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guarda che questo non lo dico io, lo dice la scienza. L'uomo è predisposto a credere in un ***. Se non lo fosse, ci crederebbe solo davanti all'evidenza. Infatti ci crede senza vederne un minimo straccio.

 
Secondo voi, arriverà mai il momento in cui le persone non crederanno a piu nessuna divinità? :morristend:

Io sto notando che nei paesi sviluppati l'ateismo accresce sempre di piu,mentre in quelli in via di sviluppo è la religione ad aumentare....sarà un caso? //content.invisioncic.com/a283374/emoticons/chris2.gif

 
Che sono ipotesi campate in aria e' da dimostrare,potresti dire la stessa cosa della filosofia e di tutte le discipline che non necessitano di esperimenti.La morale,i sentimenti e tutto ciò che ci rende umani non e' dimostrabile in via sperimentativa proprio perche' siamo umani e non robot,da secoli l'uomo si interroga su quesiti come"perche' sono qui?" "qual'e' il mio scopo nella vita?Se tutto si risolvesse con gli esperimenti la vita sarebbe molto facile,mi dispiace fare un esempio triste ma al momento e' il primo che mi viene in mente.Sarai a conoscenza dell'incidente capitato in Svizzera all'autobus con sopra i bambini,ecco ai genitori dei sopravvissuti sono stati assegnati degli psicologi per aiutarli a superare il fatto che i loro figli siano vivi.Pensando razionalmente ti domanderesti a cosa servano degli psicologi per questa situazione e che magari sono piu' utili ai genitori dei deceduti,ebbene in situazioni come queste,può sembrare assurdo ma un genitore non si capacita che il proprio figlio sia vivo.Noi esseri umani siamo così,gli unici animali a usare la razionalità ma ad aver un disperato bisogno dell'irrazionalità.Sono riuscita a spiegarmi?
A tal proposito ho un bellissimo video di un geniale fisico :

Moqh8perxKI%3D
 
Chiama una delle presenti e fatti mandare una tua foto alla festa, contraccambio con una mia foto, PM grazie ;-)


Vero, non vi avevo pensato.

Visualizza allegato 68944
Ho un po' di paura di richiederla....:rickds:

M'informerò e vedremo.:pffs:

 

 

 




I sentimenti e le emozioni non escludono la ragione, ma anzi sono veicolati da essa. I dubbi, le false ideologie, le complicazioni sono prodotti del ragionamento (più o meno corretto), ovvero della ragione. Quindi sì, è pura ragione umana. D'altronde non possiamo prescindere da essa, altrimenti ci porremmo allo stesso livello di un animale qualsiasi.

Se all'uomo del principio è stato suggerito un inganno, evidentemente c'è un suggeritore. E altri non è che lo stesso ***, attraverso la figura del serpente, che è stato creato da ***. Tutto riconduce sempre al concetto di *** come creatore del male. Non è spiegabile il motivo per il quale *** abbia creato il male.

Se la cattiveria nasce dall'invidia di un infelice, ci sono due falle in principio. Una è l'infelicità dell'infelice: da dove è scaturita? L'altra è l'invidia. Infelicità e invidia sono create da ***. *** poteva non creare uomini infelici e invidiosi, evitando così la cattiveria.
La Ragione, s'impara in Logica, è un pensiero che segue il concetto di non-contraddizione.


Le false ideologie, per essere false, devono avere intrinsecamente un valore contradditorio, partorendo un assurdo. È per questo che molte di esse sono irragionevoli (cioè non rispecchiano la ragione).



Il ragionamento può essere giusto o sbagliato, ma non contradditorio. Altrimenti smette di essere un prodotto della ragione.


 


Vabbè, andiamo oltre... anche se a me dà la sensazione che non ci andiamo mai, oltre. Perchè ribatti sempre con i medesimi concetti, come se tu non leggessi le mie risposte.


 


Allora, una volta per tutte, cercherò di essere il più chiaro possibile.


 


Da notare che userò un linguaggio cronologico e non anagogico, quindi da un punto di visto temporale-umano e non prettamente eterno... altrimenti non ci capiremmo una cippa.


 


*** è Creatore del cielo e della terra, di tutte le cose visibili... ed invisibili. Tra le invisibili ci sono le entità angeliche. Gli angeli. I messaggeri. Esseri dotati di ragione come noi, composti da una sola sostanza (lo Spirito, al contrario di noi che ne abbiamo anche altre due: Carne e Psiche). Essendo dotati di Spirito e di ragione, anche gli angeli godono del più grande dono d'amore di ***: la libertà.


 


Uno di essi, il più splendente, decise di fare del suo dono (l'essere il più splendente) un vanto, tanto da desiderare d'essere lodato come *** fra le altre entità. Alcune lo seguirono, altri no.



Nasce il primo distacco tra la Potenza Divina e una sua creatura.


 


Quella creatura, in linguaggio tribale, fu chiamata tra i tanti nomi "serpente" nella Genesi.


 


Il serpente, creatura dannata, nelle sue frustrazioni manifestò il desiderio di distruggere l'Uomo, creatura che per sua natura può superare in santità e in amore gli angeli stessi. Potremmo parlare d'invidia.



Il serpente tentò un Adamo e un'Eva... ottenendo in parte quello che voleva: la loro morte. Ma *** intervenne nella storia dell'Uomo non solo per limitare il male alla temporaneità dei suoi effetti, ma pure per portare il genere umano (o almeno chi lo desidera) a una vita nuova... e divina!


 


Il male non può essere creato. Il niente non si crea. Il male è percepito come assenza di Bene.


 


Ecco che poni una giusta domanda:
Se la cattiveria nasce dall'invidia di un infelice, ci sono due falle in principio. Una è l'infelicità dell'infelice: da dove è scaturita?

Sempre dal distacco da ***. Il serpente non fu infelice quando decise di giocare a fare *** con le altre entità. Lo fu DOPO il peccato, dopo quell'attimo di vanagloria, perchè è lì che ci fu il distacco con ***. Dal resto è sempre così.




Infelicità e invidia sono create da ***. *** poteva non creare uomini infelici e invidiosi, evitando così la cattiveria.

L'infelicità è il sintomo che sente un uomo quando è distante da ***. L'invidia è invece la malattia, come lo sono pure gli altri vizi capitali.


Ma in tutto questo c'è la buona notizia. Un infelice che sa di essere tale perchè distante da ***, può comprendere che la vera vita la trova stando avvinghiato al proprio Padre. Non lo fa studiando teologia, ma con l'esperienza, vivendo un cammino di fede.



Il cuore dell'uomo deve essere riempito, se è vuoto si sente la mancanza.



Un po' come lo stomaco (spero che cogli l'esempio allegorico), se è pieno sei soddisfatto e stai bene, se è vuoto la fame crescerà sempre di più.


 




Secondo me non sai bene cosa significhi l'espressione amore incondizionato, ma dato che non sei italiano sei giustificabile. Incondizionato non sta a indicare un amore dal quale non ci si aspetta nulla in cambio, significa solo che si continuerà ad amare (e allo stesso modo) a prescindere dal fatto che si ottenga qualcosa in cambio oppure no. È perfettamente naturale che una madre, che ama incondizionatamente il figlio, si aspetti amore in cambio. Ma quale madre, vedendo il figlio uscire sbattendo la porta, smette di amarlo? Amore incondizionato.
Grazie per la giustificazione, ma guarda che non bisogna essere italiani per conoscere il significato delle parole.

 


IN-CONDIZIONATO: Senza condizioni. Cioè illimitato. Non vedo perchè devi usare tante parole per cercare di scrivere il vero significato.


 


http://it.thefreedictionary.com/incondizionato

http://www.wordreference.com/definizione/incondizionato

Se non è condizionato, non è condizionato. Quando una persona è condizionata? Quando ha delle aspettative.


Io non m'aspetto nulla in cambio perchè ti amo INDIPENDENTEMENTE da quello che fai. Ti amo perchè SEI. Per il tuo essere.



Ecco che se arrivano dei buoni frutti sono contento, mi va bene. Se ricevo in cambio qualcosa tanto meglio, ma non è per questo che ti amo. Ti amo perchè sei te. Punto.



Questo è amore incondizionato secondo me, secondo la teologia cristiana e secondo il linguaggio comune.



Poi il linguaggio aliasalbertiano non lo conosco.


 


Curioso il tuo tentativo di sminuirmi tirando in gioco la questione dell'idioma, ma non è la prima volta che lo fai.
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L'uomo viene creato con la possibilità di compiere il bene, ma anche di compiere il male, evidentemente. Perché dare quest'ultima possibilità se da ciò può scaturire solo sofferenza per lui e per *** stesso? O è cattiveria, verso l'uomo che deve soffrire; o è stupidità, verso *** stesso che deve subire.
L'Uomo è creato per amare, quindi per compiere il bene. Se rinuncia a questa predisposizione l'effetto è il male. È semplice.




Se *** è vita, allora perché commissiona omicidi nella Bibbia? Perché uccide lui stesso? Questo si oppone alla vita e la distrugge. Allora *** non è solo vita, ma anche morte violenta.

Partiamo dal fatto che la vita umana è un dono, non un diritto. È un diritto che la vita e l'esistenza umana siano tutelate dagli altri uomini per l'Uomo stesso, ma non abbiamo alcun merito d'averle. Non abbiamo vinto nessun premio per la vita e se fosse questione di merito... saremmo pure in bolletta.

 


Anzi, nelle parabole di Cristo si capisce che è un dono che va ridato a *** affinchè il regalo sia irradiato in forma nuova: quella divinizzata.


 


Quando *** toglie la vita è perchè è l'unico in assoluto ad averne diritto. E solo qui si può parlare di diritto.


 


Si può accusare d'omicidio chi toglie la vita a una persona umana ingiustamente. Non a caso è così anche in tutti i codici giuridici del mondo.



Chi toglie la vita per difendersi la vita proporzionalmente non sarà mai chiamato omicida.



Chi toglie la vita per legge (i boia) non saranno mai chiamati omicidi e non compiono omicidi. Lo Stato, con le sue leggi sulla pena di morte, non va definito omicida perchè avrebbe il diritto di farlo, amministrando la giustizia. Poi io sono il primo a essere contro la pena capitale, ma le cose stanno così, che ci piacciano o meno.


 


Con questi due esempi capiamo che togliere la vita a una persona non comprende l'omicidio sempre.



