Cronologia giovannea: Gesù muore il giorno della preparazione della Pasqua ebraica [modifica]
Anche
Giovanni presenta la descrizione dell'
ultima cena (
Gv13,1-11), ma diversamente dai
sinottici la cena non è descritta esplicitamente come il rito della Pasqua ebraica.
[8] Alla cena segue l'arresto e l'inizio del processo che continua la mattina seguente (
Gv18,28) e che termina con la morte in croce. Il giorno della morte è descritto come quello precedente la Pasqua ebraica: sempre in
Gv18,28 è specificato che la cena di Pasqua deve ancora essere consumata, e in
Gv19,14, al culmine del processo e poco prima della crocifissione, è specificato che era il mezzogiorno (ora sesta) della "parasceve = preparazione della Pasqua" (da notare che qui "parasceve" non va inteso nel significato abituale di "preparazione del sabato", cioè venerdì). Secondo Giovanni pertanto Gesù è morto il giorno precedente la Pasqua ebraica, cioè secondo il calendario ebraico ufficiale il
14 Nisan, e non il 15 come sostenuto dai sinottici.
Come per i tre
sinottici, anche per
Giovanni il giorno settimanale della
morte (
Gv19,31) e della
deposizione (
Gv19,42) era la parasceve, cioè preparazione al sabato, cioè
venerdì.
Tentativi di armonizzazione [modifica]
Di fronte alla incongruenza cronologica sinottici/Giovanni sono pertanto ipotizzabili 4 casi:
- Non sussiste alcuna incongruenza tra i vangeli sinottici e il testo giovanneo, in quanto la Pasqua ebraica, o Pesah, durava otto giorni. Il termine "pasqua" indicava non solo il 14 Nisan, ma anche l'intero periodo festivo comprendente anche la successiva festa dei pani non fermentati (azzimi); Gv18,28 si riferisce quindi a tale festa, durante la quale permaneva il rispetto per la purezza rituale.[9] Gli studiosi fanno però notare che la Pesach era solo il secondo dei giorni della Festa degli Azzimi, e che comunque secondo Giovanni Gesù muore il giorno della preparazione della Pesach, che non può coincidere con Pesach stessa.[10]
- È corretta la cronologia sinottica. L'ultima cena era la cena pasquale ebraica tenuto quell'anno il giovedì sera e il giorno successivo, 15 Nisan, pasqua ebraica, è morto Gesù. Giovanni sbaglia nel riportare la morte al 14 Nisan e lo fa probabilmente con l'intento simbolico-teologico di accomunare il sacrificio di Gesù a quello degli agnelli immolati nel tempio al momento della sua morte.
- È corretta la cronologia giovannea.[11] L'ultima cena non era la cena pasquale ebraica e Gesù è morto il giorno successivo, 14 Nisan, vigilia della pasqua. L'identificazione sinottica della cena col rito ebraico è una successiva elaborazione redazionale degli evangelisti che non rispecchia il reale andamento storico dei fatti.
- È corretta sia l'identificazione sinottica ultima cena - rito ebraico sia la notizia giovannea della morte alla vigilia di Pasqua. Gesù ha seguito per la cena un calendario diverso da quello ufficiale ebraico (esseno? farisaico?), celebrandola prima della pasqua ufficiale ebraica, ed è morto il giorno dopo, il 14 Nisan, vigilia della pasqua ufficiale. Nei resoconti evangelici gli eventi vengono presentati in una cronologia breve (dalla sera al pomeriggio successivo) per esigenze di semplificazione catechistica (vedi anche quanto avviene per la cronologia sinottica circa la durata del ministero). I passi sinottici che fanno ipotizzare l'ultima cena a ridosso della pasqua ufficiale (Mc14,1;14,12;Lc22,7) sono interpolazioni redazionali successive, oppure non si riferiscono pasqua ufficiale ma a quella essena.[senza fonte]