La Ragione, s'impara in Logica, è un pensiero che segue il concetto di non-contraddizione.
Le false ideologie, per essere false, devono avere intrinsecamente un valore contradditorio, partorendo un assurdo. È per questo che molte di esse sono irragionevoli (cioè non rispecchiano la ragione).
Il ragionamento può essere giusto o sbagliato, ma non contradditorio. Altrimenti smette di essere un prodotto della ragione.
Vabbè, andiamo oltre... anche se a me dà la sensazione che non ci andiamo mai, oltre. Perchè ribatti sempre con i medesimi concetti, come se tu non leggessi le mie risposte.
Allora, una volta per tutte, cercherò di essere il più chiaro possibile.
Da notare che userò un linguaggio cronologico e non anagogico, quindi da un punto di visto temporale-umano e non prettamente eterno... altrimenti non ci capiremmo una cippa.
*** è Creatore del cielo e della terra, di tutte le cose visibili... ed invisibili. Tra le invisibili ci sono le entità angeliche. Gli angeli. I messaggeri. Esseri dotati di ragione come noi, composti da una sola sostanza (lo Spirito, al contrario di noi che ne abbiamo anche altre due: Carne e Psiche). Essendo dotati di Spirito e di ragione, anche gli angeli godono del più grande dono d'amore di ***: la libertà.
Uno di essi, il più splendente, decise di fare del suo dono (l'essere il più splendente) un vanto, tanto da desiderare d'essere lodato come *** fra le altre entità. Alcune lo seguirono, altri no.
Nasce il primo distacco tra la Potenza Divina e una sua creatura.
Quella creatura, in linguaggio tribale, fu chiamata tra i tanti nomi "serpente" nella Genesi.
Il serpente, creatura dannata, nelle sue frustrazioni manifestò il desiderio di distruggere l'Uomo, creatura che per sua natura può superare in santità e in amore gli angeli stessi. Potremmo parlare d'invidia.
Il serpente tentò un Adamo e un'Eva... ottenendo in parte quello che voleva: la loro morte. Ma *** intervenne nella storia dell'Uomo non solo per limitare il male alla temporaneità dei suoi effetti, ma pure per portare il genere umano (o almeno chi lo desidera) a una vita nuova... e divina!
Il male non può essere creato. Il niente non si crea. Il male è percepito come assenza di Bene.
Ecco che poni una giusta domanda: Se la cattiveria nasce dall'invidia di un infelice, ci sono due falle in principio. Una è l'infelicità dell'infelice: da dove è scaturita?
Sempre dal distacco da ***. Il serpente non fu infelice quando decise di giocare a fare *** con le altre entità. Lo fu DOPO il peccato, dopo quell'attimo di vanagloria, perchè è lì che ci fu il distacco con ***. Dal resto è sempre così.
Infelicità e invidia sono create da ***. *** poteva non creare uomini infelici e invidiosi, evitando così la cattiveria.
L'infelicità è il sintomo che sente un uomo quando è distante da ***. L'invidia è invece la malattia, come lo sono pure gli altri vizi capitali.
Ma in tutto questo c'è la buona notizia. Un infelice che sa di essere tale perchè distante da ***, può comprendere che la vera vita la trova stando avvinghiato al proprio Padre. Non lo fa studiando teologia, ma con l'esperienza, vivendo un cammino di fede.
Il cuore dell'uomo deve essere riempito, se è vuoto si sente la mancanza.
Un po' come lo stomaco (spero che cogli l'esempio allegorico), se è pieno sei soddisfatto e stai bene, se è vuoto la fame crescerà sempre di più.
Grazie per la giustificazione, ma guarda che non bisogna essere italiani per conoscere il significato delle parole.
IN-CONDIZIONATO: Senza condizioni. Cioè illimitato. Non vedo perchè devi usare tante parole per cercare di scrivere il vero significato.
http://it.thefreedictionary.com/incondizionato
http://www.wordreference.com/definizione/incondizionato
Se non è condizionato, non è condizionato. Quando una persona è condizionata? Quando ha delle aspettative.
Io non m'aspetto nulla in cambio perchè ti amo INDIPENDENTEMENTE da quello che fai. Ti amo perchè SEI. Per il tuo essere.
Ecco che se arrivano dei buoni frutti sono contento, mi va bene. Se ricevo in cambio qualcosa tanto meglio, ma non è per questo che ti amo. Ti amo perchè sei te. Punto.
