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Io provo a guardarmi Tom a la Ferme, se mi fa schifo pure questo Dolan può andare a guardarsi da solo per quanto mi riguarda:kep88: Però gia scorrendo le immagini vedo che non è videoclipparo, gia questo lo rende accettabile:kep88:

 
E il finale in cui
Pitt fa quella fine?
Giusto per prendere un esempio. Non mi dire che non è moralista!
Serve solo ai fini della trama. The counselor è scritto da uno scrittore, ricordatelo, che non si era mai cimentato in sceneggiature prima. Scott è stato un maestro a dare quella sfumatura ambigua che accompagna tutto il film.

Che poi, moralista, dopo che succede di tutto, solo per il personaggio di Pitt :rickds: avessero preso a sprangate Cameron Diaz, quello si che sarebbe stato moralista.

Per ora, di quel che ho visto di Dolan

I killed my mother - 6,5

Les amours imaginaries - un gran **********

Laurence anyways - 7

Tom a la ferme - 6

Certo è che ha gran talento e non si può negare, però non ha ancora sfornato il capolavoro (non ho visto mommy). Più che altro tutti i suoi film hanno quell'hipsteraggine irritante che se ripetuta stanca. In les amours imaginaries è proprio all'ennesima potenza, infatti durante la visione volevo cercare dolan per tirargli una ginocchiata e un secchio di vernice sui denti.

 
Mi sembra di capire che la vediamo più o meno tutti allo stesso modo, concedendoci delle diverse sfumature interpretative. Ha un sacco di tempo per tirare fuori i capolavori e credo che alla fine possa farlo, perchè la materia prima è buona buona. Mommy l'avrei visto pure oggi, solo che vado a vedere il film di Wenders su Salgado. Domani lo beccherei pure in lingua, ma la donna ha palestra (e oggi vuol vedere Salgado).

 
Serve solo ai fini della trama. The counselor è scritto da uno scrittore, ricordatelo, che non si era mai cimentato in sceneggiature prima. Scott è stato un maestro a dare quella sfumatura ambigua che accompagna tutto il film.
Che poi, moralista, dopo che succede di tutto, solo per il personaggio di Pitt :rickds: avessero preso a sprangate Cameron Diaz, quello si che sarebbe stato moralista.

Per ora, di quel che ho visto di Dolan

I killed my mother - 6,5

Les amours imaginaries - un gran **********

Laurence anyways - 7

Tom a la ferme - 6

Certo è che ha gran talento e non si può negare, però non ha ancora sfornato il capolavoro (non ho visto mommy). Più che altro tutti i suoi film hanno quell'hipsteraggine irritante che se ripetuta stanca. In les amours imaginaries è proprio all'ennesima potenza, infatti durante la visione volevo cercare dolan per tirargli una ginocchiata e un secchio di vernice sui denti.
Ah quindi almeno Les Amours Imaginaries è un unicum nella sua filmografia:rickds: E se devo dirla tutta dimostrava tutto tranne che "talento":asd:

 
Serve solo ai fini della trama. The counselor è scritto da uno scrittore, ricordatelo, che non si era mai cimentato in sceneggiature prima. Scott è stato un maestro a dare quella sfumatura ambigua che accompagna tutto il film.
Che poi, moralista, dopo che succede di tutto, solo per il personaggio di Pitt :rickds: avessero preso a sprangate Cameron Diaz, quello si che sarebbe stato moralista.
Non ci intendiamo. Per me non è moralista se punisci il cattivo o che. E' quando la narrazione e le immagini si strutturano e si bilanciano in un certo modo, quando da un lato hai uno che fa una cosa/dice una cosa e dall'altro un altro soggetto o un discorso più generale che sta a ricordare "come stanno davvero le cose" in modo minaccioso finché questo presunto "stare davvero" delle cose si esplicita ed esemplifica. Questo succede con tutti i personaggi in The Counselor, che siano vincitori o sconfitti. La

morte di Pitt che si crede più furbo degli altri e il modo in cui ci si arriva (si fa fregare dalla bionda col bel ****)
è il passaggio che più mi ha dato l'orticaria ma non gradisco il tono in generale.

Da notare che si possono anche costruire film *sulla* morale che restino problematici fino all'ultimo e non facciano delle immagini quadretti alla "te l'avevo detto". In Breaking Bad ad esempio si è cercato di sfuggire a queste visioni accomodanti.

 
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Non ci intendiamo. Per me non è moralista se punisci il cattivo o che. E' quando la narrazione e le immagini si strutturano e si bilanciano in un certo modo, quando da un lato hai uno che fa una cosa/dice una cosa e dall'altro un altro soggetto o un discorso più generale che sta a ricordare "come stanno davvero le cose" in modo minaccioso finché questo presunto "stare davvero" delle cose si esplicita ed esemplifica. Questo succede con tutti i personaggi in The Counselor, che siano vincitori o sconfitti. La
morte di Pitt che si crede più furbo degli altri e il modo in cui ci si arriva (si fa fregare dalla bionda col bel ****)
è il passaggio che più mi ha dato l'orticaria ma non gradisco il tono in generale.

