Ultimo Film Visto | Consigli e Domande Inside

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Kotonoha no niwa (Il giardino delle parole) | Makoto Shinkai, 2013. Animazione semplicemente stupefacente, con punte addirittura prossime al fotorealismo. Storia invece insulsa, si esaurisce quasi completamente in un soggetto fra l'altro banale ed ha un sapore mieloso quasi insostenibile (a meno di non ridere, cosa che mi è successa sugli inevitabili pianti finali). Se non altro ha il merito di non dilungarsi troppo. Vale comunque la visione, dal punto di vista estetico non credo di aver mai visto nulla di un livello simile.
L'ho visto l'altro giorno su Netflix, a caso, e sono giunto alle tue stesse conclusioni, ottima realizzazione con ambientazioni molto suggestive, ma la trama veramente insulsa con un tono fin troppo poetico che risulta ridondante per arrivare ad una conclusione altrettanto inutile.

Invece l'altro giorno mi son visto Birdman di Inarritu. Per farvi capire quanto fossi preparato al film vi dico solo che mi aspettavo una storia supereroistica :rickds: Non credo di aver compreso tutto fino in fondo. Ottimo il motivo meta narrativo che solitamente mi stufa, anche per l'ottima recitazione dei due attori principali. Sviluppato bene il tema del rapporto padre-figlia, anche se la parte migliore è stata la lotta interiore del protagonista, fra l'attore e la star. In certi punti mi ha ricordato un po' il Grande Lebowski, non so se a torto o ragione :asd: Anche il montaggio, seppur d'effetto non risulta semplicissimo da seguire nei primi minuti, poi ci si fa su l'occhio. Mi son piaciute un sacco le scene dietro le quinte in questo labirinto di corridoi con la camera che insegue i personaggi :sisi:

 
xXx: Il ritorno di Xander Cage (2017)

Inizio l'anno così. Avrà anche i suoi difetti, ma mi sono divertito comunque. Non male le scene d'azione. E mi sono innamorato di Nina Dobrev, che in questo film va a sostituire

l'agente Shavers, ovvero il "Q" dei precedenti due film, dato che l'attore che lo interpretava, Michael Roof, è morto suicida nel 2009.

ps: prima di questo film, hanno passato il trailer di "Autobahn - Fuori controllo". Un film con gente del calibro di Ben Kingsley, Anthony Hopkins, Felicity Jones e Nicholas Hoult. Chi l'ha visto, non ha notato nulla di strano? :rickds:

 
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Per il corso di Storia e critica del cinema (di cui ho l'esame domani :asd:) mi son visto due classici come Quarto potere di Welles e Roma città aperta di Rossellini che dovevo ancora vedere.

Non che ci sia molto da dire, avevo un sacco di aspettative su Quarto potere, considerato come uno dei migliori e più influenti film della storia del cinema, e sono state mantenute. La storia ripercorre le vicende di Charles Kane, un magnate dell'editoria e dell'informazione, attraverso le memorie dei suoi colleghi e amici. La storia dei quotidiani e della nascita della notizia come impresa è descritta bene (per chi volesse approfondire consigli La scoperta della notizia di Schudson), ma faro centrale della narrazione è Kane, uomo brillante, ricco, potente, ma che non ha mai superato il trauma infantile di essere stato allontanato dai genitori per essere educato, cosa che lo farà diventare un individuo fragile e bisognoso d'affetto.

Stilisticamente magnifico, e devo essere sincero, il fatto di averlo analizzato in classe e contestualizzato nel suo periodo mi ha permesso di comprenderlo un po' di più, come una delle prime inquadrature, dove l'entrata dell'infermiera ci viene mostrata attraverso un vetro rotto, il montaggio con continuo uso di flashback, innovativo per i tempi e la profondità di camera totale per non instradare eccessivamente lo spettatore, ma renderlo in grado di cogliere quello che vuole. Le scenografie sono davvero maestose, soprattutto gli interni della villa/castello Xanadu. Stupenda anche la prova attoriale di Welles (pensare che ha praticamente girato e recitato questo film alla mia età mi fa venire il magone :asd:) con un ottimo trucco che rende verosimile l'invecchiamento del protagonista.