Questo è amore incondizionato secondo me, secondo la teologia cristiana e secondo il linguaggio comune.
Poi il linguaggio aliasalbertiano non lo conosco.
Curioso il tuo tentativo di sminuirmi tirando in gioco la questione dell'idioma, ma non è la prima volta che lo fai. //content.invisioncic.com/a283374/emoticons/emoticons_dent1005.gif
L'Uomo è creato per amare, quindi per compiere il bene. Se rinuncia a questa predisposizione l'effetto è il male. È semplice.
Partiamo dal fatto che la vita umana è un dono, non un diritto. È un diritto che la vita e l'esistenza umana siano tutelate dagli altri uomini per l'Uomo stesso, ma non abbiamo alcun merito d'averle. Non abbiamo vinto nessun premio per la vita e se fosse questione di merito... saremmo pure in bolletta.
Anzi, nelle parabole di Cristo si capisce che è un dono che va ridato a *** affinchè il regalo sia irradiato in forma nuova: quella divinizzata.
Quando *** toglie la vita è perchè è l'unico in assoluto ad averne diritto. E solo qui si può parlare di diritto.
Si può accusare d'omicidio chi toglie la vita a una persona umana ingiustamente. Non a caso è così anche in tutti i codici giuridici del mondo.
Chi toglie la vita per difendersi la vita proporzionalmente non sarà mai chiamato omicida.
Chi toglie la vita per legge (i boia) non saranno mai chiamati omicidi e non compiono omicidi. Lo Stato, con le sue leggi sulla pena di morte, non va definito omicida perchè avrebbe il diritto di farlo, amministrando la giustizia. Poi io sono il primo a essere contro la pena capitale, ma le cose stanno così, che ci piacciano o meno.
Con questi due esempi capiamo che togliere la vita a una persona non comprende l'omicidio sempre.
*** è autore della vita. Se ci sono persone che hanno la vita è perchè *** gliel'ha data, Lui ha l'autorità unica di riprendersi ciò che è suo. La vita è un ""pezzo"" di ***. L'anima è spirito, cioè soffio divino.
In alcune occasioni ha mandato il suo popolo a estirpare dei popoli idolatri. L'idolatria allontana dalla vita eterna e, la società di quel tempo, era abituata alla violenza.
L'epoca lo riteneva più che normale.
È con un cammino progressivo che il *** della Vita ha portato la gente a un'evoluzione quasi innimaginabile in quel tempo, quello di rispettare la vita dei propri fratelli e dello straniero, fino a tutelare i più deboli.
“Maledetto chi sposta i confini del suo prossimo, Maledetto chi lede il diritto del forestiero, dell'orfano, della vedova...” (Dt 27 17)
Fino alla doccia fredda fatta da *** per bocca di Geremia al popolo, richiamando questi al rispetto generale della vita umana:
“[...] quando falsano i diritti di un uomo in presenza dell'Altissimo, quando fan torto a un altro in una causa, forse non vede il Signore tutto ciò?” (Lam 3,34)
Arrivando poi ad amare anche il nemico.
La forma ultima è quella di amare il prossimo (chiunque egli sia) come ha amato Cristo, cioè sulla Croce.
Sappiamo che la forma più pura di quell'amore è *** stesso, per viverlo dobbiamo essere in Lui, cioè nell'Eternità. Poi sarà tutto più chiaro.
Come detto, il male non è eterno, è temporaneo. È cominciato nel tempo e finirà nel tempo.
L'uomo è l'unica creatura (surclassando le entità angeliche) che sarà elevata alla divinizzazione.
Ma come si fa ad essere infelici se si vive in ***?
E guarda che vivere in *** si può già iniziare ora, non bisogna aspettare di tirare le cuoia. Quindi è del tutto normale che tu (ipotetico) possa sentirti infelice senza ***.
Io di mio vivo una vita splendida, piena di problemi che si sciolgono come il ghiaccio sotto la neve, se affrontati con gli alleati giusti.
È vero però, siamo spesso schiavi. Dei nostri vizi, ad esempio. Per questo che con il cammino di fede possiamo diventare Profeti (annunciando ***), Re (liberi dalla schiavitù dei vizi) e Sacerdoti (portatori di culto).
