso, prolisso e in alcuni casi incoerente se lo mettiamo sotto il microscopio e lo analizziamo da un punto di vista dottrinale e giurisprudenziale ma la pena detentiva rimane necessaria.
 

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Su questo mi trovo daccordo, il fatto di rimuginare su un argomento, in maniera tale da uscire dallo schema per trovare soluzioni, è un ottima cosa ma non vuol dire che poi la soluzione ci sia, anzi si richia, così facendo, di semplificare troppo il tutto.
Che ci siano delle falle e/o dei problemi enormi sulla forma della pena è evidente ma la sostanza è quella che conta di più, tutela della collettività e riabilitazione del reo. L'ambito penale andrebbe riformato nella modalità di applicazione della pena ma sopratutto nel procedimento processuale che risulta essere addir poco farraginoso, prolisso e in alcuni casi incoerente se lo mettiamo sotto il microscopio e lo analizziamo da un punto di vista dottrinale e giurisprudenziale ma la pena detentiva rimane necessaria.
Ho zero conoscenze e competenze in materia, quindi non sono in grado di entrare nel merito, però sono d'accordo, idealmente, con la critica che fa il ragazzo nel video. Il carcere ha come obiettivo riformare le persone, educarle e prepararle per essere reinserite (spesso, in realtà, inserite) nella società senza più finire nel circolo della delinquenza. La realtà è che, concretamente, non esiste alcuna rieducazione né tantomeno preparazione e chi esce di prigione (lui parla di 70% dei casi, ma non ho controllato) finisce di nuovo a delinquere e non riesce ad uscire da questo circolo, ma anzi, si aliena sempre più e diventa sempre più cinico e rancoroso. Lui martella molto su quest'ultimo punto, il problema del rancore e del fatto che in carcere le persone imparino a delinquere meglio. Ecco, su questo non mi trovo totalmente d'accordo. Io, per esempio, sono stato ad abbastanza stretto contatto con un ex carcerato e non è diventato né più furbo, né più disinibito, anzi, la paura di finire di nuovo dentro la provava, eccome se la provava, soprattutto dopo esserci finito davvero. Il problema è che non riusciva realmente a reinserirsi nella società. Aveva una storia familiare brutta e, come viene spiegato anche in quel video, avrebbe avuto bisogno di un grande aiuto da parte di figure professionali per uscire da quel circolo.
È come se il sistema carcerario italiano fosse monco e funzionasse solo apparentemente (in realtà nemmeno quello, tutti si lamentano anzi del fatto che la gente sta troppo poco, che le pene sono sbilanciate, ecc), mentre in realtà, la parte più importante e sostanziale dell'obiettivo riformativo che la nostra Costutizione dice di perseguire, mancasse del tutto
 

BlackWizard

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Ho zero conoscenze e competenze in materia, quindi non sono in grado di entrare nel merito, però sono d'accordo, idealmente, con la critica che fa il ragazzo nel video. Il carcere ha come obiettivo riformare le persone, educarle e prepararle per essere reinserite (spesso, in realtà, inserite) nella società senza più finire nel circolo della delinquenza. La realtà è che, concretamente, non esiste alcuna rieducazione né tantomeno preparazione e chi esce di prigione (lui parla di 70% dei casi, ma non ho controllato) finisce di nuovo a delinquere e non riesce ad uscire da questo circolo, ma anzi, si aliena sempre più e diventa sempre più cinico e rancoroso. Lui martella molto su quest'ultimo punto, il problema del rancore e del fatto che in carcere le persone imparino a delinquere meglio. Ecco, su questo non mi trovo totalmente d'accordo. Io, per esempio, sono stato ad abbastanza stretto contatto con un ex carcerato e non è diventato né più furbo, né più disinibito, anzi, la paura di finire di nuovo dentro la provava, eccome se la provava, soprattutto dopo esserci finito davvero. Il problema è che non riusciva realmente a reinserirsi nella società. Aveva una storia familiare brutta e, come viene spiegato anche in quel video, avrebbe avuto bisogno di un grande aiuto da parte di figure professionali per uscire da quel circolo.
È come se il sistema carcerario italiano fosse monco e funzionasse solo apparentemente (in realtà nemmeno quello, tutti si lamentano anzi del fatto che la gente sta troppo poco, che le pene sono sbilanciate, ecc), mentre in realtà, la parte più importante e sostanziale dell'obiettivo riformativo che la nostra Costutizione dice di perseguire, mancasse del tutto
Sul soggetto che hai conosciuto tu ha avuto effetto il carattere sanzionatorio della norma penale. Giusto per farti capire: la norma penale è caratterizzata da due parti:
1 precetto- es. È vietato rubare
2 sanzione- es. Chiunque rubi è condannato ad una pena che fa da tot mesi a tot anni.
Non è una cosa che mo fa impazzire ma la paura di una nuova pena è comunque un effetto positivo della stessa, perché il tipo pur di non finire di nuovo in carcere, non andrebbe a rubare anche in caso di fortissima necessità.
Io ho conoscenze solo teoriche e perdipiù di carattere scolastico di quello che non è un argomento facile, anzi, se preso in via generale si possono toccare anche filosofia, etica, antropologia, cosa che è stata fatta con Lombroso, ma se si parla "solo" del sistema carcerario e della pena detentiva la situazione è più complessa e più "bloccata".
Come ho già detto prima io ho qualche conoscenza teorica ma non conosco i numeri effettivi ma se ciò fosse vero, cosa che è alla fine, l'abolizione del carcere non sarebbe la soluzione. La soluzione è nella forma di applicazione della sanzione, ed è un problema anche di carattere culturale, dove chi esce di galera ha grandissime difficoltà a trovare un nuovo lavoro e di essere accettato, qui sta in gran parte la rieducazione e il reinserimento sociale per un condannato che ha già scontato la pena.
Non è un discorso facile, anche perchè si sono susseguite decine di riforme per migliorare il reinserimento e migliorare lo sconto della pena ma non sono servite a molto.
Il problema è, in definitiva, nella forma della sanzione, non nel contenuto della stessa, la quale è comunque abbastanza giovane, perchè nel codice Rocco fascista era ancora prevista la pena di morte.
 