Capolavoro del neorealismo, Roma città aperta, ci mostra una Roma occupata dai nazisti, attanagliata dalla povertà e dalla fame. Sicuramente un film di grande impatto, un film corale che inserisce nella vicenda molti personaggi con storie e obbiettivi diversi, uniti nella miseria e nella lotta contro la potenza occupante. La prova attoriale di Anna Magnani è monumentale, una delle poche che riesce a rendere davvero reale il suo personaggio, dalla parlata, ai movimenti, mentre Fabrizi pecca un po' nel finale, soprattutto nella minaccia/profezia finale, enfatizzando un po' troppo e risultando teatrale. Impeccabile Harry Feist, riuscendo a interpretare un personaggio odioso e falso, che si fa odiare dalla prima scena, senza nessuna azione esasperata :sisi:

 
Per il corso di Storia e critica del cinema (di cui ho l'esame domani :asd:) mi son visto due classici come Quarto potere di Welles e Roma città aperta di Rossellini che dovevo ancora vedere.
Non che ci sia molto da dire, avevo un sacco di aspettative su Quarto potere, considerato come uno dei migliori e più influenti film della storia del cinema, e sono state mantenute. La storia ripercorre le vicende di Charles Kane, un magnate dell'editoria e dell'informazione, attraverso le memorie dei suoi colleghi e amici. La storia dei quotidiani e della nascita della notizia come impresa è descritta bene (per chi volesse approfondire consigli La scoperta della notizia di Schudson), ma faro centrale della narrazione è Kane, uomo brillante, ricco, potente, ma che non ha mai superato il trauma infantile di essere stato allontanato dai genitori per essere educato, cosa che lo farà diventare un individuo fragile e bisognoso d'affetto.

Stilisticamente magnifico, e devo essere sincero, il fatto di averlo analizzato in classe e contestualizzato nel suo periodo mi ha permesso di comprenderlo un po' di più, come una delle prime inquadrature, dove l'entrata dell'infermiera ci viene mostrata attraverso un vetro rotto, il montaggio con continuo uso di flashback, innovativo per i tempi e la profondità di camera totale per non instradare eccessivamente lo spettatore, ma renderlo in grado di cogliere quello che vuole. Le scenografie sono davvero maestose, soprattutto gli interni della villa/castello Xanadu. Stupenda anche la prova attoriale di Welles (pensare che ha praticamente girato e recitato questo film alla mia età mi fa venire il magone :asd:) con un ottimo trucco che rende verosimile l'invecchiamento del protagonista.

Capolavoro del neorealismo, Roma città aperta, ci mostra una Roma occupata dai nazisti, attanagliata dalla povertà e dalla fame. Sicuramente un film di grande impatto, un film corale che inserisce nella vicenda molti personaggi con storie e obbiettivi diversi, uniti nella miseria e nella lotta contro la potenza occupante. La prova attoriale di Anna Magnani è monumentale, una delle poche che riesce a rendere davvero reale il suo personaggio, dalla parlata, ai movimenti, mentre Fabrizi pecca un po' nel finale, soprattutto nella minaccia/profezia finale, enfatizzando un po' troppo e risultando teatrale. Impeccabile Harry Feist, riuscendo a interpretare un personaggio odioso e falso, che si fa odiare dalla prima scena, senza nessuna azione esasperata :sisi:
So che la mia è pignoleria e magari testardaggine, ma ci tengo a dirlo lo stesso: "Roma città aperta", checché ne dicano alcuni critici, non è un film neorealista, un film con Anna Magnani ed Aldo Fabrizi non può essere considerato neorealista per come la penso io. Capolavoro comunque, su quello non ci piove.

"Ladri di biciclette" è un film neorealista, perché prende gli attori "dalla strada", Anna Magnani ed Aldo Fabrizi sono delle leggende del cinema italiano, la loro sola presenza impedisce quella classificazione per come la vedo io.

In bocca al lupo comunque beppe92... ma non fermarti qui, guardateli tutti i classici ;p

 
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So che la mia è pignoleria e magari testardaggine, ma ci tengo a dirlo lo stesso: "Roma città aperta", checché ne dicano alcuni critici, non è un film neorealista, un film con Anna Magnani ed Aldo Fabrizi non può essere considerato neorealista per come la penso io. Capolavoro comunque, su quello non ci piove."Ladri di biciclette" è un film neorealista, perché prende gli attori "dalla strada", Anna Magnani ed Aldo Fabrizi sono delle leggende del cinema italiano, la loro sola presenza impedisce quella classificazione per come la vedo io.

