Questa poi.
Sragionare è il contrario di ragionare. Chi ragiona usa la ragione, chi sragiona non la usa.
Inoltre il "ragionare" implica l'azione di usare la ragione, ma un uso può diventare un abuso.
Infatti, molti vocabolari danno questa definizione:
Fare discorsi senza logica e senza coerenza
Per l'"asino" sorvolo, ma solo per stavolta. So che non sei un fuoriclasse dell'autocontrollo ma da queste parti devi impegnarti. //content.invisioncic.com/a283374/emoticons/winks.gif
Anche tu non scherzi, però.
Un cattolico non può essere un matematico? Io non lo sono di certo, ma guarda che il mondo ne è pieno.
L'Uomo è stato predisposto al Bene. La sua libertà gli consente di fare delle scelte che... ma queste cose le avevo già dette.
Guarda che finora la fede l'abbiamo messa da parte.
Anche questo puntoè stato precisato nel mio post precedente.
Idem come sopra.
I tuoi canoni non sono i canoni di ***, fortunatamente. Puoi pensarla come credi. Io il mio punto di vista te l'ho dato, poi puoi credere a quello che vuoi.
Illogico il tuo sillogismo.
Non è amore dare la possibilità di non amare ***, è la disposizione di amare *** che deve presumere la possibilità di rifiutarlo.
Con cosa? Con la libertà. La libertà è una delle manifestazioni d'amore di ***... che però esiste ed è finalizzato UNICAMENTE per amare ***.
Altri usi sono un abuso di questa libertà, abuso che si paga in prima persona.
O viceversa.
Quand'è così perchè continui a ripetere i medesimi concetti? E perchè mi trovo obbligato a dover riscrivere (cosa che non faccio, hai sempre tutto il tempo per andare a rileggere i miei precedenti interventi quanto e quando vuoi... se vuoi) sempre le medesime risposte?
Il fatto che tu non ti senta sordo non significa che tu non lo sia. A parte che prima ho detto che sta diventando un dialogo tra sordi, non che lo sia già.
È strano però che questo accorgimento dell'essere sordi (notare il plurale) l'ho notato leggendo le tue righe e non le mie.
Davvero? Neutralità? Fammi un esempio.
Anche il non fare assolutamente niente è un male; tra l'altro anche punito dalla Legge, in certi casi.
Il distributore di benzina concede il conto illimitato e il fatto che l'auto sia stata costruita con la necessità di fare benzina è correlato al fatto di non far credere al macchinista che possa essere il benzinaio di sè stesso (egoismo... altro male).
Aspettativa significa aspettare qualcosa/qualcuno.
È un'attesa nei confronti di un elemento che deve arrivare.
Significato di Condizione:
condizione
[con-di-zió-ne]
s.f. (pl. -ni)
1 Ogni antecedente necessario affinché un fatto successivo si compia: non ci sono le condizioni per una pace durevole; mettere, porre una c.; a nessuna c.
http://dizionari.hoepli.it/Dizionario_Italiano/parola/antedetto.aspx?idD=1&Query=antedetto&lettera=A
condizione
[con-di-zió-ne] s.f.
1 Presupposto necessario al verificarsi di qlco.:
http://dizionari.corriere.it/dizionario_italiano/C/condizione.shtml
Diamine, più chiaro di così si muore.
Poi che condizione e aspettativa non siano sinonimi lo sanno anche i sassi. Ciò non significa che le due non vadino a braccetto in determinate situazioni.
Ripeto col dire che una madre necessita dell'amore reciproco del figlio... tenendo conto che ella è incline nell'amarlo per istinto materno (altro condizionamento), per le aspettative (vedere sopra), eccetera.
Dal resto amare un figlio è facile, c'è pure un coinvolgimento emotivo all'interno di un ambiente famigliare perchè quel figlio, se non fosse tale per la madre, quest'ultima non è detto che l'amerebbe, il che mi pare ovvio.
Veramente io ho scritto:
"secondo me l'amore condizionato è altra cosa".
Se non si può dire puoi spiegarmi il perchè, se ti va. Magari imparo davvero qualcosa, stavolta.
Beh, perlomeno adesso ti sei sfogato un po'.
Qualche post fa avevo precisato in che occasione si usa l'uno e si usa l'altro.
