Ultimo Film Visto | Consigli e Domande Inside

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Scusa come l'hai vista se non sai il prezzo e come fai a sapere che è esaustiva se non l'hai vista? Se non puoi rispondere qui mandami un PM :asd:

 
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"Lo and Behold", mi è piaciuto, l'ho trovato informativo e con spunti interessanti, straordinaria la fotografia quando Herzog si sgancia dalle interviste.

Non è certo uno dei suoi documentari migliori ma mi è piaciuto, anche se, effettivamente, un grosso difetto ce l'ha: finge di essere un documentario su internet, quando in realtà è un documentario sulle nuove tecnologie e la portata sociale di queste sul presente e sul futuro, con internet che in realtà è trattato relativamente poco, ogni tanto Herzog tira fuori la parola "internet" per ricordarci quale sia il tema principale, perché altrimenti ce lo dimenticheremmo. Va quindi molto fuori tema, ed il risultato finale è un po' un minestrone di cose diverse, interessanti, ma poco coese.

Comunque sia, lo consiglio.

 
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He Who Gets Slapped di Viktor Sjostrom.Here we go again. Questa volta il soggetto non è suo. Mi sono trovato davanti a una tragedia votata al patetismo, giocando la carta del clown e della grande pena che si è portati a provare per il protagonista. C'è anche il tema ''classico'' della rappresentazione scenica come catarsi e come mezzo psicanalitico (scomodo l'Amleto giusto per avere l'esempio più grande che si possa fare).
meraviglioso questo.

 
meraviglioso questo.
Concordo, ma è uno di quei film in cui (stando a quanto ho letto) è quasi tutto merito dall'opera letteraria da cui il regista ha attinto.

 
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Mannò!

 
Mi avete incuriosito troppo, ora mi sto guardando questo uomo che prende schiaffi:loris:

Spero che non affoghi completamente nel patetico e che alla fine ci sia qualche specie di rivincita:morristend:
 
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Mi avete incuriosito troppo, ora mi sto guardando questo uomo che prende schiaffi:loris:
Spero che non affoghi completamente nel patetico e che alla fine ci sia qualche specie di rivincita:morristend:
Ridi pagliaccio...

:asd:

 
Ridi pagliaccio...:asd:
:asd:

Mi e´piaciuto, mi sono letto un po´di roba su wikipedia, la vita dell´attrice che interpreta Consuelo, Norma Shearer e´molto interessante, una classica diva dell´epoca,poi un paio di fatti curiosi - sembra che questo sia il primo film nel quale compare il leone della mgm all´inizio e inoltre il finale e´stato modificato rispetto alla piece originale russa (che lo faceva diventare ancora piu´ tragico:tragic:)

 
Twentynine Palms, Dumont

Ne ho già visto qualcuno di Dumont, a parte Camille Claudel non mi ha mai molto convinto. Qui si torna alla coppia con le sue incomprensioni, differenze di ritmo, comportamenti passivo-aggressivi. Nella resa interna dei momenti di (non) confronto ricorda molto Antonioni che ha sviscerato questa cadenza fino alla nausea. Se vogliamo anche Antichrist con cui fra l'altro

condivide l'arco drammatico
. Poi è chiaro che Dumont ha dei tempi molto più aperti tra le varie scene madri. Sono temi molto importanti per le coppie in generale, non sono unici a questi registi, ma loro hanno una prospettiva molto specifica.

Dumont ha secondo me il brutto vizio, una scelta sia chiaro, di non curarsi troppo della coevoluzione di personaggi e ambiente, è talmente votato al silenzio, alla sottrazione di elementi che finisce per aderire programmaticamente alle poche idee di psico-movimento, i personaggi emergono come marionette. Diventa prevedibile, sterile e fastidioso visto che dopo ogni scontro e incomprensione lei ritorna sorridente. E' stressante, capisco voglia testimoniare della schizzofrenia propria ai rapporti amorosi ma si trasforma dopo i primi venti minuti in uno stillicidio.

Probabilmente mi sarebbe piaciuto se l'avessi visto qualche anno fa, resta un film interessante da accoppiare ad altri per capire come si possono variare gli approcci a problemi così presenti e conosciuti.