*** è autore della vita. Se ci sono persone che hanno la vita è perchè *** gliel'ha data, Lui ha l'autorità unica di riprendersi ciò che è suo. La vita è un ""pezzo"" di ***. L'anima è spirito, cioè soffio divino.


 


In alcune occasioni ha mandato il suo popolo a estirpare dei popoli idolatri. L'idolatria allontana dalla vita eterna e, la società di quel tempo, era abituata alla violenza.



L'epoca lo riteneva più che normale.



È con un cammino progressivo che il *** della Vita ha portato la gente a un'evoluzione quasi innimaginabile in quel tempo, quello di rispettare la vita dei propri fratelli e dello straniero, fino a tutelare i più deboli.


 


“Maledetto chi sposta i confini del suo prossimo, Maledetto chi lede il diritto del forestiero, dell'orfano, della vedova...” (Dt 27 17)

 


Fino alla doccia fredda fatta da *** per bocca di Geremia al popolo, richiamando questi al rispetto generale della vita umana:

 


“[...] quando falsano i diritti di un uomo in presenza dell'Altissimo, quando fan torto a un altro in una causa, forse non vede il Signore tutto ciò?” (Lam 3,34)


Arrivando poi ad amare anche il nemico.

 


La forma ultima è quella di amare il prossimo (chiunque egli sia) come ha amato Cristo, cioè sulla Croce.


Il male viene convertito a un bene superiore, ma nel frattempo la gente si ammala, si ammazza, soffre, si dispera etc. Perché tutto questo male, se tanto *** può ricavare quel bene supremo con la sua onnipotenza? Più amore di così, dici? Beh, più amore di così sarebbe senza il male: ovvio no? Quindi l'amore di *** non è proprio perfetto, anzi.
Sappiamo che la forma più pura di quell'amore è *** stesso, per viverlo dobbiamo essere in Lui, cioè nell'Eternità. Poi sarà tutto più chiaro.


Come detto, il male non è eterno, è temporaneo. È cominciato nel tempo e finirà nel tempo.


È vero che per *** il male "non è nulla", ma per l'uomo invece fa molto: perché condannarlo? Se tanto il male, di fronte all'eternità, non è nulla, allora tanto vale toglierlo. Il male è quindi superfluo, ma *** lo infligge comunque. Dobbiamo proprio pensare che sia una forma di sadismo.

L'uomo è l'unica creatura (surclassando le entità angeliche) che sarà elevata alla divinizzazione.

Il concetto di schiavitù è del tutto relativo. Per noi ci sono solo l'amore, l'odio e gli stati intermedi. Ma se *** avesse voluto, avrebbe potuto darci infiniti altri modi di vivere la vita, che non fossero né amore né odio né alcuno degli stati tra essi compresi. Quindi, in effetti, siamo comunque dei piccoli robot con tanti limiti e restrizioni. Tanto valeva fare in modo di togliere anche le cose negative della vita, robot per robot. Anche il fatto stesso di non essere perfetti come ***, implica una mancanza di libertà. In ogni caso siamo "schiavi". Tanto vale esserlo nel modo migliore. Ripeto per la terza volta: avere la possibilità di scegliere l'infelicità è una cosa che solo un *** malvagio potrebbe concedere, visto che non porta letteralmente niente di buono a nessuno, né alla creatura né al creatore. Era meglio per tutti avere la garanzia del bene supremo: contenti noi e contento lui.
Ma come si fa ad essere infelici se si vive in ***?


E guarda che vivere in *** si può già iniziare ora, non bisogna aspettare di tirare le cuoia. Quindi è del tutto normale che
tu (ipotetico) possa sentirti infelice senza ***.

 


Io di mio vivo una vita splendida, piena di problemi che si sciolgono come il ghiaccio sotto la neve, se affrontati con gli alleati giusti.



È vero però, siamo spesso schiavi. Dei nostri vizi, ad esempio. Per questo che con il cammino di fede possiamo diventare Profeti (annunciando ***), Re (liberi dalla schiavitù dei vizi) e Sacerdoti (portatori di culto).


 




La soluzione che *** pone al verificarsi del male è stata inutile, come già visto. Sia perché il male ha continuato a imperversare sul mondo (anche peggio di prima) sia perché *** poteva risparmiare il male al figlio (cioè a sé stesso) con la sua onnipotenza. *** ha predisposto una medicina eterna a una malattia che lui stesso ha generato! Non proprio un affarone per noi, non proprio un gran creatore, questo folle ***.

La libertà non è necessaria per potere amare. Nessuno di noi è completamente libero, infatti, eppure tutti riusciamo ad amare. In ogni caso, anche se ammettessimo per assurdo che la libertà fosse indispensabile all'amore, *** potrebbe fare in modo che non fosse così con la sua onnipotenza. E dunque creare un uomo non completamente libero ma completamente capace di amare.
Il tuo ragionamento crolla nel momento stesso in cui ripeti che *** è creatore del male.


Non si può creare il male essendo non-bene.



Inoltre il resto l'ho spiegato sopra e nei miei altri interventi.
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L'esempio della ragazza è distorto e inconsistente. No, non si devono magicamente annullare le sofferenze della ragazza violentata, parti proprio da un concetto di fondo sbagliato. Non riesci a capire che in principio *** ha creato il male.
Daiie, è più forte di te.//content.invisioncic.com/a283374/emoticons/emoticons_dent1005.gif

Come è possibile che ci sia qualcuno che abbia violentato la ragazza? Chi ha dato a quel qualcuno la possibilità di generare il male? È stato ***, come causa primaria. Non posso credere che tu non riesca a capire questo semplice ragionamento, ovvero che sia stato *** a creare il male.
*** ha donato la vita per amore.


L'amore include una vita libera, altrimenti sarebbe solo illusione.


 


Bene, la libertà è data UNICAMENTE per fare il bene. Se compi il male abusi di questa libertà.



Perchè *** permette di abusare della libertà? Perchè altrimenti non sarebbe vera libertà ma solo finzione. *** è autentico, lo sono anche le sue azioni (essendo quest'ultime sempre ***).


 


Non le ho contate, ma se hai superato i 10 hai vinto un orsacchiotto.//content.invisioncic.com/a283374/emoticons/emoticons_dent1005.gif

Quello che disse Giovanni Paolo II sulla sofferenza è palesemente assurdo. Ma anche se fosse vero, sarebbe comunque inconcepibile e disprezzabile. La sofferenza come fonte di amore? A che pro? Tanto vale che sia l'amore l'unica fonte di amore. *** è onnipotente, quindi può fare in modo che sia così, eliminando la sofferenza dall'equazione. Se non lo fa è perché non ne è capace, e quindi non è onnipotente, oppure non ne ha l'intenzione, e quindi non è buono.

Ma a che serve eliminare il male se esso è temporaneo, glorifica senza volerlo *** e chi è divinizzato, e può essere fonte di conversione e di fede?

 


*** è genialità allo stato puro, non paura di una semplice conseguenza del peccato.


 

 




È l'idea stessa del perdono, che è fondamentale nella dottrina cristiana, a rappresentare uno dei più grandi errori di ***. Se esiste il perdono, vuol dire che esiste un male precedente che deve essere perdonato. E chi l'ha creato questo male, in principio? Sempre ***.
L'orsacchiotto è sempre più vicino.//content.invisioncic.com/a283374/emoticons/emoticons_dent1005.gif


Scherzi a parte, esiste il perdono perchè genera (e qui si genera davvero qualcosa) BENE. Il Bene soffoca e converte il male. In cosa? In qualcosa di pieno, in bene.



Il Bene è eterno, il male no.


Il fatto di aver poi messo una pezza sul pasticcio fatto, non lo solleva dalla responsabilità della sua grave colpa, quella di aver reso l'uomo infelice, con dolo.

Rigirare la frittata per la storia del tempo per ***... dai, un po' di onestà intellettuale. Tutti i discorsi che stiamo facendo sono di carattere "filosofico-metafisico", come scrivi tu.
L'Uomo sceglie d'essere infelice, la strada ce l'ha a disposizione per non esserlo.




Un po' troppo comodo deprimersi per il peccato originale, giustificandosi in questo modo.

Se il male è l'assenza di bene, evidentemente è *** ad aver creato questa assenza di bene.
No, possiamo dire che *** ha dato la possibilità a chi lo desidera di non vivere in Lui, e quindi di escludersi dal Bene.


Ma questo è un effetto perfetto del Bene Sommo, la scelta deliberata e assoluta di non seguire il Bene per obbligo. Anche perchè poi smetterebbe di essere bene e diventa tirannia.


 




Quindi è comunque lui il colpevole del male. L'uomo è solo un tramite, uno strumento, visto che è il creato e non il creatore. *** lo sapeva ma ha comunque creato l'uomo rendendolo capace di annullare il bene, ovvero di compiere il male. Se poi scrivi l'assurdità che il male non è nulla di creato, dobbiamo dedurre che il male non esiste o che è sempre esistito. Delle due l'una. Che esista è ovvio. Che sia sempre esistito è però in contrasto con l'essenza stessa di ***, quindi è dimostrato che è stato *** a crearlo.L'intervento di Gesù è comunque stato vano, anche per sé stesso. Poteva risparmiarsi tutto e ottenere quegli stessi risultati con l'onnipotenza, senza sofferenze né uccisioni.

Poi un conto è cercare di rispondere a una domanda, altro conto è riuscirci. È evidente che tu non ci sia riuscito, altrimenti avresti già dimostrato che non è stato *** a creare il male, cosa che resta sempre lì, vera perché logicamente vera.
Ma perchè tutti pensano che io debba convincere qualcuno?//content.invisioncic.com/a283374/emoticons/emoticons_dent1005.gif


Per me puoi pensare come ti pare, sei liberissimo di farlo. Dormirò comunque, felicissimo della mia vita, delle mie sofferenze passate e di quelle future... e del mio ***.


 


Non devo dimostrare che *** non ha creato il male, basta la Ragione. *** è Bene Sommo (l'abbiamo detto finora), il Bene Sommo non può contenere il male per definizione, altrimenti nasce un assurdo. Un pensiero illogico.


L'essenza della VITA non può contenere la MORTE, altrimenti sarebbe NON-VITA. Ma la NON-VITA non è VITA, è appunto: morte.


 


Il Bene non può contenere Male, perchè il Male è Non-Bene. il Non-Bene è assenza di Bene.



