Alert Religioni (Leggere il primo post prima di intervenire)

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Chen, ma sei scandaloso!//content.invisioncic.com/a283374/emoticons/emoticons_dent1005.gif Ti sei adeguato a me!? Cioè, nello stesso messaggio hai detto che è sbagliato parlare di *** in senso cronologico e poi l'hai fatto tu stesso. E l'avevi fatto anche prima di me, infatti sono stato io il primo a riprenderti su questo (già!) e ad adeguarmi al tuo modo strampalato di ragionare. Ora rispondo a tutto, comunque, ma questa cosa mi è saltata subito all'occhio. Mamma mia, che incoerenza.
No, in quel messaggio ho scritto: partecipare a ogni aspetto dell'Amore, tra cui la vita in modo cronologico e, successivamente, eterna.

 


È l'unico momento in cui parlo d'eternità in risposta a quel messaggio. Guarda che è ancora un post pubblico eh!Io sono contento se mi rispondi, però cerca di leggere bene prima.

 


Stavolta sei scusato perchè la cosa t'è "saltata all'occhio" e magari t'è sfuggita. No problem.


 
No, in quel messaggio ho scritto: partecipare a ogni aspetto dell'Amore, tra cui la vita in modo cronologico e, successivamente, eterna. 


È l'unico momento in cui parlo d'eternità in risposta a quel messaggio. Guarda che è ancora un post pubblico eh!Io sono contento se mi rispondi, però cerca di leggere bene prima.

 


Stavolta sei scusato perchè la cosa t'è "saltata all'occhio" e magari t'è sfuggita. No problem.
Ma smettila, sei ancora caduto prima su quel già. E poi, se *** partecipa a ogni aspetto dell'amore, tra cui la vita in senso cronologico, perché io non posso parlare di *** in senso cronologico e mi riprendi, e tu invece puoi e non ti posso riprendere? Dai Chen, sii più onesto, altrimenti che razza di interlocutore credi di poter essere?

 
Le persone normali vengono incontro alle altre persone, che presumibilmente normali, ammettono di non capire i concetti all'istante, e quindi il dialogatore abbassa il livello del significante a uno piu' immediato per facilitare la comprensione.Tipo, non so se le conosci, le parabole?


Nonsolowng
Tutta 'sta manfrina per tentare di giustificare il fatto che non sapevi cosa significasse il termine manicheo. Basta che tu chieda scusa, non ci sono problemi. Non scusa per l'errore, ma per l'arroganza che usi sempre per imporre i tuoi errori.

 
Tutta 'sta manfrina per tentare di giustificare il fatto che non sapevi cosa significasse il termine manicheo. Basta che tu chieda scusa, non ci sono problemi. Non scusa per l'errore, ma per l'arroganza che usi sempre per imporre i tuoi errori.

HAHAHAHAHAHAHAHAAHAHAHAHAHAHAH :rickds: :rickds: :rickds: :rickds:

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Le parti chiave del discorso di Alisalberto , da notare la potenza argomentativa. Chiari ragionamenti apofantici :rickds:
I ragionamenti apofantici li ho già messi prima. Il messaggio che quoti ora l'ho scritto perché Chen nega l'evidenza, cosa che stai facendo pure tu. Non mi meraviglio, dunque, che vi facciate forza a vicenda, per cercare di compensare la scarsa qualità della vostra coerenza, con la quantità di consensi.

 
O piu' semplicemente tu stai facendo pessime figure e per uscirtene stai sproloquiando verosomiglianze estimative del tipo tu non conosci l'italiano e non sai che vuol dire manicheo.

ma ragazzo mio come si fa a prenderti sul serio? Ma non ti vergogni nemmeno un po'? XD

 
O piu' semplicemente tu stai facendo pessime figure e per uscirtene stai sproloquiando verosomiglianze estimative del tipo tu non conosci l'italiano e non sai che vuol dire manicheo.ma ragazzo mio come si fa a prenderti sul serio? Ma non ti vergogni nemmeno un po'? XD
E perché dovrei, non sono io che sconosco la lingua italiana. Se ti brucia ancora così tanto, non farne una colpa a me. Le mie argomentazioni ci sono tutte, sono quei messaggi lunghi che probabilmente non hai letto. Ti brucia ancora per la questione dell'ultima cena? Lo sai solo tu il perché di tutto questo livore.

