Ultimo Film Visto | Consigli e Domande Inside

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Women in Prison, Nobuaki Shirai (1978)
Lui merda, loro donne in preda alla merda.
Più intimo di quello che mi aspettavo per questo genere di film in prigione, è chiaramente incasinatissimo nella resa ma anzi gli ha dato un fascino per me. Peccato che l'unico modo che abbiano trovato per fare muovere i personaggi sia una trama molto aggressiva.
 
Nosferatu, Robert Eggers (2024)
Out l'interesse per il vampiro, in i conflitti di una donna che ha fatto cose sconce prima del matrimonio. Noia mortale già per questo. Ma soprattutto una regia staticissima e a tratti ridicola, sembra uno spot fashion girato male.
 
Visto Play Dirty - Triplo Gioco. Film del 2025, su PrimeVideo, da quello che ho capito ispirato ai romanzi di Stark, pseudonimo di Westlake, con Mark Whalberg come protagonista nelle vesti di Parker.
Piacevole, spettacolare ma abbastanza dozzinale. Sembrava un Uncharted 2 (poi con Whalberg il dejavu era proprio dietro l'angolo) con un pizzico di James Bond.
 
Spiderman across the spiderverse
Mi piace come si è evoluta la trama.
Da criminali dover aspettare fino al '27 per il finale, chissà se mi ricorderò qualcosa per allora ed io il film l'ho visto adesso figurati quelli che lo hannl visto 2 anni fa :asd:
 
Ho visto The Stranger - Chapter 1, su PrimeVideo.
Non ci ho capito granché, su Wiki dice che sarà una trilogia che funge da sequel ad un primo film del 2008.
Non è un horror come mi aspettavo, piuttosto un thriller che gioca molto sulla suspense. Nel complesso non mi ha fatto impazzire ma nemmeno dispiacere. Carino, ma si aspetta il capitolo 2.
 
Nosferatu, Robert Eggers (2024)
Out l'interesse per il vampiro, in i conflitti di una donna che ha fatto cose sconce prima del matrimonio. Noia mortale già per questo. Ma soprattutto una regia staticissima e a tratti ridicola, sembra uno spot fashion girato male.
Rispetto ai vecchi Nosferatu ha una fotografia artificiale che può non piacere, però il colpo d'occhio spesso è eccezionale dai, dal punto di vista estetico non gli si può dire niente per me.
 
Rispetto ai vecchi Nosferatu ha una fotografia artificiale che può non piacere, però il colpo d'occhio spesso è eccezionale dai, dal punto di vista estetico non gli si può dire niente per me.
Ma aggiungerei che tutta la scena della cena al castello, con sole luci naturali, è meravigliosa. Magari sì, in alcuni punti abusa un po' dei filtri, però stra concordo con te :sisi:
 
Di luci naturali non ce n'è mai, è tutto costruito a tavolino in studio, e per me pesa moltissimo. Ho appena rivisto il Nosferatu di Murnau, e nonostante quelli abbiano dovuto fare un film con i limiti dell'epoca per me ha comunque molto più respiro. Metto degli screen:
Per dire la scena in cu i lui salta dalla finestra in quello recente mi ha fatto quasi ridere, hanno cercato di riprendere la stessa inquadratura ma se nella versione del 1922 hai comunque un rapporto al muro che sembra reale qui con i lupi finti che corrono in modo strambo, le luci caricatissime e una inquadratura stretta io non so che pesci prendere. Anche gli altri screen, è tutto sempre stretto, finto, pieno di luce soft, sono film faticosi per me da guardaare. E' un'estetica netflix ormai dominante che mi sembra patinata. Anche qui Murnau nei piani larghi che ha, pochi, sembra più reale.
Detto ciò per me non sono neanche questi i problemi principali del film, vediamo se riesco a spiegarmi nella seguente rece.

Nosferatu, F. W. Murnau (1922)
Non solo più vivace nella resa scenica rispetto alla versione recente, ma soprattutto tutto giocato nel presente. La ragazza di cui il conte si ossessiona scopre nel presente quello che sta succedendo, non è tutta una problematica sessuale passata dal gusto psicanalitico un po' spicciolo, è adesso e prima non si sapeva. Penso anche alla corruzione dell'impresario immobiliare, tutto giocato nel presente quando invece nella versione odierna c'è una specie di svelamento di cose passate. E' un'ossessione molto contemporanea questa della manipolazione, segretuccioli che stanno in cantina e cose varie. Forse le scene più fastidiose della contemporanea sono i litigi tra marito e moglie e i litigi (lol) tra moglie e vampiro. In Murnau invece c'è un gusto della sorpresa anche comico che resta fino alla fine. Forse è meglio non lanciarsi troppo in psicologia quando non si hanno le carte per. Comunque io resto con un ricordo molto più vivido del romanzo originale, in cui gli incontri notturni tra vampiro e donna sono davvero disturbanti e protratti e non ritrovo in nessuna di queste versioni. Forse che la storia di Dracula non è ancora stata filmata fino in fondo...
 
Ricondurlo all'estetica Netflix mi pare proprio esagerato, non voglio passare per fan di Eggers perchè non lo sono però oggi è uno dei pochi che ha un suo stile preciso e riconoscibile, tanto che puoi riconoscere un suo film da un qualsiasi fotogramma preso a caso, non so di quanti altri registi si può dire la stessa cosa.
 
Tron Ares
Non malissimo, il problema maggiore come tanti altri film è che dura troppo.
Basta film che devono arrivare per forza alle 2 ore se non oltre.
 
Ricondurlo all'estetica Netflix mi pare proprio esagerato, non voglio passare per fan di Eggers perchè non lo sono però oggi è uno dei pochi che ha un suo stile preciso e riconoscibile, tanto che puoi riconoscere un suo film da un qualsiasi fotogramma preso a caso, non so di quanti altri registi si può dire la stessa cosa.
No no, è proprio una bestemmia.

