Ultimo Film Visto | Consigli e Domande Inside

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Persona

Molto interessante, il film mi è piaciuto anche se devo dire di aver compreso male il messaggio

Io pensavo che le due protagoniste fossero due facce di una sola persona, e che tutta la storia fosse una sorta di allegoria sui conflitti interiori, invece da quanto ho letto sono davvero due donne che finiscono per specchiarsi l'una con l'altra...mmmm...sono confuso :morristend:
 
PersonaMolto interessante, il film mi è piaciuto anche se devo dire di aver compreso male il messaggio

Io pensavo che le due protagoniste fossero due facce di una sola persona, e che tutta la storia fosse una sorta di allegoria sui conflitti interiori, invece da quanto ho letto sono davvero due donne che finiscono per specchiarsi l'una con l'altra...mmmm...sono confuso :morristend:
Per me è uno di quei film da vedere e rivedere, su cui riflettere molto a lungo. Non è strano rimanere disorientati. Capolavoro :sisi:

 
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PersonaMolto interessante, il film mi è piaciuto anche se devo dire di aver compreso male il messaggio

Io pensavo che le due protagoniste fossero due facce di una sola persona, e che tutta la storia fosse una sorta di allegoria sui conflitti interiori, invece da quanto ho letto sono davvero due donne che finiscono per specchiarsi l'una con l'altra...mmmm...sono confuso :morristend:
Non esiste un messaggio univoco, in questo come in tanti film.

è giusto che ognuno si faccia una propria teoria, è anche questo il bello dell'arte.

Detto questo, pur piacendomi "Persona", ne preferisco altri di Bergman.

 
The conjuring 2 - un buon film, girato molto bene ma non và aldilà di quanto fatto col primo film.. un giocattolino divertente, forse un po' troppo diluito ho trovato la durata veramente eccessiva per quello che vuole raccontare.. siamo comunque lontanucci dagli altri horror dell'anno come the witch e it follows

 
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I, Daniel Blake di Ken Loach. Un film semplice e bellissimo allo stesso tempo.

 
Dragonheart (1996)

Ho dovuto farlo, dopo che ieri un altro utente ne ha parlato per via del tema musicale stra-usato in televisione. Non mi ricordavo niente del film nonostante l'avessi registrato io ai tempi :rickds: carino, non sapevo fosse dello stesso regista del primo Fast & Furious.

 
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Ieri ho visto The Revenant, beh che dire, ottima regia, ti fa sentire dentro il film, non mi capita quasi mai di sobbalzare durante un film, ieri m'è successo nella scena della caduta dal burrone

 
Il Collezionista di Ossa

Non l'avevo mai visto, bé gran errore. Bellissimo thriller che ti lascia col fiato sospeso fino alla fine, solito grande Denzel che amo da impazzire e molto brava anche la Jolie.

A proposito di Denzel Washington, mi é venuta voglia di rivedermi quel fulmine di Training Day

 
Everybody Wants Some!!

Seguito spirituale di Dazed and Confused, come il suo predecessore riesce a mostrare in maniera molto accurata uno spaccato di vita, e come il suo predecessore non mi ha entusiasmato. Immagino però che sia uno di quei film che, come lo stesso Dazed and Confused, rimangono impressi

 
Alice through the looking glass

Vari passi indietro rispetto al precedente che mi era piaciuto parecchio,piattissimo è noioso per un ora e mezzo carino il finale invece.

5

 
Ho visto l'ultima commedia con zach galifianakis, masterminds. Fa quello deve fare, soprattutto all'inizio. Poi come al solito ci si perde da metà in poi in robe senza senso, ma dico io possibile che non riescano a scrivere una trama decente? bah

Comunque per due euro con gli amici e la sala piena di gente ci sta, considerato che al cinema non c'è praticamente un càzzo in sto periodo e quindi non c'erano molte alternative.

 
Bisogna prenotare molto prima per gli spettacoli serali nei giorni da 2 euro.
La cosa assurda però è che il Dr. Strange era vuoto, infatti dei miei amici sono andati a vedere quello

 
The Freshman di Fred Newmeyer.

Solita commedia con Harold Lloyd.

Menilmontant di Dimitri Kirsanov.