 
Quale questione dell'ultima cena lol? Ti ho gentilmente offerto uno stralcio della tua amata wikipedia e manco mi hai risposto XD Che poi "Bruciare" lol, come se ti considerassi all'infuori di questo topic - e spero che tu faccia lo stesso-.

Il tuo post lungo l'ho letto tutto, altrimenti non leggevo pure manicheismo a metà post pieno, ed è un mare di vaccate reiterate in un mare di ignoranza filosofica, il punto è che come ho già detto a te di cambiare lessico non conviene perchè se mai lo facessi ti ritroveresti a fare ragionamenti piu' sottili, furbi e intelligenti e a te questo non piace perchè in quel caso ci sarebbe un minimo spiraglio per la razza umana credente di avere dalla sua un minimo di ragione, cosa che tu non vuoi concedere per pregiudizio ed enorme confusione mentale lol

Avoglia a spiegarti ontologico e il participio essere in greco, tu continueresti a dire che esistere ed essere sono la stessa cosa!

 
Ma smettila, sei ancora caduto prima su quel già. E poi, se *** partecipa a ogni aspetto dell'amore, tra cui la vita in senso cronologico, perché io non posso parlare di *** in senso cronologico e mi riprendi, e tu invece puoi e non ti posso riprendere? Dai Chen, sii più onesto, altrimenti che razza di interlocutore credi di poter essere?
Dipende dal discorso, Alias. Proprio a scanso d'equivoci t'avevo precisato in che occasione conviene parlare in senso anagogico e dove invece questa necessitâ non c'è.


È chiaro che se il soggetto della discussione tocca le tempistiche di *** siamo per forza di cose obbligati a discutere in termini d'Eternità.



Se il discorso ha una tonalità di teologia biblica allora non c'è bisogno. La Bibbia stessa tratta le questioni in modo cronologico.


 


Posso dire che
*** ha amato l'Uomo fin dal primo momento in cui l'ha creato.


In senso anagogico è chiaro che *** non ha "amato l'Uomo", ma lo ama, e non "l'ha creato", ma lo Crea.



In teoria pure il presente sarebbe errato, perchè il presente sottintende che ci sia un tempo futuro o passato. Ma si lascia quel minimo di margine per capirci e per non comunicare come gli indiani, con i verbi all'infinito. XD





 
a me piacerebbe invece discutere delle religioni sotto un altro aspetto, non più quello teologico bensì quello sociologico.

Come forse saprete la sociologia nasce per il lavoro di illustri pensatori tra i quali figura e spicca Émile Durkheim. Ebbene, Durkheim partì proprio dall'analisi delle ritualistiche religiose, per poi portarle ed estenderle alla società intera e dare vita a quella materia che oggi chiamiamo sociologia.

Il perchè dell'importanza di tutto ciò è presto detto: la religione ha un funzione che travalica il mero aspetto religioso. Essa infatti,con la propria ritualistica, permette alla comunità di identificarsi e rafforzarsi in idee comuni e condivise. Il religioso che adempie al proprio rituale non celebra unicamente la divinità ma celebra al contempo la comunità di appartenenza e se ne dichiara membro.