Fortuna che leggi quello che scrivo.//content.invisioncic.com/a283374/emoticons/emoticons_dent1005.gif
Il cambiamento d'idea per l'Essere Perfetto non è una potenza, è un difetto (al contrario di noi uomini che con le dispute (//content.invisioncic.com/a283374/emoticons/250978_ahsisi.gif
) ripuliamo le idee o le cambiamo a seconda, il che è un pregio).
I difetti non rientrano nell'onnipotenza.
Ma poi a cosa gli serve cambiare idea se l'idea prima (e unica) che ha è Creato seduta stante e, in Eternità, pure terminato?
Grazie, o mio illuminatore.
Ma guarda che pure *** ha la sua libertà. Diamine, se non ce l'ha Lui. E i suoi interventi sono finalizzati a invitare l'Uomo a raggiungere la beneamata felicità che tanto aspiriamo, ma per darne compimento ci vuole quel "sì" del singolo... visto che questi è libero di scegliere e/o di ascoltare.
Forse dovresti leggere il Libro di Giona, ti smentirebbe.
La città di Ninive era destinata alla distruzione, *** mandò il profeta che dopo aver predicato, contro ogni sua aspettativa, vide gli abitanti convertirsi.
Ninive fu salva.
Veramente non ho detto questo, basterebbe leggere.
No, con i canoni divini rivelati.
Ma secondo te... finora ho trattato il dibattito (perchè è un dibattito, ahimè) con filosofia e stavolta, parlando del "vuoto", mi sono buttato nella fisica?
"Vuoto" va inteso nel senso filosofico, d'accordo che qui è un po' colpa mia che non ho precisato e non ho citato per l'ennesima volta Aristotele... però credevo fosse sott'inteso dopo un po'.
Cercherò d'essere più attento.//content.invisioncic.com/a283374/emoticons/emoticons_dent1005.gif
Beh, io vedo gente che ci riesce a essere felice, anche nella sofferenza.
Guarda che mi sono adeguato a te, sei stato il primo - nella parte di post a cui ho risposto - a parlare in passato:
Se *** fosse stato geniale
Se l'ha fatto di proposito
Semplicemente non ho voluto correggerti per l'ennesima volta e ho seguito a ruota, altrimenti m'avresti dato dell'arrogante.//content.invisioncic.com/a283374/emoticons/250978_ahsisi.gif
Tanto in quel caso il senso anagogico non era indispensabile per capire la risposta, altrimenti avrei fatto diversamente.
Ragazzi, l'avete voluta voi la continua citazione dei dizionari. Dallo Zingarelli:
sragionare [da ragionare, con s-; 1803] intr. (io sragiono, aus. avere) - Ragionare male, a rovescio, fare ragionamenti sconnessi.
Lo vedi che non ti conviene fare l'arrogante con me, se si tratta di lingua italiana? Asino è un modo non offensivo di dire a qualcuno che non sa qualcosa di importante. Lo dicono pure le maestre ai bambini piccoli, non c'è niente di male. L'importante è darsi da fare per recuperare.
Il mondo è pieno di cattolici matematici? Sicuro sicuro? Lo sai che il 94% degli scienziati del mondo non crede? E che il restante 6% non è cattolico, ma protestante o ebreo? Sono ricerche condotte alla National Academy of Science statunitense e alla Royal Society inglese pochi anni fa. Sui loro siti ufficiali dovresti trovarle. È un dato sperimentale, un dato di fatto insomma. Ah già, ma c'è Zichichi!
Un cattolico, comunque, può essere eccome un matematico. Ma un cattolico è una persona che ha deciso (o gli è stato imposto, va beh) di rinunciare alla ragione e alla logica per credere in qualcosa che le viola entrambe. Non farmi prendere il dizionario per trascrivere il significato della parola fede, per favore. Quindi come posso accettare quel tipo di imposizione da te? Per me è ridicolo, non so che dire.
L'uomo è stato predisposto anche al male, altrimenti come avrebbe potuto farlo?
Finora la fede è stata lo sfondo dei nostri dibattiti, invece. Perché io ho sempre ragionato ponendo come condizione di base la credenza in ***, cioè che *** esiste. Altrimenti di che avrei dovuto parlare, di una cosa che non esiste? Io ho indirettamente detto: "ok, supponiamo che *** esista e che la fede in lui sia ben riposta; allora, accettando i fondamenti della dottrina cristiana, deduciamo che...". Quindi non puoi dirmi che abbiamo messo da parte la fede, nei nostri discorsi.