Solito film che per scelte stilistiche e slanci tencici è da etichettare come d'avanguardia; è strano constatare come in ogni tempo si riconosca subito cosa sia apertamente avanguardista, o per lo meno cosa aspiri esserlo sopra ogni altra cosa.

The Gold Rush di Charlie Chaplin.

Un gran bel film in pieno stile Chaplin. Ci sono tanti buoni sentimenti, ma c'è anche la solitudine, la tristezza. Ci sono gag di grande potenza espressiva. Chaplin, come Keaton, rappresenta un uomo il cui spirito sembra possedere una purezza originaria che ricorda il mito del buon selvaggio o un essere serafico, quasi alieno, che non appartiene al nostro mondo.

 
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Ragazzi che spettacolo teatrale vedono Jules, Jim e Catrine quando vanno a teatro? Qualcuno sa dirmelo?

 
La settimana scorsa mi sono fatto l'abbonamento settimanale di MyMovies, e in otto giorni (è durato un giorno di più, non so perché ma ben venga) mi sono visto ben cinque film.

El club | Pablo Larrain, 2015. Partivo prevenuto, mi ha sorpreso in positivo. Ha finito per convincermi anche dal punto di vista estetico, e sì che un simile utilizzo del grandangolo e simili scelte cromatiche non sono proprio il mio tipo. Il soggetto è potente e sviluppato con la giusta cattiveria. Forse rimane un po' superficiale nel suo spietato accanimento contro i propri personaggi, ma in ogni caso riesce a ottenere l'effetto desiderato.

Plemya (The tribe) | Myroslav Slaboshpytskiy, 2014. L'idea è forte, e la sua messa in scena all'altezza: l'intreccio rimane semplice, ma è evidentemente un limite necessario. (Per certi versi il soggetto mi ha ricordato quello di Cecità di Saramago, chissà che non sia stata un'ispirazione alla lontana.) Tecnicamente ottimo, la narrazione procede per lunghi piani sequenza, orchestrati anche in modo non banale, che permettono un'immersione nei luoghi della vicenda che difficilmente si sarebbe potuta rendere altrimenti. In certi casi però la regia si attiene un po' troppo rigidamente a questa scelta: diverse scene si protraggono molto più del necessario, e questo incide in modo rilevante sul ritmo del film senza però aggiungere molto valore. Devo dire che nel complesso non mi ha entusiasmato particolarmente, ma resta un esordio notevolissimo sotto ogni aspetto: soggetto, tecnica, direzione degli attori dimostrano una grande maturità registica, per cui l'impronunciabile Slaboshpytskiy potrebbe essere un nome da tenere bene d'occhio nei prossimi anni. Inoltre fornisce finalmente una risposta a chi, come me, si era sempre chiesto chi avesse il coraggio di comprare le magliette W ITALIA dai bengalesi dietro Piazza Miracoli.

E infine e soprattutto ho visto Fiori di equinozio (1958), Tardo autunno (1960) e Il gusto del saké (1962) di Yasujiro Ozu. È davvero un caso strano, quello di Ozu. Nel corso degli anni ha praticamente continuato a girare lo stesso film. Un film meraviglioso – ma uno. Da una pellicola all'altra si incontrano le stesse situazioni, gli stessi temi, gli stessi personaggi, gli stessi attori, addirittura le stesse ambientazioni. Valutarli individualmente è sinceramente difficile, e forse ha pure poco senso. Quello che so per certo è che io questo lungo film lo adoro: ne adoro la perfezione formale, la cadenza del montaggio, ne adoro la sincerità anche quando ingenua, la pacatezza dei toni e dei ritmi, l'inconfondibile atmosfera. E ne rispetto l'umiltà con cui porta avanti il proprio discorso, senza volersi imporre sullo spettatore, senza volersi allargare oltre i confini che sente propri. Credo che senza Ozu non avremmo avuto il Miyazaki che conosciamo oggi – certi silenzi, certi ritmi nel montaggio, sono gli stessi che si possono trovare qui. Sono film che possiedono un calore, un senso di serena familiarità che li rende assolutamente unici, e indissolubilmente legati fra loro. È strano da dire per dei film, ma ci si sente a casa. Non saprei come meglio descriverli.

 
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