Nelle ultime settimane la voglia di veder film sta quasi a zero, ma in un modo o nell'altro va sempre a finire che qualcosa lo vedo comunque. E in particolare ho visto
A woman under the influence di Cassavetes una mattina a casa, ma non era la mattinata giusta per cui alla fine mi ci sono un po’ trascinato. Comunque abbastanza perfetto, Falk è un monumento e cosa non avrei dato per vederlo in un film di Scorsese o nei Sopranos, e la Rowlands calata nella parte così tanto che non si capisce quando finisca il personaggio e inizi lei. Una discreta botta. Tra l'altro visto a scatola chiusa pensavo parlasse di argomenti completamente diversi, quando mi sono accorto che questa stava sbroccando (cioè subito) ci sono rimasto malissimo lol
Paranormal Activity 4 di tali Joost e Schulman dopo la grigliata di pasquetta con amici (non saprei dire esattamente come sia finita così) che magari è un film intelligentissimo ma continuavamo a parlarci sopra per cui non ci ho capito niente lol. Quel che so per certo è che in certe situazioni non c’è davvero niente di meglio di un po’ di sana spazzatura.
Swiss army man dei sedicenti Danielzz in treno, anche se non saprei bene se o come commentarlo dato che ho iniziato a vederlo scazzato per il viaggio e skippando regolarmente preso dall’impazienza da Ma-quando-arriva-la-Winstead-qui-c’è-scritto-che-c’è-anche-lei. Insomma all’inizio non lo avevo proprio preso sul serio, o meglio l'avevo preso giusto come un film-con-dentro-la-Winstead, niente di più (e niente di meno) ma devo dire che piano piano sono entrato nell’ordine di idee giusto e me la sono spassata abbastanza. (Staccando i sottotitoli quando iniziano a parlare di quanto è bello farsi le seghe per non turbare la signora seduta accanto a me, anche se probabilmente era già troppo tardi.) Il confine fra volontariamente ridicolo e involontariamente ridicolo, fra parodia e rigurgito indie è inquietantemente confuso, però è talmente, spettacolarmente senza senso che non sono riuscito a non volergli bene. Visivamente molto buono e colonna sonora spettacolosa. Finale quasi perfetto. (Ah e alla fine la Mary Elizabeth arriva, anche se non nel modo che ti aspetti.
Charulata di Ray, secondo giro, questa volta al cinema. Elegantissimo e sottilissimo ritratto psicologico, forse però gli manca qualcosa perché a tratti è talmente sottilissimo che trovavo difficoltà a capire esattamente cosa passasse per la testa ai personaggi. Ma forse è colpa mia. Cinema cristallino, Ray è un gigante in ogni caso.
E
Mahanagar, per noi italiani
La grande città, sempre di Ray, sempre al cinema (e sempre lo stesso pomeriggio). Ecco questo è semplicemente bellissimo. Tutto è perfetto.