Alert Religioni (Leggere il primo post prima di intervenire)

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Beh potrei tranquillamente chiederti di dimostrarmelo tu perchè è così, visto che l'affermazione originaria è tua.Per altro è anche molto più semplice e comodo che sia tu a farlo visto che non ho idea del tuo punto di vista in merito.

Dimostrami che non c'è un leone nella mia stanza.
Ma hai letto quello che ho scritto fino adesso? Hai perso il filo del ragionamento?

Io ho argomentato,il mio punto di vista è evidente

 
Ma hai letto quello che ho scritto fino adesso? Hai perso il filo del ragionamento?Io ho argomentato,il mio punto di vista è evidente
No a dire il vero non mi ero accorto di precedenti post, chiedo venia.

Cerco.

edit....

cercato.

Mi pare un po' poco per dire che sia scientificamente esatta.

Se mi dici scientifica pure pure ti risponderei "si".

Ma scientificamente esatta mi pare decisamente troppo.

 
Ultima modifica da un moderatore:
MAH, ho letto buona parte dei commenti riguardo al taoismo, compreso la parte del libro da te postato. Ovviamente la mia capacità di comprensione in merito a tale argomento è abbastanza bassa, condizione che deriva dalla totale assenza di conoscenze in merito alla filosofia orientale.

Tuttavia, mi pare che l'impostazione stessa di tale filosofia sia concettualmente errata. La ricerca scientifica si basa su rigidi modelli matematici, ma nella parte del libro che hai citato viene messa in discussione l'ambiguità del linguaggio che utilizziamo per poter tradurre le conoscenze matematiche in un formato comprensibile ai più, in modo tale da poterle diffondere. Linguaggio che richiama a sfumature differenti, è che, come una mappa è una rappresentazione distorta, un'idealizzazione della realtà, ma che non riesce mai a focalizzarla con precisione. Su questo sono d'accordo, la stessa realtà percepita dai nostri sensi non è coerente con la realtà assoluta. In psicologia, per esempio, la luce stessa viene definita, con accordo dei fisici, un problema di natura psicologica, poichè si tratta di una piccola parte dello spettro di radiazioni realmente esistenti. se i nostri occhi potessero percepire anche queste altre radiazioni, la nostra percezione della realtà sarebbe ben diversa. O anche, posso citarti il campo di ricerca della psicofisica, ove Weber si rese conto che il modificarsi della quantità di energia che colpisce i nostri organi di senso non produce una modificazione equivalente della sensazione. Per esempio, se accendiamo in una stanza buia una lampadina da 10 watt, si noterà un notevole aumento dell'illuminazione ambientale. Tuttavia, se ne accendiamo un altra da 10 watt nella stessa stanza, noteremo un aumento dell'illuminazione, ma non si avrà la sensazione che la luce sia raddoppiata. Posso anche citarti l'esperimento di Ternus o quello di Wallach che vanno nella stessa direzione. Puoi cercarli, se ti interessa.

Allo stesso modo si comporta il linguaggio. Esso non ci da una traduzione esatta dei termini matematici rappresentanti la realtà, tuttavia ci da un immagine, una mappa, che si avvicina molto ad essa. Le risposte riguardo la realtà che possiamo ottenere, sulla quale possiamo disquisire a lungo, sono quelle dateci dalla ricerca scientifica, poichè sono dimostrabili. Il cercare risposte attraverso la filosofia, che io apprezzo comunque tantissimo in quanto maggior espressione del pensiero umano, è, per come la vedo io, sbagliato. Questo perchè la ricerca filosofica si basa su un'interiorizzazione della percezione della realtà, ove ne consegue un elaborazione strettamente personale della stessa. Elaborazione che, a meno che non trovi riscontro attraverso il metodo scientifico, non può essere asserita come verità.

Poi, in quella parte del libro c'era un uso molto sbagliato della concezione di inconscio, ma non me la sento di disquisire su quello. Sarebbe OT.

C'era anche una critica alla categorizzazione della realtà da parte della ricerca scientifica, che in quanto tale non riesce ad unificare la realtà tutta. Ma è, a mio modo di vedere, sbagliato. La categorizzazione è il metodo migliore per poter assimilare le diverse conoscenze in una mente limitata come la nostra. E' una sorta di win rar, se vogliamo fare il paragone con l'informatica. xD

E anche la ricerca filosofica aristotelica si muoveva in questa direzione.

