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Forse? Non saprei dirlo con certezza. Credo si debba pure considerare la quantità di terreno che serve per coltivare il grano, e il fatto che questo non possa crescere ovunque
Si parla di risparmio energetico più che altro nei confronti degli allevamenti di carne, perché dal punto di vista nutrizionale gli insetti sono una sostituzione della componente proteica. Tutto questo comunque a titolo qualitativo, non ho in mano alcun numero da condividerti, ma a titolo informativo è da ricondurre al quantitativo proteico, per kg di insetto, ricavato a parità si spesa (mangimi, acqua, etc). Da approfondire, nessuna pretesa di spiegare nulla se non per articoli letti sporadicamente negli ultimi anni.
Ah, una piccola precisazione per chi non lo sapesse. Con "dividendo dell'euro" si intendono, generalmente, bassi tassi di interesse e bassa inflazione con il corollario che l'euro protegge dall'inflazione.
Da un punto di vista speculativo direi nella incapacità di vedere la fame del mondo in modo diverso da un problema che ha bisogno di un tool per essere aggiustata.
Per fare un esempio semplificato, ho sempre trovato terribile il prodotto Soylent (https://soylent.com/), o brand affini di pasti sostitutivi, non perché mi ricordano il soylent green dell'omonimo film (https://it.wikipedia.org/wiki/2022:_i_sopravvissuti) che
era il cibo dei poveri fatto con i cadaveri
Piuttosto perché alla domanda della frenesia degli ambienti di lavoro, dove non è inusuale consumare cibo spazzatura o non consumarne affatto perché sottomessi dal carico di lavoro o dalla voglia individuale di accaparrarsene altro per fare carriera, si è risposto con una soluzione che non attacca il problema ma rende tollerabile l'effetto che il problema genera, Non sto criticando il suo essere "smart e salutare" insomma.
Quello che non mi piace è spesso proprio questo tipo di approccio non preventivo e assolutamente reattivo. Non ho accesso al cibo? Forse si può fare di più che pensare ad un cibo accessibile. Di certo il reattivo è veloce, ha effetto immediato (e sempre speculando, l'idea di velocità, andare avanti verso il prossimo ostacolo o opportunità è tipica di un pensiero consumista) ma non sempre risolve, come si impara in molti corsi tecnici di vari ambiti. Altra cosa certa è che è pur vero che è meglio l'80% oggi che il 100% in un indefinito futuro ipotetico rimandendo con uno 0% in mano fino ad allora. Ma personalmente credo sia errato non andare oltre il semplice commento de "il solito complotto".
Aggiungo: da un punto di vista ambientale - almeno con le informazioni/conoscenze che ho io e che quindi al momento prendo per buone - è una cosa su cui mi trovo favorevole. Anche in questo caso, come può essere una dieta a base di alimenti vegetali, ben venga il piccolo passo oggi, ma non pensiamo che sia tutto: consumismo, spreco, etc.
Piuttosto perché alla domanda della frenesia degli ambienti di lavoro, dove non è inusuale consumare cibo spazzatura o non consumarne affatto perché sottomessi dal carico di lavoro o dalla voglia individuale di accaparrarsene altro per fare carriera, si è risposto con una soluzione che non attacca il problema ma rende tollerabile l'effetto che il problema genera,
Si parla di risparmio energetico più che altro nei confronti degli allevamenti di carne, perché dal punto di vista nutrizionale gli insetti sono una sostituzione della componente proteica. Tutto questo comunque a titolo qualitativo, non ho in mano alcun numero da condividerti, ma a titolo informativo è da ricondurre al quantitativo proteico, per kg di insetto, ricavato a parità si spesa (mangimi, acqua, etc). Da approfondire, nessuna pretesa di spiegare nulla se non per articoli letti sporadicamente negli ultimi anni.
Sì sì, è tutto un discorso di sostenibilità, e del fatto che costa meno che produrre carne e (forse) cereali. Quindi se la produzione costa meno, anche il prezzo, di conseguenza, dovrebbe essere basso
Intende che il fornire questo tipo di cibo non va a intaccare la causa principe de "la fame del mondo", ma si mette solo una pezza a problemi strutturali che rimangono senza soluzione (almeno, spero di aver capito bene, perché in caso sarebbe comunque un discorso condivisibile)
Intende che il fornire questo tipo di cibo non va a intaccare la causa principe de "la fame del mondo", ma si mette solo una pezza a problemi strutturali che rimangono senza soluzione
Ah ok, ma chi è che ha fatto la domanda "sulla frenesia degli ambienti di lavoro, dove non è inusuale consumare cibo spazzatura o non consumarne affatto perché sottomessi dal carico di lavoro o dalla voglia individuale di accaparrarsene altro per fare carriera"? Era un parallelo sulle soluzioni tampone, e non strutturali, fra questo problema dei ritmi lavorativi nei Paesi più sviluppati (giusto?) e il problema della fame nel mondo? Forse mi sono perso qualcosa o nel caso scusate la lentezza di comprendonio.