In bocca al lupo comunque beppe92... ma non fermarti qui, guardateli tutti i classici ;p
la classificazione e delimitazione del neorealismo è tanto combattuta quato di per sé *impossibile*, mancando riconoscimenti netti come è potuto avvenire in correnti artistiche o veri e propri movimenti. personalmente però mi trovo d'accordo nel considerare il film di rossellini come primo film veramente neorealista, nonostante l'eventuale precedente dato da ossessione di visconti. questo perché nonostante la presenza di attori professionisti, rimane un film profondamente volto alla cronaca, all'atto testimoniale, ed è un aspetto che lo avvicina (o meglio, storicamente proprio ne da l'avvio) alla poetica neorealista. girare un film simile in una roma ancora a pezzi, liberata da pochissimo, mentre al nord le macerie erano ancora calde, è qualcosa di troppo importante.

 
la classificazione e delimitazione del neorealismo è tanto combattuta quato di per sé *impossibile*, mancando riconoscimenti netti come è potuto avvenire in correnti artistiche o veri e propri movimenti. personalmente però mi trovo d'accordo nel considerare il film di rossellini come primo film veramente neorealista, nonostante l'eventuale precedente dato da ossessione di visconti. questo perché nonostante la presenza di attori professionisti, rimane un film profondamente volto alla cronaca, all'atto testimoniale, ed è un aspetto che lo avvicina (o meglio, storicamente proprio ne da l'avvio) alla poetica neorealista. girare un film simile in una roma ancora a pezzi, liberata da pochissimo, mentre al nord le macerie erano ancora calde, è qualcosa di troppo importante.
Proprio per questo io personalmente non lo considero neorealista, perché il periodo storico nel quale è uscito è l'unica cosa che lo collega a quella corrente. Se fosse uscito negli anni '60, nessuno l'avrebbe collegato al neorealismo.

"Ladri di biciclette", al contrario, è palesemente neorealista in tutto, nella struttura, nei temi e nel cast, e questo anche se non fosse uscito nell'immediato dopoguerra.

Cercare di far passare due icone come Magnani e Fabrizi, per le "persone comuni" del neorealismo è un po' troppo forzato, almeno così la penso io ;)

 
Proprio per questo io personalmente non lo considero neorealista, perché il periodo storico nel quale è uscito è l'unica cosa che lo collega a quella corrente. Se fosse uscito negli anni '60, nessuno l'avrebbe collegato al neorealismo."Ladri di biciclette", al contrario, è palesemente neorealista in tutto, nella struttura, nei temi e nel cast, e questo anche se non fosse uscito nell'immediato dopoguerra.

Cercare di far passare due icone come Magnani e Fabrizi, per le "persone comuni" del neorealismo è un po' troppo forzato, almeno così la penso io ;)
l'unico? la necessità della cronaca è proprio ciò che sta alla base del neorealismo del dopoguerra, tanto cinematografico quanto letterario. è la necessità di raccontare una realtà e affrontare dei temi banditi dal fascismo, o di mostrare le catastrofi e le speranze del dopoguerra. in tutto questo rossellini è stato uno dei protagonisti centrali, e roma città aperta ha fatto innegabilmente da apripista.

 
Capitain Fantastic

Una sorta di Into the Wild in formato famiglia o un little miss sunshine in versione into the wild se vogliamo.

Bellissimo per quanto mi riguarda,da degli spunti davvero originali sulla questione educazione dei figli imho,e un Viggo Mortensen come al solito sontuoso in questi ruoli. Uno dei migliori film dell'ultimo anno probabilmente e che è passato un pò troppo in sordina.

 
So che la mia è pignoleria e magari testardaggine, ma ci tengo a dirlo lo stesso: "Roma città aperta", checché ne dicano alcuni critici, non è un film neorealista, un film con Anna Magnani ed Aldo Fabrizi non può essere considerato neorealista per come la penso io. Capolavoro comunque, su quello non ci piove."Ladri di biciclette" è un film neorealista, perché prende gli attori "dalla strada", Anna Magnani ed Aldo Fabrizi sono delle leggende del cinema italiano, la loro sola presenza impedisce quella classificazione per come la vedo io.

In bocca al lupo comunque beppe92... ma non fermarti qui, guardateli tutti i classici ;p

