P.S. Ho visto bicheri prima: perché non ci dici da donna come vivi tu questa situazione, rispetto a quello che è stato e rispetto a quello che è, per esempio, l'articolo di Pontifex? Articolo che è stato rilanciato da un esponente della Chiesa Cattolica, un certo don Corsi, parroco di Lerici.
Stavo riflettendo su quello che avete scritto, tu e Dorsai.
Ne avevamo già parlato forse nel gay thread, in parte, tempo fa, in seguito ai soliti discorsi maschilismo-femminismo.
http://forum.spaziogames.it/board/showthread.php?t=398799&p=16896988&viewfull=1#post16896988
Sostanzialmente è esistita un'era in cui non c'erano ruoli subalterni,almeno qui in Europa.
A Roma le donne erano più libere nel senso che potevano occuparsi dell'educazione dei figli, sempre secondo un modello maschile però.
Oggi percepisco un'involuzione della figura femminile, spesso proveniente dalla stessa donna. Le carriere o le figure di spicco femminili procedono secondo modelli maschili, invece di svilupparne uno femminile. E questo è molto grave; sembrava che ci fosse stato qualche miglioramento ma è un processo più lento di quanto non voglia sembrare. Non parliamo poi di come siano state strutturate società poligamiche come quella islamica //content.invisioncic.com/a283374/emoticons/emoticons_dent1005.gif
Sono sganciata da quello che proviene dai monoteismi in relazione all'elemento femminile, non per la religione in se stessa ma per come li si è applicati. Parlano da soli, non mi interessano a un livello sociale, se non nella misura in cui diventino pericolosi.
Le relazioni più bilanciate le ho trovate in certe culture sciamaniche, dove gli elementi maschile e femminile sono riconosciuti per quello che sono nella loro integrità e cooperano non per volontà propria ma per la stessa loro essenza.
Vediamo come procede la discussione e semmai mi inserisco.
Edit: ho recuperato le coordinate editoriali per supportare quanto dico nel link di rimando:
Il linguaggio della Dea, dell'archeologa
Gimbutas; ci si riferisce al periodo europeo che va dal 7500 al 3500 a.C.
Secondo edit: In ogni caso, la condizione femminile all'interno della singola comunità, cultura, gruppo di credenze, è lo specchio dell'autocoscienza collettiva. Non perché le donne siano così importanti ma semplicemente perché sono uno dei due elementi - in altre culture si dice yin e yang -, e se non sono bilanciati o non c'è la volontà di bilanciamento, ne conviene che l'assetto non sia ottimale. Quando non addirittura autodistruttivo.