Ah ok, ma chi è che ha fatto la domanda "sulla frenesia degli ambienti di lavoro, dove non è inusuale consumare cibo spazzatura o non consumarne affatto perché sottomessi dal carico di lavoro o dalla voglia individuale di accaparrarsene altro per fare carriera"? Era un parallelo sulle soluzioni tampone, e non strutturali, fra questo problema dei ritmi lavorativi nei Paesi più sviluppati (giusto?) e il problema della fame nel mondo? Forse mi sono perso qualcosa o nel caso scusate la lentezza di comprendonio.
Ok, e allora qual è la soluzione tampone a cui alludeva riguardo l'elemento dell'analogia "ritmi di lavoro in relazione a cibo consumato con questi ritmi nei Paesi più sviluppati"? Mi sembra che mi manchi questo per completare la comprensione.
Ok, e allora qual è la soluzione tampone a cui alludeva riguardo l'elemento dell'analogia "ritmi di lavoro in relazione a cibo consumato con questi ritmi nei Paesi più sviluppati"? Mi sembra che mi manchi questo per completare la comprensione.
Fus, rileggi il post di Veg, che quella parte virgolettata non esiste
Detto questo, da una parte la soluzione tampone sono le barrette sostitutive del pasto, dall'altra gli insetti nei paesi più poveri
Ok, e allora qual è la soluzione tampone a cui alludeva riguardo l'elemento dell'analogia "ritmi di lavoro in relazione a cibo consumato con questi ritmi nei Paesi più sviluppati"? Mi sembra che mi manchi questo per completare la comprensione.
Sì, lo so che testualmente non c'è, era una mia parafrasi di questo: "frenesia degli ambienti di lavoro, dove non è inusuale consumare cibo spazzatura o non consumarne affatto perché sottomessi dal carico di lavoro o dalla voglia individuale di accaparrarsene altro per fare carriera".
Pardon, tutto chiaro, avevo perso il filo con la primissima parte del post di Veg, colpa anche mia che mi metto a leggere più cose contemporanemante sugli argomenti più disparati. E oggi ho anche un po' di mal di testa.
Ah ok, ma chi è che ha fatto la domanda "sulla frenesia degli ambienti di lavoro, dove non è inusuale consumare cibo spazzatura o non consumarne affatto perché sottomessi dal carico di lavoro o dalla voglia individuale di accaparrarsene altro per fare carriera"? Era un parallelo sulle soluzioni tampone, e non strutturali, fra questo problema dei ritmi lavorativi nei Paesi più sviluppati (giusto?) e il problema della fame nel mondo? Forse mi sono perso qualcosa o nel caso scusate la lentezza di comprendonio.
Non mi sembrava di essere stato così confusionario nel fare l'esempio
Non sono correlate in quanto soluzioni alimentari, mi serviva solo un esempio di altra critica che facilmente si potesse "smontare" con il complotto, magari dicendo che il mio entusiasmo è frenato dal fatto che si chiama come il soylent green - un po' come a dire che gli insetti mi ricordano Snowpiercer e allora sono complottista. Per essere più chiaro, non ce l'ho con chi produce il pasto sostitutivo o chi lo consuma, mi fa solo prendere male che un collega mi tira fuori il Soylent e contento mi dice che così in 5 minuti ha pranzato; ripeto, meglio della merendina (a detta loro) o del digiuno, però in pausa pranzo nemmeno sei pagato, direi che c'è un problema dietro che cerchiamo solo di raggirare.
Con l'esempio del tweet di cecchi paone e delle altre considerazioni è fra le prime cose che mi è venuta in mente e, a seguito dei commenti critici o, a mio avviso, troppo semplificativi, l'ho condiviso. Mi rendo conto che ho praticamente detto che la fame nel mondo non si risolve così e posso meritarmi un "grazie al cazzo". ma è anche il modo con cui ho spiegato perché sono infastidito da un certo tipo di narrativa troppo entusiasta. Per fare un altro esempio scollegato: compro abiti di seconda mano e lo faccio per temi "anticonsumistici" e di conseguenza "pro clima" (che poi, come se non ci fossero impatti dal businness dell'usato, ma vabbè) ma sono tutt'altro che entusiasta come la tipa della pubblicità di Vinted.
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Una presa per il culo. Lo dicevo qualche giorno fa: nonostante la scarsa comprensione di qualcuno, se la benzina costa molto non è un problema per i ricchi, ma per i poveri. Esattamente come la roba dell'"antiecologico": ad uno che può permettersi macchine molto costose, sai cosa gliene frega se la benzina costa 1.8, 2.2, 3.5? Fa quello che gli pare e basta. Il problema è per chi deve fare un pieno a settimana per andare in fabbrica o in ufficio. Oltre che ovviamente per chi fa la spesa, visto che i prodotti non arrivano al supermercato per volere divino.