Il tuo ragionamento crolla nel momento stesso in cui ripeti che *** è creatore del male.
Non si può creare il male essendo non-bene.
Inoltre il resto l'ho spiegato sopra e nei miei altri interventi. //content.invisioncic.com/a283374/emoticons/winks.gif
Daiie, è più forte di te.//content.invisioncic.com/a283374/emoticons/emoticons_dent1005.gif
*** ha donato la vita per amore.
L'amore include una vita libera, altrimenti sarebbe solo illusione.
Bene, la libertà è data UNICAMENTE per fare il bene. Se compi il male abusi di questa libertà.
Perchè *** permette di abusare della libertà? Perchè altrimenti non sarebbe vera libertà ma solo finzione. *** è autentico, lo sono anche le sue azioni (essendo quest'ultime sempre ***).
Non le ho contate, ma se hai superato i 10 hai vinto un orsacchiotto.//content.invisioncic.com/a283374/emoticons/emoticons_dent1005.gif
Ma a che serve eliminare il male se esso è temporaneo, glorifica senza volerlo *** e chi è divinizzato, e può essere fonte di conversione e di fede?
*** è genialità allo stato puro, non paura di una semplice conseguenza del peccato.
L'orsacchiotto è sempre più vicino.//content.invisioncic.com/a283374/emoticons/emoticons_dent1005.gif
Scherzi a parte, esiste il perdono perchè genera (e qui si genera davvero qualcosa) BENE. Il Bene soffoca e converte il male. In cosa? In qualcosa di pieno, in bene.
Il Bene è eterno, il male no.
L'Uomo sceglie d'essere infelice, la strada ce l'ha a disposizione per non esserlo.
Un po' troppo comodo deprimersi per il peccato originale, giustificandosi in questo modo.
No, possiamo dire che *** ha dato la possibilità a chi lo desidera di non vivere in Lui, e quindi di escludersi dal Bene.
Ma questo è un effetto perfetto del Bene Sommo, la scelta deliberata e assoluta di non seguire il Bene per obbligo. Anche perchè poi smetterebbe di essere bene e diventa tirannia.
Ma perchè tutti pensano che io debba convincere qualcuno?//content.invisioncic.com/a283374/emoticons/emoticons_dent1005.gif
Per me puoi pensare come ti pare, sei liberissimo di farlo. Dormirò comunque, felicissimo della mia vita, delle mie sofferenze passate e di quelle future... e del mio ***.
Non devo dimostrare che *** non ha creato il male, basta la Ragione. *** è Bene Sommo (l'abbiamo detto finora), il Bene Sommo non può contenere il male per definizione, altrimenti nasce un assurdo. Un pensiero illogico.
L'essenza della VITA non può contenere la MORTE, altrimenti sarebbe NON-VITA. Ma la NON-VITA non è VITA, è appunto: morte.
Il Bene non può contenere Male, perchè il Male è Non-Bene. il Non-Bene è assenza di Bene.
Come può un elemento avere in sè stesso il non-elemento? Il Vuoto non può essere il Pieno, e viceversa.
Ma se *** è Bene Sommo il problema non si discute neppure: non può contenere il Male per forza di cose.
*** e ogni sua azione diretta.. è ***. Quindi *** non può creare il male per un duplice motivo:
1. il male non si crea, essendo assenza di bene. Semmai le azioni (delle creature) possono essere prive di bene, compiendo così il male.
2. il Bene non può avere in sè il male, nè realizzarlo dato che l'azione del Bene... è Bene.
Ma lo danneggia.
E il fumo non lo rende felice, gli dà quello spicciolo di contentezza temporanea fine a sè stesso. Porta l'esempio alle dimensioni del compimento del male (che rende contenti in un primo tempo) e vedrai che si può facilmente rinunciare a *** pur sapendo che è bene.
Fino alla parte sottolineata ti do ragione, l'obiettivo dell'Uomo è cercare la felicità... e il più delle volte lo fa nel posto sbagliato.
È forse dovuto al fatto che l'unica fonte di vera felicità è ciò che è Eterno. ***.
La scala di "livelli" di santità e di gloria è risaputa nella dottrina cristiana.
Se è per questo, possiamo trovarla anche nella Divina Commedia, seppure in chiave dantesca.
Si vede che Dante non era un novellino in teologia.