 
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Mah, ho letto buona parte dei commenti riguardo al taoismo, compreso la parte del libro da te postato. Ovviamente la mia capacità di comprensione in merito a tale argomento è abbastanza bassa, condizione che deriva dalla totale assenza di conoscenze in merito alla filosofia orientale.Tuttavia, mi pare che l'impostazione stessa di tale filosofia sia concettualmente errata. La ricerca scientifica si basa su rigidi modelli matematici, ma nella parte del libro che hai citato viene messa in discussione l'ambiguità del linguaggio che utilizziamo per poter tradurre le conoscenze matematiche in un formato comprensibile ai più, in modo tale da poterle diffondere. Linguaggio che richiama a sfumature differenti, è che, come una mappa è una rappresentazione distorta, un'idealizzazione della realtà, ma che non riesce mai a focalizzarla con precisione. Su questo sono d'accordo, la stessa realtà percepita dai nostri sensi non è coerente con la realtà assoluta. In psicologia, per esempio, la luce stessa viene definita, con accordo dei fisici, un problema di natura psicologica, poichè si tratta di una piccola parte dello spettro di radiazioni realmente esistenti. se i nostri occhi potessero percepire anche queste altre radiazioni, la nostra percezione della realtà sarebbe ben diversa. O anche, posso citarti il campo di ricerca della psicofisica, ove Weber si rese conto che il modificarsi della quantità di energia che colpisce i nostri organi di senso non produce una modificazione equivalente della sensazione. Per esempio, se accendiamo in una stanza buia una lampadina da 10 watt, si noterà un notevole aumento dell'illuminazione ambientale. Tuttavia, se ne accendiamo un altra da 10 watt nella stessa stanza, noteremo un aumento dell'illuminazione, ma non si avrà la sensazione che la luce sia raddoppiata. Posso anche citarti l'esperimento di Ternus o quello di Wallach che vanno nella stessa direzione. Puoi cercarli, se ti interessa.

Allo stesso modo si comporta il linguaggio. Esso non ci da una traduzione esatta dei termini matematici rappresentanti la realtà, tuttavia ci da un immagine, una mappa, che si avvicina molto ad essa. Le risposte riguardo la realtà che possiamo ottenere, sulla quale possiamo disquisire a lungo, sono quelle dateci dalla ricerca scientifica, poichè sono dimostrabili. Il cercare risposte attraverso la filosofia, che io apprezzo comunque tantissimo in quanto maggior espressione del pensiero umano, è, per come la vedo io, sbagliato. Questo perchè la ricerca filosofica si basa su un'interiorizzazione della percezione della realtà, ove ne consegue un elaborazione strettamente personale della stessa. Elaborazione che, a meno che non trovi riscontro attraverso il metodo scientifico, non può essere asserita come verità.

Poi, in quella parte del libro c'era un uso molto sbagliato della concezione di inconscio, ma non me la sento di disquisire su quello. Sarebbe OT.

C'era anche una critica alla categorizzazione della realtà da parte della ricerca scientifica, che in quanto tale non riesce ad unificare la realtà tutta. Ma è, a mio modo di vedere, sbagliato. La categorizzazione è il metodo migliore per poter assimilare le diverse conoscenze in una mente limitata come la nostra. E' una sorta di win rar, se vogliamo fare il paragone con l'informatica. xD

E anche la ricerca filosofica aristotelica si muoveva in questa direzione.
Beh ovviamente il discorso non è limitato a quel libro.

Quel libro è stata una base di partenza per me, per una consapevolezza diversa in alcune cose. Che ho voluto poi esprimere in decine di post qui dentro. Non è che la considero la bibbia, sia chiaro.

 
Ultima modifica da un moderatore:
Comunque m'è venuto in mente come riassumere la cosa a scotaliano così non si deve leggere i post precedenti , che pare gli dia fastidio. Così integro per il discorso con chen.

Scotaliano. Tu parti dal presupposto di chen per cui le leggi fisiche sono assolute e l'universo è oggettivo ed esistente al di la dell'osservazione. Inoltre l'universo è ordinato.

Beh, quel che ho fatto, e che qualcuno non ha letto perchè troppo lungo o troppo difficile, è parlare di come la quantistica ha fatto notare che nella realtà questo non vale sempre. A livello subatomico l'universo è indeterministico ed esistente sotto forma di "onde di probabilità". Queste onde "collassano" in un punto solo quando un altro sistema interferisce. Con una misurazione. Osservando. A livello subatomico l'universo DIPENDE dall'osservazione. E le leggi dell'universo "macroscopico" diventano inapplicabili. Un po' il contrasto che ci fu inizialmente fra meccanica classica e relatività.

Quindi chi ha ragione?