Come può un elemento avere in sè stesso il non-elemento? Il Vuoto non può essere il Pieno, e viceversa.



Ma se *** è Bene Sommo il problema non si discute neppure: non può contenere il Male per forza di cose.



*** e ogni sua azione diretta.. è ***. Quindi *** non può creare il male per un duplice motivo:


 


1. il male non si crea, essendo assenza di bene. Semmai le azioni (delle creature) possono essere prive di bene, compiendo così il male.



2. il Bene non può avere in sè il male, nè realizzarlo dato che l'azione del Bene... è Bene.


 

 




Mettere a repentaglio la felicità del proprio creato non è amore, ma odio, tutto il contrario. O al più incoscienza, ma sempre lì siamo. Non c'è amore nell'esporre i propri figli al male, perché la libertà di scegliere il male è essa stessa un male. La pedagogia di chi insegna il male è malata e depravata, impossibile da attribuire a un *** buono.Chi fuma lo fa perché il fumo lo rende felice, altrimenti non lo farebbe. Elementare.

Ma lo danneggia.



E il fumo non lo rende felice, gli dà quello spicciolo di contentezza temporanea fine a sè stesso. Porta l'esempio alle dimensioni del compimento del male (che rende contenti in un primo tempo) e vedrai che si può facilmente rinunciare a *** pur sapendo che è bene.


Poi ci sono pure gli autolesionisti o i suicidi. Ma siamo tutti accomunati dalla ricerca della felicità, che sia raggiunta con una sigaretta, un'automutilazione o il suicidio. Questo mi sembra incontestabilmente vero.

Un padre non tiene un figlio al guinzaglio, ma neanche gli fornisce gli strumenti per subire il male. Tutto il contrario, gli fornisce quelli per evitarlo (!) il male. Cosa che *** non fa, visto che è lui stesso a dare all'uomo la possibilità di soffrire e di far soffrire.
Fino alla parte sottolineata ti do ragione, l'obiettivo dell'Uomo è cercare la felicità... e il più delle volte lo fa nel posto sbagliato.

 


È forse dovuto al fatto che l'unica fonte di vera felicità è ciò che è Eterno. ***.


 




E non si tratta di voler dare la colpa a *** a tutti i costi, ma di capire il motivo delle cose. Ogni ragionamento porta necessariamente a lui. D'altronde sei tu che ritieni *** il creatore di tutto, quindi, inserendomi nella logica della tua dottrina, i risultati che si ricavano sono quelli che miseramente ci offre la realtà dei fatti. Se sei onesto, non puoi che riconoscere che i ragionamenti fin qui svolti sono tutti perfettamente consistenti e che non si tratta di un accanimento per antipatia. È un'insistenza che deriva dalla necessarietà dei passaggi logici, che non possono che portarci alla conclusione che *** abbia creato il male.

La frase di Luca che hai citato è uno degli innumerevoli esempi di incoerenza dottrinale. Come può esserci una scala di gioia per i buoni che meritano il paradiso, se la ricompensa per tutti è il bene supremo? Non può, a meno che non vi siano diversi livelli di amore divino: uno perfetto e tutti gli altri imperfetti, poiché inferiori al primo. E questo conduce di nuovo al concetto di male creato da ***. Perché se ci sono dei livelli di bene che sono minori di quello perfetto, vuol dire che essi mancano di una parte di bene, ovvero che essi hanno una parte di male (che è assenza di bene).

È conoscendo l'infelicità che uno ha lo sprint per ammazzarsi, pure. Inutile conoscere l'infelicità, se tanto possiamo tutti essere felici al massimo, senza soffrire, grazie all'onnipotenza di ***. L'infelicità è superflua. Che abbia funzionato con te, non significa che funzioni con tutti né che sia stata l'unica via (né la migliore) per avere lo sprint di cui parli.

Non ho evidenziato i tuoi errori giusto per fare il maestrino, ma perché, se sbagli i tuoi discorsi, è evidente che io ti incalzi per farti capire che il tuo ragionamento sia errato, come in effetti si è dimostrato in tante occasioni. Non credo di aver fatto errori, altrimenti sicuramente non avresti mancato nel farmeli notare tutti.
La scala di "livelli" di santità e di gloria è risaputa nella dottrina cristiana.


Se è per questo, possiamo trovarla anche nella Divina Commedia, seppure in chiave dantesca.



Si vede che Dante non era un novellino in teologia.


 


Tu non capisci una cosa e già trai sentenza:
incoerenza dottrinale. //content.invisioncic.com/a283374/emoticons/emoticons_dent1005.gif


Troppo complicato chiedere semplicemente spiegazioni (e non per forza a me, chiariamo bene).





Santa Teresina si stupì della cosa esattamente come hai fatto tu (ma in modo un pochino più moderato e umile, comunque ti poni degli interrogativi santi. Buon segno//content.invisioncic.com/a283374/emoticons/sisi.gif) e ricevette una spiegazione esemplare semplice che può dare l'idea.

 


La persona che le spiega il concetto prende il bicchiere del padre che era tipo boccale da birra, l'avvicinò a quello di Teresina che era un bicchiere piccolo. Li riempì entrambi e chiese:


 


"Qual è quello pieno?"


 


Entrambi.


 


"Quale ha più acqua?"


 


Il boccale.


 


Da qua si può capire che *** dà gloria e santità PIENA... quanta ogni anima può contenerne. È un esempino che si fa ai bambini per trasmettere l'idea, poi è chiaro che tutto è in forma figurata. Ma d'altra parte nessuno di noi ha mai vissuto
pienamente in *** per sapere con esattezza come stanno le cose a livello pratico e reale.

 




Che Cristo soffra è inutile, già detto e ripetuto. Può evitarlo e ottenere gli stessi risultati che otterrebbe soffrendo. Quindi tanto vale non farlo. La sua sofferenza è vana e scioccamente ostentata.

Come può la sofferenza entrare involontariamente (!) al servizio dell'operato di un *** onnisciente? Impossibile! Altrimenti *** non sarebbe onnisciente. Ecco perché un senso non ce l'ha proprio per niente.

*** ha creato l'uomo in modo pessimo, tant'è vero che il parco giochi a lui destinato (il paradiso terrestre) è stato subito sgombrato, che i primi uomini hanno compiuto il male, che l'intera razza umana viola sistematicamente tutti i precetti di *** etc. Un buon lavoro? No di certo.

*** ha dato una vita all'uomo per fargliela vivere, ma per fargliela vivere all'insegna del male e della privazione (non nominare, non credere, non desiderare [sic!], non, non, non...).

*** strumentalizza il male? Quindi hai finalmente ammesso che il male è uno strumento di ***, qualcosa che egli usa deliberatamente, consapevolmente e con il preciso intento di colpire l'uomo, la sua creatura. Assurdo, questo non è amore! Quale genitore strumetalizzerebbe il male per colpire i propri figli? Un genitore degenerato e depravato. Come si può essere in armonia con chi ci ha condannati alla sofferenza? Sindrome di Stoccolma? Significherebbe sottoscrivere il male, ovvero l'assenza di ***. Il che è letteralmente assurdo.

Mi fa ridere che tenti di psicanalizzarmi, per di più con la storia della paura. Cos'è la religione, se non un tentativo disperato di sottrarsi alle proprie paure? La paura di morire e che non ci sia niente dopo. La paura di subire il male e non avere l'opportunità di ottenere giustizia. La paura di essere "soli". Così sono nate tutte le religioni e, in generale, tutte le superstizioni: dalla paura, che è figlia dell'ignoranza. La religione è un modo per esorcizzare l'assenza di un'etica nella natura, della nostra morale, che vorremmo fosse applicata a tutti senza eccezioni. Sapere che puoi anche uscire di scena come una persona inutile, debole, oppressa, vittima etc. ti induce a sperare che vi sia un giudice supremo, sempre attento e presente, subito pronto a darti ragione, ad appoggiarti e ad amarti. Non incondizionatamente, perché altrimenti sarebbe troppo facile, troppo poco credibile persino per i più ferventi credenti, ma con l'ausilio di accorgimenti che ti autoimponi (la preghiera, i sacramenti, il rispetto di certi precetti etc.), tutti gesti che ti autoconvincono che stai facendo bene, che in quel modo scaccerai i tuoi dèmoni. Non conosco persone più timorose dei credenti, i quali, ironia della sorte (?), si dicono proprio timorati di ***! Forte è chi trova la vera forza dentro di sé, perché potrà attingere da essa in ogni caso. Chi, invece, si appoggia a un terzo, si pone sotto scacco, si sottomette e si autoproclama debole e vinto. Stando alla logica della tua dottrina e del tuo credo, senza il tuo ***, tu non sei nessuno. Senza il tuo ***, io sono un uomo.
*** si pone come Padre, prima di tutto. Non diciamo:

 


Vostro onore che sei nei cieli, ma PADRE NOSTRO che sei nei cieli. Il Suo giudizio come può essere temuto se uno vive in Grazia di ***?


 


Senza ***, niente esiste. Da qua non si scappa. Ma solo perchè è il Creatore. Poi è vero che una volta conosciuta l'Origina della Vita, nonchè la Fonte dell'Amore... non riesci più a farne a meno. Questo però vale per chiunque faccia queste esperienze. Non ti faccio un esempio tirando in ballo il rapporto con le ragazze perchè poi t'arrabbi dicendo che è deviante.


 


Inoltre non tento mica di psicanalizzarti; sarebbe dura farsi passare l'emicrania, dopo.
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Ma non
ci vuole molta fantasia a capire l'essenziale.

non è comunque evidenza di forze sovrannaturali. E' una cosa che attualmente non sappiamo spiegare.
Certo, ci mancherebbe.

questo dice solo che è molto improbabile che la vita sia esistita per caso (ma anche il caso si basa su leggi fisiche precise, quindi è un "caos ordinato"). Non significa che sia impossibile. Comunque usando "***" come spiegazione è ancora più assurdo, perchè almeno del caso abbiamo dimostrazioni che possa far emergere la vita. Di *** niente.

molto improbabile =/= impossibile

guardando la vastità del cosmo, è perfettamente logico credere che siamo frutto di una casualità. Rispondere con *** è illogico. è solo una ipotesi nata dalla fantasia, non sostenuta da evidenza.
Io t'ho appena dimostrato il contrario, cioè che a un certo punto persino statisticamente è più logico pensare a un essere divino che alla casualità.