Tu non capisci una cosa e già trai sentenza: incoerenza dottrinale. //content.invisioncic.com/a283374/emoticons/emoticons_dent1005.gif
Troppo complicato chiedere semplicemente spiegazioni (e non per forza a me, chiariamo bene).
Santa Teresina si stupì della cosa esattamente come hai fatto tu (ma in modo un pochino più moderato e umile, comunque ti poni degli interrogativi santi. Buon segno//content.invisioncic.com/a283374/emoticons/sisi.gif
) e ricevette una spiegazione esemplare semplice che può dare l'idea.
La persona che le spiega il concetto prende il bicchiere del padre che era tipo boccale da birra, l'avvicinò a quello di Teresina che era un bicchiere piccolo. Li riempì entrambi e chiese:
"Qual è quello pieno?"
Entrambi.
"Quale ha più acqua?"
Il boccale.
Da qua si può capire che *** dà gloria e santità PIENA... quanta ogni anima può contenerne. È un esempino che si fa ai bambini per trasmettere l'idea, poi è chiaro che tutto è in forma figurata. Ma d'altra parte nessuno di noi ha mai vissuto pienamente in *** per sapere con esattezza come stanno le cose a livello pratico e reale.
*** si pone come Padre, prima di tutto. Non diciamo:
Vostro onore che sei nei cieli, ma PADRE NOSTRO che sei nei cieli. Il Suo giudizio come può essere temuto se uno vive in Grazia di ***?
Senza ***, niente esiste. Da qua non si scappa. Ma solo perchè è il Creatore. Poi è vero che una volta conosciuta l'Origina della Vita, nonchè la Fonte dell'Amore... non riesci più a farne a meno. Questo però vale per chiunque faccia queste esperienze. Non ti faccio un esempio tirando in ballo il rapporto con le ragazze perchè poi t'arrabbi dicendo che è deviante.
Inoltre non tento mica di psicanalizzarti; sarebbe dura farsi passare l'emicrania, dopo.//content.invisioncic.com/a283374/emoticons/emoticons_dent1005.gif
Ma non ci vuole molta fantasia a capire l'essenziale.
Anche le contraddizioni sono partorite dalla ragione. Parti dall'erroneo presupposto che il prodotto della ragione sia sicuramente corretto e coerente. Comunque questo non c'entra niente con quello di cui si stava parlando, non capisco come abbia fatto ad arrivarci. Se mi parli del ragionamento per assurdo, ti smonto il cristianesimo in due parole. Non è che a voi credenti convenga molto tirare in ballo la logica, visto che è quella scienza che fa luce sulle ombre della religione.
Io le tue risposte le leggo, ma mi pongo sempre la domanda se tu capisca i ragionamenti della logica, visto che rispondi in modo incoerente alle mie affermazioni e sempre glissando su argomenti "vicini", ma non strettamente inerenti. Per esempio insisto ancora sulla questione della creazione del male, visto che è di una logica elementare: se tutto è creato da *** ed esiste il male, allora *** ha creato anche il male. Più semplice di così non riuscirei a porla, la questione. Ogni altra considerazione che tentasse di giustificare l'operato maligno di ***, risulta un'arrampicata sugli specchi. Purtroppo la religione non può reggere il passo della logica.
La favoletta della genesi la conosco, l'ho letta pure io. Il punto è sempre quello, e sempre a quello tu cerchi invano di sfuggire con i tuoi ragionamenti: come può essere che un angelo creato da *** abbia manifestato un desiderio maligno? Evidentemente dentro di lui albergava già il male, terreno fertile per far crescere altro male. E quel male originario, come c'era finito lì, in principio, ovvero, chi l'ha creato l'angelo con la predisposizione a compiere il male? È stato ***, quindi *** ha creato il male. Non puoi continuare a negarlo, è lapalissiano che sia così.
Il fatto che il male sia assenza di bene, non significa che non sia niente; questo è un banale sofisma. Anche a insistere con l'idea del male come nulla, come vuoto, si porrebbe comunque il problema del perché consentire questo nulla, questo vuoto. *** è onnipotente, quindi poteva evitare che si creasse il vuoto, l'assenza di bene. Invece non l'ha fatto, ma anzi ha creato pur sapendo che sarebbe stato così, quindi con la precisa consapevolezza di generare il male.