Ora, questo ragionamento, che ho molto brevemente riassunto, dà il là a numerose considerazione tra le quali le più importanti a mio avviso sono queste:

1) è difficile che nasca, ed uso tale verbo proprio perchè precedenti non ve ne sono, una società umana del tutto priva dell'elemento religioso

2) le religioni si adattano alla società di appartenenza, sia alla loro nascita, sia nel loro sviluppo. Inutile sottolineare come questo possa significativamente svuotare il contenuto religioso preso come tale, rendendolo facilmente un mezzo di raggiungimento e di mantenimento del potere sociale derivato

3) la liturgia religiosa comporta la creazione di un distinguo tra colui che la celebra, colui che ne celebra un'altra e ancora con colui che non celebra liturgia alcuna. Inutile dire come questo elemento sia foriero di attrito sociale

 
Comunque lasciamo da parte gli attacchi personali e il flame, per favore.

 


Vale per tutti. È inutile incattivire i toni e con voi (Alias in testa) mi piacerebbe continuare a interagire come utente e non come moderatore.




 
a me piacerebbe invece discutere delle religioni sotto un altro aspetto, non più quello teologico bensì quello sociologico.Come forse saprete la sociologia nasce per il lavoro di illustri pensatori tra i quali figura e spicca Émile Durkheim. Ebbene, Durkheim partì proprio dall'analisi delle ritualistiche religiose, per poi portarle ed estenderle alla società intera e dare vita a quella materia che oggi chiamiamo sociologia.

Il perchè dell'importanza di tutto ciò è presto detto: la religione ha un funzione che travalica il mero aspetto religioso. Essa infatti,con la propria ritualistica, permette alla comunità di identificarsi e rafforzarsi in idee comuni e condivise. Il religioso che adempie al proprio rituale non celebra unicamente la divinità ma celebra al contempo la comunità di appartenenza e se ne dichiara membro.

Ora, questo ragionamento, che ho molto brevemente riassunto, dà il là a numerose considerazione tra le quali le più importanti a mio avviso sono queste:

1) è difficile che nasca, ed uso tale verbo proprio perchè precedenti non ve ne sono, una società umana del tutto priva dell'elemento religioso

2) le religioni si adattano alla società di appartenenza, sia alla loro nascita, sia nel loro sviluppo. Inutile sottolineare come questo possa significativamente svuotare il contenuto religioso preso come tale, rendendolo facilmente un mezzo di raggiungimento e di mantenimento del potere sociale derivato

3) la liturgia religiosa comporta la creazione di un distinguo tra colui che la celebra, colui che ne celebra un'altra e ancora con colui che non celebra liturgia alcuna. Inutile dire come questo elemento sia foriero di attrito sociale
Consiglio anche di leggere le ricerche e le conclusioni di René Girard //content.invisioncic.com/a283374/emoticons/sisi.gif

 
a me piacerebbe invece discutere delle religioni sotto un altro aspetto, non più quello teologico bensì quello sociologico.Come forse saprete la sociologia nasce per il lavoro di illustri pensatori tra i quali figura e spicca Émile Durkheim. Ebbene, Durkheim partì proprio dall'analisi delle ritualistiche religiose, per poi portarle ed estenderle alla società intera e dare vita a quella materia che oggi chiamiamo sociologia.

Il perchè dell'importanza di tutto ciò è presto detto: la religione ha un funzione che travalica il mero aspetto religioso. Essa infatti,con la propria ritualistica, permette alla comunità di identificarsi e rafforzarsi in idee comuni e condivise. Il religioso che adempie al proprio rituale non celebra unicamente la divinità ma celebra al contempo la comunità di appartenenza e se ne dichiara membro.