BlackWizard

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L'Università nera "cancella" i classici, polemica​


L'università di Kamala Harris cancella i classici ed e' polemica tra gli intellettuali neri d'America: "Martin Luther King leggeva Socrate", e' sceso in campo Cornel West, un luminare degli studi afro-americani che che non puo' certamente essere accusato di revisionismo in quanto autore di importanti libri sul razzismo come "Race Matters". La Howard University, che ha sede a Washington e di cui la 'numero due' degli Usa e' tra i piu' illustri ex alunni, e' una delle piu' influenti istituzioni afro-americane di alta cultura e di recente ha smantellato il suo dipartimento di studi classici nello sforzo di creare "diverse priorita'" nei piani di studi degli studenti. I professori di 'classics' verranno dispersi in altri dipartimenti dove i loro corsi potranno ancora essere insegnati, ma il messaggio mandato dall'universita' e' allarmante secondo West, che ha definito l'iniziativa "una catastrofe spirituale" sul Washington Post. Howard era fino ad oggi l'unica università storicamente nera con un Dipartimento di 'classics', parte dell'ateneo dall'anno della fondazione nel 1867. Secondo West, "le campagne del mondo accademico per trascurare o disprezzare i classici sono un segno di declino morale e ristrettezza intellettuale di vedute".
Secondo l'opinionista, "nella nostra cultura i crimini dell'occidente sono purtroppo diventati così centrali che è diventato difficile vedere quel che di buono l'occidente ha da offrire. Dobbiamo essere attenti e distinguere tra civiltà e filosofia occidentale e crimini dell'occidente. Quei crimini hanno origine da certe filosofie e certi aspetti di quella civiltà, non da tutte".
Invece, afferma West, "il canone occidentale è, piu' che ogni altra cosa, una conversazione che si arricchisce piu' uniamo le nostre voci e le voci di eccellenza da Africa, Asia, America Latina. Non dovremmo mai cancellare voci in questa conversazione, che sia Omero o gli studenti di Howard". La posizione di Cornel West non è d'altra parte cosi' negli ambienti accademici americani anche perchè i classici negli ultimi decenni sono stati abbracciati da gruppi di estrema destra i cui membri vedono negli antichi greci e romani l'origine della cosiddetta cultura bianca. Simboli come i fasci littori sono apparsi alle marce dei suprematisti bianchi a Charlottesville, mentre reazionari online adottano "nomi di penna" di antichi greci e romani e il Partenone è stato adottato dal gruppo razzista Stormfront per il messaggio che "ogni mese è il mese della storia bianca".
In altri atenei Usa il messaggio dell'abolizione dei classici risuona forte e chiaro: a Princeton lo storico Dan-el Padilla Peralta, considerato uno dei migliori classicisti della nuova generazione, spera che greci e romani siano abbattuti dai loro piedistalli anche a costo di distruggere la disciplina: "Non voglio aver più niente a che fare per come e' stata finora insegnata. Spero che questo campo muoia, e che muoia il più presto possibile". (ANSA).


Si confermano uno dei popoli più ignoranti e ottusi del pianeta e se continuano così la cosa non potrà che peggiorare, poi danno agli altri dei retrogradi...
 
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White genocide. Cancellare la storia è un classico del tema.
 