Ragazzi, sono MODELLI. I modelli sono esatti quando funzionano su ciò che si osserva. Nella realtà macroscopica il modello classico funziona egregiamente e quindi si può tranquillamente dire che le leggi della natura sono assolute, per esempio , perchè questo comporta un errore di comprensione trascurabile.

Ma i modelli NON SONO la realtà.

Ed è questo che cercavo di far capire a Chen , non puoi basare su una conoscenza simile la ricerca razionale di ***. Non è una base solida.

 
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Comunque m'è venuto in mente come riassumere la cosa a scotaliano così non si deve leggere i post precedenti , che pare gli dia fastidio. Così integro per il discorso con chen.
Scotaliano. Tu parti dal presupposto di chen per cui le leggi fisiche sono assolute e l'universo è oggettivo ed esistente al di la dell'osservazione. Inoltre l'universo è ordinato.

Beh, quel che ho fatto, e che qualcuno non ha letto perchè troppo lungo o troppo difficile, è parlare di come la quantistica ha fatto notare che nella realtà questo non vale sempre. A livello subatomico l'universo è indeterministico ed esistente sotto forma di "onde di probabilità". Queste onde "collassano" in un punto solo quando un altro sistema interferisce. Con una misurazione. Osservando. A livello subatomico l'universo DIPENDE dall'osservazione. E le leggi dell'universo "macroscopico" diventano inapplicabili. Un po' il contrasto che ci fu inizialmente fra meccanica classica e relatività.

Quindi chi ha ragione?

Ragazzi, sono MODELLI. I modelli sono esatti quando funzionano su ciò che si osserva. Nella realtà macroscopica il modello classico funziona egregiamente e quindi si può tranquillamente dire che le leggi della natura sono assolute, per esempio , perchè questo comporta un errore di comprensione trascurabile.

Ma i modelli NON SONO la realtà.

Ed è questo che cercavo di far capire a Chen , non puoi basare su una conoscenza simile la ricerca razionale di ***. Non è una base solida.
.. cioè, credo Mah stia dicendo che: la mappa non è il territorio.

Per capire questa proposizione bisogna sapere che cosa ha prodotto Alfred Korzybski. Vedi ---> http://it.wikipedia.org/wiki/Alfred_Korzybski

e in particolare il grassetto del paragrafo --->

Korzybski e il verbo essere

Molti tra i sostenitori ed i critici di Korzybski tendono a ridurre il suo sistema piuttosto complesso ad una semplice faccenda di cosa egli sostenne circa il verbo essere. Il suo sistema, comunque, è basato principalmente su terminologie come i diversi ordini di astrazione, e formulazioni come coscienza dell'astrarre.

Spesso si sostiene anche che Korzybski si oppose all'uso del verbo essere, una sfortunata esagerazione. Egli teorizzò che certi usi del verbo essere (l'"essere di identità" e l'"essere di") fossero fallaci nella struttura, come per esempio nell'affermazione "Joe è uno sciocco" (detto di una persona di nome Joe che ha fatto qualcosa ritenuto sciocco). Nel sistema di Korzybski una valutazione di "Joe" appartiene ad un più alto ordine di astrazione che "Joe stesso". Il rimedio di Korzybski consiste nel rifiutare l'identità; in questo esempio, restare consapevoli che “Joe” non è ciò che “chiamiamo” lui. Troviamo "Joe" non nel dominio verbale, il mondo delle parole, ma nel dominio non verbale (i due domini, disse, corrispondono a due diversi ordini di astrazione). Questo concetto è ben espresso dalla più famosa premessa della GS la mappa non è il territorio. Si noti che la frase usa il predicato non è. Questo esempio, uno dei tanti, mostra che l'autore non intendeva abbandonare il verbo essere come tale. Disse espressamente che non vi erano problemi strutturali con il verbo essere, quando usato per definire l'esistenza o la locazione. Qualche volta sarebbe anche corretto usare le forme sbagliate di tale verbo, purché si resti consapevoli delle loro limitazioni strutturali.
 
Ultima modifica:
Il problema è voler analizzare ciò che per alcuni è "a monte" del sistema e ciò che per altri è identificabile come lo stesso sistema.

***.

Lo volete fare esaminando PARTI della realtà. Modelli della realtà. Bisogna esaminare la realtà. E questo sfugge alle nostre capacità razionali.

Per il semplice motivo che "esaminare la realtà" significa "crearne un'immagine intellegibile". Nel momento in cui la esamini SMETTE di essere la realtà e diventa "modello".

 
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Il problema è voler analizzare ciò che per alcuni è "a monte" del sistema e ciò che per altri è identificabile come lo stesso sistema.***.