Da notare che si possono anche costruire film *sulla* morale che restino problematici fino all'ultimo e non facciano delle immagini quadretti alla "te l'avevo detto". In Breaking Bad ad esempio si è cercato di sfuggire a queste visioni accomodanti.
Ho capito cosa intendi, ma è anche li una cosa molto forzata. Ihmo non c'è neanche una ricerca della morale in the conselour //content.invisioncic.com/a283374/emoticons/emoticons_dent1005.gif

 
Ho capito cosa intendi, ma è anche li una cosa molto forzata. Ihmo non c'è neanche una ricerca della morale in the conselour //content.invisioncic.com/a283374/emoticons/emoticons_dent1005.gif
Per me è chiaramente "il mondo è duro e se non sei abbastanza duro finisci divorato". Te lo dicono e mostrano in tutte le salse. Anche la logica più elementare si piega totalmente a questa visione (che sia dell'autore o di Scott cambia poco, non si tratta di fare un processo a nessuno), Cameron Diaz

scampa inspiegabilmente al cartello
solo per confermarci il tutto!

 
edit: pensavo di essere in ultimo film visto :rickds:

 
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Per me è chiaramente "il mondo è duro e se non sei abbastanza duro finisci divorato". Te lo dicono e mostrano in tutte le salse. Anche la logica più elementare si piega totalmente a questa visione (che sia dell'autore o di Scott cambia poco, non si tratta di fare un processo a nessuno), Cameron Diaz
scampa inspiegabilmente al cartello
solo per confermarci il tutto!
Certo, un messaggio cerca di veicolarlo in qualche modo, ma da qui a una ricerca della morale.... e non è neanche "se non sei abbastanza duro", anzi, la cosa migliore è proprio quell'atmosfera di fatalità incombente che lascia intuire come non ce ne sia per nessuno. Una critica che si potrebbe fare è il fatto che lo script è troppo verboso per dare una corretta struttura di azione drammatica e dopo 20 minuti rischia di far addormentare... però la tua mi pare più un'opinione, poi mi sbaglierò, ma mi da quell'impressione

Di no country for old men cosa ne pensi? Perchè volendo trovi quella morale pure li eh, ma volendo la potresti pure trovare nei cartoni di pingu

 
Certo, un messaggio cerca di veicolarlo in qualche modo, ma da qui a una ricerca della morale.... e non è neanche "se non sei abbastanza duro", anzi, la cosa migliore è proprio quell'atmosfera di fatalità incombente che lascia intuire come non ce ne sia per nessuno. Una critica che si potrebbe fare è il fatto che lo script è troppo verboso per dare una corretta struttura di azione drammatica e dopo 20 minuti rischia di far addormentare... però la tua mi pare più un'opinione, poi mi sbaglierò, ma mi da quell'impressione
Di no country for old men cosa ne pensi? Perchè volendo trovi quella morale pure li eh, ma volendo la potresti pure trovare nei cartoni di pingu
Ottimo esempio No country for old men perché secondo me i Coen hanno *sempre* sventato il rischio di immagini moraliste pur avendocelo presentissimo. Non posso argomentare meglio perché non li ho visti da poco e poi è tardi. Però ti invito a trovare le differenze tra il Fargo dei Coen e il Fargo a serie tv, se come me ti sembra che imbocchino da subito strade opposte (quello a serie tv sulla stessa riga di The Counselor. Mi dispiace per Scott doverlo mettere insieme a una cosa così //content.invisioncic.com/a283374/emoticons/emoticons_dent1005.gif ) allora ci ritroviamo.

la cosa migliore è proprio quell'atmosfera di fatalità incombente che lascia intuire come non ce ne sia per nessuno.
Insomma, la spada di damocle non colpisce tutti. C'è chi ha peccato di presunzione, chi di leggerezza e chi invece ha capito come va il mondo e si salva sfidando ogni logica narrativa.

Cameron Diaz.
 
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Ottimo esempio No country for old men perché secondo me i Coen hanno *sempre* sventato il rischio di immagini moraliste pur avendocelo presentissimo. Non posso argomentare meglio perché non li ho visti da poco e poi è tardi. Però ti invito a trovare le differenze tra il Fargo dei Coen e il Fargo a serie tv, se come me ti sembra che imbocchino da subito strade opposte (quello a serie tv sulla stessa riga di The Counselor. Mi dispiace per Scott doverlo mettere insieme a una cosa così //content.invisioncic.com/a283374/emoticons/emoticons_dent1005.gif ) allora ci ritroviamo.
però se si vuole si può prendere no country come " se fai questo ti succede questo"

 
però se si vuole si può prendere no country come " se fai questo ti succede questo"
Sicuramente ad alcuni personaggi succedono cose ma c'è sempre il caso di mezzo. C'è un discorso su cosa sia la morale questo sì ma anche

la morte di lui
avviene fuori campo e non si ha la sensazione che sia sottolineata nei modi aggressivi di The Counselor.

 
A breve dovrebbe uscire una mia intervista a Wang Hongwei, una persona incredibile. Se vi incuriosisce poi la linko da qualche parte.
Non lo conosco, cosa ha fatto? Comunque linka:sisi:

 
Bravo bravo se è quello che penso.

 
Domani che son più libero vado di Batang West Side:kappe:
ffff. Mi dicono sia bello ma non so. Mannaggia al restauro che non arriva.

 
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