Zio Maccio

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Altro che film, Idiocracy era una previsione vera e propria
 

Rocky.

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Non c'entra tantissimo con la politica, ma visto che comunque di una sentenza di un tribunale, vorrei condividere la notizia anche con voi senza dover aprire un nuovo topic.

Finalmente giustizia è stata fatta, sentenza alla famiglia CIONTOLI confermata.
 

Snow24

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Non c'entra tantissimo con la politica, ma visto che comunque di una sentenza di un tribunale, vorrei condividere la notizia anche con voi senza dover aprire un nuovo topic.

Finalmente giustizia è stata fatta, sentenza alla famiglia CIONTOLI confermata.
Una storia surreale, comunque. Ad un certo punto a me non interessava più neanche comprendere le motivazioni dietro al gesto, mi bastava sapere che se avessero chiamato prontamente il 118 (tra l'altro mentendo sulla reale entità della ferita) il ragazzo sarebbe sopravvissuto
 

BlackWizard

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Furore su Disney per il "bacio rubato" a Biancaneve​

Disneyland ha riaperto i battenti nel fine settimana dopo la lunga chiusura della pandemia, ma il ritorno delle attrazioni turistiche del parco a tema della casa di Topolino in California ha scatenato polemiche per la sezione dedicata a Biancaneve e il bacio "rubato" del principe che la riporta in vita dopo il morso malefico della mela avvelenata.

"Biancaneve dorme e dunque il bacio non è stato consensuale", è stata la polemica lanciata online da due giornaliste del "SFGate" che hanno recensito una delle giostre originali, "Snow White's Enchanted Wish", presentata al pubblico in versione rinnovata durante la riapertura del parco di Anaheim dopo 400 giorni di lockdown. Disneyland, nella nuova versione, ha scelto di adottare come finale della corsa lo stesso epilogo del classico cartone del 1938, ovvero il "bacio dell'eterno amore" del Principe per liberare Biancaneve dall'incantesimo, sostituendo così la morte della matrigna Grimilde con cui si concludeva l'itinerario nella edizione originale del 1955 della giostra.

"Non può essere un bacio di vero amore se solo una persona sa che sta succedendo", hanno scritto le giornaliste sull'edizione digitale del "San Francisco Chronicle": "Non siamo già tutti d'accordo che quello del consenso nei primi film della Disney è un aspetto problematico? E che insegnare ai bambini che baciare un'altra persona, se entrambe non sono d'accordo, non va bene?".

La bufera su Biancaneve si aggiunge d'altra parte a una serie di polemiche che di recente hanno investito classici di Disney: l'anno scorso il canale in streaming Disney+ ha aggiornato le avvertenze per cartoni come "Dumbo", "Peter Pan" e "Gli Aristogatti" per sensibilizzare grandi e piccini a potenziali contenuti razzisti che passavano inosservati nell'America degli anni Quaranta e Cinquanta ma che, alla luce delle tensioni sociali del mondo contemporaneo, sono diventati non solo obsoleti, ma offensivi e inaccettabili.
 

Snow24

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Furore su Disney per il "bacio rubato" a Biancaneve​

Disneyland ha riaperto i battenti nel fine settimana dopo la lunga chiusura della pandemia, ma il ritorno delle attrazioni turistiche del parco a tema della casa di Topolino in California ha scatenato polemiche per la sezione dedicata a Biancaneve e il bacio "rubato" del principe che la riporta in vita dopo il morso malefico della mela avvelenata.

"Biancaneve dorme e dunque il bacio non è stato consensuale", è stata la polemica lanciata online da due giornaliste del "SFGate" che hanno recensito una delle giostre originali, "Snow White's Enchanted Wish", presentata al pubblico in versione rinnovata durante la riapertura del parco di Anaheim dopo 400 giorni di lockdown. Disneyland, nella nuova versione, ha scelto di adottare come finale della corsa lo stesso epilogo del classico cartone del 1938, ovvero il "bacio dell'eterno amore" del Principe per liberare Biancaneve dall'incantesimo, sostituendo così la morte della matrigna Grimilde con cui si concludeva l'itinerario nella edizione originale del 1955 della giostra.

"Non può essere un bacio di vero amore se solo una persona sa che sta succedendo", hanno scritto le giornaliste sull'edizione digitale del "San Francisco Chronicle": "Non siamo già tutti d'accordo che quello del consenso nei primi film della Disney è un aspetto problematico? E che insegnare ai bambini che baciare un'altra persona, se entrambe non sono d'accordo, non va bene?".

