Io capisco benissimo cosa dici: tra il bianco e il nero é sempre meglio porsi in una qualche sfumatura di grigio. Il problema é che a volte tale via di mezzo non é percorribile.
Si può cercare finché si vuole di entrare nel limbo del dialogo, ma quando ci si ritrova a sbattere contro il muro dell'infattibilità é bene fermarsi. E prima che qualcun'altro mi dica "eh certo, quando vuoi tu il dialogo c'é e quando non vuoi non c'é": non é Elzaeron a decidere, io ascolto solo chi ha voce in capitolo.
Nell'esempio specifico dell caccia, noto degli errori nel tuo ragionamento. Innanzitutto, pur non facendone parte, ho sempre detestato la demonizzazione del cacciatore (cosa molto diversa dal bracconiere, il quale non é altro che un criminale e che come tale andrebbe trattato). La sua é una figura necessaria per la sostenibilità dell, ecosistema. Intendiamoci, non esistano cacciatori a cui piange il cuore ogni volta che premono il grilletto, ma dipingerlo come un hobby inutile é sbagliato. "Hobby" magari sí, "inutile" assolutamente no.
Cosa piú importante, se la popolazione di una specie sfugge al controllo gestibile dell'ecosistema, é un disastro: si innescherebbero una serie di eventi che andrebbero piano piano a distruggere l'ecologia della zona. Non ho studiato scienze forestali né sono un cacciatore quindi non sarò molto preciso, ma brevemente: se una specie in mezzo alla catena alimemtare cresce fino a superare il "limite massimo", le specie predate dalla suddetta verranno uccise con piú frequenza, fino forse ad estinguersi in caso di mancata regolazione (questo gli "animalisti" tendono sempre ad ignorarlo).
Ma non solo: la specie sovrappopolata dovrà, per forza di cosa, espandersi. Cosa succede quando il territorio a lei congeniale finisce? Che arriva troppo vicina all'uomo. Le conseguenze di ciò sarebbero la distruzione dell'agricoltura (ricordo che c'é ancora gente che mangia grazie alla loro professione di contadino) e altri danni ambientali. Tutto ciò porterebbe inoltre, come é facile immaginare, ad ingenti danni economici pubblici e privati. Tutto ciò solo se consideriamo, ad esempio, un amabile cervo, praticamente innocuo per la salute dell'uomo (quanto meno direttamente). Se parliamo invece di un molto meno amabile orso beh.. Probabilmente chi dice che "sono inncui!!!" vede tale animale come fosse Yoghi, che ti bussa sulla finestrella della baracca per chiederti gentilmente il miele, ma la realtà é un po' diversa.
Poi magari stiamo parlando di cose diverse: come avrai notato io sono favorevole alla caccia e/o all'abbattimento solo quando necessari al contenimento di una specie. Nella mia Regione la caccia é regolamentata solo in questi casi (credo), non so dalle altre parti. Per fare un esempio contrario, non sarei favorevole alla caccia a determinati animali al solo scopo di produrre pellicce (penso agli ermellini, ma non so se sono legalmente cacciati in Italia e, nel caso, se lo siano anche a scopo contenitivo).
In questo discorso, ho volutamente tralasciato l'aspetto piú importante della questione: i promotori del referendum hanno proposto questa loro idea senza fornire un'alternativa al contenimento degli animali. Ora, a me va benissimo discutere del piú e del meno su un forum se sia fattibile o meno una determinata azione senza nemmeno esplicare le alternative, ma dal momento in cui proponi um consulto via referendum DEVI avere già l'alternativa. Spero che almeno su questo punto siamo tutti d'accordo, altrimenti spiegatemi cosa si deve fare nel periodo che intercorre tra referendum e l'intervento successivo che mitigherà i suoi danni.
In conclusione, per me il dibattito sulla caccia può anche esistere, ma deve venire da persone che a) conoscono l'argomento e b) portano alternative per fermare i problemi che . E per ora non ho visto fare né l'una né l'altra cosa da chi promuove il referendum. Per questi motivi, continuo a ritenerlo il referendum piú inutile (o meglio: dannoso) e ridicolo degli ultimi anni.
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Ti rendo noto che stai paragonando:
- la sovrappopolazione di un qualsiasi animale, privo di intelletto e raziocinio e che da sempre si cerca di limitarne la crescita entro certi limiti per vari motivi
- la sovrappopolazione della specie di cui fai parte
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Eh sí, infatti in Italia ci sono gli "orsi bruni tra gli ultimi rimasti della loro specie"