Ora, questo ragionamento, che ho molto brevemente riassunto, dà il là a numerose considerazione tra le quali le più importanti a mio avviso sono queste:

1) è difficile che nasca, ed uso tale verbo proprio perchè precedenti non ve ne sono, una società umana del tutto priva dell'elemento religioso

2) le religioni si adattano alla società di appartenenza, sia alla loro nascita, sia nel loro sviluppo. Inutile sottolineare come questo possa significativamente svuotare il contenuto religioso preso come tale, rendendolo facilmente un mezzo di raggiungimento e di mantenimento del potere sociale derivato

3) la liturgia religiosa comporta la creazione di un distinguo tra colui che la celebra, colui che ne celebra un'altra e ancora con colui che non celebra liturgia alcuna. Inutile dire come questo elemento sia foriero di attrito sociale
1) È vero. Persino nel Nazismo e in altri regimi totalitari dove la religione veniva perseguitata in ogni maniera possibile (e tollerata solo come strumento di propaganda) non s'è mai estinta. In Cina hanno dovuto istituire una Chiesa cattolica-fantoccia per calmare il desiderio di milioni di cinesi. Persino l'Islam fa parte della realtà cinese (una ventina di milioni).

2) Vero anche questo, un esempio è la Chiesa ortodossa di Mosca che, suo malgrado, non ha potuto fare tanto diversamente con l'Unione Sovietica.


3) È per questo che come cristiano sono contento che ci sia una giusta e sana laicità dello Stato; il passaporto in diverse occasioni ha aiutato al dialogo.


 
:cry2:
Non mi pare, forse la cosa è stata trattata pagine addietro.

 


Se non è una religione, è un qualcosa che ci va parecchio vicino. Hai avuto a che fare con loro in un qualche modo?



Si, ho avuto un breve periodo di frequentazione in una delle loro org (non sono propriamente delle chiese ma vabbè). Poi visto l'interesse per le nuove 'religioni', il settarismo, e quant'altro affine, ho continuato a seguire le loro vicende attraverso NG, articoli di giornale, allarme scientology e via dicendo.

Tolta la marea di incongruenze, risontrabili per carità anche in culti diversi dal loro, mi stupisce sempre come riescano a conciliare termini come scientificità e religione... voglio dire... o l'una o l'altra no? //content.invisioncic.com/a283374/emoticons/laugh.png

 
Si, ho avuto un breve periodo di frequentazione in una delle loro org (non sono propriamente delle chiese ma vabbè). Poi visto l'interesse per le nuove 'religioni', il settarismo, e quant'altro affine, ho continuato a seguire le loro vicende attraverso NG, articoli di giornale, allarme scientology e via dicendo.
Tolta la marea di incongruenze, risontrabili per carità anche in culti diversi dal loro, mi stupisce sempre come riescano a conciliare termini come scientificità e religione... voglio dire... o l'una o l'altra no? //content.invisioncic.com/a283374/emoticons/laugh.png
Ma com'è con la questione dei soldi?

 


È vero che ci sono delle tasse esorbitanti da pagare?


 

:asd:Questa poi.


 


Sragionare è il contrario di ragionare. Chi ragiona usa la ragione, chi sragiona non la usa.



Inoltre il "ragionare" implica l'azione di usare la ragione, ma un uso può diventare un abuso.



Infatti, molti vocabolari danno questa definizione:



Fare discorsi senza logica e senza coerenza


Per l'"asino" sorvolo, ma solo per stavolta. So che non sei un fuoriclasse dell'autocontrollo ma da queste parti devi impegnarti. //content.invisioncic.com/a283374/emoticons/winks.gif

Anche tu non scherzi, però.


Un cattolico non può essere un matematico? Io non lo sono di certo, ma guarda che il mondo ne è pieno.


 




L'Uomo è stato predisposto al Bene. La sua libertà gli consente di fare delle scelte che... ma queste cose le avevo già dette.

Guarda che finora la fede l'abbiamo messa da parte.




Anche questo puntoè stato precisato nel mio post precedente.

 




Idem come sopra.

I tuoi canoni non sono i canoni di ***, fortunatamente. Puoi pensarla come credi. Io il mio punto di vista te l'ho dato, poi puoi credere a quello che vuoi.

Illogico il tuo sillogismo.

 


Non è amore dare la possibilità di non amare ***, è la disposizione di amare *** che deve presumere la possibilità di rifiutarlo.