La bufera su Biancaneve si aggiunge d'altra parte a una serie di polemiche che di recente hanno investito classici di Disney: l'anno scorso il canale in streaming Disney+ ha aggiornato le avvertenze per cartoni come "Dumbo", "Peter Pan" e "Gli Aristogatti" per sensibilizzare grandi e piccini a potenziali contenuti razzisti che passavano inosservati nell'America degli anni Quaranta e Cinquanta ma che, alla luce delle tensioni sociali del mondo contemporaneo, sono diventati non solo obsoleti, ma offensivi e inaccettabili.
L'ho sentito ieri alla TV. Devo ammetterlo, è una cosa che mi ha lasciato alquanto perplesso :asd:
 

Sparda

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Furore su Disney per il "bacio rubato" a Biancaneve​

Disneyland ha riaperto i battenti nel fine settimana dopo la lunga chiusura della pandemia, ma il ritorno delle attrazioni turistiche del parco a tema della casa di Topolino in California ha scatenato polemiche per la sezione dedicata a Biancaneve e il bacio "rubato" del principe che la riporta in vita dopo il morso malefico della mela avvelenata.

"Biancaneve dorme e dunque il bacio non è stato consensuale", è stata la polemica lanciata online da due giornaliste del "SFGate" che hanno recensito una delle giostre originali, "Snow White's Enchanted Wish", presentata al pubblico in versione rinnovata durante la riapertura del parco di Anaheim dopo 400 giorni di lockdown. Disneyland, nella nuova versione, ha scelto di adottare come finale della corsa lo stesso epilogo del classico cartone del 1938, ovvero il "bacio dell'eterno amore" del Principe per liberare Biancaneve dall'incantesimo, sostituendo così la morte della matrigna Grimilde con cui si concludeva l'itinerario nella edizione originale del 1955 della giostra.

"Non può essere un bacio di vero amore se solo una persona sa che sta succedendo", hanno scritto le giornaliste sull'edizione digitale del "San Francisco Chronicle": "Non siamo già tutti d'accordo che quello del consenso nei primi film della Disney è un aspetto problematico? E che insegnare ai bambini che baciare un'altra persona, se entrambe non sono d'accordo, non va bene?".

La bufera su Biancaneve si aggiunge d'altra parte a una serie di polemiche che di recente hanno investito classici di Disney: l'anno scorso il canale in streaming Disney+ ha aggiornato le avvertenze per cartoni come "Dumbo", "Peter Pan" e "Gli Aristogatti" per sensibilizzare grandi e piccini a potenziali contenuti razzisti che passavano inosservati nell'America degli anni Quaranta e Cinquanta ma che, alla luce delle tensioni sociali del mondo contemporaneo, sono diventati non solo obsoleti, ma offensivi e inaccettabili.
Mamma mia che polemica cretina e ignorante, ma quando la finiremo? Il prossimo passo qual è, le accuse di body shaming allo specchio magico perché critica l'aspetto della regina?
 

BlackWizard

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Il saggio indica sempre la luna, eppure il più delle volte lo stolto si sofferma a guardare il dito :)
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L'esempio che ho scritto io era solamente per indicare una frase, o un opinione, che sembrando forte molti ci si aggrappano ma è facilmente "sbugiardabile". Potevo inserire altre mille frasi dello stesso tipo, eppure non è quello il punto focale del mio discorso: qualunque opinione io abbia scritto serviva solo ed esclusivamente come "cattivo" esempio per iniziare un discorso completamente differente. Indubbiamente l'aggressivita e la violenza fanno sicuramente parte del nostro essere umani, difatti come accenni è solo una piccola parte del nostro quadro complessivo: eppure la rabbia è uno strumento che andrebbe evitato, in quanto arreca danno a noi stessi in primis e poi agli altri. Un monaco una volta mi ha insegnato che la rabbia è uno strumento che richiede un dazio molto elevato per essere usata, la nostra gentilezza e la nostra pazieza. Ricorrere alla rabbia per risolvere le nostre situazioni quotidiane, e non, non ci aiuta affatto: la rabbia fa parte di quei sentimenti, e reazioni, che noi definiamo come istinto. Affidarsi ad esso per migliorare la nostra relazione con il mondo è da sciocchi, in quanto come dicevo prima la rabbia fa solo terra bruciata. Sicuramente fa parte del nostro infinito "spectrum" dei nostri sentimenti, ma spetta solo ed esclusivamente a noi la scelta di farci soggiogare da essa oppure scegliere quali fra i nostri sentimenti siano parte integrante del nostro quotidiano. La guerra, in quanto spesso figlia ed elemento esternato di questo pensiero, dovrebbe essere evitata prorio per evitate lo stesso impatto (che la rabbia fa su di noi) su macroscala.

Ad ogni modo preferisco non continuare il discorso, visto che siamo fortemente offtopic.
Ho già chiesto di spostare i messaggi in altro topic, non ti preoccupare.

