L'ho visto l'altro giorno su Netflix, a caso, e sono giunto alle tue stesse conclusioni, ottima realizzazione con ambientazioni molto suggestive, ma la trama veramente insulsa con un tono fin troppo poetico che risulta ridondante per arrivare ad una conclusione altrettanto inutile.Kotonoha no niwa (Il giardino delle parole) | Makoto Shinkai, 2013. Animazione semplicemente stupefacente, con punte addirittura prossime al fotorealismo. Storia invece insulsa, si esaurisce quasi completamente in un soggetto fra l'altro banale ed ha un sapore mieloso quasi insostenibile (a meno di non ridere, cosa che mi è successa sugli inevitabili pianti finali). Se non altro ha il merito di non dilungarsi troppo. Vale comunque la visione, dal punto di vista estetico non credo di aver mai visto nulla di un livello simile.
Invece l'altro giorno mi son visto Birdman di Inarritu. Per farvi capire quanto fossi preparato al film vi dico solo che mi aspettavo una storia supereroistica
Non credo di aver compreso tutto fino in fondo. Ottimo il motivo meta narrativo che solitamente mi stufa, anche per l'ottima recitazione dei due attori principali. Sviluppato bene il tema del rapporto padre-figlia, anche se la parte migliore è stata la lotta interiore del protagonista, fra l'attore e la star. In certi punti mi ha ricordato un po' il Grande Lebowski, non so se a torto o ragione
Anche il montaggio, seppur d'effetto non risulta semplicissimo da seguire nei primi minuti, poi ci si fa su l'occhio. Mi son piaciute un sacco le scene dietro le quinte in questo labirinto di corridoi con la camera che insegue i personaggi 