Ho usato la ragione, la fantasia è stata chiusa nel cassetto da un pezzo... ma l'hai tirata fuori tu, ora.



È fantasioso credere in *** quanto alla casualità, allora. Anche se *** può essere più ragionevole a guardare numeri e probabilità con tutto ciò che essi comportano.





Tu ribatti superficialmente con pregiudizi preconfezionati da tempo, ma non controbbatti allo scritto... come se tu non l'avessi letto per davvero.


 




ma se non conosceva il male, e le conseguenze erano un male, come faceva a comprenderle?
Ê stato detto che sarebbero morti se avessero mangiato di quel frutto. Potremmo dire che sapevano cos'era la morte anche guardando gli animali e la loro condizione mortale.

 




*** ha creato le macchine che potevano mettere sotto il bambino.
No, caro.


*** ha creato l'uomo, il quale: LIBERO di fare della sua creatività quello che vuole, ha costruito le auto.


 




Questo lo dici te. E comunque la morale si costruisce insieme agli altri, nel contesto in cui si vive. Altrimenti diventa puro egoismo.

Scusa ma per quale motivo un ateo dovrebbe costruirsi una morale
insieme agli altri? E chi cavolo sono gli altri? Gli altri atei? Guarda che il fatto che si è atei non significa che bisogna condividere le stesse idee, gli stessi principi, gli stessi valori, eccetera.


Semplicemente non si crede in ***.



Io (ipotizziamo) non credo in ***, per avere una morale c'è un telefono verde che mi mette in contatto con...chi?
Cos'è il "contesto" (?) in cui si vive?

Spiegati meglio.

il capitalismo è un altro discorso.
Credo che siano davvero pochi gli Stati che si salvano... e non sono tutti capitalisti.

per esempio Allah dice di non mangiare carne, senza motivo. E' una legge morale basata sulla religione.
No, il motivo c'è (anche se sarebbero più di uno), sei tu che non lo conosci perchè non ti sei informato, probabilmente.


Poi che sia condivisibile o meno è un altro discorso. Io, carnivoro come sono, non lo condivido.


Non avrai altro *** all'infuori di me. non è impresso nella naturalità dell'uomo, a meno che non si creda alla storia della genesi. Anche credendoci, adamo ed eva sono diventati quasi subito infedeli, quindi questo comandamento ha retto per ben poco tempo.Non nominare il nome di *** invano. stesso discorso.

Ricordati di santificare le feste. non è impresso nella naturalità. non tutte le civiltà hanno avuto feste da santificare obbligatoriamente

dal 4 all' 8 sono d'accordo con te. sono cose abbastanza generiche. l'uomo le conosceva prima che fosse stata scritta la Bibbia

Non desiderare la donna d'altri. non è naturale. uno può benissimo desiderare ciò che vuole. basta che rimanga nella sua mente

Non desiderare la roba d'altri. stesso discorso. ognuno può "desiderare" quello che vuole.
È impresso nella naturalità dell'Uomo la religiosità.


Essa si soddisfa in modo appagante vivendo in ***, con tutta la tua mente, con tutte le tue forze e con tutto il tuo cuore.



I comandamenti nella vita di un cristiano vengono violati di continuo, per questo esiste il perdono. La consapevolezza che violi i comandamenti aiuta a essere più umili. Come fai a giudicare il tuo prossimo se sai che sei come lui? Cioè debole e peccatore?



Per questo bisogna rinunciare al giudizio e concentrarsi a vivere pienamente la propria vita finchè quest'ultima sarà divinizzata.


Stesso discorso.

 


Dimmi una sola civiltà che non avesse le sue feste rivolte alle proprie divinità. Che sia dapprima i sacrifici e le riunioni religiose, o il riposo religioso.





Che lo si ritenga sbagliato, invece, è nella naturalità dell'Uomo. È per questo che esistono Gelosia e Possessività nell'animo umano, che essi siano giusti o meno.


Certo che può farlo, non è detto che sia giusto. Anche perchê non bisogna essere dei Freud per capire che tali desideri irrealizzati fruttano solo frustrazione.


Stare a sbavare dietro le cose degli altri rende infelice, specie se minimizza ciò che si ha.


e ripeto, questi comandamenti sono stati scelti e raggruppati per convenienza. In realtà i comandamenti sono a centinaia. molte delle quali incitano alla violenza.
Bisogna differenziare ciò che sono il Decalogo (presenti nelle tavole della Legge, dati da *** a Mosè sul Monte Sinai) e le leggi mosaiche che arrivarono dopo (sono questi "gli altri comandamenti" che dici tu).


Ci sono quindi dei precetti in materia di amministrazione giuridica e altri d'ordine morale-divina...ed eterna.


 




ma figurati se mi metto a fare studi su di un libro antico (a mio parere) senza valore.
Allora mi domando come fai a voler insegnare qualcosa agli altri su materiale che manco conosci.

Io rispondo basandomi sulle mie conoscenze attuali, e comunque l'ipotesi di *** rimane illogico. Quindi c'è ben poco da studiare a riguardo.
Il problema è che queste conoscenze sono carenti. Se dici che *** è illogico senza aver studiato quel minimo... e per questo motivo non studi neanche, una qualsiasi persona ragionevole sarebbe pronto a darti del pigro, ma nè del ricercatore, nè della persona intelligente.


Con questo non voglio dire che sei stupido, ma se ragioni così in tutti gli aspetti della vita sei un danno per te stesso.



"Non studio perchè non conoscendo l'elemento da studiare... lo ritengo illogico. "



Certo che lo ritieni illogico, non lo conosci.
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E non intendo dire che tu debba cominciare a studiare teologia. Senza fede sarebbe tempo perso. Ma perlomeno avere quella... cultura generale in materia biblica, non sarebbe male.

 


Non è impossibile, Aliasalberto a cui ho risposto subito qui sopra c'è riuscito, a mio parere.


bene, allora non vale più ciò che hai detto, ovvero che abbiamo perso la capacità di farci domande.


Rileggi quello che avevo scritto:



Cosa che noi "grandi" non sappiamo quasi più fare.

la metafisica si basa solo su ipotesi, fantasie e comunque cose infalsificabili e non dimostrabili. Per questo ritengo inutile il suo studio se si vuole arrivare a risposte conclusive.
:rickds::rickds:

Ripeto: non trattare materie che non conosci, o trattale a scopo didattico.

 




vero, ma questo non prova che sesso prematrimoniale è meglio che non.
Non è questione di cosa sia meglio, ma di cosa è bene e di cosa è male.


Male è anche esporre qualcuno verso quest'ultimo.



Ad esempio, i tuoi genitori sanno che con una semplice litigata ognuno può andarsene per la propria strada.



Nel matrimonio, volenti o nolenti, ci si pensa molto di più. Sia per questioni economiche-legali, sia per i buoni propositi di costruire una famiglia che li ha accomunati fino a spingerli a metteri TOTALMENTE in gioco (e non fifty fifty), eccetera.



Nel matrimonio costruito in ambito cristiano, poi, la cosa diventa più bella. Con la continua sensibilizzazione spirituale alimentata dalle apposite comunità c'è un sostegno tale che il matrimonio si rigenera di continuo.



In base a quello che mi dici, i tuoi genitori non si sono mai promessi l'un l'altro eternamente sia a parole che coi fatti (al massimo solo a parole... ma le parole le dici oggi, domani sono già passate), il che presume un grossissimo limite in amore (limite relazionale, non personale).



Quando i problemi (grandi o quelli piccoli che si accumulano) cominciano a fare pressione a quel limite predefinito... iniziano i guai.



Insomma, i tuoi hanno costruito una casa di paglia, l'unica speranza (e mio augurio) è che regga alle soffiate di vento fino alla fine.


quello è normale, ma da come l'hai detto sembrava che tutti coloro senza mogli ne figli sono infelici. Mi sembra un'affermazione priva di evidenza.
Non sono responsabile di quello che capisci.

si può parlare di effetto placebo anche in altri contesti. Cose non vere che influenzano gli atteggiamenti delle persone.
Una cosa è buona e giusta a seconda dei frutti che dà.


In questo caso i frutti sono buoni.


 




ma nemmeno un uomo sarebbe disposto a morire per un suo nemico!
Un uomo quale uomo forse no, ma storicamente è qualcosa che accade di continuo. Basta cominciare a leggere la vita dei santi.


A cominciare da Cristo, ma anche altri dopo di lui.


Comunque, comportamenti altruisti sono stati dimostrati nelle scimmie rhesus:http://www.madisonmonkeys.com/masserman.pdf

esempio di un esperimento

Delle scimmie sono state piazzate in una gabbia e ad ogni scimmia è stata attribuita una levetta che, azionata, dava cibo alla scimmia. Ogni volta che una scimmia azionava una leva che non era sua, una scossa molto violenta di corrente veniva inflitta alla scimmia proprietaria della levetta. la scimmia che ha tirato la leva preferisce morire di fame che infliggere la scossa all'altra scimmia. Questo non ti sembra la prova che i primati abbiano un senso innato di altruismo?
L'altruismo che c'entra? L'hai tirata fuori tu, ora.


Finora abbiamo parlato d'amore sacrificale.



Amore sacrificale e altruismo = Giorno e notte


 




scusa mi ero espresso male. Volevo dire che la fisica e la metafisica cooperano insieme, appunto come hai detto tu.
Ancora?!?

 


Io non ho mai parlato di
fisica!! Non ho mai detto che la fisica e la metafisica cooperano insieme, anche perchè non capisco cosa tu voglia dire.