Lo volete fare esaminando PARTI della realtà. Modelli della realtà. Bisogna esaminare la realtà. E questo sfugge alle nostre capacità razionali.
No, lo voglio fare esaminando la storia umana. Sono esistiti molti dei, molte religioni, ognuna di queste con la finalità di rispondere alle domande delle quali l'uomo non riusciva a trovare le risposte. Secondo quest'analisi, la concezione di *** non è altro che frutto della mente umana, o come affermato da Feuerbach:

"Nella religione è l'uomo a fare *** a propria immagine e somiglianza attraverso un processo psichico di assolutizzazione dell'umano. Non quindi *** che ha creato l'uomo, ma viceversa (Non è *** che crea l'uomo, ma l'uomo che crea l'idea di *** afferma Feuerbach). Quando a *** si attribuiscono l'onniscienza, l'onnipotenza e l'amore infinito, in realtà si intende esprimere l'infinità delle possibilità conoscitive, di potere sulla natura e dell'amore che sono tipici dell'uomo. In *** e nei suoi attributi l'uomo può quindi scorgere oggettivati i suoi bisogni e i suoi desideri e, dunque, ri-conoscerli. Feuerbach ne conclude che «la religione è la prima, ma indiretta coscienza che l'uomo ha di sé»."

O anche da Freud, ne "L'avvenire di un illusione".

"Freud descrive la religione come una illusione, ossia «l'incarnazione dei più antichi, forti e profondi desideri del genere umano» (capitolo 6).

Freud distingue in modo preciso fra illusioni ed errori. Egli cita come esempio di errore alcune ipotesi scientifiche, come quella di Aristotele che affermava che i parassiti si sviluppino dalla sporcizia (per generazione spontanea), mentre pone come esempio di illusione la «affermazione fatta da taluni nazionalisti che la razza indogermanica sia la sola capace di portare la civiltà»: infatti, questa affermazione è semplicemente l'espressione di un desiderio.

Freud aggiunge inoltre che un'illusione non è necessariamente falsa: egli fa l'esempio di una ragazza convinta che un giorno verrà un principe azzurro per sposarla. Benché questo desiderio sia di improbabile realizzazione, non è però impossibile. Ciò che rende la convinzione della ragazza un'illusione è proprio il fatto che essa sia semplicemente una proiezione dei suoi più profondi desideri.

Freud sottolinea che «gli Dèi svolgono un triplice compito: essi esorcizzano il terrore delle forze naturali, riconciliano l'uomo con la crudeltà del Fato, in particolare nella forma della morte, e offrono una consolazione per le sofferenze e le privazioni che una vita civilizzata ha imposto»."

E riguardo al fatto che non possiamo comrpendere pienamente la realtà:

"Tuttavia, di fronte alla affermazione che - data la nostra ignoranza - sarebbe lecito credere in una divinità, Freud risponde: «Se mai ci sia stato il caso di una cattiva scusa, ecco noi lo abbiamo qui. L'ignoranza è ignoranza; nessun diritto a credere in qualcosa può essere derivato da essa.» («Wenn die Verurteilung "faule Ausrede" je am Platze war, so hier. Die Unwissenheit ist die Unwissenheit; kein Recht etwas zu glauben leitet sich aus ihr ab.»). Certamente la scienza non risponde in modo immediato a tutte le ansie dell'uomo moderno, ma «la nostra scienza non è un’illusione. Sarebbe invece un’illusione credere di poter ottenere da altre fonti ciò che essa non è in grado di darci»."

Il fatto che tu voglia relegare a *** la paternità dei fenomeni che non puoi comprendere è futile, poichè non ne sancisce l'esistenza.

E la scienza esamina la realtà, non parti della realtà. Dire che esamina parti della realtà è sbagliato, poichè, al massimo, essa divide la realtà in parti, per aumentare le capacità di comprensione.

 
No, lo voglio fare esaminando la storia umana. Sono esistiti molti dei, molte religioni, ognuna di queste con la finalità di rispondere alle domande delle quali l'uomo non riusciva a trovare le risposte. Secondo quest'analisi, la concezione di *** non è altro che frutto della mente umana, o come affermato da Feuerbach:
"Nella religione è l'uomo a fare *** a propria immagine e somiglianza attraverso un processo psichico di assolutizzazione dell'umano. Non quindi *** che ha creato l'uomo, ma viceversa (Non è *** che crea l'uomo, ma l'uomo che crea l'idea di *** afferma Feuerbach). Quando a *** si attribuiscono l'onniscienza, l'onnipotenza e l'amore infinito, in realtà si intende esprimere l'infinità delle possibilità conoscitive, di potere sulla natura e dell'amore che sono tipici dell'uomo. In *** e nei suoi attributi l'uomo può quindi scorgere oggettivati i suoi bisogni e i suoi desideri e, dunque, ri-conoscerli. Feuerbach ne conclude che «la religione è la prima, ma indiretta coscienza che l'uomo ha di sé»."

