L'ho detto e lo ripeto per chi ci sta giocando.
Way of the Sword è studiato per aprirsi nel corso di tutto l'incedere. Lato sistema di combattimento si continua a sbloccare roba fino al boss finale (anche perché alcuni potenziamenti, per acquisirli, bisogna necessariamente sforare nel NG+). E lo si fa per un motivo ben preciso: la didattica dell'issen.
Onimusha ti porta (inconsapevolmente all'inizio e con piena coscienza poi) a masterare il sistema di combattimento che ha nell'issen la sua espressione massima. E son due passaggi della storia (sempre mescolati meravigliosamente al gameplay) a farlo capire, perché contestualizzano l'issen come la tecnica suprema ed imprescindibile da usare.
E' un titolo che si prende il suo tempo per permettere al giocatore (sia il più abile, sia quello meno) di capire le finestre di difesa e di attacco, i tempi di reazione che distinguono una schivata dal parry, quando è un momento ideale per tentare l'issen e così via. Il tutto declinato ad avversari che, nel corso del gioco, diventano progressivamente più pericolosi e resistenti tra varianti ed aggiunte al loro parco mosse.
Quando poi si passa a Carnage tutto viene sublimato e si capisce ancor di più il lavoro di Capcom, che è immacolato.
L'unico difetto, che già ho detto, è nella varietà strutturale delle side quest. Lì si poteva fare qualcosina di più. Per il resto, è materiale da GOTY (e che neanche avrà una nomination ma vabè).