 


E terminare con un "
appunto come hai detto tu" dopo la sparata fatta qui sopra (dove ci sono i due->:rickds:) mi sembra inappropriato.//content.invisioncic.com/a283374/emoticons/emoticons_dent1005.gif

 
Beh, è opinione di Sharlaistheway che la matematica abbia come presupposto il metafisico.//content.invisioncic.com/a283374/emoticons/emoticons_dent1005.gif Poi viene qua a provare a insegarla a me, la matematica, copiando il testo di Wikipedia.
Io, sinceramente, non so se la matematica abbia come presupposto il metafisico. Voler dimostrare una cosa simile tirando in ballo la game theory però mi pare eccessivo //content.invisioncic.com/a283374/emoticons/emoticons_dent1005.gif

 
le uniche testimonianze che abbiamo sono quelle di un branco di casalinghe Israeliane ...
Occhio alle calinghe Israeliane ;-)



... in un posto remoto come Israele, dove la sua parola ha messo centinaia di anni per essere propagata, e ancora oggi non ha raggiunto molte parti del mondo.... Non sembra una scelta molto intelligente.
Se lo chiedono anche nel Jesus Christ Superstar

Comunque ognuno creda ciò che vuole.
Ottimo
Anyway +4 rep. per Scotaliano, Ha citato Israele due volte per indicare l'area, many kisses! :claudia::claudia:

Da Cristiano è non compiuta se non c'è Cristo. "Se fossi così sarei un ebreo. Ma non lo sono perchè non ritengo l'ebraismo una religione compiuta visto che ritengo il compimento dell'ebraismo la figura di Cristo, che gli ebrei non accettano".
Ah, così è più chiaro, è come dire che il cristianesimo è "deviato" perché ha seguito un millantatore (ma non la vedo così, ben inteso)

In realtà non capisco che importanza abbia, personalmente tendo a veder Gesù come personaggio storico realmente esistito, le tracce sono troppe per essere inventate ma anche se non fosse?

L'islam è quasi sicuramente una religione inventata a tavolino ma questo non rende un musulmano meno credente nè la sua fede degna di essere dileggiata (che sia poi una cosa assassina è un'altro paio di maniche), trovo inutile accapigliarsi su tali questioni.

http://www.facebook.com/notes/questa-non-la-sapevi/si-travestiva-da-bambino-per-adescare-i-preti-arrestato-nano-torinese/189237681178897

"È riprovevole che certi individui approfittino delle debolezze della carne dei prelati per soddisfare le proprie devianze, auspico in una pena esemplare" ha sentenziato il Presidente di una nota associazione religiosa. :rickds::rickds:

Rido per non piangere :rickds:
Grande, come il pedofilo diventa vittima... però dai è vero poveri preti, è vero anche che se metti una gonna sopra il ginocchio ti meriti di essere violentata, che se hai più di 20 euro ti essere rapinata e che l'AIDS è la punizione per gli omosessuali e per voi porci libidinosi!

PENTITEVI MALEDETTI!!! //content.invisioncic.com/a283374/emoticons/paura.gif

 




http://www.agscosmo.it/?p=5063Che i genitori piangessero per la morte della figlia e non volessero che sposassero quell'uomo (a parole hanno detto così), ma sono stati costretti per SALVARE IL LORO ONORE E QUELLO DELLA FIGLIA!....
Chissà perché non sono sorpresa, l'unica consolazione per quella poverina è che almeno così ha evitato di essere lapidata, pena normalmente comminata per le stuprate che si rifiutano di sposare il proprio stupratore....

Perdonami ma mi sono perso: come avete fatto ad arrivare a parlare della game theory?
Di Game theory si può parlare ma di sesso no? Ecco la... discriminazione sessuale!! OK, chiedo scusa e scappo... :morristend:

Beh, è opinione di Sharlaistheway che la matematica abbia come presupposto il metafisico.//content.invisioncic.com/a283374/emoticons/emoticons_dent1005.gif Poi viene qua a provare a insegnarla a me, la matematica, copiando il testo di Wikipedia.
Bho, a volte i compiti di matematica dei ragazzi a scuola janno un 'ché di metafisico (Ma ormai starà finendo le argomentazioni...)

 
Di Game theory si può parlare ma di sesso no? Ecco la... discriminazione sessuale!! OK, chiedo scusa e scappo... :morristend:
E' che la game theory mi pare talmente OT che volevo capire come era entrata nella discussione....

 
Grande, come il pedofilo diventa vittima... però dai è vero poveri preti, è vero anche che se metti una gonna sopra il ginocchio ti meriti di essere violentata, che se hai più di 20 euro ti essere rapinata e che l'AIDS è la punizione per gli omosessuali e per voi porci libidinosi!

PENTITEVI MALEDETTI!!! //content.invisioncic.com/a283374/emoticons/paura.gif
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Quello che ha fatto quell'affermazione è il cardinale Bagnasco.

 
Preferivo non saperlo... ma se la tentazione fà parte della battaglia tra bene e male, allora il colpevole non dovrebbe essere chi non resiste alla tentazione?

 
Preferivo non saperlo... ma se la tentazione fà parte della battaglia tra bene e male, allora il colpevole non dovrebbe essere chi non resiste alla tentazione?
Non lo so, posso solo dirti che se si trattava di un bambino andava tutto bene //content.invisioncic.com/a283374/emoticons/emoticons_dent1005.gif (tristezza inside)

 
La Ragione, s'impara in Logica, è un pensiero che segue il concetto di non-contraddizione.
Le false ideologie, per essere false, devono avere intrinsecamente un valore contradditorio, partorendo un assurdo. È per questo che molte di esse sono irragionevoli (cioè non rispecchiano la ragione).



Il ragionamento può essere giusto o sbagliato, ma non contradditorio. Altrimenti smette di essere un prodotto della ragione.


 


Vabbè, andiamo oltre... anche se a me dà la sensazione che non ci andiamo mai, oltre. Perchè ribatti sempre con i medesimi concetti, come se tu non leggessi le mie risposte.


 


Allora, una volta per tutte, cercherò di essere il più chiaro possibile.


 


Da notare che userò un linguaggio cronologico e non anagogico, quindi da un punto di visto temporale-umano e non prettamente eterno... altrimenti non ci capiremmo una cippa.


 


*** è Creatore del cielo e della terra, di tutte le cose visibili... ed invisibili. Tra le invisibili ci sono le entità angeliche. Gli angeli. I messaggeri. Esseri dotati di ragione come noi, composti da una sola sostanza (lo Spirito, al contrario di noi che ne abbiamo anche altre due: Carne e Psiche). Essendo dotati di Spirito e di ragione, anche gli angeli godono del più grande dono d'amore di ***: la libertà.


 


Uno di essi, il più splendente, decise di fare del suo dono (l'essere il più splendente) un vanto, tanto da desiderare d'essere lodato come *** fra le altre entità. Alcune lo seguirono, altri no.



Nasce il primo distacco tra la Potenza Divina e una sua creatura.


 


Quella creatura, in linguaggio tribale, fu chiamata tra i tanti nomi "serpente" nella Genesi.


 


Il serpente, creatura dannata, nelle sue frustrazioni manifestò il desiderio di distruggere l'Uomo, creatura che per sua natura può superare in santità e in amore gli angeli stessi. Potremmo parlare d'invidia.



Il serpente tentò un Adamo e un'Eva... ottenendo in parte quello che voleva: la loro morte. Ma *** intervenne nella storia dell'Uomo non solo per limitare il male alla temporaneità dei suoi effetti, ma pure per portare il genere umano (o almeno chi lo desidera) a una vita nuova... e divina!


 


Il male non può essere creato. Il niente non si crea. Il male è percepito come assenza di Bene.


 


Ecco che poni una giusta domanda:
Se la cattiveria nasce dall'invidia di un infelice, ci sono due falle in principio. Una è l'infelicità dell'infelice: da dove è scaturita?

Sempre dal distacco da ***. Il serpente non fu infelice quando decise di giocare a fare *** con le altre entità. Lo fu DOPO il peccato, dopo quell'attimo di vanagloria, perchè è lì che ci fu il distacco con ***. Dal resto è sempre così.




Infelicità e invidia sono create da ***. *** poteva non creare uomini infelici e invidiosi, evitando così la cattiveria.

L'infelicità è il sintomo che sente un uomo quando è distante da ***. L'invidia è invece la malattia, come lo sono pure gli altri vizi capitali.


Ma in tutto questo c'è la buona notizia. Un infelice che sa di essere tale perchè distante da ***, può comprendere che la vera vita la trova stando avvinghiato al proprio Padre. Non lo fa studiando teologia, ma con l'esperienza, vivendo un cammino di fede.



Il cuore dell'uomo deve essere riempito, se è vuoto si sente la mancanza.



Un po' come lo stomaco (spero che cogli l'esempio allegorico), se è pieno sei soddisfatto e stai bene, se è vuoto la fame crescerà sempre di più.


 




Grazie per la giustificazione, ma guarda che non bisogna essere italiani per conoscere il significato delle parole.

 


IN-CONDIZIONATO: Senza condizioni. Cioè illimitato. Non vedo perchè devi usare tante parole per cercare di scrivere il vero significato.


 


http://it.thefreedictionary.com/incondizionato

http://www.wordreference.com/definizione/incondizionato

Se non è condizionato, non è condizionato. Quando una persona è condizionata? Quando ha delle aspettative.


Io non m'aspetto nulla in cambio perchè ti amo INDIPENDENTEMENTE da quello che fai. Ti amo perchè SEI. Per il tuo essere.



Ecco che se arrivano dei buoni frutti sono contento, mi va bene. Se ricevo in cambio qualcosa tanto meglio, ma non è per questo che ti amo. Ti amo perchè sei te. Punto.



Questo è amore incondizionato secondo me, secondo la teologia cristiana e secondo il linguaggio comune.



Poi il linguaggio aliasalbertiano non lo conosco.


 


Curioso il tuo tentativo di sminuirmi tirando in gioco la questione dell'idioma, ma non è la prima volta che lo fai.
//content.invisioncic.com/a283374/emoticons/emoticons_dent1005.gif

L'Uomo è creato per amare, quindi per compiere il bene. Se rinuncia a questa predisposizione l'effetto è il male. È semplice.




Partiamo dal fatto che la vita umana è un dono, non un diritto. È un diritto che la vita e l'esistenza umana siano tutelate dagli altri uomini per l'Uomo stesso, ma non abbiamo alcun merito d'averle. Non abbiamo vinto nessun premio per la vita e se fosse questione di merito... saremmo pure in bolletta.

 


Anzi, nelle parabole di Cristo si capisce che è un dono che va ridato a *** affinchè il regalo sia irradiato in forma nuova: quella divinizzata.


 


Quando *** toglie la vita è perchè è l'unico in assoluto ad averne diritto. E solo qui si può parlare di diritto.


 


Si può accusare d'omicidio chi toglie la vita a una persona umana ingiustamente. Non a caso è così anche in tutti i codici giuridici del mondo.



Chi toglie la vita per difendersi la vita proporzionalmente non sarà mai chiamato omicida.