Se l'infelicità dell'infelice è generata dal distacco da ***, cosa ha comportato il distacco da ***, ovvero il male? È stato *** stesso, che ha creato l'uomo capace di (e destinato a) compiere il male, ovvero a distaccarsi da ***. Il punto di arrivo è sempre quello, non si scappa.
Che senso ha creare gli uomini se tanto sai già che si distaccheranno da ***, ovvero che compiranno il male e che, dunque, saranno infelici? Sarebbe stato più amorevole crearli incapaci di essere infelici, così saremmo stati tutti più felici, appunto. Ovvio, no?
Ora, per piacere, non fare l'arrogante con me sulla lingua italiana, visto che la conosco meglio di te. Incondizionato non significa senza aspettative. Significa solo che non pone condizioni, che continuerà a essere tale anche in assenza del verificarsi di determinate condizioni. L'esempio che hai fatto tu era illuminante, visto che la madre che vede il figlio uscire di casa sbattendo la porta continuerà ad amare il figlio, anche se non si è verificata la condizione della riconoscenza, della gratitudine. Questo è amore incondizionato, che non è la stessa cosa dell'amore senza aspettative. Non è un tentativo di sminuirti. Lo dici tu che l'italiano non è la tua lingua madre, quindi che ci posso fare io se dimostri sempre di non conoscerlo molto bene? Se credi che condizione e aspettativa abbiano lo stesso significato, sbagli di grosso, tutto qui. Dovresti prenderla come un'occasione per imparare, non come un affronto.
L'uomo che rinuncia al bene è creato per rinunciare al bene, questo è naturale. Quindi perché creare gli uomini predisponendoli al male?
Se la vita è un dono di ***, e non un nostro diritto, il suo non è amore incondizionato, nel momento in cui pretende la restituzione del dono. Se ci toglie la vita con morte violenta (cioè non naturale), come fa nella Bibbia, è perché sa di aver sbagliato a crearci e ha cambiato idea. Il che esclude la sua onniscienza.
Omicidio significa letteralmente uccisione di una persona. Che sia intenzionale o no, premeditato o no, per legittima difesa o no, per commissione o no, sempre di omicidio si tratta. Che sia *** a compiere e commissionare omicidi di uomini ad altri uomini, significa che c'è stato un errore nella creazione, altrimenti saremmo tutti potuti morire di morte naturale. Un padre che avanzasse diritti sulla vita del fliglio, che ne disponesse a proprio piacimento, sarebbe divinamente amorevole o patologicamente malvagio?
Perché *** autorizza e anzi impone al popolo di Israele di uccidere migliaia di persone, tra cui anche tanti bambini piccoli (quindi persone innocenti)? Se è vero che i popoli da sterminare erano idolatri, allora essi, morendo prima del tempo, non hanno avuto la possibilità di redimersi e di pentirsi, ovvero di ritrovare la vicinanza con ***. Una vera ingiustizia divina, si direbbe.
Il comportamento di *** è poi incoerente con sé stesso e ingiustificabile alla luce della sua bontà. Prima fa fuori, sterminandole a migliaia, persone di tutto il mondo che si erano allontanate da lui. Poi, nel NT, cambia tattica e anziché ammazzarle addirittura le ama e muore per loro. Questa è schizofrenia. *** era pazzo?
Se il male non è eterno, allora l'inferno non esiste, quindi possiamo fare le cose peggiori immaginabili e avere la certezza di andare comunque in paradiso, prima o poi, visto che il male presto o tardi finirà. Questo non concilia con la tua dottrina.
Come si fa a essere infelici se si vive in ***, mi chiedi? La risposta, stando alla tua fede, è ovviamente che non si può. Ma se non si può essere infelici stando con ***, perché *** permette agli uomini di non stare con lui? Cioè, perché permette agli uomini di soffrire? Siamo schiavi dei nostri vizi? Perché creare i vizi? Perché farci schiavi?
Il male è creato come qualsiasi altra cosa. Se così non fosse, non esisterebbe. Questo è quanto. Poi se il male è assenza di bene, e questo ti porta a dedurre che il male non è niente, anche il bene è assenza di male (letteralmente), e questo ti dovrebbe analogamente portare a dedurre che il bene non è niente. Adesso riesci a capire o no, che i tuoi ragionamenti sono illogici e inconsistenti?