la classificazione e delimitazione del neorealismo è tanto combattuta quato di per sé *impossibile*, mancando riconoscimenti netti come è potuto avvenire in correnti artistiche o veri e propri movimenti. personalmente però mi trovo d'accordo nel considerare il film di rossellini come primo film veramente neorealista, nonostante l'eventuale precedente dato da ossessione di visconti. questo perché nonostante la presenza di attori professionisti, rimane un film profondamente volto alla cronaca, all'atto testimoniale, ed è un aspetto che lo avvicina (o meglio, storicamente proprio ne da l'avvio) alla poetica neorealista. girare un film simile in una roma ancora a pezzi, liberata da pochissimo, mentre al nord le macerie erano ancora calde, è qualcosa di troppo importante.
Intanto ringrazio entrambi per i commenti molto interessanti (anche i successivi). Diciamo che il pensiero del mio professore rispecchia quello che ha detto panzer, facendo risalire la nascita del neorealismo proprio con Ossessione di Visconti. Comunque capisco anche le critiche di TestaMatta89, anche se, ad essere sincero, non ho mai capito l'importanza di scegliere attori improvvisati, non professionisti, per poi farli comunque recitare secondo un copione o una sceneggiatura, come per Ladri di biciclette, che è stata presa da un romanzo. Il professore ha spiegato che secondo lui De Sica è il meno neorealista di tutti, utilizzando uno stile molto hollywoodiano nelle sue pellicole (ha citato il finale di Ladri di biciclette), con un uso pesante della colonna sonora e un utilizzo secondo lui "sbagliato", troppo "patetico" dei bambini che Rosselini invece, anche in Roma città aperta o ancora meglio in Germania anno zero, rappresenta in tutt'altra maniera, più "realistica". Devo ammettere che il professore aveva un certo astio nemmeno troppo nascosto nei confronti di De Sica :asd:

Sta sera devo guardarmi L'avventura di Antonioni e da quanto ho letto sembra un bel mattoncino :asd:

 
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sussurri e grida - ingmar bergman

sussurri e grida mi ha ricordato quegli esperimenti di analisi psicologica del comportamento umano quando forzato a vivere in particolari condizioni programmate. la tenuta ottocentesca abitata dalle quattro protagoniste è di fatto un bunker sanguigno che costantemente sollecita le loro reazioni emotive, pronte ad essere impresse su pellicola dal supervisore massimo di tale ricerca: il regista. bergman talmente scarnifica la sceneggiatura che finisce per ottenere delle pure bestie emozionali, donne di cui è possibile intravedere i fasci di nervi che ne controllano i movimenti. difficile discernere specifici "temi" o "riflessioni": sarebbe come voler scorporare un individuo in singoli blocchi, pretendendo che questi non siano parte del tutto. bergman accompagna questa ricerca in una maniera che sconfessa totalmente la tradizionale rigidità attribuitagli: rapide e frequenti carrellate in avanti evidenziano con prepotenza le espressioni pregne delle protagoniste, chiaroscuri pittorici ne sottolineano la tridimensionalità, campi e controcampi strettissimi sui loro volti ce li indicano come unico elemento necessario. difficile non restare impressionati da un'analisi contemporaneamente così fisica e metodica.

 
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Mi consigliate un horror/thriller fatto bene tipo Hostel però non per forza splatter o con mutilazioni,anche psicologici della serie "che delle persone vengono rapite e chiuse in un bunker ecc..". Non so come spiegarlo ma una roba così,ne ho visti tanti ma non so come catalogatlrli.

 
Mi consigliate un horror/thriller fatto bene tipo Hostel però non per forza splatter o con mutilazioni,anche psicologici della serie "che delle persone vengono rapite e chiuse in un bunker ecc..". Non so come spiegarlo ma una roba così,ne ho visti tanti ma non so come catalogatlrli.
Di questo tipo ricordo Chained.

Mi lasciò un senso di inquietudine, non so ancora se in positivo o negativo :morris82:

 
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Mi consigliate un horror/thriller fatto bene tipo Hostel però non per forza splatter o con mutilazioni,anche psicologici della serie "che delle persone vengono rapite e chiuse in un bunker ecc..". Non so come spiegarlo ma una roba così,ne ho visti tanti ma non so come catalogatlrli.
10 cloverfield lane va

 
Mi consigliate un horror/thriller fatto bene tipo Hostel però non per forza splatter o con mutilazioni,anche psicologici della serie "che delle persone vengono rapite e chiuse in un bunker ecc..". Non so come spiegarlo ma una roba così,ne ho visti tanti ma non so come catalogatlrli.
Man in the dark (don't breathe)

 
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Unbreakable.

L'ho finalmente rivisto dopo tanti anni, mi ricordavo alcune cose ed altre no. Me lo ricordavo bello, ma quello che mi son trovato di fronte è un film semplicemente incredibile, mi azzardo a dire il miglior film supereroistico di sempre.

Questo film capisce alla perfezione il mondo dei fumetti (DC in particolare), con la sua epica, le sue meccaniche e la sofferenza mitologica dell'eroe e del suo antagonista. La fotografia ed i costumi sono incredibili: gli elementi simbolici, i colori e le inquadrature, fanno sembrare alcune scene come uscite fuori dai pannelli di un vero fumetto.

