Però il problema è che puoi dare del fascista a Kirk e va bene, ma allora lo dai anche all'estremista democratico e non ci si capisce più niente. Se vogliamo decidere che un nazista è un capitalista, antiabortista, razzista a favore delle armi io ci posso stare, ma si crea confusione perché il nazista è anche il woke, antistatale, antipolizia che dà fuoco a una città perché hanno ammazzato qualcuno. Allora il mondo si divide in pacifisti che accettano ogni opinione e fascisti che sono contro alcune opinioni? Un disastro
Uhm, non so, mi sembra un po' un mischione. Cos'è un'estremista democratico? Cosa sono i woke antistatali, antipolizia che danno fuoco a una città perché hanno ammazzato qualcuno?
E no, il mondo non si divide in pacifisti che accettano ogni opinione e fascisti che sono contro alcune opinioni. Essere pacifista significa già per altro intrinsecamente rifiutare la guerra, quindi non puoi accettare ogni opinione. Si torna sempre al paradosso della tolleranza, tanto sputtanato quanto valido.
Ognuno di noi può dividere il mondo come più gli pare. Fare un'analisi storica, sociale e politica è un'altra cosa. Semplificare e appiattire non aiuta e onestamente non credo che si possa comprendere a pieno la società contemporanea continuando a parlare dei totalitarismi senza andare oltre. La cornice è quella del neoliberismo più feroce e gli interpreti sono altri, tra cui proprio figure come Kirk o andando ancora più in alto i CEO delle big tech.
Semplificare torna utile però quando vogliamo capire in che direzione andare. Io non auguro la morte a nessuno. Mi auguro però un mondo dove gente che sostiene l'inferiorità cerebrale di donne nere, la non esistenza della Palestina, l'equipollenza di olocausto e aborto e altre bestialità simili non trovi spazio nel dibattito pubblico. Intollerante? Sì, assolutamente, ma la democrazia di cui tanto si parla, se ancora ha un barlume di valore, va difesa.
[automerge]1757672434[/automerge]
Io non ero d'accordo con il 99% delle sue affermazioni, ma almeno non ha sparato nel collo a nessuno. Una società divisa per tribù muore
Anche qui, si scoperchia un problema di filosofia morale vecchio come il cucco, ma sempre attuale.
Cosa cambia tra colpa e responsabilità?
Se io non uccido nessuno, ma faccio comizi dove mi ascoltano centinaia di migliaia di persone e poi tra quelle persone qualcuno prende una pistola e va a sparare a un membro di una categoria che io reputo inferiore, o pericolosa, sono colpevole? No. Sono responsabile? Mi sa di sì.
La giustificazione del "Diceva bestialità, ma non ha sparato a nessuno" è veramente debole e non lo dico contro di te, ma è una cosa che sto leggendo spesso e che mi sono anche sentito personalmente dire. La responsabilità è spesso peggio della colpa.
Immagino conoscerai la riflessione di Hannah Arendt sulla banalità del male. Gli esecutori materiali dell'olocausto dicevano di avere semplicemente eseguito degli ordini. Loro facevano quello che le menti del nazismo gli dicevano di fare. Non è stato quindi Hitler a uccidere 6 milioni di ebrei, eppure oggi diremmo che “Poverino, tutto sommato lui diceva cose terribili, però mica l'olocasuto lo ha
fatto lui”? Credo di no, eppure chi usa questa motivazione per Kirk dovrebbe usarla anche per Hitler, per coerenza.
Tra l'altro il tutto è ancora più paradossale nel caso specifico di Kirk. Lui, strenuo sostenitore e difensore del secondo Emendamento, che va mantenuto a costo anche di qualche morto all'anno, è stato ucciso proprio da un colpo d'arma da fuoco. Ora, indipendentemente che a ucciderlo sia stato un bianco, un nero, un socialista, un repubblicano, un democratico o Bernie Sanders in persona, anziché prendersela con i Komunisti che odiano la libertà, la cosa più facile non sarebbe semplicemente controllare il possesso delle armi da fuoco?
Concludo dicendo una cosa. Democrazie e assenza di regole sono cose profondamente diverse. Asserire che dentro una democrazia non può esserci spazio per certe posizioni, non è repressione, né tantomeno un malcostume della sinistra riformista (escludo la sinistra più rivoluzionaria che la democrazia manco la vorrebbe): è una caratteristica connaturata nell'essenza stessa della democrazia, che altrimenti si accartoccerebbe su sé stessa, come sta esattamente succedendo.