Chi toglie la vita per legge (i boia) non saranno mai chiamati omicidi e non compiono omicidi. Lo Stato, con le sue leggi sulla pena di morte, non va definito omicida perchè avrebbe il diritto di farlo, amministrando la giustizia. Poi io sono il primo a essere contro la pena capitale, ma le cose stanno così, che ci piacciano o meno.


 


Con questi due esempi capiamo che togliere la vita a una persona non comprende l'omicidio sempre.



*** è autore della vita. Se ci sono persone che hanno la vita è perchè *** gliel'ha data, Lui ha l'autorità unica di riprendersi ciò che è suo. La vita è un ""pezzo"" di ***. L'anima è spirito, cioè soffio divino.


 


In alcune occasioni ha mandato il suo popolo a estirpare dei popoli idolatri. L'idolatria allontana dalla vita eterna e, la società di quel tempo, era abituata alla violenza.



L'epoca lo riteneva più che normale.



È con un cammino progressivo che il *** della Vita ha portato la gente a un'evoluzione quasi innimaginabile in quel tempo, quello di rispettare la vita dei propri fratelli e dello straniero, fino a tutelare i più deboli.


 


“Maledetto chi sposta i confini del suo prossimo, Maledetto chi lede il diritto del forestiero, dell'orfano, della vedova...” (Dt 27 17)

 


Fino alla doccia fredda fatta da *** per bocca di Geremia al popolo, richiamando questi al rispetto generale della vita umana:

 


“[...] quando falsano i diritti di un uomo in presenza dell'Altissimo, quando fan torto a un altro in una causa, forse non vede il Signore tutto ciò?” (Lam 3,34)


Arrivando poi ad amare anche il nemico.

 


La forma ultima è quella di amare il prossimo (chiunque egli sia) come ha amato Cristo, cioè sulla Croce.


Sappiamo che la forma più pura di quell'amore è *** stesso, per viverlo dobbiamo essere in Lui, cioè nell'Eternità. Poi sarà tutto più chiaro.


Come detto, il male non è eterno, è temporaneo. È cominciato nel tempo e finirà nel tempo.


L'uomo è l'unica creatura (surclassando le entità angeliche) che sarà elevata alla divinizzazione.

Ma come si fa ad essere infelici se si vive in ***?


E guarda che vivere in *** si può già iniziare ora, non bisogna aspettare di tirare le cuoia. Quindi è del tutto normale che
tu (ipotetico) possa sentirti infelice senza ***.

 


Io di mio vivo una vita splendida, piena di problemi che si sciolgono come il ghiaccio sotto la neve, se affrontati con gli alleati giusti.



È vero però, siamo spesso schiavi. Dei nostri vizi, ad esempio. Per questo che con il cammino di fede possiamo diventare Profeti (annunciando ***), Re (liberi dalla schiavitù dei vizi) e Sacerdoti (portatori di culto).


 




Il tuo ragionamento crolla nel momento stesso in cui ripeti che *** è creatore del male.


Non si può creare il male essendo non-bene.



Inoltre il resto l'ho spiegato sopra e nei miei altri interventi.
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Daiie, è più forte di te.//content.invisioncic.com/a283374/emoticons/emoticons_dent1005.gif

*** ha donato la vita per amore.


L'amore include una vita libera, altrimenti sarebbe solo illusione.


 


Bene, la libertà è data UNICAMENTE per fare il bene. Se compi il male abusi di questa libertà.



Perchè *** permette di abusare della libertà? Perchè altrimenti non sarebbe vera libertà ma solo finzione. *** è autentico, lo sono anche le sue azioni (essendo quest'ultime sempre ***).


 


Non le ho contate, ma se hai superato i 10 hai vinto un orsacchiotto.//content.invisioncic.com/a283374/emoticons/emoticons_dent1005.gif

Ma a che serve eliminare il male se esso è temporaneo, glorifica senza volerlo *** e chi è divinizzato, e può essere fonte di conversione e di fede?

 


*** è genialità allo stato puro, non paura di una semplice conseguenza del peccato.


 

 




L'orsacchiotto è sempre più vicino.//content.invisioncic.com/a283374/emoticons/emoticons_dent1005.gif


Scherzi a parte, esiste il perdono perchè genera (e qui si genera davvero qualcosa) BENE. Il Bene soffoca e converte il male. In cosa? In qualcosa di pieno, in bene.



Il Bene è eterno, il male no.


L'Uomo sceglie d'essere infelice, la strada ce l'ha a disposizione per non esserlo.




Un po' troppo comodo deprimersi per il peccato originale, giustificandosi in questo modo.

No, possiamo dire che *** ha dato la possibilità a chi lo desidera di non vivere in Lui, e quindi di escludersi dal Bene.


Ma questo è un effetto perfetto del Bene Sommo, la scelta deliberata e assoluta di non seguire il Bene per obbligo. Anche perchè poi smetterebbe di essere bene e diventa tirannia.


 




Ma perchè tutti pensano che io debba convincere qualcuno?//content.invisioncic.com/a283374/emoticons/emoticons_dent1005.gif


Per me puoi pensare come ti pare, sei liberissimo di farlo. Dormirò comunque, felicissimo della mia vita, delle mie sofferenze passate e di quelle future... e del mio ***.


 


Non devo dimostrare che *** non ha creato il male, basta la Ragione. *** è Bene Sommo (l'abbiamo detto finora), il Bene Sommo non può contenere il male per definizione, altrimenti nasce un assurdo. Un pensiero illogico.


L'essenza della VITA non può contenere la MORTE, altrimenti sarebbe NON-VITA. Ma la NON-VITA non è VITA, è appunto: morte.


 


Il Bene non può contenere Male, perchè il Male è Non-Bene. il Non-Bene è assenza di Bene.



Come può un elemento avere in sè stesso il non-elemento? Il Vuoto non può essere il Pieno, e viceversa.



Ma se *** è Bene Sommo il problema non si discute neppure: non può contenere il Male per forza di cose.



*** e ogni sua azione diretta.. è ***. Quindi *** non può creare il male per un duplice motivo:


 


1. il male non si crea, essendo assenza di bene. Semmai le azioni (delle creature) possono essere prive di bene, compiendo così il male.



2. il Bene non può avere in sè il male, nè realizzarlo dato che l'azione del Bene... è Bene.


 

 





Ma lo danneggia.



E il fumo non lo rende felice, gli dà quello spicciolo di contentezza temporanea fine a sè stesso. Porta l'esempio alle dimensioni del compimento del male (che rende contenti in un primo tempo) e vedrai che si può facilmente rinunciare a *** pur sapendo che è bene.


Fino alla parte sottolineata ti do ragione, l'obiettivo dell'Uomo è cercare la felicità... e il più delle volte lo fa nel posto sbagliato.

 


È forse dovuto al fatto che l'unica fonte di vera felicità è ciò che è Eterno. ***.


 




La scala di "livelli" di santità e di gloria è risaputa nella dottrina cristiana.


Se è per questo, possiamo trovarla anche nella Divina Commedia, seppure in chiave dantesca.



Si vede che Dante non era un novellino in teologia.


 


Tu non capisci una cosa e già trai sentenza:
incoerenza dottrinale. //content.invisioncic.com/a283374/emoticons/emoticons_dent1005.gif


Troppo complicato chiedere semplicemente spiegazioni (e non per forza a me, chiariamo bene).





Santa Teresina si stupì della cosa esattamente come hai fatto tu (ma in modo un pochino più moderato e umile, comunque ti poni degli interrogativi santi. Buon segno//content.invisioncic.com/a283374/emoticons/sisi.gif) e ricevette una spiegazione esemplare semplice che può dare l'idea.

 


La persona che le spiega il concetto prende il bicchiere del padre che era tipo boccale da birra, l'avvicinò a quello di Teresina che era un bicchiere piccolo. Li riempì entrambi e chiese:


 


"Qual è quello pieno?"


 


Entrambi.


 


"Quale ha più acqua?"


 


Il boccale.


 


Da qua si può capire che *** dà gloria e santità PIENA... quanta ogni anima può contenerne. È un esempino che si fa ai bambini per trasmettere l'idea, poi è chiaro che tutto è in forma figurata. Ma d'altra parte nessuno di noi ha mai vissuto
pienamente in *** per sapere con esattezza come stanno le cose a livello pratico e reale.

 




*** si pone come Padre, prima di tutto. Non diciamo:

 


Vostro onore che sei nei cieli, ma PADRE NOSTRO che sei nei cieli. Il Suo giudizio come può essere temuto se uno vive in Grazia di ***?


 


Senza ***, niente esiste. Da qua non si scappa. Ma solo perchè è il Creatore. Poi è vero che una volta conosciuta l'Origina della Vita, nonchè la Fonte dell'Amore... non riesci più a farne a meno. Questo però vale per chiunque faccia queste esperienze. Non ti faccio un esempio tirando in ballo il rapporto con le ragazze perchè poi t'arrabbi dicendo che è deviante.


 


Inoltre non tento mica di psicanalizzarti; sarebbe dura farsi passare l'emicrania, dopo.
//content.invisioncic.com/a283374/emoticons/emoticons_dent1005.gif


Ma non
ci vuole molta fantasia a capire l'essenziale.
Anche le contraddizioni sono partorite dalla ragione. Parti dall'erroneo presupposto che il prodotto della ragione sia sicuramente corretto e coerente. Comunque questo non c'entra niente con quello di cui si stava parlando, non capisco come abbia fatto ad arrivarci. Se mi parli del ragionamento per assurdo, ti smonto il cristianesimo in due parole. Non è che a voi credenti convenga molto tirare in ballo la logica, visto che è quella scienza che fa luce sulle ombre della religione.

Io le tue risposte le leggo, ma mi pongo sempre la domanda se tu capisca i ragionamenti della logica, visto che rispondi in modo incoerente alle mie affermazioni e sempre glissando su argomenti "vicini", ma non strettamente inerenti. Per esempio insisto ancora sulla questione della creazione del male, visto che è di una logica elementare: se tutto è creato da *** ed esiste il male, allora *** ha creato anche il male. Più semplice di così non riuscirei a porla, la questione. Ogni altra considerazione che tentasse di giustificare l'operato maligno di ***, risulta un'arrampicata sugli specchi. Purtroppo la religione non può reggere il passo della logica.