O anche da Freud, ne "L'avvenire di un illusione".

"Freud descrive la religione come una illusione, ossia «l'incarnazione dei più antichi, forti e profondi desideri del genere umano» (capitolo 6).

Freud distingue in modo preciso fra illusioni ed errori. Egli cita come esempio di errore alcune ipotesi scientifiche, come quella di Aristotele che affermava che i parassiti si sviluppino dalla sporcizia (per generazione spontanea), mentre pone come esempio di illusione la «affermazione fatta da taluni nazionalisti che la razza indogermanica sia la sola capace di portare la civiltà»: infatti, questa affermazione è semplicemente l'espressione di un desiderio.

Freud aggiunge inoltre che un'illusione non è necessariamente falsa: egli fa l'esempio di una ragazza convinta che un giorno verrà un principe azzurro per sposarla. Benché questo desiderio sia di improbabile realizzazione, non è però impossibile. Ciò che rende la convinzione della ragazza un'illusione è proprio il fatto che essa sia semplicemente una proiezione dei suoi più profondi desideri.

Freud sottolinea che «gli Dèi svolgono un triplice compito: essi esorcizzano il terrore delle forze naturali, riconciliano l'uomo con la crudeltà del Fato, in particolare nella forma della morte, e offrono una consolazione per le sofferenze e le privazioni che una vita civilizzata ha imposto»."

E riguardo al fatto che non possiamo comrpendere pienamente la realtà:

"Tuttavia, di fronte alla affermazione che - data la nostra ignoranza - sarebbe lecito credere in una divinità, Freud risponde: «Se mai ci sia stato il caso di una cattiva scusa, ecco noi lo abbiamo qui. L'ignoranza è ignoranza; nessun diritto a credere in qualcosa può essere derivato da essa.» («Wenn die Verurteilung "faule Ausrede" je am Platze war, so hier. Die Unwissenheit ist die Unwissenheit; kein Recht etwas zu glauben leitet sich aus ihr ab.»). Certamente la scienza non risponde in modo immediato a tutte le ansie dell'uomo moderno, ma «la nostra scienza non è un’illusione. Sarebbe invece un’illusione credere di poter ottenere da altre fonti ciò che essa non è in grado di darci»."

Il fatto che tu voglia relegare a *** la paternità dei fenomeni che non puoi comprendere è futile, poichè non ne sancisce l'esistenza.

E la scienza esamina la realtà, non parti della realtà. Dire che esamina parti della realtà è sbagliato, poichè, al massimo, essa divide la realtà in parti, per aumentare le capacità di comprensione.
Ho fatto un edit mentre scrivevi che spiega cosa intendo. Qua per altro partiamo dal presupposto che TUTTO ciò che esiste in realtà sia intellegibile. Cosa ti da questa certezza incrollabile? Pensi davvero di poter fare una mappa intellegibile della realtà tanto perfetta da poter dire "questa E' la realtà"?

Per altro, se vogliamo essere MOLTO precisi, non sono certo stato io a voler relegare il concetto di divino alla "paternità dei fenomeni".

Semmai io son quello che sta cercando di puntare il dito sulla fallacità della cosa.

 
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Ho fatto un edit mentre scrivevi che spiega cosa intendo. Qua per altro partiamo dal presupposto che TUTTO ciò che esiste in realtà sia intellegibile. Cosa ti da questa certezza incrollabile? Pensi davvero di poter fare una mappa intellegibile della realtà tanto perfetta da poter dire "questa E' la realtà"?
No, certo che no. Anche perchè questi modelli, come ci insegna la storia della scienza, verranno messi in dubbio, com'è giusto che sia, smontati, verificati, migliorati. Questo il progresso scientifico. Garantire una mappa della realtà che si avvicini a rappresentarla con sempre più precisione.

Ma di certo non lascio che sia un'idea non verificabile, come la religione, a colmare le lacune della mia ignoranza.

Esiste qualcosa che non è intellegebile e riconducibile a modelli matematici?

E se si, perchè in futuro non dovrebbe essere possibile spiegare quei fenomeni che attualmente non trovano risposta?

Ricorda che abbiamo altri 4 miliardi di anni davanti a noi. Se la ricerca scientifica è progredita così tanto in 300 anni, pensa cosa si può fare in 4 miliardi.