Ma neanche i tuoi canoni sono quelli di ***. Oppure credi di essere come lui? Il fatto che tu creda, non ti rende più divino di me o meno umano di me.
La possibilità di rifiutare *** è la possibilità di fare il male, con tutte le conseguenze del caso. Questa non è una buona cosa, per nessuno: né per chi il male lo fa né per chi lo subisce.
Perché creare l'abuso di libertà, ovvero lasciare che l'uomo ne possa abusare, se da ciò ne deriva solo il male? Tanto valeva eliminare ogni possibile abuso, così erano tutti contenti, lui e noi.
Ti ritrovi a scrivere sempre le stesse cose perché le mie conclusioni sono sempre le stesse, e sempre valide fino a prova contraria. Prova che non hai saputo fornire.
Il fatto che non mi senta sordo non significa che io non lo sia, certo, ma tanto meno significa che lo sia. Invece tu, a scanso di ogni equivoco, hai proprio specificato di esserlo. Insomma, l'hai detto tu, non io. L'hai notato leggendo le mie righe perché voglio sperare che tu non sia pazzo, a crederti sordo se non hai un interlocutore che possa "emettere suoni", per restare nella metafora. Come avresti mai potuto accorgertene leggendo le tue stesse righe!?
Un esempio di neutralità? Io tra poco non farò niente, che non è né bene né male. Non faccio bene a nessuno, ma neanche male. Il fatto di non fare bene, non significa per forza fare male. È una distinzione troppo netta.
Per evitare che l'automobilista (il macchinista?) creda di essere il benzinaio di sé stesso, è sufficiente che *** glielo faccia sapere sin dalla nascita. Può farlo, basta usare la sua onnipotenza. Così può anche dotare la macchina di un serbatoio infinito e avere la certezza che l'uomo non sgarri e che sia sempre felice.
La condizione, come dice la definizione che citi, è ogni antecedente necessario affinché un fatto successivo si compia. Non è necessario che il figlio mostri riconoscenza, affinché la madre continui ad amarlo. Quindi mi hai dato finalmente ragione, anche se forse non te ne sei accorto.
Mi sono sfogato, sì, ma hai almeno capito il perché?
Infatti, hai spiegato (complimenti per la tua ormai famosa umiltà!) che quando si parla di *** non bisogna farlo in senso cronologico. L'hai detto tu e poi hai fatto tutto il contrario. Per questo ti do dell'incoerente. D'altronde i messaggi, come dici giustamente, sono ancora là.
Difetto o no, resta il fatto che *** non può cambiare idea, e quindi non è onnipotente. E non è il fatto che non cambi idea a renderlo tale, ma a non poterlo fare, che è ben diverso. Se è vero che cambiare idea dà una connotazione negativa, non lo è la facoltà di cambiare idea, perché potrebbe restare sempre inutilizzata.
*** avrà pure la sua libertà, ma è anch'essa parziale e imperfetta. Se consideri il fatto di essere costretti ad amare *** una cosa squallida, un'imposizione cattiva, allora *** come fa? *** non può allontanarsi da sé stesso, non può non amare sé stesso, è costretto a farlo. Sarebbe come dire che *** è ateo, altrimenti.
Il libro di Giona? In quel caso *** non aveva ordinato a Giona di uccidere gli abitanti di Ninive, ma solo di avvertirli che, se non avessero cambiato il loro modo di vivere per tempo, *** li avrebbe distrutti. Quindi non è l'esempio di un passo in cui *** commissiona un omicidio al popolo di Israele.
Se con il termine vuoto parli di filosofia, che cosa c'entra il suono e la propagazione dell'eco, che sono richiami di fisica?
Sì, si può essere felici anche nella sofferenza, ma se la sofferenza non ci fosse, saremmo più felici e più facilmente. Meglio evitare le sofferenze, che al più ci allontanano dalla felicità, piuttosto che consentirle.
P.S. Vadano, con la a. Vadino lo dice Fantozzi.
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No, prima che scrivi qualsiasi cosa e' no.
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Stavo per scrivere che ti trovo una bellissima persona.//content.invisioncic.com/a283374/emoticons/sad.png