Con cosa? Con la libertà. La libertà è una delle manifestazioni d'amore di ***... che però esiste ed è finalizzato UNICAMENTE per amare ***.



Altri usi sono un abuso di questa libertà, abuso che si paga in prima persona.


O viceversa.

Quand'è così perchè continui a ripetere i medesimi concetti? E perchè mi trovo obbligato a dover riscrivere (cosa che non faccio, hai sempre tutto il tempo per andare a rileggere i miei precedenti interventi quanto e quando vuoi... se vuoi) sempre le medesime risposte?

 


Il fatto che tu non ti senta sordo non significa che tu non lo sia. A parte che prima ho detto che sta diventando un dialogo tra sordi, non che lo sia già.


 




È strano però che questo accorgimento dell'essere sordi (notare il plurale) l'ho notato leggendo le tue righe e non le mie.

 




Davvero? Neutralità? Fammi un esempio.


Anche il non fare assolutamente niente è un male; tra l'altro anche punito dalla Legge, in certi casi.


Il distributore di benzina concede il conto illimitato e il fatto che l'auto sia stata costruita con la necessità di fare benzina è correlato al fatto di non far credere al macchinista che possa essere il benzinaio di sè stesso (egoismo... altro male).

Aspettativa significa aspettare qualcosa/qualcuno.


È un'attesa nei confronti di un elemento che deve arrivare.


 


Significato di Condizione:


 


condizione


[con-di-zió-ne]



s.f. (pl. -ni)



1
Ogni antecedente necessario affinché un fatto successivo si compia: non ci sono le condizioni per una pace durevole; mettere, porre una c.; a nessuna c.


http://dizionari.hoepli.it/Dizionario_Italiano/parola/antedetto.aspx?idD=1&Query=antedetto&lettera=A

condizione

[con-di-zió-ne] s.f.

1 Presupposto necessario al verificarsi di qlco.:

http://dizionari.corriere.it/dizionario_italiano/C/condizione.shtml

Diamine, più chiaro di così si muore.

Poi che condizione e aspettativa non siano sinonimi lo sanno anche i sassi. Ciò non significa che le due non vadino a braccetto in determinate situazioni.

Ripeto col dire che una madre necessita dell'amore reciproco del figlio... tenendo conto che ella è incline nell'amarlo per istinto materno (altro condizionamento), per le aspettative (vedere sopra), eccetera.


Dal resto amare un figlio è facile, c'è pure un coinvolgimento emotivo all'interno di un ambiente famigliare perchè quel figlio, se non fosse tale per la madre, quest'ultima non è detto che l'amerebbe, il che mi pare ovvio.


 




Veramente io ho scritto:

"secondo me l'amore condizionato è altra cosa".

 


Se non si può dire puoi spiegarmi il perchè, se ti va. Magari imparo davvero qualcosa, stavolta.

 




Beh, perlomeno adesso ti sei sfogato un po'.

 




Qualche post fa avevo precisato in che occasione si usa l'uno e si usa l'altro.


Fortuna che leggi quello che scrivo.
//content.invisioncic.com/a283374/emoticons/emoticons_dent1005.gif

Il cambiamento d'idea per l'Essere Perfetto non è una potenza, è un difetto (al contrario di noi uomini che con le dispute (//content.invisioncic.com/a283374/emoticons/250978_ahsisi.gif) ripuliamo le idee o le cambiamo a seconda, il che è un pregio).


I
difetti non rientrano nell'onnipotenza.

 


Ma poi a cosa gli serve cambiare idea se l'idea prima (e unica) che ha è Creato seduta stante e, in Eternità, pure terminato?


 




Grazie, o mio illuminatore.

Ma guarda che pure *** ha la sua libertà. Diamine, se non ce l'ha Lui. E i suoi interventi sono finalizzati a invitare l'Uomo a raggiungere la beneamata felicità che tanto aspiriamo, ma per darne compimento ci vuole quel "sì" del singolo... visto che questi è libero di scegliere e/o di ascoltare.

