Alert Religioni (Leggere il primo post prima di intervenire)

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Possiamo scrivere sette pagine di fila su quanto buona sia la torta.
Tutto inutile.



Dovresti provarla.



Spero che almeno l'allegoria sia capibile.
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Ti faccio anche una similitudine:


 


Non capirò mai perchè ami quella donna che chiami madre.


 


Bella scoperta, forse perchè non è la MIA, non ci sono cresciuto io.


 


Quel sentimento che è l'Amore non va spiegato.


 


Il fascino è una cosa che rapisce, se venisse spiegato e lo togliessimo dal mistero smetterebbe di essere fascino.
capisco di non poter capire, ma temo non potrò capire mai

sono troppo razionale per avere fede, semplicemente non ci riesco..

 


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Mia curiosità.
Le persone vissute prima la venuta di Cristo, come possono avere redenzione?
secondo dante sono nel limbo, teologicamente dante dovrebbe essere attendibile

ma non so, aspetta qualcuno che ne sa //content.invisioncic.com/a283374/emoticons/emoticons_dent1005.gif

 
Mia curiosità.
Le persone vissute prima la venuta di Cristo, come possono avere redenzione?
Mi limito al Catechismo della Chiesa Cattolica immaginando che possa essere più esaustivo di me:

 


“Ogni uomo che, pur ignorando il Vangelo di Cristo e la sua Chiesa, cerca la verità e compie la volontà di *** come la conosce, può essere salvato. E' lecito supporre che tali persone avrebbero desiderato esplicitamente il Battesimo, se ne avessero conosciuta la necessità” (CCC 1260)

 


Questo vale sia per gli attuali non-cristiani, sia per quelli prima della venuta di Cristo.

 


Per gli ebrei va fatta un'eccezione, perchè loro avendo comunque ricevuto un Battesimo godranno della salvezza in virtù dell'Antica Alleanza, ovviamente a dipendenza del loro personale e intimo approccio con ***.





 


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capisco di non poter capire, ma temo non potrò capire maisono troppo razionale per avere fede, semplicemente non ci riesco..


Lo dissi anch'io, non preoccuparti.

 


Io però ero più arrogante di te.
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Lo dissi anch'io, non preoccuparti.

 


Io però ero più arrogante di te.
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è che non sento il bisogno di credere in qualcosa, sono a posto così

in che senso eri più arrogante?

 
secondo dante sono nel limbo, teologicamente dante dovrebbe essere attendibile

ma non so, aspetta qualcuno che ne sa //content.invisioncic.com/a283374/emoticons/emoticons_dent1005.gif
Dante deve aver studiato teologia, perchè ha mostrato (antropomorficamente, meglio precisare) nella Divina Commedia molte simbologie che rispecchiano l'essenza del Cristianesimo.

 


Ma nel caso del limbo ci troviamo davanti a un'ipotesi escatologica mai confermata dalla Chiesa come dogma/dottrina.


 
Dante deve aver studiato teologia, perchè ha mostrato (antropomorficamente, meglio precisare) nella Divina Commedia molte simbologie che rispecchiano l'essenza del Cristianesimo. 


Ma nel caso del limbo ci troviamo davanti a un'ipotesi escatologica mai confermata dalla Chiesa come dogma/dottrina.
giusto, era nella credenza popolare il limbo..

insieme ad un po' di altre cose, sempre presenti della Commedia

 
è che non sento il bisogno di credere in qualcosa, sono a posto così

in che senso eri più arrogante?
:asd:Io invece sentivo di credere in qualcosa, come ad esempio all'accanimento verso il Papa (e parliamo di Giovanni Paolo II) e verso la Chiesa in generale.

 


Anticlericale al punto che Merylin Manson era un chierichetto in confronto.


 


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giusto, era nella credenza popolare il limbo..insieme ad un po' di altre cose, sempre presenti della Commedia
Non solo credenza popolare.

 


Ci fu se non sbaglio un frate irlandese che scappò dalla guerra che s'era scatenata nella sua Patria. Per farlo ha pensato bene di mettere tra essa e lui un bel mare in mezzo (il Mediterraneo), fuggendo a Ippona.