 
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perfetti sconosciuti di paolo genovese. tanto vale partire con una provocazione: ormai è diffusa l'idea che, quando si parla di cinema, per tirare in ballo pellicole italiane indegne si punti ai soli cinepanettoni, ormai decaduti, o la new entry degli ultimi anni zalone. ebbene, rispetto a quest'ultimo, che non punta a niente di più del semplice umorismo di pancia che si prefigge, questo perfetti conosciuti è ben più indegno, nel momento in cui è stato accolto come la grande rinascita della commedia all'italiana e, temo, metro di paragone di qualità. cosa comunque non sorprendente, visto che la formula di base è sempliciotta abbastanza per conquistare un pubblico ampio e vagamente spolverata di ""dramma"" per potersi convincere di stare guardando qualcosa di fatto bene.

commediola superficiale e inconcludente, rimane impantanata nella stessa idea di partenza e completamente soffocata da una struttura che non offre il minimo stimolo. aggiungiamo magnifiche sequenze in cui la musica più accomodante e banale di questo mondo accompagna i monologhi più accomodanti e banali di questo modo e otteniamo, pensate un po', un film accomodante e banale.

frontiere(s) di xavier gens. era un bel po' che non ritornavo su questi francesi dediti all'ultraviolenza, e sebbene si muova pericolosamente sul filo del trash riesce a rimanere abbastanza scanzonato, prendendosi poco sul serio, per risultare un'onesta visione. in un modo un po' ludico-grottesco, quando poi lo splatter poi è così ben realizzato riesce sempre a essere soddisfacente.

l'uomo che sapeva troppo di alfred hitchcock. come si finisce per dire troppo spesso per i suoi film, è formalmente perfetto. thriller tra lo spionistico e il politico, ambientato tra marrakech e londra, il crescente mistero in cui è rimasta coinvolta una ignara famiglia è totalmente coinvolgente. perfettamente dosati anche i momenti tensivi e distensivi, il grado di attenzione rimane ai massimi livelli per tutta la visione.

obbligatorio citare due scene magistrali, accomunate dall'importanza dell'aspetto musicale: quella alla royal albert hall, e la scena finale con doris day che canta que sera, sera. due scene in cui regia e montaggio, costruendosi e progredendo proprio intorno al brano musicale, diventano un occhio che osserva tutto intensificando, lo dico ancora una volta, magistralmente la tensione e il dramma.

alla ricerca di dory di andrew stanton. ben poco ispirato sequel che non trova la propria strada né quando ripropone formule già consolidate nel precedente né quando cerca di proporre qualcosa di nuovo. lo studio riesce sempre a confezionare un prodotto piacevole ingiusto almeno per non essere apertamente insufficiente, o fastidioso, ma appunto oltre la sufficienza non va.

a questo giro pure il corto iniziale è ben poca cosa.

 
Il dottor Mabuse di Fritz Lang.

Dopo I Ragni un altro film di Lang che sembra concedere qualcosa ai generi più in voga presso il pubblico del tempo. Di fatti è un poliziesco, diviso in due parti, che però presenta una profondità e una carica espressionistica molto più importante rispetto ad altre opere coeve. Potrei dire che è il malvagio di turno, una sorta di mago-psicanalista che manipola l'inconscio individuale e collettivo per i suoi loschi fini, a innalzare tutta l'opera e a donare una profondità e una valenza non comune a questo film. C'è chi ha visto anche i primi fantasmi della futura Germania nazista.

 
Bridge of spies | Steven Spielberg, 2015. Solito, solido Spielberg. La seconda parte mi è sembrata procedere un po' per inerzia, mentre la prima ha dei grandi momenti, mi è piaciuta molto. Tecnicamente impeccabile, manco ci fosse bisogno di dirlo. Anche troppo.

 
Ultimamente, complici anche le scadenze Netflix, sto recuperando film anni '80/90, come la trilogia di Ritorno al Futuro, mai visti per intero, davvero una gran trilogia, il secondo quello che mi è piaciuto di meno... il primo ha l'effetto novità, il terzo ha il vecchio west...ho un dubbio però

Il Doc che alla fine del primo film compare per portare Marty e Jennifer nel futuro, è anche quello che scompare nel 1955 ed è quello che nel finale del terzo resta nel 1885. Questo Doc sarebbe quello del 1985, quello salvato dal giubbotto antiproiettile giusto? Perchè se no non si spiegherebbe Marty rattristato

Oggi ho visto The Breakfast Club, davvero molto bello, quella strana è la copia di una mia vecchia compagna di corso :asd: Da vedere assolutamente

 
Non avevo nulla da fare e mi sono rivisto Non è un paese per vecchi. La perfezione cristallina di questo film, mamma mia.

 
The Three Ages di Buster Keaton.

Buster Keaton fa il regista, lo sceneggiatore e il protagonista di moltissimi suoi film. Questo in particolare è una parodia di Intolerance di Griffith. La sua maschera impassibile, questa sorta di Cristo che non ride mai e che predica l'amor fati, ha davvero del particolare e sa conferire alle sue opere un sottile e ironico sarcasmo di fondo.

Sherlock Jr di Buster Keaton.