L'esempio che hai fatto era solo un esempio ma secondo me non andava fatto, almeno non quello, perchè è un esempio non molto attinente col discorso, vero è come tale un esempio sbagliato e lo hai fatto apposta per far capire, ci mancherebbe ma avresti potuto sceglierne uno più adeguato, tutto qui.

La violenza deve essere soppressa, ci mancherebbe o meglio, incanalata, perché si sa e risulta palese da tantissimi eventi che si verificano quotidianamente nel mondo, se la rabbia viene costantemente repressa prima o poi salterà fuori e in quel momento non ci sarà nulla a poterla fermare.
Proprio perchè fa parte di noi, anche minima, non la puoi eliminare del tutto e se ci si prova si ottiene l'effetto opposto (stile Homer Simpson nella puntata dove gli spuntano i bozzoli sul collo, non so se hai presente), allora meglio che venga incanalata e fatta sfogare in altri modi, controllati, altrimenti o risultati potrebbero essere disastrosi. Questo non toglie che debba essere condannata.
 
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Ho già chiesto di spostare i messaggi in altro topic, non ti preoccupare.

L'esempio che hai fatto era solo un esempio ma secondo me non andava fatto, almeno non quello, perchè è un esempio non molto attinente col discorso, vero è come tale un esempio sbagliato e lo hai fatto apposta per far capire, ci mancherebbe ma avresti potuto sceglierne uno più adeguato, tutto qui.

La violenza deve essere soppressa, ci mancherebbe o meglio, incanalata, perché si sa e risulta palese da tantissimi eventi che si verificano quotidianamente nel mondo, se la rabbia viene costantemente repressa prima o poi salterà fuori e in quel momento non ci sarà nulla a poterla fermare.
Proprio perchè fa parte di noi, anche minima, non la puoi eliminare del tutto e se ci si prova si ottiene l'effetto opposto (stile Homer Simpson nella puntata dove gli spuntano i bozzoli sul collo, non so se hai presente), allora meglio che venga incanalata e fatta sfogare in altri modi, controllati, altrimenti o risultati potrebbero essere disastrosi. Questo non toglie che debba essere condannata.
Porca vacca non avevo visto che eri un moderatore, signur che figur :asd:

Se sopprimi qualcosa in automatico esploderà, un pò come tappare un rubinetto dal quale scorre acqua. Sia nel mondo che in noi stessi nulla va soppresso, ma anzi capito e abbracciato affinchè possa sia essere una parte integrante di noi sia qualcosa che può essere gestito e mantenuto. Che poi è in soldoni ciò che hai scritto anche tu, però ti voglio sottoporre ad una piccola variante: e se noi la condanniamo non è forse un gesto di rabbia o un tentativo di sopprimerla? Se il mondo è fatto di tantissimi aspetti allora ogniuno di esso va compreso e accettato, mai tollerato o sottoposto alla nostra pazienza dato che questi prima o poi finiscono. Quindi la violenza o le aggressioni vanno ignorate? Non proprio, in quanto esse continuerrano ad esistere a prescindere da come noi cerchiamo di plasmare noi stessi o il mondo che ci circonda. Il discorso è troppo lungo per essere scritto qui, ma per spronarti alla riflessione stavolta sono io a porti un piccolo dilemma: una volta ho letto un racconto su un uomo che costruisce una città perfetta, dove ogni abitante veniva personalmente selezionato da lui così come ogni aspetto della cittadina... un pò alla "Rapture" insomma. Alla fine del breve racconto però si scopre che il creatore ha deciso di inserire anche 3 criminali ogni 30 persone, ed il perchè non è spiegato in quanto è strutturato per far riflettere il lettore. Lessi il racconto da piccino e mi rimase molto impresso, seppur non riuscii a dare una risposta al dilemma, eppure pochi giorni fa ho fatto l'effetto "eureka" ed ho capito il perchè. Se cerchi di rifletterci senza filtri o prediugizi capirai che nel mondo alcune cose sono inevitabli, e l'unico gesto che possiamo fare è quello di migliorare se stessi per diventare "la candela che ne accende altre 100".

ah, bel topic comunque :sisi:
 

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ah, bel topic comunque :sisi:
Per caso ricordi il nome di quel racconto? Perché sarei interessato a leggerlo e la trovo un'analisi stimolante ed interessante
 

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Porca vacca non avevo visto che eri un moderatore, signur che figur :asd:

Se sopprimi qualcosa in automatico esploderà, un pò come tappare un rubinetto dal quale scorre acqua. Sia nel mondo che in noi stessi nulla va soppresso, ma anzi capito e abbracciato affinchè possa sia essere una parte integrante di noi sia qualcosa che può essere gestito e mantenuto. Che poi è in soldoni ciò che hai scritto anche tu, però ti voglio sottoporre ad una piccola variante: e se noi la condanniamo non è forse un gesto di rabbia o un tentativo di sopprimerla? Se il mondo è fatto di tantissimi aspetti allora ogniuno di esso va compreso e accettato, mai tollerato o sottoposto alla nostra pazienza dato che questi prima o poi finiscono. Quindi la violenza o le aggressioni vanno ignorate? Non proprio, in quanto esse continuerrano ad esistere a prescindere da come noi cerchiamo di plasmare noi stessi o il mondo che ci circonda. Il discorso è troppo lungo per essere scritto qui, ma per spronarti alla riflessione stavolta sono io a porti un piccolo dilemma: una volta ho letto un racconto su un uomo che costruisce una città perfetta, dove ogni abitante veniva personalmente selezionato da lui così come ogni aspetto della cittadina... un pò alla "Rapture" insomma. Alla fine del breve racconto però si scopre che il creatore ha deciso di inserire anche 3 criminali ogni 30 persone, ed il perchè non è spiegato in quanto è strutturato per far riflettere il lettore. Lessi il racconto da piccino e mi rimase molto impresso, seppur non riuscii a dare una risposta al dilemma, eppure pochi giorni fa ho fatto l'effetto "eureka" ed ho capito il perchè. Se cerchi di rifletterci senza filtri o prediugizi capirai che nel mondo alcune cose sono inevitabli, e l'unico gesto che possiamo fare è quello di migliorare se stessi per diventare "la candela che ne accende altre 100".

ah, bel topic comunque :sisi:
Deve essere condannata come deve essere gestita da parte dello stato, altrimenti va a finere come ad inizio '900, dove vennero istituiti i totalitarismi e l'odio/aggressività ecc. divennero un arma nelle mani di alcuni, sopratutto tedeschi e italiani, sapendo poi tutti come è andata a finire. Non si può sperare che l'uomo cambi spontaneamente, altrimenti uno Stato non avrebbe senso di esistere per la gestione della società.

P.s. perchè figura del cavolo? Puoi parlare di qualsiasi cosa con i blu, i rossi e i viola, così come tutti gli utenti, lavoriamo tutti assieme per l'utenza e siamo utenti noi stessi :asd:
 
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Per caso ricordi il nome di quel racconto? Perché sarei interessato a leggerlo e la trovo un'analisi stimolante ed interessante
Magari! L'ho letto a scuola in prima elementare, per cui pur facendo tutti gli sforzi del mondo mi riesce difficile. Tra l'altro non era un libro con un racconto singolo, ma un volume contente tantissimi racconti brevi: se ti può aiutare c'era anche la storiella di una balena che viveva in una piscina.
è il massimo che posso fare, scus :dsax:
Post unito automaticamente:

Deve essere condannata come deve essere gestita da parte dello stato, altrimenti va a finere come ad inizio '900, dove vennero istituiti i totalitarismi e l'odio/aggressività ecc. divennero un arma nelle mani di alcuni, sopratutto tedeschi e italiani, sapendo poi tutti come è andata a finire. Non si può sperare che l'uomo cambi spontaneamente, altrimenti uno Stato non avrebbe senso di esistere per la gestione della società.

P.s. perchè figura del cavolo? Puoi parlare di qualsiasi cosa con i blu, i rossi e i viola, così come tutti gli utenti, lavoriamo tutti assieme per l'utenza e siamo utenti noi stessi :asd:
Chiaramente tutti devono assumersi le responsabilità di ciò che fanno, altrimenti la libertà andrebbe ad intaccare ciò che è l'equilibrio non solo sociale ma anche personale.
Però la condanna non solo della violenza, ma anche di chi ha compiuto gesti violenti, è un azione che oggi avviene troppo di frequente e non porta nulla di buono. Qui naturalmente mi riferisco al fatto che, per fare un esempio, tantissime testate giornalistiche sbattono i nomi in prima pagina di chi ha commesso atti atroci piuttosto che delle vittime. Sicuramente questo è un gesto che non sempre viene fatto in "mala fede", eppure molto spesso si vedono reazioni molto rabbiose nei loro confronti praticamente come se stessero puntando il dito contro. Ciò non fa altro che dare ulteriore legna al fuoco dell'odio, ignorando poi la cosa più importante in queste situazioni: i nomi delle vittime. I disturbed scrissero un pezzo meraviglioso su questo argomento, chiamato per l'appunto "legion of monsters". Naturalmente ciò non avviene sempre: eppure è innegabile l'accanimento e il pregiudizio che c'è nei confronti di queste persone che si ritrovano spesso a fronteggiare una folla di persone che augura il peggio per loro.
Concordo con il fatto che mettersi il presupposto che ogni singolo essere umano cambi in meglio è come affidarsi ad un utopia, eppure questa non è altro che una delle tante contraddizioni della vita. Come esseri umani non dovremmo mai abbadonare la speranza che il prossimo faccia ciò che è buono, non solo per se stesso ma anche per il mondo che lo circonda, pur essendo coscienti che ciò potrebbe non avvenire. Se ogni essere umano della terra si facesse un esame di coscenza proprio ora, il mondo diventerebbe un paradiso nel giro di un oretta: eppure qui ti rimando al racconto della città "perfetta" che ho scritto qualche post precedete :sisi:

Magari da blu non ci pensi ma fa sempre strano dire ad un moderatore "stiamo infrangendo le regole" :asd:
 
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BlackWizard

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Magari! L'ho letto a scuola in prima elementare, per cui pur facendo tutti gli sforzi del mondo mi riesce difficile. Tra l'altro non era un libro con un racconto singolo, ma un volume contente tantissimi racconti brevi: se ti può aiutare c'era anche la storiella di una balena che viveva in una piscina.
è il massimo che posso fare, scus :dsax:
Post unito automaticamente:


Chiaramente tutti devono assumersi le responsabilità di ciò che fanno, altrimenti la libertà andrebbe ad intaccare ciò che è l'equilibrio non solo sociale ma anche personale.
Però la condanna non solo della violenza, ma anche di chi ha compiuto gesti violenti, è un azione che oggi avviene troppo di frequente e non porta nulla di buono. Qui naturalmente mi riferisco al fatto che, per fare un esempio, tantissime testate giornalistiche sbattono i nomi in prima pagina di chi ha commesso atti atroci piuttosto che delle vittime. Sicuramente questo è un gesto che non sempre viene fatto in "mala fede", eppure molto spesso si vedono reazioni molto rabbiose nei loro confronti praticamente come se stessero puntando il dito contro. Ciò non fa altro che dare ulteriore legna al fuoco dell'odio, ignorando poi la cosa più importante in queste situazioni: i nomi delle vittime. I disturbed scrissero un pezzo meraviglioso su questo argomento, chiamato per l'appunto "legion of monsters". Naturalmente ciò non avviene sempre: eppure è innegabile l'accanimento e il pregiudizio che c'è nei confronti di queste persone che si ritrovano spesso a fronteggiare una folla di persone che augura il peggio per loro.
Concordo con il fatto che mettersi il presupposto che ogni singolo essere umano cambi in meglio è come affidarsi ad un utopia, eppure questa non è altro che una delle tante contraddizioni della vita. Come esseri umani non dovremmo mai abbadonare la speranza che il prossimo faccia ciò che è buono, non solo per se stesso ma anche per il mondo che lo circonda, pur essendo coscienti che ciò potrebbe non avvenire. Se ogni essere umano della terra si facesse un esame di coscenza proprio ora, il mondo diventerebbe un paradiso nel giro di un oretta: eppure qui ti rimando al racconto della città "perfetta" che ho scritto qualche post precedete :sisi:

Magari da blu non ci pensi ma fa sempre strano dire ad un moderatore "stiamo infrangendo le regole" :asd:
Affidarsi al singolo è si utopia e proprio per questo quanto conviene rischiare? Se non divessere prendere la giusta direzione la cosa o se addirittura peggiorasse? Penso che tu abbia giocato a Bioshock e vale quello che diceva Ryan: il parassita è sempre presente
Questo non vuol dire essere pessimisti ma realisti, essendo l'essere umano un essere che viene influenzato dall'ambiente in cui nasce e cresce non saremmo mai tutti uguali, non sarebbe neanche giusto che lo fossimo, proprio per questo ci sarà sempre qualcuno pronto ad aggredire gli altri o a fare qualcosa diverso dal coro.

Sulla questione delle testate giornalistiche stenderei un velo pietoso, fanno solo danni ed è giusto il tuo ragionamento: ci dovrebbero e ci devono essere più articoli, o solo, che parlano delle vittime, non degli aggressori, che poi porta ad un malessere collettivo e sociale, fomentando la rabbia e l'odio per chi ha commesso l'atto e non la compassione per chi lo ha subito. Basta vedere il caso Grillo, è vero che è il figlio di un politico controverso e importante ma hanno pressato solo lui e gli articoli fanno sempre e solo riferimento all'aggressore, nessuno che abbia fatto riferimento esplicito, tipo cercando e, nel caso, effettivamente intervistando la ragazza, quando per entrambi sono previste le stesse tutele, puoi parlare di lui ma anche di lei, cosa che non avviene.
Anche perchè nel momento in cui La Stampa apre un discorso del genere automaticamente viene fatto un processo mediatico che da un idea sbagliatissima della situazione e dell'aggressore, anche perchè(faccio riferimento al caso specifico Grillo) lui ad ora è solo indagato, potendo addirittura in caso (da un punto di vista processuale) anche non arrivare mai a giudizio, lui è adesso ancora innocente e lo sarà finché non lo dirà la magistratura con una sacrosanta sentenza passata in cosa giudicata e non prima e mai prima dai media.
I media hanno il dovere e anche l'onere e l'onore di tutelare l'immaginario collettivo e farlo bene, perché altrimenti viene sparsa ignoranza che porta ad aggressività.
Per colpa dei media ci sono persone che credono che il governo debba essere eletto dal popolo ma scherziamo?