 


Fu accolto da Sant'Agostino, il vescovo locale. Nelle mille discussioni tra i due (fatte simpaticamente) il frate dedusse che i bambini non battezzati finiscono sicuramente in Paradiso.



Però la dottrina cristiana non insegna questo (la Chiesa tutt'oggi affida i bambini non battezzati alla Misericordia di ***, ma non può insegnare qualcosa che di fatto non sa).


 


Agostino però non gli piacque quella deduzione (per i motivi appena detti nella parentesi sopra) e andò nell'altro estremo, "mettendo" quei bambini in un fantomatico
limbo (metterli all'inferno non gli sembrava il caso).

 


In un certo senso quel limbo rappresenta un po' l'incertezza dello stesso Agostino, il quale sparò la cosa "a freddo".


 


Fu materia di disputa teologica per secoli, ma mai considerata dogmaticamente.


 


Però il disguido, se ancora oggi è molto sentito, è perchè la bocca che aveva sollevato l'ipotesi è famosa e autorevole, seppur sempre umana e quindi esposta allo sbaglio.


 

 




 
:asd:Io invece sentivo di credere in qualcosa, come ad esempio all'accanimento verso il Papa (e parliamo di Giovanni Paolo II) e verso la Chiesa in generale. 


Anticlericale al punto che Merylin Manson era un chierichetto in confronto.


 


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E invece credere in te stesso? E alle tue potenzialità? No, hai preferitò credere in una religione...troppo facile, difficile invece mettersi in discussine e affrontare i propri problemi.

 
E invece credere in te stesso? E alle tue potenzialità? No, hai preferitò credere in una religione...troppo facile, difficile invece mettersi in discussine e affrontare i propri problemi.
A dire il vero il credere in me stesso mi stava logorando la vita, dato che mi stava trascinando in un egoismo sempre più subdolo e nocivo.


Ben inteso che - come tutti, immagino - credevo che bastasse essere una brava persona per essere uno tutto d'un pezzo.



Ero istruttore di kung fu, autostima ai massimi livelli, arroganza ai vertici più alti e ancor più spocchioso.


 


Inoltre io se ero arrivato a pregare fu proprio perchè essendomi affidato totalmente alle mie forze, giunsi più facilmente a un vicolo cieco.



Siamo uomini, abbiamo i nostri limiti.



Davanti alla morte non possiamo più fare nulla, le potenzialità personali impallidiscono perchè sai che non sei in grado di ridare la vita nel senso più vero della parola.


 

 


Ma ora è una goduria.



Forse se riprendessi di nuovo a praticare le arti marziali come feci un tempo sarei ancora più gratificato, combinando le due cose. Chissà.


D'altra parte anche il tempo non è più lo stesso.//content.invisioncic.com/a283374/emoticons/emoticons_dent1005.gif

 
A dire il vero il credere in me stesso mi stava logorando la vita, dato che mi stava trascinando in un egoismo sempre più subdolo e nocivo.
Ben inteso che - come tutti, immagino - credevo che bastasse essere una brava persona per essere uno tutto d'un pezzo.



Ero istruttore di kung fu, autostima ai massimi livelli, arroganza ai vertici più alti e ancor più spocchioso.


 


Inoltre io se ero arrivato a pregare fu proprio perchè essendomi affidato totalmente alle mie forze, giunsi più facilmente a un vicolo cieco.



Siamo uomini, abbiamo i nostri limiti.



Davanti alla morte non possiamo più fare nulla, le potenzialità personali impallidiscono perchè sai che non sei in grado di ridare la vita nel senso più vero della parola.


 

 


Ma ora è una goduria.



Forse se riprendessi di nuovo a praticare le arti marziali come feci un tempo sarei ancora più gratificato, combinando le due cose. Chissà.