In questo caso non abbiamo una semplice commedia. Keaton è uno di quei comici, come Chaplin, che riesce a veicolare messaggi di grande profondità senza perdere la sua comicità. Keaton è anche un'acrobata e sa regalare gag esilaranti tipiche del genere slapstick, ma in questo film quello che colpisce è il ruolo del cinema, della finzione, dell'immaginazione per l'uomo che deve affrontare le avversità.

The Navigator di Buster Keaton.

Qui ci si concentra tra il rapporto tra l'uomo e la donna, tra l'uomo e la macchina. Il protagonista è intrappolato su una gigantesca nave con la ragazza che lo ha da poco rifiutato. Emerge una visione negativa della tecnologia e della sua complessità, quasi come se fosse l'uomo a non saper servire la macchine e non viceversa. La nave senza controllo va alla deriva in mezzo al mare, e tutti gli strumenti tecnologici per cucinare o compiere le azioni più semplici, come dormire, vengono riutilizzati come farebbe un uomo primitivo o un bambino. Keaton affronta sempre la realtà senza arrendersi, ma mai con uno spirito critico, la accetta e sfrutta il proprio ingegno per cercare di liberarsi dal groviglio di problemi e complicazioni che lo circondano, senza porsi il problema di dipanare la matassa.

 
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Ultimamente, complici anche le scadenze Netflix, sto recuperando film anni '80/90, come la trilogia di Ritorno al Futuro, mai visti per intero, davvero una gran trilogia, il secondo quello che mi è piaciuto di meno... il primo ha l'effetto novità, il terzo ha il vecchio west...ho un dubbio però
Il Doc che alla fine del primo film compare per portare Marty e Jennifer nel futuro, è anche quello che scompare nel 1955 ed è quello che nel finale del terzo resta nel 1885. Questo Doc sarebbe quello del 1985, quello salvato dal giubbotto antiproiettile giusto? Perchè se no non si spiegherebbe Marty rattristato

Oggi ho visto The Breakfast Club, davvero molto bello, quella strana è la copia di una mia vecchia compagna di corso :asd: Da vedere assolutamente

Sì è quel Doc :ahsisi:

Ho rivisto anch'io la trilogia prima che venisse rimossa. Sempre bellissima.

Poi ho recuperato anche American Gangster di Ridley Scott. Le storie dei narcotrafficanti sono sempre belle, ma mi aspettavo qualcosa di più, è mancato un po' di mordente alla narrazione.

 
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Neruda di Pablo Larrain

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Il mio film dell'anno? Vorrei già rivederlo. Forse un ulteriore salto di qualità per Larrain. Una totale sovversione del biopic, che si contamina in maniera indefinita di generi e suggestioni diversissime.

A partire dalla geniale scelta di narrare l'esilio di Neruda attraverso la voce narrante del suo (immaginario) inseguitore, Oscar Peluchonneau, rappresentato in maniera non dissimile all'investigatore di un noir classico. Nel suo svilupparsi il film crea un incredibile cortocircuito narrativo, in cui i la realtà dei personaggi e delle loro azioni si fa sempre più sfuggente e i ruoli si fanno meno chiari. Alla fine più che un film su Neruda diventa una riflessione sul potere dell'arte e il suo senso a livello sociale.

Ad aiutare lo scopo ci pensano scelte estetiche di assoluta originalità, fra l'uso costante del grandangolo, le particolari scelte cromatiche, l'uso del digitale e il montaggio repentino e discontinuo, che accompagnato ai vorticosi movimenti di macchina rendono le immagini del film sempre perennemente irreali, sospese al di fuori del tempo.

E regalando alla figura di Neruda lo spessore che si merita, non tanto attraverso una blanda agiografia quanto con un film la cui stessa forma si sostanzia come se fosse una creazione poetica del poeta cileno, mostrandone le aspirazioni, le debolezze, e insomma la sua estrema complessità nella maniera in cui solo il cinema avrebbe potuto. E sta qui la grandezza di Larrain.

 
non so se è il posto giusto ma magari prima di aprire thread ci provo:

una mia amica ricorda un film con una certa scena/citazione ma non ha proprio idea del titolo... ora descrivo la scena, se qualcuno conosce il film allora spari il nome plssss!

ci sono questa coppia di fidanzati, stanno in casa, preparano la colazione, lei prende una fetta biscottata e ci spalma su qualcosa ma la fetta biscottata si spezza durante l'atto, quindi ne prende un'altra, ma stessa storia. il ragazzo arriva e le consiglia di mettere un'altra fetta biscottata sotto quella su cui sta spalmando e si rivela un giusto consiglio, quindi lui le fa "facciamo che un giorno io ti insegno qualcosa, e l'altro insegni tu qualcosa a me"

potrebbero esserci degli errori su qualcosa dato che è un ricordo suo forse non proprio preciso, ma il succo è questo.

qualcuno ne sa qualcosa?

 
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