Non è un film d'azione perché è incentrato sulla backstory dell'eroe, sulla sua "creazione", sulle difficoltà ad accettare il suo "ruolo" e nel rapportarsi agli altri... ed è proprio per questo che lo amo, perché è questo che mi piace dei fumetti: l'esplorazione dell'umanità dell'eroe, le sue vittorie ma soprattutto le sue sconfitte, tutto ciò che rende epico il percorso dell'eroe, che ci esalta quando i nodi vengono al pettine e nel quale ci immedesimiamo pur da comuni mortali.

Quando poi arrivano le scene d'azione, con l'ascesa dell'eroe, è qualcosa di incredibilmente intenso ed esteticamente sbalorditivo, e tutta la premessa iniziale potenzia notevolmente queste scene, perché ci siamo affezionati al personaggio e finalmente lo vediamo all'opera mentre fa ciò che è sempre stato destinato a fare.

Il finale è meraviglioso,

straziante vedere David in lacrime quando scopre che l'amico e mentore Elijah è in realtà un omicida di massa, un malato di mente disposto a tutto pur di dare senso alla sua vita, disposto ad accettare addirittura una vita da "cattivo", pur di giustificare la sua esistenza a questo mondo e trovare "lui", il suo opposto, e quindi trovare se stesso.

P.S. Grande Bruce Willis, Samuel L. Jackson magistrale.

 
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Intanto ringrazio entrambi per i commenti molto interessanti (anche i successivi). Diciamo che il pensiero del mio professore rispecchia quello che ha detto panzer, facendo risalire la nascita del neorealismo proprio con Ossessione di Visconti. Comunque capisco anche le critiche di TestaMatta89, anche se, ad essere sincero, non ho mai capito l'importanza di scegliere attori improvvisati, non professionisti, per poi farli comunque recitare secondo un copione o una sceneggiatura, come per Ladri di biciclette, che è stata presa da un romanzo. Il professore ha spiegato che secondo lui De Sica è il meno neorealista di tutti, utilizzando uno stile molto hollywoodiano nelle sue pellicole (ha citato il finale di Ladri di biciclette), con un uso pesante della colonna sonora e un utilizzo secondo lui "sbagliato", troppo "patetico" dei bambini che Rosselini invece, anche in Roma città aperta o ancora meglio in Germania anno zero, rappresenta in tutt'altra maniera, più "realistica". Devo ammettere che il professore aveva un certo astio nemmeno troppo nascosto nei confronti di De Sica :asd:
Sta sera devo guardarmi L'avventura di Antonioni e da quanto ho letto sembra un bel mattoncino :asd:
L'avventura è un capolavoro! Buona visione :ahsisi:

7 Psicopatici di Martin McDonagh. Questo regista ha davvero troppo stile, alcuni dialoghi sono formidabili.

 
Intanto ringrazio entrambi per i commenti molto interessanti (anche i successivi). Diciamo che il pensiero del mio professore rispecchia quello che ha detto panzer, facendo risalire la nascita del neorealismo proprio con Ossessione di Visconti. Comunque capisco anche le critiche di TestaMatta89, anche se, ad essere sincero, non ho mai capito l'importanza di scegliere attori improvvisati, non professionisti, per poi farli comunque recitare secondo un copione o una sceneggiatura, come per Ladri di biciclette, che è stata presa da un romanzo. Il professore ha spiegato che secondo lui De Sica è il meno neorealista di tutti, utilizzando uno stile molto hollywoodiano nelle sue pellicole (ha citato il finale di Ladri di biciclette), con un uso pesante della colonna sonora e un utilizzo secondo lui "sbagliato", troppo "patetico" dei bambini che Rosselini invece, anche in Roma città aperta o ancora meglio in Germania anno zero, rappresenta in tutt'altra maniera, più "realistica". Devo ammettere che il professore aveva un certo astio nemmeno troppo nascosto nei confronti di De Sica :asd:
Sta sera devo guardarmi L'avventura di Antonioni e da quanto ho letto sembra un bel mattoncino :asd:
Condoglianze :sard:

Io invece adoro De Sica e detesto Visconti ed Antonioni. Questione di gusti :ahsisi:

L'avventura è un mattone! Buona dormita :ahsisi:
Fixed :pffs:

 
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Condoglianze :sard:Io invece adoro De Sica e detesto Visconti ed Antonioni. Questione di gusti :ahsisi:
E ti hanno pure fatto moderatore della sezione cinema :facepalm:

:cuore:
 
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