D'altra parte anche il tempo non è più lo stesso.//content.invisioncic.com/a283374/emoticons/emoticons_dent1005.gif
Credevi in te stesso (o almeno lo credevi) ma non eri coerente con il tuo modo di essere e questo ti ha portato a non stare bene. Forse pregare ti sta facendo bene ma se non hai scavato fino in fondo al tuo modo di essere allora avrai solo coperto i tuoi problemi con la preghiera, affidardi ad un terzo è sempre il modo migliore per non affrontare i propri problemi, così se succede qualcosa gli si da colpa ad esso. In un tuo vecchio post scrivevi che per quanto ti impegnassi nel sociale non ti sembrava mai abbastanza e ti sentivi egoista se ogni tanto pensavi a te stesso, ecco questo potrebbe essere un ponto di partenza //content.invisioncic.com/a283374/emoticons/winks.gif

 
Credevi in te stesso (o almeno lo credevi) ma non eri coerente con il tuo modo di essere e questo ti ha portato a non stare bene. Forse pregare ti sta facendo bene ma se non hai scavato fino in fondo al tuo modo di essere allora avrai solo coperto i tuoi problemi con la preghiera, affidardi ad un terzo è sempre il modo migliore per non affrontare i propri problemi, così se succede qualcosa gli si da colpa ad esso. In un tuo vecchio post scrivevi che per quanto ti impegnassi nel sociale non ti sembrava mai abbastanza e ti sentivi egoista se ogni tanto pensavi a te stesso, ecco questo potrebbe essere un ponto di partenza //content.invisioncic.com/a283374/emoticons/winks.gif
si però definiscimi che cosa vuol dire credere in te stesso :morristend:

 
si però definiscimi che cosa vuol dire credere in te stesso :morristend:
E' quanto sei conscio dei tuoi limiti e del tuo modo di pensare/agire e non hai il bisogno di altri per sopperire alle tue mancanze.

 
Credevi in te stesso (o almeno lo credevi) ma non eri coerente con il tuo modo di essere e questo ti ha portato a non stare bene. Forse pregare ti sta facendo bene ma se non hai scavato fino in fondo al tuo modo di essere allora avrai solo coperto i tuoi problemi con la preghiera, affidardi ad un terzo è sempre il modo migliore per non affrontare i propri problemi, così se succede qualcosa gli si da colpa ad esso. In un tuo vecchio post scrivevi che per quanto ti impegnassi nel sociale non ti sembrava mai abbastanza e ti sentivi egoista se ogni tanto pensavi a te stesso, ecco questo potrebbe essere un ponto di partenza //content.invisioncic.com/a283374/emoticons/winks.gif
Mah, la mia esperienza invece (non solo nella fede, anzi, nella fede è molto meno marcato) è che senza un terzo (ma anche un secondo) si cade quasi sempre in due "stati":

1) assenza di fiducia in sé stessi; solitudine

2) delirio di onnipotenza: sono perfetto e non solo, se faccio un errore non è colpa mia.

Se invece devo rendere conto di ciò che faccio ad un altro, lì è difficile continuare ad illudersi (specie se l'altro è onnisciente).

 


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E' quanto sei conscio dei tuoi limiti e del tuo modo di pensare/agire e non hai il bisogno di altri per sopperire alle tue mancanze.
Lol abbiamo un sacramento che "serve" proprio a questo (lo so che detto così è brutto, ma è così) //content.invisioncic.com/a283374/emoticons/emoticons_dent1005.gif

Ma riconosco che per chi non ha fede è quasi sempre impossibile comprendere cosa sia la preghiera, e che il concetto "io ti prego (ti ordino, come intuì genialmente Rousseau) e tu fai" è assolutamente assurdo nel cristianesimo.