 
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No, certo che no. Anche perchè questi modelli, come ci insegna la storia della scienza, verranno messi in dubbio, com'è giusto che sia, smontati, verificati, migliorati. Questo il progresso scientifico. Garantire una mappa della realtà che si avvicini a rappresentarla con sempre più precisione. Ma di certo non lascio che sia un'idea non verificabile, come la religione, a colmare le lacune della mia ignoranza.
A ma liberissimo di non farlo eh.

Non è quello che sto discutendo, al momento.

 
Per altro, se vogliamo essere MOLTO precisi, non sono certo stato io a voler relegare il concetto di divino alla "paternità dei fenomeni".

Semmai io son quello che sta cercando di puntare il dito sulla fallacità della cosa.
Si, ho usato la seconda persona singolare, ma non mi riferivo a te. //content.invisioncic.com/a283374/emoticons/sisi.gif

Utilizzavo ciò che hai detto per ricondurre il discorso alla religione, che poi sarebbe lo scopo del topic.

 


---------- Post added at 12:14:06 ---------- Previous post was at 12:13:34 ----------

 




A ma liberissimo di non farlo eh.Non è quello che sto discutendo, al momento.
Editato.

 
Si, ho usato la seconda persona singolare, ma non mi riferivo a te. //content.invisioncic.com/a283374/emoticons/sisi.gifUtilizzavo ciò che hai detto per ricondurre il discorso alla religione, che poi sarebbe lo scopo del topic.

 


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Editato.
Capisco.

Ti dirò. Alla religione cristiana non ricorrerei neppure io , da sola, per una maggior comprensione della realtà.

Ma non faccio di tutta l'erba un fascio.

Sai quello che son arrivato a scoprire studiando Taoismo finora?

E' una cultura che non mi appartiene. Non posso dire di essere Taoista così come non posso dire di essere cinese se sono sinologo.

Culture che non ti appartengono si studiano per avere maggior presa e comprensione sulla propria.

Così, anche eredità culturali con cui non concordi e di cui non senti il bisogno ti appaiono in una luce nuova. Ti accorgi che le comprendi , magari disapprovandole ancora , meglio.

E il tua capacità di pensiero si allarga. Così come il tuo bagaglio culturale personale. E , forse, un po' anche la capacità di vedere la realtà più profondamente e in modo meno lineare.

 


---------- Post added at 13:14:47 ---------- Previous post was at 12:17:42 ----------

 


edit.

Ok, altro esempio scientifico incasina cervello.

Teoria dei campi quantici.

I campi quantici, MOLTO banalmente, sono un continuum (tipo spazio-tempo) presente ovunque. Le particelle subatomiche altro non sono che "perturbazioni" dell'energia di questi campi. Da questi campi vengono continuamente generate nubi di particelle che vengono riassorbite immediatamente. Vengono definite "virtuali". A volte intervengono "perturbazioni" in grado di generale particelle reali. Le particelle, come dicevo, per loro natura sono indeterministiche, onde di probabilità, e assumono valori definiti all'atto della misurazione. Materia e forze, nella loro natura più intima , POTREBBERO essere niente altro che diverse configurazioni di energia. Eventi. Eventi dominati dal caso e dall'osservazione.

Quindi, seppure nel mondo macroscopico la realtà apparente è altra, su che basi possiamo essere certi dell'ordine e dell'oggettività dello stesso? Che l'ordine sia generato dal caos per sua stessa natura? che l'oggettività sia generata dalla relatività per sua stessa natura?

La butto li.

 
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Per non ammettere che sono cose vere te ne esci con la solita scusa che fanno in molti che la bibbia va interpretata
Questo non lo dico io, ma i teologi stessi, la gente che studia la bibbia. A me non frega niente se va interpretata o meno, per me sono una raccolta di fiabe come L'Iliade e L'Odissea. E' da millenni che si combatte e si discute su come leggere e interpretare la Bibbia, ora te ne esci dicendo che non si interpreta? Con quale autorità mi presenti questa informazione esclusiva?

Ti ho solo detto che "globo" non è per forza un'affermazione scientifica, e anche se lo fosse non era una conoscenza fuori dal tempo.

Lo dicono i teologi stessi eh

La bibbia è scientificamente esatta
No, aspetta, prima di rispondere vorrei mettere una cosa in chiaro... mi vuoi dire che tutte le affermazioni della Bibbia vanno prese alla lettera con occhio razionale, come fossero dichiarazioni scientifiche? La Bibbia insegna la scienza?