La favoletta della genesi la conosco, l'ho letta pure io. Il punto è sempre quello, e sempre a quello tu cerchi invano di sfuggire con i tuoi ragionamenti: come può essere che un angelo creato da *** abbia manifestato un desiderio maligno? Evidentemente dentro di lui albergava già il male, terreno fertile per far crescere altro male. E quel male originario, come c'era finito lì, in principio, ovvero, chi l'ha creato l'angelo con la predisposizione a compiere il male? È stato ***, quindi *** ha creato il male. Non puoi continuare a negarlo, è lapalissiano che sia così.

Il fatto che il male sia assenza di bene, non significa che non sia niente; questo è un banale sofisma. Anche a insistere con l'idea del male come nulla, come vuoto, si porrebbe comunque il problema del perché consentire questo nulla, questo vuoto. *** è onnipotente, quindi poteva evitare che si creasse il vuoto, l'assenza di bene. Invece non l'ha fatto, ma anzi ha creato pur sapendo che sarebbe stato così, quindi con la precisa consapevolezza di generare il male.

Se l'infelicità dell'infelice è generata dal distacco da ***, cosa ha comportato il distacco da ***, ovvero il male? È stato *** stesso, che ha creato l'uomo capace di (e destinato a) compiere il male, ovvero a distaccarsi da ***. Il punto di arrivo è sempre quello, non si scappa.

Che senso ha creare gli uomini se tanto sai già che si distaccheranno da ***, ovvero che compiranno il male e che, dunque, saranno infelici? Sarebbe stato più amorevole crearli incapaci di essere infelici, così saremmo stati tutti più felici, appunto. Ovvio, no?

Ora, per piacere, non fare l'arrogante con me sulla lingua italiana, visto che la conosco meglio di te. Incondizionato non significa senza aspettative. Significa solo che non pone condizioni, che continuerà a essere tale anche in assenza del verificarsi di determinate condizioni. L'esempio che hai fatto tu era illuminante, visto che la madre che vede il figlio uscire di casa sbattendo la porta continuerà ad amare il figlio, anche se non si è verificata la condizione della riconoscenza, della gratitudine. Questo è amore incondizionato, che non è la stessa cosa dell'amore senza aspettative. Non è un tentativo di sminuirti. Lo dici tu che l'italiano non è la tua lingua madre, quindi che ci posso fare io se dimostri sempre di non conoscerlo molto bene? Se credi che condizione e aspettativa abbiano lo stesso significato, sbagli di grosso, tutto qui. Dovresti prenderla come un'occasione per imparare, non come un affronto.

L'uomo che rinuncia al bene è creato per rinunciare al bene, questo è naturale. Quindi perché creare gli uomini predisponendoli al male?

Se la vita è un dono di ***, e non un nostro diritto, il suo non è amore incondizionato, nel momento in cui pretende la restituzione del dono. Se ci toglie la vita con morte violenta (cioè non naturale), come fa nella Bibbia, è perché sa di aver sbagliato a crearci e ha cambiato idea. Il che esclude la sua onniscienza.

Omicidio significa letteralmente uccisione di una persona. Che sia intenzionale o no, premeditato o no, per legittima difesa o no, per commissione o no, sempre di omicidio si tratta. Che sia *** a compiere e commissionare omicidi di uomini ad altri uomini, significa che c'è stato un errore nella creazione, altrimenti saremmo tutti potuti morire di morte naturale. Un padre che avanzasse diritti sulla vita del fliglio, che ne disponesse a proprio piacimento, sarebbe divinamente amorevole o patologicamente malvagio?

Perché *** autorizza e anzi impone al popolo di Israele di uccidere migliaia di persone, tra cui anche tanti bambini piccoli (quindi persone innocenti)? Se è vero che i popoli da sterminare erano idolatri, allora essi, morendo prima del tempo, non hanno avuto la possibilità di redimersi e di pentirsi, ovvero di ritrovare la vicinanza con ***. Una vera ingiustizia divina, si direbbe.

Il comportamento di *** è poi incoerente con sé stesso e ingiustificabile alla luce della sua bontà. Prima fa fuori, sterminandole a migliaia, persone di tutto il mondo che si erano allontanate da lui. Poi, nel NT, cambia tattica e anziché ammazzarle addirittura le ama e muore per loro. Questa è schizofrenia. *** era pazzo?

Se il male non è eterno, allora l'inferno non esiste, quindi possiamo fare le cose peggiori immaginabili e avere la certezza di andare comunque in paradiso, prima o poi, visto che il male presto o tardi finirà. Questo non concilia con la tua dottrina.

Come si fa a essere infelici se si vive in ***, mi chiedi? La risposta, stando alla tua fede, è ovviamente che non si può. Ma se non si può essere infelici stando con ***, perché *** permette agli uomini di non stare con lui? Cioè, perché permette agli uomini di soffrire? Siamo schiavi dei nostri vizi? Perché creare i vizi? Perché farci schiavi?

Il male è creato come qualsiasi altra cosa. Se così non fosse, non esisterebbe. Questo è quanto. Poi se il male è assenza di bene, e questo ti porta a dedurre che il male non è niente, anche il bene è assenza di male (letteralmente), e questo ti dovrebbe analogamente portare a dedurre che il bene non è niente. Adesso riesci a capire o no, che i tuoi ragionamenti sono illogici e inconsistenti?

Meglio vivere nell'illusione ed essere felici, che vivere nella realtà ed essere infelici. Perché il nostro scopo non è vivere nella realtà, ma vivere felici, qualsiasi sia il modo attraverso il quale raggiungere la nostra felicità. Poi lo dici tu arbitrariamente che una vita senza libertà sarebbe un'illusione, ma non dici perché. In effetti non c'è nessun motivo per cui pensarlo. L'importante è essere felici. La libertà è uno strumento per raggiungere la felicità; ma se questo strumento non è necessario, ma anzi in alcuni casi ostativo, tanto vale farne a meno.

Ma se il male è temporaneo, a che serve mantenerlo? Se non è necessario, perché farcelo provare? Qualsiasi sia lo scopo del male, *** può ottenerlo senza di esso con la sua onnipotenza. Perché non lo fa? Se *** fosse stato geniale, non avrebbe creato un mondo che poi lo avrebbe costretto a farsi uomo e a soffrire. Se l'ha fatto di proposito, è stato un fesso.

L'uomo sceglie di essere infelice, ma non consapevolmente, perché tutti noi tendiamo a essere felici. *** non dà agli uomini gli strumenti necessari per consentire agli uomini di capire dove sta la felicità, altrimenti riusciremmo tutti a essere felici. Tanto valeva manifestarsi subito, in modo che a tutti fosse sempre chiara la strada per il bene. In questo modo non ci sarebbe stata infelicità. Perché dare alle persone la possibilità di essere infelici? Ripeto ancora una volta un ragionamento che non fa una piega: meglio una vita che non ti dà altra scelta che essere felice, piuttosto che una vita che di dà la possibilità di essere felice. Questo è incontestabile, come fai a non accettarlo!?

Imporre la felicità è di per sé una cosa buona, perché costringe l'uomo a essere felice, che è quello che vogliamo tutti: tanto meglio!

Se *** è sommo bene, crea tutto ed esiste il male, c'è qualcosa che non funziona. Se il male esiste, e ovviamente esiste, è perché l'ha creato ***. Questa è la logica che tu credi di far tua, ma che evidentemente non padroneggi. Questo è il risultato cui ci porta l'uso della ragione, motivo che ci fa escludere l'esistenza del tuo ***. Ecco perché ragione e fede sono mutuamente esclusive e non si possono conciliare in alcun modo.

Analogamente:

1. Il bene non si crea, essendo assenza di male.

Se il male è assenza di bene, c'è qualcuno che ha creato l'assenza di bene, e visto che ogni cosa è creata da ***, allora *** ha creato il male. È inutile cercare scappatoie, il *** in cui credi è impossibile.

2. Il male non può avere in sé il bene, né realizzarlo, dato che l'azione del male è male.

Come vedi il tuo ragionamento funziona anche al contrario, quindi o vale in entrambi i casi (e non può essere, visto che il primo punto li esclude entrambi) o non vale in nessuno dei due.

Il fumo rende felice il fumatore, perché è quello che vuole. Se non lo volesse, non fumerebbe; è molto semplice. Il fatto che gli faccia male alla salute, non significa che lo renda infelice. E anche se così fosse, bisogna sempre riferirsi a quello che è la consapevolezza di un uomo di scegliere la felicità. Magari uno sceglie l'infelicità, con la consapevolezza di aver scelto, invece, la felicità. Cioè io credo che quella cosa mi renda felice, ma non mi accorgo che mi rende infelice. Esattamente come accade quando l'uomo sceglie di allontanarsi da ***.

Se l'unica fonte di felicità è ***, allora *** sa bene che consentendo all'uomo di allontanarsi (e, anzi, creando alcuni uomini con il preciso obbligo di farlo), gli consente di essere infelice. E questo non è un gesto d'amore, ma di assenza di amore.

La spiegazione data a Teresina è un'idiozia. Se il boccale contiene più acqua, significa che contiene più bene e quindi che il bicchiere ne contiene di meno. Meno bene del massimo bene significa assenza di una parte di bene, ovvero presenza del male.

Senza *** niente esiste: quindi neanche il male. Se il male esiste, è perché esiste ***. Mi fermo qui, perché ci sarebbe da stabilire tutto il resto, se è vero che *** esiste e così via.

Se non cerchi di psicanalizzarmi, è inutile il tuo tentativo di spiegare il mio ateismo con la paura. Il ragionamento da fare è l'inverso, quello che spiega la tua fede con la paura. È dura da ammettere, ma è la verità.

 
Ottimo


Anyway +4 rep. per Scotaliano, Ha citato Israele due volte per indicare l'area, many kisses! :claudia::claudia:
questo dimostra solo quanto mi interessino le sue prediche. Comunque, ottima tattica per schivare le argomentazioni.

 
Sacra Bibbia.:alex90:
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Eh, ma non usi l'interpretazione (cit.)

Sai ammazzare, lapidare, dare in olocausto, schiavizzare possono avere molteplici significati.... (!!??!!!???)

E inoltre molte sono sicuramente parabole, altre no. Vedi se nell'Antico Testamento c'é scritto che *** è vendicativo e nel Nuovo c'è scritto che è bene sublime hai sicuramente di fronte una parabola. Da non confondersi con quelle satellitari.

Inoltre non vi è mai contraddizione.