 
E' quanto sei conscio dei tuoi limiti e del tuo modo di pensare/agire e non hai il bisogno di altri per sopperire alle tue mancanze.
Definiscimi "avere il bisogno di altri per sopperire alle proprie mancanze" :wush: Esempi pratici

 
La vera forza la possiamo trovare solo dentro di noi e nelle persone che ci circondano. È difficile, ma si può raggiungere un equilibrio. Se invece ci si rimette al volere di un terzo, ci si pone in condizione di inferiorità per sottomettersi ai suoi capricci, accettandoli incondizionatamente. La paura di non farcela ci spinge inesorabilmente ad affidarci agli altri. Desiderare che costoro possano risolvere tutti i nostri problemi è tanto naturale quanto infantile. Quando sperare con tutte le proprie forze che vi sia un amico talmente forte da poterci garantire la cosa migliore possibile, diventa una religione, è in quel momento che la paura diventa fede. Certo, sarebbe bello avere un amico onnipotente, buono e giusto (giusto come noi intendiamo la giustizia, ovviamente; uno fatto su misura per accontentarci), ma bisogna saper distinguere tra la realtà e il desiderio infantile. Purtroppo non tutti hanno la forza per farlo.

 
Mah, la mia esperienza invece (non solo nella fede, anzi, nella fede è molto meno marcato) è che senza un terzo (ma anche un secondo) si cade quasi sempre in due "stati": 1) assenza di fiducia in sé stessi; solitudine

2) delirio di onnipotenza: sono perfetto e non solo, se faccio un errore non è colpa mia.

Se invece devo rendere conto di ciò che faccio ad un altro, lì è difficile continuare ad illudersi (specie se l'altro è onnisciente).

 


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Lol abbiamo un sacramento che "serve" proprio a questo (lo so che detto così è brutto, ma è così) //content.invisioncic.com/a283374/emoticons/emoticons_dent1005.gif

Ma riconosco che per chi non ha fede è quasi sempre impossibile comprendere cosa sia la preghiera, e che il concetto "io ti prego (ti ordino, come intuì genialmente Rousseau) e tu fai" è assolutamente assurdo nel cristianesimo.
1/2 Sono facce della stessa medaglia, ovvero insicurezza di fondo. Se tu devi rendere conto ad un terzo, in questo caso divinità, continuerai ad essere dipendente e pauroso. Nel caso di una persona avrai paura che questa ti abbandoni o si arrabbi, nel caso di una religione che il tuo *** di mandi all'inferno...

In questa società noto che si cerca sempre di alimentare la dipendenza emotiva, presente le canzoncine d'amore "io non vivo senza te" etc? E chi si permette di vivere da solo è visto come una persona strana e magari da evitare.

Definiscimi "avere il bisogno di altri per sopperire alle proprie mancanze" :wush: Esempi pratici
Ho bisogno di continue attenzioni da parte degli altri e farò di tutto per averlo, la ragazza/o di turno non vive senza stare assieme al proprio partner. Tempo fa ho sentito il podcast di un prete che parlava di possessione del proprio partner, aveva da ridire su eventuali esperienza precedenti di lei/lui...cioé a me che mi frega cosa ha fatto prima di stare con me o?

 
1/2 Sono facce della stessa medaglia, ovvero insicurezza di fondo. Se tu devi rendere conto ad un terzo, in questo caso divinità, continuerai ad essere dipendente e pauroso. Nel caso di una persona avrai paura che questa ti abbandoni o si arrabbi, nel caso di una religione che il tuo *** di mandi all'inferno...
Non è così, ma non posso parlare in generale, ovviamente. //content.invisioncic.com/a283374/emoticons/emoticons_dent1005.gif

Ho sempre avuto una personalità molto particolare, da bambino ero tipo il più arrogante e superbo che potessi trovare, nella mia mente era piuttosto ovvio che il rispetto and so on mi era dovuto per una serie di eccessi di autostima che non sto manco a spiegare.

Poi c'è stato un periodo in cui mi sono accorto che le cose non stanno così, che faccio cazzate anche io, insomma quello che succede al 90% dei ragazzini arroganti quando arriva alla soglia della pubertà. E succede che quando ti rendi conto di certe cose subito non le accetti, anzi tenti di nasconderle, come tirarle fuori? Ovvio, avere delle responsabilità e doverne rendere conto, e ti assicuro che è fondamentale conoscere delle persone a cui puoi dire di aver fatto una cazzata assurda e che comunque non si incazzano come bestie. Se non c'è una persona a cui puoi dire "ho fatto una cazzata", il 90% delle volte la cazzata "non l'hai fatta", per lo meno nella tua testa, ed a lungo andare può diventare molto pericoloso.