Ti porto un altro esempioDeuteronomio 23:12,13

Avrai pure un posto fuori dell'accampamento e là andrai per i tuoi bisogni e fra i tuoi utensili avrai un piolo e, quando

andrai ad accovacciarti fuori,con esso scaverai una buca e poi coprirai i tuoi escrementi

Questo comando è stato scritto nel 1473 a.C.,questa scrittura parla di una norma igienica che i popoli antichi non

conoscevano,addirittura gli egiziani si curavano con gli escrementi,anche nel medioevo una delle cause delle varie

epidemie era la scarsa igiene
Ok hanno capito come cacare decentemente, cosa dimostra esattamente oltre questo? Dovrei essere sorpreso?

mi vuoi dire che erano in possesso di una conoscenza avanzata e fuori dal tempo?

wow, cacare decentemente.

anche un cavernicolo vissuto 200.000 anni fa poteva benissimo imparare a farlo, l'hanno imparato persino i gatti.

 
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Capisco.Ti dirò. Alla religione cristiana non ricorrerei neppure io , da sola, per una maggior comprensione della realtà.

Ma non faccio di tutta l'erba un fascio.

Sai quello che son arrivato a scoprire studiando Taoismo finora?

E' una cultura che non mi appartiene. Non posso dire di essere Taoista così come non posso dire di essere cinese se sono sinologo.

Culture che non ti appartengono si studiano per avere maggior presa e comprensione sulla propria.

Così, anche eredità culturali con cui non concordi e di cui non senti il bisogno ti appaiono in una luce nuova. Ti accorgi che le comprendi , magari disapprovandole ancora , meglio.

E il tua capacità di pensiero si allarga. Così come il tuo bagaglio culturale personale. E , forse, un po' anche la capacità di vedere la realtà più profondamente e in modo meno lineare.
Ne convengo. Essendo correnti di pensiero di matrice pseudo filosofica, la religione deve essere studiata dal punto di vista culturale e antropologico, in modo da allargare il proprio punto di vista.

Tuttavia, la base di pensiero che ho costruito prevede la necessità della dimostrazione delle teorie, anche quelle scientifiche.

Dico "pseudo filosofica" perchè mentre la filosofia è l'amore per la sapienza, che si concretizza nella ricerca della verità, la religione, almeno quella occidentale, è strutturata in dogmi che prevedono l'accettazione di una verità assoluta, non dimostrabile.

Ok, altro esempio scientifico incasina cervello.Teoria dei campi quantici.

I campi quantici, MOLTO banalmente, sono un continuum (tipo spazio-tempo) presente ovunque. Le particelle subatomiche altro non sono che "perturbazioni" dell'energia di questi campi. Da questi campi vengono continuamente generate nubi di particelle che vengono riassorbite immediatamente. Vengono definite "virtuali". A volte intervengono "perturbazioni" in grado di generale particelle reali. Le particelle, come dicevo, per loro natura sono indeterministiche, onde di probabilità, e assumono valori definiti all'atto della misurazione. Materia e forze, nella loro natura più intima , POTREBBERO essere niente altro che diverse configurazioni di energia. Eventi. Eventi dominati dal caso e dall'osservazione.

Quindi, seppure nel mondo macroscopico la realtà apparente è altra, su che basi possiamo essere certi dell'ordine e dell'oggettività dello stesso? Che l'ordine sia generato dal caos per sua stessa natura? che l'oggettività sia generata dalla relatività per sua stessa natura?

La butto li.
Su ciò non mi pronuncio. Per farlo, dovrei avere un determinato background di conoscenze in merito alla fisica quantistica, conoscenze che, ahimè, non posseggo.

 


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Questo non lo dico io, ma i teologi stessi, la gente che studia la bibbia. A me non frega niente se va interpretata o meno, per me sono una raccolta di fiabe come L'Iliade e L'Odissea. E' da millenni che si combatte e si discute su come leggere e interpretare la Bibbia, ora te ne esci dicendo che non si interpreta? Con quale autorità mi presenti questa informazione esclusiva?
Ti ho solo detto che "globo" non è per forza un'affermazione scientifica, e anche se lo fosse non era una conoscenza fuori dal tempo.

Lo dicono i teologi stessi eh

No, aspetta, prima di rispondere vorrei mettere una cosa in chiaro riguardo questa affermazione... mi vuoi dire che tutte le affermazioni della Bibbia vanno prese alla lettera con occhio razionale, come fossero affermazioni scientifiche? La Bibbia insegna la scienza?