Forse dovresti leggere il Libro di Giona, ti smentirebbe.


La città di Ninive era destinata alla distruzione, *** mandò il profeta che dopo aver predicato, contro ogni sua aspettativa, vide gli abitanti convertirsi.



Ninive fu salva.


 




Veramente non ho detto questo, basterebbe leggere.

 




No, con i canoni divini rivelati.

:asd:Ma secondo te... finora ho trattato il dibattito (perchè è un dibattito, ahimè) con filosofia e stavolta, parlando del "vuoto", mi sono buttato nella fisica?

 


"Vuoto" va inteso nel senso filosofico, d'accordo che qui è un po' colpa mia che non ho precisato e non ho citato per l'ennesima volta Aristotele... però credevo fosse sott'inteso dopo un po'.


 


Cercherò d'essere più attento.
//content.invisioncic.com/a283374/emoticons/emoticons_dent1005.gif

 





Beh, io vedo gente che ci riesce a essere felice, anche nella sofferenza.





Guarda che mi sono adeguato a te, sei stato il primo - nella parte di post a cui ho risposto - a parlare in passato:

 


Se *** fosse stato geniale

Se l'ha fatto di proposito

Semplicemente non ho voluto correggerti per l'ennesima volta e ho seguito a ruota, altrimenti m'avresti dato dell'arrogante.//content.invisioncic.com/a283374/emoticons/250978_ahsisi.gif

Tanto in quel caso il senso anagogico non era indispensabile per capire la risposta, altrimenti avrei fatto diversamente.
Ragazzi, l'avete voluta voi la continua citazione dei dizionari. Dallo Zingarelli:

sragionare [da ragionare, con s-; 1803] intr. (io sragiono, aus. avere) - Ragionare male, a rovescio, fare ragionamenti sconnessi.

Lo vedi che non ti conviene fare l'arrogante con me, se si tratta di lingua italiana? Asino è un modo non offensivo di dire a qualcuno che non sa qualcosa di importante. Lo dicono pure le maestre ai bambini piccoli, non c'è niente di male. L'importante è darsi da fare per recuperare.

Il mondo è pieno di cattolici matematici? Sicuro sicuro? Lo sai che il 94% degli scienziati del mondo non crede? E che il restante 6% non è cattolico, ma protestante o ebreo? Sono ricerche condotte alla National Academy of Science statunitense e alla Royal Society inglese pochi anni fa. Sui loro siti ufficiali dovresti trovarle. È un dato sperimentale, un dato di fatto insomma. Ah già, ma c'è Zichichi!:rickds:

Un cattolico, comunque, può essere eccome un matematico. Ma un cattolico è una persona che ha deciso (o gli è stato imposto, va beh) di rinunciare alla ragione e alla logica per credere in qualcosa che le viola entrambe. Non farmi prendere il dizionario per trascrivere il significato della parola fede, per favore. Quindi come posso accettare quel tipo di imposizione da te? Per me è ridicolo, non so che dire.

L'uomo è stato predisposto anche al male, altrimenti come avrebbe potuto farlo?

Finora la fede è stata lo sfondo dei nostri dibattiti, invece. Perché io ho sempre ragionato ponendo come condizione di base la credenza in ***, cioè che *** esiste. Altrimenti di che avrei dovuto parlare, di una cosa che non esiste? Io ho indirettamente detto: "ok, supponiamo che *** esista e che la fede in lui sia ben riposta; allora, accettando i fondamenti della dottrina cristiana, deduciamo che...". Quindi non puoi dirmi che abbiamo messo da parte la fede, nei nostri discorsi.

Ma neanche i tuoi canoni sono quelli di ***. Oppure credi di essere come lui? Il fatto che tu creda, non ti rende più divino di me o meno umano di me.

La possibilità di rifiutare *** è la possibilità di fare il male, con tutte le conseguenze del caso. Questa non è una buona cosa, per nessuno: né per chi il male lo fa né per chi lo subisce.