:rickds:
 
Ho visto The Beekeeper, con Jason Statham, su PrimeVideo.
Devo essere onesto non amo il genere e ancor meno Jason Staham che trovo davvero inespressivo e monotono, però il film, QUESTO film non mi è dispiaciuto. La trama non è così scontata e banale anche se gli antagonisti li ho trovati "eccessivi". Finale molto telefonato, anche troppo irreale.
 
Per curiosità mi sono andato a guardare qualche screen di The Vvitch e li preferisco a quelli di Nosferatu, ma riconosco che è più o meno la stessa cosa, solo aveva meno soldi dieci anni fa e doveva stare di più in ambienti naturali e un po' più sobrio in generale.
 
Mio diario cinefilo settembrino

Loveless, Andrey Zvyagintsev 2017. Un film tecnicamente perfetto, al punto che può forse risultare un po' rigido fra un impianto procedurale che si fa sempre più preponderante col passare dei minuti, mentre lo sviluppo narrativo diventa via via più esile fino a esaurirsi (per precisa scelta autoriale) nel finale. Il simbolismo è chiaro (e forse un po' reiterato) ma in retrospettiva spezza il cuore rilevare come la storia degli ultimi anni non abbia fatto nulla per contraddire la miseria umana messa in scena. Al di là di tutto, vale la visione anche solo per la regia monolitica e le sublimi immagini di cui è costellato.

Megalopolis, Francis Ford Coppola 2024. È sinceramente difficile credere che sia stato scritto, diretto, interpretato e montato da esseri umani in carne ed ossa. Un tripudio di kitsch, cattivo gusto e pessima scrittura che a suo modo dovrebbe far scuola. Un folle, scriteriato disastro. (Lo adoro)

La chimera, Alice Rohrwacher, 2023. Rohrwacher ha ormai una voce ben riconoscibile nel creare questi piccoli mondi, chiusi in se stessi ai margini estremi della modernità e popolati da storie e personaggi plausibilmente assurdi. Sono al tempo stesso surreali e familiari, nostalgici e claustrofobici, realistici e magici. Casting e scenografie perfetti come sempre (Alba R. a parte). Un bel passo avanti dopo la disastrosa seconda parte di Lazzaro felice. Al di là dei meriti specifici del film, uno dei pochi autori contemporanei che seguo con sincero interesse.

Cerrar los ojos, Víctor Erice 2023. Opera molto personale e percepibilmente sentita dall'autore, personalmente non è però riuscito a coinvolgermi del tutto nel suo intreccio. Le singole scene sono sempre ottimamente costruite e supportate dagli interpreti, ma ho faticato a provare interesse nella ricerca di questo personaggio perduto, e nel personaggio stesso. Molto più convincente il viaggio più interiore del protagonista, e il modo in cui il film parla del passare del tempo e dell'invecchiare, nonché del cinema, della carriera e delle amicizie, tutti aspetti che però rimangono sempre come vincolati a questo intreccio che ho trovato un po' un McGuffin fine a se stesso. Non aiuta che personalmente abbia perso un po' di interesse nei soggetti e nelle tecniche di metacinema, di cui comunque qui riconosco un esempio sinceramente motivato e costruito – e a causa della durata di quasi tre ore, francamente poco giustificata. Non vorrei apparire troppo negativo per cui io comunque lo consiglio, perché è un film che ha molto da dire e che lo fa con eleganza e modestia, qualità entrambe sempre apprezzate.

Millennium Mambo, Hou Hsiao-hsien 2001. La storia è come non ci fosse e il ritmo un po' un pantano ma non si può dire che non sia un film bellissimo da guardare.

Jeder für sich und Gott gegen alle, Werner Herzog 1974. Il soggetto è forte e ben sviluppato, anche grazie a una interpretazione notevolissima del protagonista. Non posso dire che mi abbia mai davvero sorpreso e la morale è un po' quella che ci si aspetterebbe, ma è pur sempre una visione più che valida che consiglierei a chiunque.

Good time, Benny Safdie, Josh Safdie 2017. È irritante il fatto che abbia praticamente tutto quello che gli serviva per essere un grande film, ma che alla fine dei conti risulta totalmente vuoto (e vogliamo dire pure manipolatorio) come il suo protagonista. Mi ha anche un po' rattristato la serata assistere a questa ora e mezza di disastri e mentecatti. Un ottimo esercizio di stile ma anche una grande occasione sprecata. Per fortuna Uncut gems invece mi era piaciuto molto (forse perché ha un protagonista con un minimo di spessore in più e un soggetto meno generico) per cui mantengo delle buone aspettative per i prossimi Sadfie.

Reflet dans un diamant mort, Bruno Forzani, Hélène Cattet 2025. Formalmente strabiliante come da aspettative, ma anche estremamente convoluto e fin troppo prolisso. Una miriade di ottime scene ma nel complesso finisce per risultare estenuante. Comunque felice di ritrovare questi autori in gran forma dopo 8 anni dall'ultimo lungometraggio.

I prossimi un'altra volta
 
Visto Il professore e il pinguino al Cinema.

Che film triste, ci sono rimasta male:sadfrog:
Il pinguino muore :sadfrog:
 
In queste settimane ho visto pochi film, mi serviva tempo per fare troppe altre cose, ma a fine ottobre sarò ad un certo Tokyo International Film Festival con accredito (non meritato) INDUSTRY... :D

Millennium Mambo, Hou Hsiao-hsien 2001. La storia è come non ci fosse e il ritmo un po' un pantano ma non si può dire che non sia un film bellissimo da guardare.
ma non sarà che è bello perché lei è bella??
 
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