Meglio vivere nell'illusione ed essere felici, che vivere nella realtà ed essere infelici. Perché il nostro scopo non è vivere nella realtà, ma vivere felici, qualsiasi sia il modo attraverso il quale raggiungere la nostra felicità. Poi lo dici tu arbitrariamente che una vita senza libertà sarebbe un'illusione, ma non dici perché. In effetti non c'è nessun motivo per cui pensarlo. L'importante è essere felici. La libertà è uno strumento per raggiungere la felicità; ma se questo strumento non è necessario, ma anzi in alcuni casi ostativo, tanto vale farne a meno.
Ma se il male è temporaneo, a che serve mantenerlo? Se non è necessario, perché farcelo provare? Qualsiasi sia lo scopo del male, *** può ottenerlo senza di esso con la sua onnipotenza. Perché non lo fa? Se *** fosse stato geniale, non avrebbe creato un mondo che poi lo avrebbe costretto a farsi uomo e a soffrire. Se l'ha fatto di proposito, è stato un fesso.
L'uomo sceglie di essere infelice, ma non consapevolmente, perché tutti noi tendiamo a essere felici. *** non dà agli uomini gli strumenti necessari per consentire agli uomini di capire dove sta la felicità, altrimenti riusciremmo tutti a essere felici. Tanto valeva manifestarsi subito, in modo che a tutti fosse sempre chiara la strada per il bene. In questo modo non ci sarebbe stata infelicità. Perché dare alle persone la possibilità di essere infelici? Ripeto ancora una volta un ragionamento che non fa una piega: meglio una vita che non ti dà altra scelta che essere felice, piuttosto che una vita che di dà la possibilità di essere felice. Questo è incontestabile, come fai a non accettarlo!?
Imporre la felicità è di per sé una cosa buona, perché costringe l'uomo a essere felice, che è quello che vogliamo tutti: tanto meglio!
Se *** è sommo bene, crea tutto ed esiste il male, c'è qualcosa che non funziona. Se il male esiste, e ovviamente esiste, è perché l'ha creato ***. Questa è la logica che tu credi di far tua, ma che evidentemente non padroneggi. Questo è il risultato cui ci porta l'uso della ragione, motivo che ci fa escludere l'esistenza del tuo ***. Ecco perché ragione e fede sono mutuamente esclusive e non si possono conciliare in alcun modo.
Analogamente:
1. Il bene non si crea, essendo assenza di male.
Se il male è assenza di bene, c'è qualcuno che ha creato l'assenza di bene, e visto che ogni cosa è creata da ***, allora *** ha creato il male. È inutile cercare scappatoie, il *** in cui credi è impossibile.
2. Il male non può avere in sé il bene, né realizzarlo, dato che l'azione del male è male.
Come vedi il tuo ragionamento funziona anche al contrario, quindi o vale in entrambi i casi (e non può essere, visto che il primo punto li esclude entrambi) o non vale in nessuno dei due.
Il fumo rende felice il fumatore, perché è quello che vuole. Se non lo volesse, non fumerebbe; è molto semplice. Il fatto che gli faccia male alla salute, non significa che lo renda infelice. E anche se così fosse, bisogna sempre riferirsi a quello che è la consapevolezza di un uomo di scegliere la felicità. Magari uno sceglie l'infelicità, con la consapevolezza di aver scelto, invece, la felicità. Cioè io credo che quella cosa mi renda felice, ma non mi accorgo che mi rende infelice. Esattamente come accade quando l'uomo sceglie di allontanarsi da ***.
Se l'unica fonte di felicità è ***, allora *** sa bene che consentendo all'uomo di allontanarsi (e, anzi, creando alcuni uomini con il preciso obbligo di farlo), gli consente di essere infelice. E questo non è un gesto d'amore, ma di assenza di amore.
La spiegazione data a Teresina è un'idiozia. Se il boccale contiene più acqua, significa che contiene più bene e quindi che il bicchiere ne contiene di meno. Meno bene del massimo bene significa assenza di una parte di bene, ovvero presenza del male.
Senza *** niente esiste: quindi neanche il male. Se il male esiste, è perché esiste ***. Mi fermo qui, perché ci sarebbe da stabilire tutto il resto, se è vero che *** esiste e così via.
Se non cerchi di psicanalizzarmi, è inutile il tuo tentativo di spiegare il mio ateismo con la paura. Il ragionamento da fare è l'inverso, quello che spiega la tua fede con la paura. È dura da ammettere, ma è la verità.