Il fatto che sia blu cambia poco, tranquillo, poi un conto è scambiare parole anche animatamente ma con rispetto, come si deve fare tra tutti gli utenti, un altro è dare atto a comportamenti riprovevoli :asd:
 

Fusenr

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Sono rimasto con la lettura a pagina 2, interessanti le vostre discussioni. Io vorrei proporre un articolo sul Ddl Zan di cui mi sono piaciute le riflessioni. Non mi sembra prettamente politico, sia per respiro che per impronta, ma non so se si adatti al topic. Ci provo lo stesso e male che vada spostate.


Intanto ne approfitto per chiedere spiegazioni sulla prima parte di un periodo, che io sinceramente non sono riuscito a decifrare anche in relazione alla seconda, ovvero la parte sottolineata qui sotto:

Inapplicabile la logica dei diritti individuali, che invece torna utile a sostenere altre rivendicazioni LGBT; piuttosto, è il contrario: la legge si propone di estendere l’ambito dell’articolo 604 bis del codice penale, che punisce reati d’opinione e dunque limita la libera espressione del pensiero – oggettivamente, a prescindere da ogni valutazione di merito.

Quanto alla mia posizione nei confronti dell'articolo, non sono d'accordo su quest'altra sottolineatura

Altrettanto paranoica, e anche totalitaria, è la visione dell’Italia come paese omofobico da correggere: le leggi repressive servono ad affrontare le emergenze, non a cambiare una cultura; e se invece ci sono solo manifestazioni di violenza occasionali, senza una matrice culturale diffusa che le legittimi, allora crolla tutta la narrazione dell’omofobia.

perché, un po' come la criminalità sommersa, non credo che l'indice scaturito da denunce e segnalazioni sia sufficiente a fornire un quadro attendibile ed esaustivo sulla situazione che versa e serpeggia all'interno di una collettività.

Il reato d'opinione è un bel dilemma, però c'è il Paradosso della tolleranza di Popper, in merito al quale ringrazio Snow24 per averlo portato all'attenzione in un altro topic, che vorrei approfondire.

Un altro spunto controverso a mio parere è offerto da questa tesi:

La legge Zan punta in direzione opposta: c’è dietro una logica conservazionistica, che consegna gli omosessuali alla condizione perenne di specie protetta, vittime per vocazione difese solo da uno stato-Grande Fratello. Esattamente come la sinistra già tratta i migranti, sulla scorta della legge Mancino.

E poi, naturalmente

La legge Zan introduce aggravanti, cioè pene appesantite per reati che già esistono. L’idea che inasprire le pene faccia diminuire il crimine è una delle numerose credenze intuitive ma false – come il Sole che gira intorno alla Terra – ormai ampiamente smentite dagli studi.

“Le leggi pensate per ridurre il crimine concentrandosi principalmente sull’inasprimento della pena sono inefficaci, in parte perché i criminali non conoscono le sanzioni specifiche per i crimini. Pene più severe non correggono i condannati, e il carcere può aumentare la recidiva”. (Fonte: l'agenzia di ricerca del Dipartimento di Giustizia americano (sic! statunitense)


Allora cosa fare, come procedere? L'autore dell'articolo abbozza una prima risposta:

Eppure ci sarebbero cose da fare per contrastare la discriminazione in Italia. Non direttamente, con i processi e il carcere, ma nell’unico modo efficace: trattando gli omosessuali come tutti gli altri. Battaglie importanti: completa equiparazione delle unioni gay ai matrimoni, possibilità di adottare per le coppie dello stesso sesso. Solo così si può ridurre la distanza delle minoranze dal resto della società, e la riduzione delle distanze già rende le discriminazioni meno pensabili.

---

Io ho pensato che intanto si potrebbe (anche) aggiornare il testo dell'Articolo 3 della Costituzione dove le minoranze LGBTQ sono accorpate in un vago, non meglio identificato, "condizioni personali e sociali".

Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.

Nella mia idea, previa spiegazione di cosa si intende per sesso biologico, genere, orientamento sessuale e identità di genere, il suddetto testo andrebbe poi integrato, come minimo, aggiungendo "(senza distinzione di) orientamento sessuale e identità di genere".
 
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