Ok hanno capito come cacare decentemente, cosa dimostra esattamente oltre questo? Dovrei essere sorpreso?

mi vuoi dire che erano in possesso di una conoscenza avanzata e fuori dal tempo?

wow, cacare decentemente.

anche un cavernicolo vissuto 200.000 anni fa poteva benissimo imparare a farlo, l'hanno imparato persino i gatti.
Quoto in toto. Per non parlare dei tanti passi misogini contenuti nel testo. O quelli di violenza gratuita.

 
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Voglio che sia chiaro che non critico la scienza come strumento conoscitivo. Come UNO degli strumenti conoscitivi che abbiamo. È estremamente utile ed efficace.

Critico la forma mentis della rana in fondo al pozzo rincuorata dal fatto che finalmente conosce bene il suo "mare" grazie alla "scienza".

La Scienza a mio avviso non è quello di cui molti si riempiono la bocca a sproposito e invocano senza comprendere pienamente per dimostrare che non esiste nulla di quello in cui non credono.

Ne lo strumento per dimostrare o confutare l'esistenza del divino, ammesso che si possa persino convenire sulla natura del termine.

 
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Voglio che sia chiaro che non critico la scienza come strumento conoscitivo. Come UNO degli strumenti conoscitivi che abbiamo. È estremamente utile ed efficace. Critico la forma mentis della rana in fondo al pozzo rincuorata dal fatto che finalmente conosce bene il suo "mare" grazie alla "scienza".

La Scienza a mio avviso non è quello di cui molti si riempiono la bocca a sproposito e invocano senza comprendere pienamente per dimostrare che non esiste nulla di quello in cui non credono.

Ne lo strumento per dimostrare o confutare l'esistenza del divino, ammesso che si possa persino convenire sulla natura del termine.
nominami uno strumento conoscitivo diverso dalla scienza che è riuscito a portare a risultati concreti, realizzando qualcosa di utile (preferibilmente materiale) che abbia contribuito al progresso dell'uomo e alla sua conoscenza.

 
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nominami uno strumento conoscitivo diverso dalla scienza che è riuscito a portare a risultati concreti, realizzando qualcosa di utile (preferibilmente materiale) che abbia contribuito al progresso dell'uomo e alla sua conoscenza.
Quindi l'utilità è prettamente materiale?

O la conoscenza è solamente utilità? La scienza è un grande strumento, ma di certo , ad esempio , non ha mai smosso di un millimetro la consapevolezza di me stesso.

Cosa che la percezione e l'ascolto di se stessi al di la dei sensi ordinari ha fatto, per esempio.

La "percezione" estromessa dall'approccio scientifico galieiano, per altro , è tornata di prepotenza nella quantistica a quanto pare.

 
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Questo non lo dico io, ma i teologi stessi, la gente che studia la bibbia. A me non frega niente se va interpretata o meno, per me sono una raccolta di fiabe come L'Iliade e L'Odissea. E' da millenni che si combatte e si discute su come leggere e interpretare la Bibbia, ora te ne esci dicendo che non si interpreta? Con quale autorità mi presenti questa informazione esclusiva?
Ti ho solo detto che "globo" non è per forza un'affermazione scientifica, e anche se lo fosse non era una conoscenza fuori dal tempo.

Lo dicono i teologi stessi eh

No, aspetta, prima di rispondere vorrei mettere una cosa in chiaro... mi vuoi dire che tutte le affermazioni della Bibbia vanno prese alla lettera con occhio razionale, come fossero dichiarazioni scientifiche? La Bibbia insegna la scienza?

Ok hanno capito come cacare decentemente, cosa dimostra esattamente oltre questo? Dovrei essere sorpreso?

mi vuoi dire che erano in possesso di una conoscenza avanzata e fuori dal tempo?

wow, cacare decentemente.

anche un cavernicolo vissuto 200.000 anni fa poteva benissimo imparare a farlo, l'hanno imparato persino i gatti.
Ma tu leggi e capisci tutto quello che scrivo?

Allora come mai in tutti questi secoli sono morti milioni di persone per la scarsa igiene?

Se tutti già lo sapevano questo non sarebbe accaduto

Come è accaduto nel 1854 a Londra con l'epidemie del colera

Questa norma igienica (che riguarda la scienza medica) non la conoscevano nè gli antichi e

neanche i cittadini di Londra

Sono duemila anni che chi detiene il potere ha proibito la conoscenza della bibbia,sono state uccise

tante persone perchè la leggevano,e questa è storia documentata

Prima di parlare bisogna studiarla personalmente

 
La realtà è che probabilmente è tanto ingannevole basare tutto sulla percezione e l'intuito quanto basare tutto sulla razionalità e la misura (la linea fra percepire e misurare per altro è sottile. molto.)

 
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