Perché creare l'abuso di libertà, ovvero lasciare che l'uomo ne possa abusare, se da ciò ne deriva solo il male? Tanto valeva eliminare ogni possibile abuso, così erano tutti contenti, lui e noi.

Ti ritrovi a scrivere sempre le stesse cose perché le mie conclusioni sono sempre le stesse, e sempre valide fino a prova contraria. Prova che non hai saputo fornire.

Il fatto che non mi senta sordo non significa che io non lo sia, certo, ma tanto meno significa che lo sia. Invece tu, a scanso di ogni equivoco, hai proprio specificato di esserlo. Insomma, l'hai detto tu, non io. L'hai notato leggendo le mie righe perché voglio sperare che tu non sia pazzo, a crederti sordo se non hai un interlocutore che possa "emettere suoni", per restare nella metafora. Come avresti mai potuto accorgertene leggendo le tue stesse righe!?

Un esempio di neutralità? Io tra poco non farò niente, che non è né bene né male. Non faccio bene a nessuno, ma neanche male. Il fatto di non fare bene, non significa per forza fare male. È una distinzione troppo netta.

Per evitare che l'automobilista (il macchinista?) creda di essere il benzinaio di sé stesso, è sufficiente che *** glielo faccia sapere sin dalla nascita. Può farlo, basta usare la sua onnipotenza. Così può anche dotare la macchina di un serbatoio infinito e avere la certezza che l'uomo non sgarri e che sia sempre felice.

La condizione, come dice la definizione che citi, è ogni antecedente necessario affinché un fatto successivo si compia. Non è necessario che il figlio mostri riconoscenza, affinché la madre continui ad amarlo. Quindi mi hai dato finalmente ragione, anche se forse non te ne sei accorto.

Mi sono sfogato, sì, ma hai almeno capito il perché?

Infatti, hai spiegato (complimenti per la tua ormai famosa umiltà!) che quando si parla di *** non bisogna farlo in senso cronologico. L'hai detto tu e poi hai fatto tutto il contrario. Per questo ti do dell'incoerente. D'altronde i messaggi, come dici giustamente, sono ancora là.

Difetto o no, resta il fatto che *** non può cambiare idea, e quindi non è onnipotente. E non è il fatto che non cambi idea a renderlo tale, ma a non poterlo fare, che è ben diverso. Se è vero che cambiare idea dà una connotazione negativa, non lo è la facoltà di cambiare idea, perché potrebbe restare sempre inutilizzata.

*** avrà pure la sua libertà, ma è anch'essa parziale e imperfetta. Se consideri il fatto di essere costretti ad amare *** una cosa squallida, un'imposizione cattiva, allora *** come fa? *** non può allontanarsi da sé stesso, non può non amare sé stesso, è costretto a farlo. Sarebbe come dire che *** è ateo, altrimenti.

Il libro di Giona? In quel caso *** non aveva ordinato a Giona di uccidere gli abitanti di Ninive, ma solo di avvertirli che, se non avessero cambiato il loro modo di vivere per tempo, *** li avrebbe distrutti. Quindi non è l'esempio di un passo in cui *** commissiona un omicidio al popolo di Israele.

Se con il termine vuoto parli di filosofia, che cosa c'entra il suono e la propagazione dell'eco, che sono richiami di fisica?

Sì, si può essere felici anche nella sofferenza, ma se la sofferenza non ci fosse, saremmo più felici e più facilmente. Meglio evitare le sofferenze, che al più ci allontanano dalla felicità, piuttosto che consentirle.

P.S. Vadano, con la a. Vadino lo dice Fantozzi.

 


---------- Post added at 17:30:25 ---------- Previous post was at 17:28:23 ----------

 




No, prima che scrivi qualsiasi cosa e' no.