Anni dopo ho trovato la fede, e inizialmente non aveva assolutamente nulla a che fare con tutto questo, me ne sono accorto solo quando ho deciso di "sfidare" il sacramento della riconciliazione e vedere cosa succedeva, e ti assicuro che chi ha paura del *** che ti manda all'inferno la confessione la allontana con tutte le forze. Quando si confessano cose gravi, anche MOLTO gravi (e credimi che non parlo di una masturbazione o di desideri repressi //content.invisioncic.com/a283374/emoticons/emoticons_dent1005.gif) è importante esporsi per prenderne davvero coscienza, così da poter dire: "io sono così, posso impegnarmi per essere migliore, ma adesso sono così" ed avere un serio contatto con la realtà delle cose.

E la preghiera, in generale, è questo, un avvicinamento dell'uomo a ***, non una richiesta dell'avvicinamento di *** all'uomo; le mie responsabilità sono solo le mie ed i miei meriti pure, però "puntare" in una certa direzione fa la differenza.

 
Non è così, ma non posso parlare in generale, ovviamente. //content.invisioncic.com/a283374/emoticons/emoticons_dent1005.gifHo sempre avuto una personalità molto particolare, da bambino ero tipo il più arrogante e superbo che potessi trovare, nella mia mente era piuttosto ovvio che il rispetto and so on mi era dovuto per una serie di eccessi di autostima che non sto manco a spiegare.

Poi c'è stato un periodo in cui mi sono accorto che le cose non stanno così, che faccio cazzate anche io, insomma quello che succede al 90% dei ragazzini arroganti quando arriva alla soglia della pubertà. E succede che quando ti rendi conto di certe cose subito non le accetti, anzi tenti di nasconderle, come tirarle fuori? Ovvio, avere delle responsabilità e doverne rendere conto, e ti assicuro che è fondamentale conoscere delle persone a cui puoi dire di aver fatto una cazzata assurda e che comunque non si incazzano come bestie. Se non c'è una persona a cui puoi dire "ho fatto una cazzata", il 90% delle volte la cazzata "non l'hai fatta", per lo meno nella tua testa, ed a lungo andare può diventare molto pericoloso.

Anni dopo ho trovato la fede, e inizialmente non aveva assolutamente nulla a che fare con tutto questo, me ne sono accorto solo quando ho deciso di "sfidare" il sacramento della riconciliazione e vedere cosa succedeva, e ti assicuro che chi ha paura del *** che ti manda all'inferno la confessione la allontana con tutte le forze. Quando si confessano cose gravi, anche MOLTO gravi (e credimi che non parlo di una masturbazione o di desideri repressi //content.invisioncic.com/a283374/emoticons/emoticons_dent1005.gif) è importante esporsi per prenderne davvero coscienza, così da poter dire: "io sono così, posso impegnarmi per essere migliore, ma adesso sono così" ed avere un serio contatto con la realtà delle cose.

E la preghiera, in generale, è questo, un avvicinamento dell'uomo a ***, non una richiesta dell'avvicinamento di *** all'uomo; le mie responsabilità sono solo le mie ed i miei meriti pure, però "puntare" in una certa direzione fa la differenza.
Trovare una persona con cui confidarsi e sfogarsi è una cosa buona, sperando sempre di non trovartene una che giudica ma ascolti. Giusto che tu ti prenda le tue responsabilità però alla fine "punti" ad altro e secondo me questo non è buono perché non avrai mai le gambe ben salde, oh beninteso che affidarsi solo a se stessi non vuol dire diventare arroganti e stronzi xd ma avere uno stile di vita che ti permetta di stare bene da soli e allo stesso tempo avere un rapporto sano con gli altri.

 
L'unica vera forza dell'uomo è la Parola di ***.//content.invisioncic.com/a283374/emoticons/fyebr8.gif
Almeno quella non me la sono inventata da solo //content.invisioncic.com/a283374/emoticons/fyebr8.gif

 
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