 
Io t'ho appena dimostrato il contrario, cioè che a un certo punto persino statisticamente è più logico pensare a un essere divino che alla casualità.
L'unica cosa che hai dimostrato è che la vita sulla terra era molto improbabile. Questo discorso l'ho sentito centinaia di volte nei dibattiti, viene schiacciato sempre. Perchè ripeto improbabile non significa impossibile, e nella vastità del cosmo non trovo niente di strano che si sia formato vita su almeno 1 pianeta.

È fantasioso credere in *** quanto alla casualità, allora. Anche se *** può essere più ragionevole a guardare numeri e probabilità con tutto ciò che essi comportano.
La causalità sappiamo che esiste, *** no.

Non è più ragionevole, perchè le opzioni non sono due: *** o caso. Possono essere infinte, solo che la soluzione "***" è la più facile.

No, caro.*** ha creato l'uomo, il quale: LIBERO di fare della sua creatività quello che vuole, ha costruito le auto.
Ma per auto intendevo le conseguenze di ciò che gli è successo. Se *** ha creato tutto, ha creato anche le conseguenze.

Scusa ma per quale motivo un ateo dovrebbe costruirsi una morale insieme agli altri? E chi cavolo sono gli altri? Gli altri atei?
La famiglia, la società. Pensavo fosse chiaro. E' ovvio che poi uno può avere la sua morale, ma ci sono certe cose che sono comuni a tutti.

No, il motivo c'è (anche se sarebbero più di uno), sei tu che non lo conosci perchè non ti sei informato, probabilmente.Poi che sia condivisibile o meno è un altro discorso. Io, carnivoro come sono, non lo condivido.
Ho letto diversi libri sull'Islam, scritti da Mussulmani. Tutti dicono che non esiste un motivo, ma Allah lo dice quindi si fa.

È impresso nella naturalità dell'Uomo la religiosità. Essa si soddisfa in modo appagante vivendo in ***, con tutta la tua mente, con tutte le tue forze e con tutto il tuo cuore.
In passato, in mancanza di risposte, l'uomo pensava a ***. Oggi non è necessario.

Ci sono anche persone geneticamente predisposte a non credere in ***.

Stesso discorso.
No. Potevano benissimo credere in un *** cattivo e offenderlo.

Dimmi una sola civiltà che non avesse le sue feste rivolte alle proprie divinità. Che sia dapprima i sacrifici e le riunioni religiose, o il riposo religioso.
Feste l'hanno avuto tutti, perchè l'uomo primitivo si aggrappava al concetto di ***, proprio perchè non aveva la logica e le risposte per evitare quel pensiero.

La maggior parte delle feste trattavano di sbudellare i propri simili, ma quello è un altro discorso..

Che lo si ritenga sbagliato, invece, è nella naturalità dell'Uomo. È per questo che esistono Gelosia e Possessività nell'animo umano, che essi siano giusti o meno.
La gelosia e la possessività entra in gioco solo quando si mostra di avere un interesse per la donna altrui.

Poi, i "desideri" non sono tutti volontari.

Certo che può farlo, non è detto che sia giusto. Anche perchê non bisogna essere dei Freud per capire che tali desideri irrealizzati fruttano solo frustrazione.Stare a sbavare dietro le cose degli altri rende infelice, specie se minimizza ciò che si ha.
Questo sembra più un consiglio che un comandamento.

Bisogna differenziare ciò che sono il Decalogo (presenti nelle tavole della Legge, dati da *** a Mosè sul Monte Sinai) e le leggi mosaiche che arrivarono dopo (sono questi "gli altri comandamenti" che dici tu).Ci sono quindi dei precetti in materia di amministrazione giuridica e altri d'ordine morale-divina...ed eterna.
Sono sempre comandamenti dati da ***, non vedo come mai alcuni debbano essere più importante di altri.

Se io dovessi fare una lista di dieci comandamenti, sicuramente butterei via i primi tre e gli ultimi due, e inserirei "non stuprare bambini" o comunque cose molto più importanti che "non desiderare roba altrui".

Allora mi domando come fai a voler insegnare qualcosa agli altri su materiale che manco conosci.
Mica insegno, io leggo e commento.

Il problema è che queste conoscenze sono carenti. Se dici che *** è illogico senza aver studiato quel minimo... e per questo motivo non studi neanche, una qualsiasi persona ragionevole sarebbe pronto a darti del pigro, ma nè del ricercatore, nè della persona intelligente.
Come fai a studiare *** senza che ci sia evidenza da studiare?

Con questo non voglio dire che sei stupido, ma se ragioni così in tutti gli aspetti della vita sei un danno per te stesso."Non studio perchè non conoscendo l'elemento da studiare... lo ritengo illogico. "

Certo che lo ritieni illogico, non lo conosci.//content.invisioncic.com/a283374/emoticons/emoticons_dent1005.gif

E non intendo dire che tu debba cominciare a studiare teologia. Senza fede sarebbe tempo perso. Ma perlomeno avere quella... cultura generale in materia biblica, non sarebbe male.
Per me la bibbia è come l'Odissea, conosco la storia ma non vado in dettaglio.

Non è questione di cosa sia meglio, ma di cosa è bene e di cosa è male.Male è anche esporre qualcuno verso quest'ultimo.

Ad esempio, i tuoi genitori sanno che con una semplice litigata ognuno può andarsene per la propria strada.
?????

No.

Nel matrimonio, volenti o nolenti, ci si pensa molto di più. Sia per questioni economiche-legali, sia per i buoni propositi di costruire una famiglia che li ha accomunati fino a spingerli a metteri TOTALMENTE in gioco (e non fifty fifty), eccetera.
Quindi i non sposati hanno meno buoni propositi e pensano meno l'uno all'altro. :rickds: ridicolo.

In base a quello che mi dici, i tuoi genitori non si sono mai promessi l'un l'altro eternamente sia a parole che coi fatti (al massimo solo a parole... ma le parole le dici oggi, domani sono già passate), il che presume un grossissimo limite in amore (limite relazionale, non personale). Quando i problemi (grandi o quelli piccoli che si accumulano) cominciano a fare pressione a quel limite predefinito... iniziano i guai.

Insomma, i tuoi hanno costruito una casa di paglia, l'unica speranza (e mio augurio) è che regga alle soffiate di vento fino alla fine.
Mi spieghi come ti permetti a dire certe cose? Li conosci? Su quali basi spari queste cavolate? Bibbia? Fammi un piacere vai.

Si sono promessi sia con parole che con fatti, non serve una cerimonia inutile in una baracca seguita da parole noiose di un vecchio con una croce stampata sulla t-shirt per dimostrare la propria affezione.

Ancora?!?
Io non ho mai parlato di fisica!!
errore di battitura...volevo scrivere filosofia.

 


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Sacra Bibbia.:alex90:
3407442_460s.jpg
quei segnalibro sono troppo pochi! Ce ne vorrebbero almeno uno per pagina.

 
quei segnalibro sono troppo pochi! Ce ne vorrebbero almeno uno per pagina.
Sicuramente li hanno finiti prima di riuscire a segnare ogni cosa.

Ho letto il post di Chen in risposta a Scotaliano e sono allibito. Come può un cristiano permettersi di stabilire cosa è amore e cosa no, quale sia la forma migliore di amore e quale una peggiore, e di sminuire un tipo di famiglia che non rispecchia i canoni che gli sono stati imposti dall'alto? Questo non è amore per il prossimo, sono intolleranza e pregiudizio allo stato puro.

 
Sicuramente li hanno finiti prima di riuscire a segnare ogni cosa.
Ho letto il post di Chen in risposta a Scotaliano e sono allibito. Come può un cristiano permettersi di stabilire cosa è amore e cosa no, quale sia la forma migliore di amore e quale una peggiore, e di sminuire un tipo di famiglia che non rispecchia i canoni che gli sono stati imposti dall'alto? Questo non è amore per il prossimo, sono intolleranza e pregiudizio allo stato puro.
se bisogna giudicare qualcosa dai suoi frutti (come ha detto Chen), i frutti della religione sono di gran lunga più negativi che positivi.

in before "devi interpretare"

 
Dal libro: Le vostre zone erronee di Wayne W. Dyer

Religione e senso di colpa
Ci si serve spesso anche della pratica religiosa per instillare senso di colpa, quindi manipolare il comportamento. In questi casi, I è generalmente *** colui che tu hai deluso, e in alcuni il messaggio è che sarai escluso dal paradiso perché sei stato cattivo.

"Se tu amassi ***, non ti comporteresti così".

"Se non ti penti dei tuoi peccati, in paradiso non entri".

"Dovresti avere rimorso di non essere andato in chiesa tutte le i domeniche. Forse, se sei abbastanza contrito, sarai perdonato".

"Non hai osservato uno dei Comandamenti. Dovresti vergognarti".
 
Alias sul serio ho preso tre bibbie diverse o sono sfigato io oppure c'è qualcosa che non va.

In ogni caso guarda per non farti incazzare te l'abbuono, anche mettendo che quella parte del vangelo di marco sia stata aggiunta dopo, non me ne importerebbe piu' di tanto perchè il cristianesimo non è una religione del libro fin dal principio.

Per la datazione della resurrezione hai date sballatissime, se l'ultima cena è il mercoledì sera e gesu' spira il giovedì sera abbiamo sera di giovedì (1 notte), mattino del venerdì (1 mattina), sera del venerdì (2 notti), mattina del sabato (2 mattine), sera del sabato (3 notti), mattina della domenica (3 mattine). Anche così non fosse -non abbiamo certo datazioni precise della pasqua figurati dell'ultima cena e della passione- che io ricordi il modo di contare i giorni degli ebrei è diverso, ma su questo preferisco aspettare Chen. Dico che l'ultima cena è il mercoledì sera perchè si usa pensare che fosse durante una festa particolare che mo non mi ricordo il nome di quelle che facciamo anche oggi "solo maschi" giochiamo alla play e stiamo solo con gli amici.

Comunque dopo millanta pagine di topic posso dire che il maggior problema di comunicazione tra "noi" e "Voi", e che senza offesa voi siete ciuccissimi filosoficamente e non state al passo del piu' semplice dei ragionamenti teologici. Non si può pretendere di spiegarsi chissà che grandi verità e ragionamenti su *** se si usa il lessico dei veterinari, sarebbe come un professore che vuole insegnare la matematica mettendo al posto dei numeri e delle figure le spice girls e bryan dei griffin

 
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