Il problema è voler analizzare ciò che per alcuni è "a monte" del sistema e ciò che per altri è identificabile come lo stesso sistema.***.
Lo volete fare esaminando PARTI della realtà. Modelli della realtà. Bisogna esaminare la realtà. E questo sfugge alle nostre capacità razionali.
No, lo voglio fare esaminando la storia umana. Sono esistiti molti dei, molte religioni, ognuna di queste con la finalità di rispondere alle domande delle quali l'uomo non riusciva a trovare le risposte. Secondo quest'analisi, la concezione di *** non è altro che frutto della mente umana, o come affermato da Feuerbach:
"Nella religione è l'uomo a fare *** a propria immagine e somiglianza attraverso un processo psichico di assolutizzazione dell'umano. Non quindi *** che ha creato l'uomo, ma viceversa (Non è *** che crea l'uomo, ma l'uomo che crea l'idea di *** afferma Feuerbach). Quando a *** si attribuiscono l'onniscienza, l'onnipotenza e l'amore infinito, in realtà si intende esprimere l'infinità delle possibilità conoscitive, di potere sulla natura e dell'amore che sono tipici dell'uomo. In *** e nei suoi attributi l'uomo può quindi scorgere oggettivati i suoi bisogni e i suoi desideri e, dunque, ri-conoscerli. Feuerbach ne conclude che «la religione è la prima, ma indiretta coscienza che l'uomo ha di sé»."
O anche da Freud, ne "L'avvenire di un illusione".
"Freud descrive la religione come una illusione, ossia «l'incarnazione dei più antichi, forti e profondi desideri del genere umano» (capitolo 6).
Freud distingue in modo preciso fra illusioni ed errori. Egli cita come esempio di errore alcune ipotesi scientifiche, come quella di Aristotele che affermava che i parassiti si sviluppino dalla sporcizia (per generazione spontanea), mentre pone come esempio di illusione la «affermazione fatta da taluni nazionalisti che la razza indogermanica sia la sola capace di portare la civiltà»: infatti, questa affermazione è semplicemente l'espressione di un desiderio.
Freud aggiunge inoltre che un'illusione non è necessariamente falsa: egli fa l'esempio di una ragazza convinta che un giorno verrà un principe azzurro per sposarla. Benché questo desiderio sia di improbabile realizzazione, non è però impossibile. Ciò che rende la convinzione della ragazza un'illusione è proprio il fatto che essa sia semplicemente una proiezione dei suoi più profondi desideri.
Freud sottolinea che «gli Dèi svolgono un triplice compito: essi esorcizzano il terrore delle forze naturali, riconciliano l'uomo con la crudeltà del Fato, in particolare nella forma della morte, e offrono una consolazione per le sofferenze e le privazioni che una vita civilizzata ha imposto»."
E riguardo al fatto che non possiamo comrpendere pienamente la realtà:
"Tuttavia, di fronte alla affermazione che - data la nostra ignoranza - sarebbe lecito credere in una divinità, Freud risponde: «Se mai ci sia stato il caso di una cattiva scusa, ecco noi lo abbiamo qui. L'ignoranza è ignoranza; nessun diritto a credere in qualcosa può essere derivato da essa.» («Wenn die Verurteilung "faule Ausrede" je am Platze war, so hier. Die Unwissenheit ist die Unwissenheit; kein Recht etwas zu glauben leitet sich aus ihr ab.»). Certamente la scienza non risponde in modo immediato a tutte le ansie dell'uomo moderno, ma «la nostra scienza non è un’illusione. Sarebbe invece un’illusione credere di poter ottenere da altre fonti ciò che essa non è in grado di darci»."
Il fatto che tu voglia relegare a *** la paternità dei fenomeni che non puoi comprendere è futile, poichè non ne sancisce l'esistenza.
E la scienza esamina la realtà, non parti della realtà. Dire che esamina parti della realtà è sbagliato, poichè, al massimo, essa divide la realtà in parti, per aumentare le capacità di comprensione.