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Stavo per scrivere che ti trovo una bellissima persona.//content.invisioncic.com/a283374/emoticons/sad.png

 
Ma com'è con la questione dei soldi? 


È vero che ci sono delle tasse esorbitanti da pagare?
No tasse non è il termine giusto... anche donazioni in realtà non lo sarebbe.. anche se in quest'ultimo caso va fatto un distinguo... ci sono donazioni vere e proprie (quelle fatte alla IAS - International Association of Scientologist) diciamo libere, anche se fanno forti pressioni spesso x averle...

e 'donazioni' fatte passare per tali ma che non lo sono come ad esempio i costi relativi ai loro corsi 'spirituali'... con tanto di listino prezzi x ogni corso... (tu immagina un prete che si rifiuta di aiutarti perchè non hai soldi... x dire)

Anche per questo trovo assurdo gli venga concesso lo status di religione, gabula ottimale x evitare di pagare le tasse (come peraltro succede credo anche x l'ici sulla chiesa cattolica qui in italia), ma che poi in realtà si applica ad un culto fortemente incentrato sul denaro. E quando dico fortemente intendo in modo maniacale, assurdamente maniacale.

Pensa che fossi interessato ai loro corsi 'spirituali' e non potendoteli permettere (e non è che costino poco...) puoi diventare 'staff' nelle loro org. Il che si traduce in orari massacranti in cambio di uno stipendio che se ti dico 50 euro a settimana forse sto esagerando. La controparte dovrebbe essere che poi però almeno ti fai 'il ponte' (alias il loro percorso spirituale verso la libertà totale) gratis. Nella realtà però finisci x non riuscire a combinare un bel nulla in quanto letteralmente schiavizzato dalle loro esigenze interne.

Mi lascio per dopo tutta la manfrina sugli OT (esseri in grado di mutare la massa e l'energia a loro piacimento - una cagata pazzesca che non trova nessun riscontro, MAI) e il discorso sull'imperatore alieno che ci ha relegati sulla terra. Una storia che gli scientologist scoprono solo molto tardi (e dopo svariate migliaia di euro) e che definire risibile è poco. Una vera religione da scrittore di 'b' tales sulla fantascienza. Tale Hubbard. //content.invisioncic.com/a283374/emoticons/laugh.png

 
concedetemi ora di mettere un pò di pepe alla discussione.

Focalizzandomi in particolare sul punto due, desidero mettere in luce un aspetto delle religioni di cui si discute raramente, ovvero il fatto queste sin dalla loro creazione sono influenzate dalla società di riferimento. Inutile credo sottolineare come questo sia mal conciliabile, se non del tutto inconciliabile, con l'aspetto dogmatico alla base di ogni religione. Se difatti l'elemento religioso nasce, o per meglio dire scaturisce, da una necessità sociale, evidentemente questo non diventa altro che il riflesso del costrutto culturale di appartenenza.

Ecco allora che ad esempio i 10 comandamenti sono un importante lascito sociale per la comunità (pressochè tribale aggiungerei) e non più un dono di ***.

Inoltre questo aspetto mostra il fianco anche ad interpretazioni di genere laico: ad esempio il Cristo neonato perseguitato diventa la freudiana interpretazione di un complesso edipico (freudiana come citazione diretta, leggasi "Introduzione alla psicanalisi" di S. Freud) oppure il complesso rapporto del Cristianesimo con la sfera corporale diventa la scomoda ed inevitabile interpretazione della dicotomia spirito-corpo derivante dalla figura del Cristo stesso e non più il tentativo di rispetto di precetti religiosi.

Insomma, la religione intesa come comunità di credenti diventa un fattore sociale derivato dall'esperienza comune umana. Un prodotto dell'uomo in sintesi.

Il che sia chiaro non significa l'assenza del fattore spirituale "puro" nell'esperienza umana, possibile evidentemente unicamente su base individuale, ma la condanna per ogni religione ad essere prodotto sociale nel momento stesso della propria nascita.

 
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